ZEITGEIST, LA PIU’ GRANDE BOIATA MAI VENDUTA. E i grillini ci credono. Infatti chi crede in Grillo e Casaleggio crede in tutto.

Ecco a voi in estrema sintesi la tipica auto-presentazione del tipico candidato grillino,

“Ciao raga,

non so fare nulla e non so nulla, neppure quanti sono i parlamentari e quanti sono i senatori, ma sono laureato e sono ggggiovane.

Voglio portare la mia simpatica e giovanile incompetenza nel governo.

Fatemi fare il presidente del consiglio”.
Ma non c’è mai fine al peggio. Ieri sera a Ballarò un ggggiovane grillino diceva che ZEITGEIST gli aveva aperto gli occhi, facendogli capire che i complottisti capitalisti mondiali ci stanno impiantando sotto pelle un microchip…. Sì, avete sentito bene. Comunque, io sospetto da tempo  che dietro il movimento di Grillo-Casaleggio ci sia  quel vasto movimento denomianto Zeitgeist, che fa capo a Jacque Fresco. Dal momento che il documentario omonimo diffuso su You-tube è un concentrato esilarante di cazzate, si ha la tentazione di guardare a quel movimento come ad una delle tante, deliranti sette che infestano il pianeta. Tuttavia, ho saputo che i membri di quel movimento cominciano ad avere un peso elettorale non indifferente  negli Usa: basti pensare che Ron Paul, candidato libertario alle ultime elezioni del partito repubblicano, appare nel documentario stesso in veste di simpatizzante del movimento.

Comunque, visto che ieri sera quel grillino ha fatto pubblicità a Zeitgeist, e stamattina in televisione  già si parlava con ironia del “microchip sotto pelle”, ho deciso di ripubblicare la serie di post su Zeitgeist apparsi per la prima volta sul vecchio blog nel lontano 2009. In effetti, WordPress rileva che da alcuni giorni sono aumentati i contatti di gente che cerca informazioni su Zeitgeist.  Quindi, per favorire i cercatori di notizie su Zeitgeist, ripubblico adesso in cima al blog i vecchi post su Zeitgeist che apparvero nel lontano 2009, e che attirarono più di duecento commenti pieni d’odio e di idiozia. Li ho copiati tutti e salvati nel mio computer. Li conservo come preziosi documenti di quel tipo speciale di umana stupidità che è pronta a convertirsi in violenza. Mai sottovalutare la stupidità, che è dotata di una devastante forza distruttrice.. Anche i nazisti erano sostanzialmente degli stupidi, e guardate che hanno fatto. Infatti, la mia tesi è che i seguaci di Zeitgeist potrebbero essere i nuovi nazisti. E sono sicura che i seguaci italiani di Zeitgeist adesso siano rifluiti nel Movimento Cinque stelle. Non a caso, ieri c’era già qualche grillina che lodava il duce.

lunedì, 24 agosto 2009

ZEITGEIST: LA PIU’ GRANDE BOIATA MAI VENDUTA. E gli atei ci credono. Infatti chi non crede in Dio crede in tutto.

Alla fine della puntata precedente ho accennato al “documentario” Zeitgeist di tal Peter Joseph (http://www.youtube.com/watch?v=uezALzEN_3U ). Più che un “documentario”, è un libro di favole. Più che favole, superstizioni mascherate da scienza. Gli autori di Zeitgeist fondono assieme la superstizione anti-occidentale e la superstizione anti-cristiana, facendo un grosso regalo ad Osama Bin Laden e a tutti quelli che vogliono distruggere la civiltà. Perché solo l’Occidente cristiano è civiltà. Ma gli autori di Zeitgeist si sentono lo stesso degli eroici filantropi. Sul sito ufficiale, sta scritto che Zeitgeist è un documentario “nonprofit”…  ah, la parolina magica! Leggete:

“Zeitgeist, produced by Peter Joseph, was created as a nonprofit filmiac expression to inspire people to start looking at the world from a more critical perspective and to understand that very often things are not what the population at large think they are”.

Traduzione in parole povere: “Caro spettatore, il profitto non ci interessa, ci interessa soltanto fare del bene, vogliamo aprire gli occhi alla gente. Se non credi a tutto quello che ti diciamo, sei cieco come gli altri. Se invece credi a tutto quello che ti diciamo, allora sei intelligente, sei fico e piaci alle ragazze”. Ovviamente lo spettatore vuole sentirsi fico e quindi si beve a tutto quello che gli propinano gli autori di Zeitgeist. Poi mette il “documentario” che lo fa sentire tanto fico fra i “preferiti” su You-tube o su Facebook, oppure lo mostra sul suo blog, commentando: “Mi raccomando, fate circolare, imparate a ragionare con la vostra testa”. E così la superstizione di Zeitgeist si diffonde con la rapidità di una pestilenza. Ormai gli appestati sono già centinaia di migliaia. Noi immuni rischiamo di finire come Io sono leggenda nel giro di qualche anno. Gli appestati credono che “ragionare con la propria testa” significhi ragionare con la testa degli autori di Zeitgeist, credere ciecamente a tutto quello che dicono gli autori di Zeitgeist e non verificare mai quello che dicono gli autori di Zeitgeist. Anche perché per verificare quello che costoro dicono bisogna perdere un po’ meno tempo su Facebook studiare un poco. Troppo faticoso! Invece noi che non vogliamo sembrare fichi, verifichiamo una ad una tutte le affermazioni degli autori di Zeitgeist.

Riassunto di Zeitgeist  tipo riassunto dei film del giorno sul giornale: “Cristo non è mai esistito, le torri gemelle sono state abbattute dal cristiano Bush e dai suoi amici banchieri, Usa, 2007”.  Nella prima parte di Zeitgeist, intitolata “La più grande storia mai venduta”, i filantropici autori cercano di fare capire a noi poveri ciechi che la religione sarebbe solo “l’oppio dei popoli”. Da duemila anni, i governanti utilizzerebbero questo “oppio” per istupidire i popoli, distogliendoli dal proposito di fare la rivoluzione (questa l’ho già sentita). Ovviamente, la storia di Cristo sarebbe solo una favola e Cristo sarebbe  un personaggo immaginario, come le altre divinità pagane.  In effetti, Cristo sarebbe molto simile ad alcune divinità pagane legate al culto del sole: Seth, Horus, Mitra, Dioniso, Attis e Krishna. Ognuna di queste divinità festeggerebbe il compleanno proprio il giorno di Natale. Non è una coincidenza straordinaria?

Insomma gli autori di Zeitgeist suggeriscono un raffinato sillogismo, degno dell’intelligenza dei frequentatori assidui di Facebook: chi nasce il 25 dicembre è una divinità pagana, Cristo è nato il 25 dicembre, Cristo è una divinità pagana ossia non esiste. Uhm…  io conosco molte persone che sono nate il 25 dicembre. Non hanno proprio l’aspetto delle divinità pagane. Non hanno proprio l’aspetto di persone che non esistono. Comunque, per quanto riguarda la data del 25 dicembre, leggete la Errata corrige che ho pubblicato fra i commenti.   In ogni caso, se  anche un tizio mitologico di nome Horus fosse “nato” (in senso metaforico) proprio  il 25 dicembre, per Cristo non cambierebbe nulla. Ma come vedremo, pare che Horus non sia “nato” tre giorni dopo il solstizio d’inverno.

Ll’incertezza degli evangelisti circa la data di nascita di Cristo è una prova ulteriore del fatto che Cristo non è una invenzione degli evangelisti. Se Cristo se lo fossero inventato, si sarebbero inventati anche la data della sua nascita. Anzi, avrebbero legato la sua nascita a chissà quale fantasmagorico allineamento di stelle e pianeti. I popoli mediorientali erano fissati con l’astronomia. E invece niente. Gli evangelisti proprio non sanno dire il giorno esatto in cui è nato il loro maestro. Bisogna solo aggiungere che lo storico pagano Cornelio Tacito, che certamente non era cristiano, parla di un certo “Christus, il quale sotto l’impero di Tiberio era stato condannato all’estrema condanna dal procuratore Ponzio Pilato” (Tacito, Annali XV, 44). Anche altri storici pagani (Plinio il Giovane, Tertulliano, Giuseppe Flavio, Luciano eccetera) menzionano questo Christus. Ne parlano come di una persona realmente esistita, non come di un personaggio mitologico. Facevano parte del complotto anche loro?

Ma andiamo avanti. Gli autori di Zeitgeist ignorano l’obbligo di citare le fonti e falsificano i dati con disinvoltura. Le loro falsificazioni sfiorano il ridicolo. Ad esempio, sostengono che la parola anglosassone sunset (tramonto) alluda alla divinità egizia Seth. Molto divertente. Anche le espressioni set cinematografico e set di coltelli alludono al dio Seth?  Ora ho capito: Seth non era solo il dio del sole ma anche il dio delle scenografie cinematografiche e  delle televenditei di set di coltelli e di pentole! E i filologi di Oxford lo sanno, che gli antichi abitanti della Britannia erano al corrente delle divinità venerate nell’antico Egitto? Ahimè no. Si ostinano a pensate che sunset sia composta dal  sostantivo sun e dal sostantivo setting, che è legato sostantivo set e al verbo to set. Setting significa “messa in opera” ma anche “tramonto;” set significa “posizione”, “direzione”, “orientamento”; to set significa “collocare”, “porre”. In conclusione, sunset letteralmente significa: direzione del sole. E per inciso la parola orizzonte, anch’essa distorta dagli autori di Zeitgeist, proviene dal greco orizon, che significa “limite”, “confine”.

Andiamo avanti. Secondo gli autori di Zeitgeist,  la biografia del dio egizio Horus sarebbe molto simile anzi identica alla biografia di Cristo. Horus sarebbe nato da una vergine, avrebbe compiuto dei miracoli, avrebbe avuto dodici discepoli, sarebbe morto in croce e sarebbe risorto dopo tre giorni. Interessante. E gli egittologi lo sanno? No, non lo sanno. Per la cronaca, gli autori di Zeitgeist hanno tratto la teoria del parallelismo fra Cristo ed Horus dal libro The Christ Conspiracy della fantomatica Acharya, il cui vero nome è D. M. Murdock. A sua volta, Acharya-Murdock ha tratto la suddetta teoria dal libro The Historical Jesus and The Mythical Christ di Gerald Massey.  Nato nel 1828 e morto nel 1907, Massey era un massone che si dilettava di poesia e di egittologia. In effetti, gli addetti ai lavori non lo hanno mai considerato un vero egittologo. Copio da Wikipedia e incollo: “Le sue opere, che tentano di stabilire un più generale parallelismo tra la religione giudaico-cristiana e la religione egizia, sono assolutamente disconosciute dalla moderna egittologia e non sono menzionate nell’ Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt o in qualche altra opera di riferimento di questa branca accademica. Massey non è infatti nominato né in “Who Was Who in Egyptology” di M. L. Bierbrier (III ed., 1995), attuale lista degli egittologi internazionali di riferimento, né tanto meno nella più estesa bibliografia sull’antico Egitto stilata da Ida B. Pratt (1925/1942), universalmente riconosciuta dalla comunità internazionale degli egittologi”.

Ovviamente Acharya giura e spergiura di non avere tratto la teoria del parallelismo Cristo-Horus da Massey. Dice di averla tratta dalle opere dell’egittologa e antropologa Margaret Murray. Di male in peggio. Questa Murray è considerata una specie di ciarlatana dagli studiosi qualificati. Ancora da Wikipedia: “Anche la storicità del lavoro della Murray è ancora molto discussa e le sue argomentazioni sono oggi aspramente criticate in ambito accademico. accademico: tra gli storici che criticano la sua impostazione di ricerca e quindi i risultati raggiunti ci sono Norman Cohn, Ronald Hutton, G. L. Kitteredge, Keith Thomas, J. B. Russell and Carlo Ginzburg”.

Ma torniamo a Massey. Questo falso egittologo, che  di geroglifici se ne intendeva poco, si mise a studiare un rilievo rinvenuto a Luxor. In quel rilievo Massey lesse che Horus era nato da una vergine, che aveva compiuto dei miracoli, che aveva avuto dodici discepoli, che era morto in croce ed era risorto dopo tre giorni. I veri egittologi, che di geroglifici se ne intendono, hanno dato un bel tre alla traduzione di Massey. Volete sapere che cosa c’è veramente scritto nel suddetto rilievo di Luxor? Bé, insomma, ecco… i geroglifici descrivono l’incontro a  luci rosse fra una ragazza piuttosto maliziosa e un qualche dio parecchio su di giri (NOTA vietata ai minori). Insomma, Horus fu concepito in maniera tutt’altro che verginale. Per la precisione, il suddetto rilievo non riguarda la concezione Horus in persona ma la concezione del faraone, inteso come reincarnazione di Horus. Secondo i miti più antichi, Horus In persona sarebbe nato dalla dea-vacca Hathor. Normalmente, la parola vacca non la associamo alla parola vergine. Secondo miti più recenti, Horus sarebbe invece figlio del dio Osiride e della dea Iside. Quest’ultima avrebbe concepito Horus in maniera molto singolare. Secondo la leggenda, Osiride sarebbe stato annegato e fatto a pezzi da Seth, quello di sunset. Iside avrebbe rimesso insieme i pezzi del cadavere di Osiride e si sarebbe accoppiata con lui, concependo Horus. Esatto, la madre di Horus avrebbe avuto un rapporto sessuale col cadavere del marito. In ogni caso, la verginità l’aveva persa. Come se non bastasse, Iside non avrebbe partorito tre giorni dopo il solstizio d’inverno. Secondo la leggenda, Horus sarebbe nato fra luglio e agosto. Per il resto, Horus non avrebbe mai avuto dodici discepoli e non sarebbe morto in croce. Sarebbe morto, molto banalmente, in seguito al morso di uno scorpione. Ma grazie ai poteri magici di sua madre, sarebbe tornato quasi subito in vita.  Lo so che state pensando. Pensate che ci sia una qualche analogia fra il ritorno alla vita di Horus e la Resurrezione di Cristo. Bé, non c’è nessuna vera analogia. Iside non avrebbe fatto risorgere il figlio: avrebbe rianimato il suo cadavere. Gli egizi erano fissati con i cadaveri, se non ve ne siete accorti. C’è una differenza abissale fra la rianimazione di un cadavere e la resurrezione. Se ridessimo vita ad un cadavere (la mia è chiaramente una ipotesi paradossale) quel cadavere tornerebbe ad essere lo stesso corpo biologico e corruttibile che era prima. L’ex cadavere, prima o poi, tornerebbe ad essere un cadavere. Secondo la teologia cattolica, invece, i corpi risorti non avranno la stessa natura corruttibile dei corpi attuali. Saranno corpi soprannaturali, eterni e indistruttibili. Ma la cosa veramente importante è un’altra. Fra la morte di Horus e la morte di Cristo c’è una distanza infinita. Secondo la leggenda, la morte e la rianimazione di Horus non avrebbero avuto nessun significato particolare. Morendo e rianimandosi, Horus non avrebbe salvato proprio nessuno. Invece Cristo, morendo e risorgendo, ha salvato l’umanità intera. “Morendo, distrusse la morte”.  Mistero infinito.

Secondo Acharya-Murdock e  gli altri autori di Zeitgeist, anche il dio greco Attis e il dio indiano Krishna sarebbero molto simili a Cristo. Anche loro sarebbero nati  in maniera verginale, sarebbero morti in croce e sarebbero risorti. Vediamo se è così. Tanto per cominciare, Cristo si comportava da “eunuco per il regno dei cieli”. E il greco Attis? Béh, il mito greco ce lo descrive come un ragazzo non proprio casto. Secondo alcune leggende, avrebbe avuto anche un amante gay (dopotutto era greco). Per farla breve, questo Attis avrebbe abbandonato la sua attempata amante Cibele, convolando a giuste nozze con la giovane figlia del re Mida. L’amante abbandonata e infuriata lo avrebbe fatto impazzire, inducendolo al suicidio. Dunque, Attis non sarebbe morto in croce. E non sarebbe neppure risorto. L’infuriata Cibele avrebbe prelevato i genitali dal cadavere di Attis e li avrebbe sotterrati. Dai quei genitali sarebbero nate delle meravigliose piante. In effetti, Attis era adorato dai pagani come il dio della vegetazione. Qualcuno racconta che Attis sarebbe rinato sotto forma di pino sempreverde. Anche un bambino capisce che la rinascita vegetale di Attis ha ben poco a che fare con la resurrezione della carne.

E vediamo brevemente anche il celebre Krishna. Secondo i testi sacri indù, Krishna sarebbe stato l’ottavo figlio della principessa Devaki e del nobile Vasudeva. Dunque  Krishna non sarebbe nato da una vergine. Sarebbe stato il figlio di due coniugi regolarmente sposati che non si astenevano dai doveri coniugali. Comunque sia, la madre avrebbe nascosto il neonato Krishna al malvagio zio, che lo voleva uccidere. Se vogliamo, c’è una analogia fra lo zio di Krishna e il re Erode. Ma si tratta di una analogia vaga e poco significativa. Andiamo avanti. Secondo i testi sacri, Krishna non sarebbe morto in croce. Un cacciatore lo avrebbe scambiato per un cervo e lo avrebbe colpito a morte. Dopodiché Krishna sarebbe salito in cielo, raggiungendo gli altri numerosissimi déi dell’olimpo indiano. Fine della storia. Ma la Murdock insiste: “è una tradizione, anche se non si trova nelle scritture indù, che Krishna sia stato crocifisso, come Cristo..In effetti, si trovano in India alcune immagini di divinità crocifisse, uno dei quali è apparentemente Krishna, informazioni importanti che non si trovano nelle risorse tradizionali quali le odierne enciclopedie”. In realtà, è stato dimostrato che le leggende sulla “crocifissione” di Krishna sono recenti e direttamente influenzate dal Cristianesimo. La religione indù ha sempre avuto la tendenza ad assorbire le storie e i miti tratti dalle altre religioni. Quando entrarono in contatto con i missionari cristiani (presenti in India già nel settimo secolo dopo) gli indù inventarono alcune leggende sulla  crocifissione di Krishna. Ma appunto, si tratta di leggende marginali. Queste leggende stanno ai libri sacri indù come i Vangeli apocrifi stanno ai Vangeli.

Abbiamo visto che fra Cristo e tutte le summenzionate, pittoresche divinità arcaiche non ci sono delle vere somiglianze. Facciamo prima a trovare delle somiglianze fra Cristo e Barak Obama, così tutti quelli che lo adorano come un nuovo messia sono contenti. Scherzi a parte, non si trovano divinità simili a Cristo neppure nell’Olimpo greco. Nessuna divinità greca o romana si è mai incarnata, è mai morta ed è mai  risorta.  Al massimo, le divinità d’Olimpo avrebbero assunto delle apparenze umane per immischiarsi negli affari degli uomini. Ma assumere le apparenze umane non significa incarnarsi: significa camuffarsi. Quanto a Dioniso, chiunque abbia fatto il liceo classico sa che Dioniso è agli antipodi di Cristo. I famosi riti dionisiaci, descritti da Euripide nelle Baccanti, erano del tutto incompatibili con la moralità cristiana. Somigliavano ai moderni rave-party. L’unico “link” fra Dioniso e Cristo si trova nei rilievi dei sarcofagi cristiani. Infattii primi cristiani usavano rappresentare Cristo con le fattezze di Dioniso. Forse che i cristiani identificavano Cristo con Dioniso? Niente affatto. Le fattezze di Dioniso servivano a nascondere Cristo agli occhi dei pagani. Fino al 313 dopo Cristo, quando Costantino promulgò il famoso Atto di tolleranza, la religione di Cristo era fuorilegge in tutti i territori dell’impero. Ma perché i cristiani scelsero di dare a Cristo le fattezze di Dioniso anziché le fattezze di Giove o di Apollo o di chiunque altro? Per la semplice ragione che nei primi secoli dopo Cristo i culti dionisiaci erano associati ai culti funerari. Il dio dell’ebbrezza era diventato anche il dio dell’oltretomba. Se andate in un museo archeologico romano, troverete la figura di Dioniso nella maggior parte dei sarcofagi pagani.

Ma tagliamo corto. Di recente la studiosa  Kimberly Stratton (http://www.carleton.ca/chum/religion/faculty/stratton.html ) ha dimostrato che i pagani antichi non riuscivano neppure a concepire l’idea che una divinità potesse incarnarsi, morire e risorgere. A tutti loro una simile idea sarebbe apparsa puramente e semplicemente blasfema. Infatti essi consideravano il corpo umano una cosa ignobile. Il greco Platone la chiamava “prigione dell’anima”. Una simile “prigione  non meritava certamente, secondo i greci, né di risorgere né di ospitare un dio. Quando san Paolo annunciò nell’areopago che il “Dio ignoto” si era incarnato, i greci lì presenti lo derisero e  se ne andarono.

Nella seconda parte di Zeitgeist, gli autori ci propinano la solita teoria del grande complotto israelo-americano-capitalista-finaziario. Ci raccontano la stessa favola che Michael Moore ci ha già raccontato in Fahrenheit 9\11: gli attentati dell’11 settembre sarebbero stati orchestrati dalla Cia eccetera. Forse dovrei dire qualcosa anche su questa favola…  No, non ce la faccio. Ormai, mi viene da sbadigliare tutte le volte che ne sento parlare. Che noia mortale. D’altra parte, l’impagabile Paolo Attivissimo l’ha già smontata pezzo a pezzo sul suo blog. Inutile aggiungere altro (http://undicisettembre.blogspot.com/ ).

Su Zeitgeist non c’è molto altro da dire. Gli autori asseriscono, fra le altre cose, che fra qualche anno i cattivi capitalisti-finanziari cercheranno di impiantare un microchip nel corpo di ciascuno di noi al fine di controllare il mondo intero… Ma dove siamo, in un romanzo di Gibson?!? Quante altre prove vi servono ancora, per capire che Zeitgeist è una boiata pazzesca? Tuttavia, è perfettamente inutile sbufalare una ad una le bufale nonprofit di Zeitgeist. Infatti gli argomenti razionali hanno poco successo con gli ignoranti superstiziosi. Quelli che non credono in Dio, sono degli ignoranti superstiziosi. Infatti credono a tutto. Soprattutto, credono a Zeitgeist.

L’nno scorso è uscito Zeitgeist addendum, sequel di Zeitgeist. Riassunto tipo guida tv di Zeitgeist addendum: “Un ciarlatano di nome Jacque Fresco cerca di affibbiarci un progetto utopico di sapore marxista e New Age, Usa, 2008”. Marxismo + New Age = droga pesante. Roba che ti manda in orbita nel giro di trenta secondi. Nel pieno del trip allucinogeno, il ciarlatano annuncia l’avvento di un’era di  fratellanza universale… Aquaaariiiuuuuus!… Aquaaariiiuuuuus!… in cui non ci saranno più né le religioni né le nazioni né il denaro né la proprietà privata e la tecnologia porterà il paradiso in terra… Uhm, questa mi sembra di averla già sentita… Ah sì, era il Mondo Nuovo di Aldous Huxley. Bleah!  Che schifo. Ne riparlerò.

(Continua)

NOTA vietata ai minori

“The inscription in Panel 4 (which is often cited on the web as the key frame) describes the god Amun jumping into bed with the human Queen on her wedding night (or at any rate before she consummates her marriage with the human King) disguised as her husband. But she recognizes the smell of a god, so he reveals himself, then ‘enters her’ (sic). The narrative then gets a bit risque–the god burning with lust, queen begging to be embraced, there’s kissing going on, Amun’s buddy Thoth stands by the bed to watch, and after Amun ‘does everything he wished with her’ she and Amun engage in some divine pillow talk, and so on. At one point the queen exclaims amazement at ‘how large’ Amun’s ‘organ of love’ is, and she is ‘jubilant’ when he thrusts it into her. Ah, I lament the death of pagan religion. It’s stories are so much more fun!” (Luxor Inscription by Richard C. Carrier, 2004, http://www.frontline-apologetics.com/Luxor_Inscription.html )

P. S. Ringrazio Il blogger Giona del blog Ultima epoca (http://ultimaepoca.blogspot.com/). Infatti la maggior parte delle informazioni di questo post le ho tratte dai suoi preziosi post su Zeitgeist:

http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/01/zeitgeist-la-menzogna-parte-1.html (su Horus)

http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/02/zeitgeist-la-menzogna-parte-2.html (su Attis)

http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/05/zeitgeist-la-menzogna-parte-3.html (su Krishna).

ERRATA CORRIGE A PROPOSITO DELLA DATA DEL 25 DICEMBRE:

La festa del Natale precede quella pagana del Sole Invitto

di Michele Loconsole*

ROMA, mercoledì, 6 gennaio 2010 (ZENIT.org). – Fonti diverse confermano che la festa del Sole Invitto fu posta al 25 dicembre per tentare di “oscurare” quella del Natale cristiano. Non il contrario!

Sovente si sente affermare che la festa del Natale posta dalla Chiesa al 25 dicembre nel suo calendario liturgico soltanto agli inizi del IV secolo non è storicamente fondata. Ossia che non è possibile sapere con certezza in quale giorno sia nato, a Betlemme, Gesù di Nazaret.

Da qui l’ipotesi – oggi molto accreditata – che la scelta del 25 dicembre sarebbe il risultato del calcolo di un’operazione ideologica messa in atto dalla Chiesa antica per sovrapporsi e infine assorbire la festività pagana del dio Sole; la cerimonia cultuale-astronomic a che veniva officiata in diverse civiltà, e non solo dell’area mediterranea, ben prima della nascita di Gesù, in coincidenza col solstizio d’inverno.

Fenomeno, quello operato dalla Chiesa di Roma, altrettanto noto agli studiosi di fenomenologia delle religioni come d’inculturazione o di cristianizzazione dell’Impero romano.

Fin qui il pensiero dominate. Mentre, alla luce delle fonti, sembra sia andato esattamente al contrario. È infatti la festa pagana del Sole Invitto che è stata posta – o ancora meglio spostata – al 25 dicembre per tentare di “oscurare” quella cristiana del Natale, le cui attestazioni documentali sono di gran lunga più antiche della prima. Solo per citarne una: Ippolito di Roma già nel 204 riferiva che la Chiesa festeggiava la nascita di Gesù il 25 dicembre.

Ricorrenza liturgica nota a quella parte della Chiesa universale che era venuta in contatto con la primitiva tradizione giudeo-cristiana, che questa festa faceva dipendere da quella ancora più antica dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Zaccaria, fissata nel calendario liturgico orientale al 23 settembre.

Sulle relazioni tra le due feste cristiane ho già riferito in un precedente articolo pubblicato da ZENIT il 21 dicembre scorso, dove ho riportato anche il fondamento storico-archeologic o della storicità della nascita di Gesù al 25 dicembre; evidenza possibile grazie alla scoperta del Libro dei Giubilei tradotto e commentato dal prof. Shemarjahu Talmon dell’Università di Gerusalemme, all’indomani del ritrovamento del 1947 dei Rotoli di Qumran.

E allora, tornando alla questione: quale delle due feste celebrate il 25 dicembre, del Sole Invitto o del Natale cristiano, è la più antica? Quale delle due ha tentato di prevalere sull’altra?

Sull’antichità del Natale ho già detto sopra. Passando invece ad analizzare le fonti che attestano le date della festività pagana, domando: a quando risalirebbe la prima fonte documentata che la festività del dio Sole veniva celebrata il 25 dicembre?

Riposta: l’unico documento che abbiamo oggi a disposizione è il Chronographus anni 354. Per farsene un’idea si confronti la parte VI, dal titolo Calendario con testi e illustrazioni per i dodici mesi.

La notizia, però, sembra piuttosto tardiva: siamo infatti oltre la metà del IV secolo d.C. e all’indomani del primo Concilio di Nicea. Ricordo, di contro, che la prima attestazione del Natale al 25 dicembre è del 204, esattamente 150 anni più antica.

Prima del 354, per ritornare alle fonti della festa del Sole Invitto, ancora durante il regno di Licinio (imperatore dal 308 al 324 d.C.) il culto al dio solare veniva celebrato il 19 dicembre, e non il 25! (cfr. l’iscrizione citata da Allan S. Hoey, Official Policy towards Oriental Cults in the Roman Army, Transactions and Proceedings of the American Philological Association (70) 1939, pp 456-481, a p. 480, nota 128).

Si aggiunga, poi, che questa antica festa astronomica veniva celebrata anche in diverse altre date dell’anno, tra cui spesso veniva scelto il periodo compreso tra il 19 e il 22 ottobre (a tal proposito si veda M. R. Salzman, New Evidence for the Dating of the Calendar at Santa Maria Maggiore in Rome, Transactions of the American Philological Association (111) 1981, pp. 215-227, a p. 221).

Il culto del dio Sole, solo per fare ulteriore chiarezza, era stato introdotto a Roma da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 274, che il 25 dicembre dello stesso anno consacrava il Tempio del Sol Invictus. La festa prese il nome di “Giorno di nascita del Sole Invitto”. Una ricorrenza, quindi, che potrebbe aver visto le sue origini occidentali sul finire del III secolo d.C.

Si tenga anche conto che i romani, già ai tempi di Adriano (imperatore dal 117 al 138), ritenevano che i cristiani adorassero il sole. In realtà commentavano gli usi liturgici cristiani che si sarebbero consolidati grazie all’opera di Giustino (morto a Roma tra il 162 e il 168), che imposterà i capisaldi della teologia cristiana (domenica, Eucaristia, Risurrezione, Natale, etc) proprio sul simbolo del sole: siamo appena nella prima metà del II secolo.

In conclusione, alla luce di quanto abbiamo detto credo sia possibile affermare almeno due cose importanti. La prima, che la festività del Sole Invitto non veniva celebrata soltanto il 25 dicembre – e che questa data si è imposta sulle altre soltanto dopo la metà del IV secolo d.C.

La seconda, che in Occidente questa festa pagana ha attestazioni documentali ben più recenti rispetto a quella del Natale cristiano, che come abbiamo visto sono più antiche.

E allora: non nasce il legittimo dubbio che l’ingresso della festa del Sole Invitto nel calendario romano del III secolo d.C. potrebbe corrispondere alla volontà da parte dall’establishment imperiale di “oscurare” la festa cristiana, che era certamente celebrata a Roma il 25 dicembre da almeno settant’anni?

Del resto questa nuova ipotesi sarebbe probabilissima se pensiamo al clima persecutorio in cui la religione di Cristo ha dovuto esistere in quasi ogni regione dell’Impero romano dalle sue origini fino alla venuta di Costantino (imperatore dal 306 al 337 d.C.) e ancor più all’indizione del Concilio di Nicea (325 d.C.).

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*Michele Loconsole è dottore in Sacra Teologia Ecumenica, giornalista pubblicista e scrittore. Autore di una decina di volumi sulla storia del cristianesimo è attualmente presidente ENEC (Europe-Near East Centre).

lunedì, 31 agosto 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, I. Leggetevi il testo della boiata.

   Nel 2008 è uscito  Zeitgeist Addendum, sequel di Zeitgeist. Dopo averlo guardato per intero su You-tube, posso dire a ragion veduta che è Z. A. è una superlativa boiata. il problema è che questa superlativa boiata è stata vista da milioni di persone su You-tube e sta raccogliendio decine di migliaia di seguaci attraverso il web. Inoltre, ne hanno parlato i più importanti giornali al mondo e ha perfino vinto dei   premi. Quindi, è opportuno prendere sul serio Z. A. Non bisogna sottovalutare il potere distruttivo delle boiate. In fondo, anche il Mein Kampf era solo una boiata. Io personalmente non sottovaluto Zeitgeist Addendum. L’ho esaminato con attenzione. Tuttavia, non avevo voglia di trascriverne tutti i sottotitoli in italiano. Mi sono limitata a prendere degli appunti al volo, trascrivendo solo le frasi più importanti. Poco più sotto trovate la trascrizione dei miei appunti, in viola.  Fate un bel respiro e igoiate velocemente questo cocktail micidiale di marxismo putrefatto, demenzialità no-global e allucinazioni new Age:

 Le vecchie invocazioni allo sciovinismo razziale, sessuale e religioso, sino al rabbioso fervore nazionalistico stanno iniziando a non funzionare più… Questi decenni molto importanti hanno fatto emergere nella mente della gente l’idea delle rivoluzioni radicali… ma l’uomo è ancora com’era in passato. È ancora brutale. Violento. Aggressivo. Avido. Competitivo. E ha costruito una società basandosi su queste linee guida… La società di oggi è composta da istituzioni politiche, istituzioni giuridiche, istituzioni religiose, è caratterizzata da classi sociali, da valori familiari e dalla specializzazione professionale… È ovvia la profonda influenza che queste SOVRASTRUTTURE tradizionali oggi hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni… La più potente delle istituzioni che ci condizionano da quando siamo nati è il SISTEMA MONETARIO… Nel nostro mondo l’80 per cento della popolazione mondiale possiede il 40 per cento della ricchezza mondiale… Il sangue che da vita a tutte le istituzioni riconosciute è il denaro (appare un dollaro insanguinato)… Nessuno può essere schiavizzato in modo più desolante di colui che crede falsamente di essere libero… Anni fa la Fed (Federal Reserve) ha elaborato un documento in cui spiega le basi del processo della creazione della moneta… In sintesi, il governo decide di avere bisogno di soldi e così stampa montagne di titoli del tesoro… I titoli del tesori sono per loro natura strumenti per creare il debito… Il sistema monetario crea debito, inflazione e povertà… La FMI e la banca mondiale schiavizzano il paesi sottosviluppati, facendoli indebitare… Per dare il petrolio iraniano alle compagnie americane, la Cia negli anni Cinquanta ha fatto fuori Mossadeq e ha mandato al potere lo Sha di Persia, che era filoamericano… In seguito la Cia ha fatto fuori il presidente del Guatemala Arbenz, che voleva restituire le terre al popolo… Poi ha fatto fuori il presidente del Panama Omar Torrijos, che voleva restituire al popolo panamense il canale di Panama… Per dare il petrolio irakeno ai petrolieri americani, Bush ha invaso l’Iraq… Dopo che tanti presidenti corrotti avevano distrutto l’economia del Venezuela, nel 1998 il popolo venezuelano ha eletto Hugo Chavez, … Egli voleva che i profitti del petrolio venezuelano fossero distribuiti al popolo venezuelano… E così la CIA nel 2002 sobillò le piazze (sic) contro Chavez… Ma il colpo di stato per fortuna è fallito… I killer dell’economia hanno schiavizzato mezzo mondo, creando un impero… A capo dell’impero c’è una CORPORATOCRAZIA ossia l’insieme degli individui che dirigono le corporation degli Usa… Dalla fine della Seconda guerra mondiale, la Cia promuove delle azioni eversive e dei colpi di stato in tutti i paesi che non accettano di essere sudditi degli Usa…  Il mondo è in mano alle corporazioni e alle multinazionali (IBM, Exxon ecc.)… Esse promuovono la globalizzazione dell’economia per espandere il loro potere… I finanzieri  di Wall Street vogliono governare il mondo intero… Tutti quelli che sfidano eroicamente l’establishment capitalista-finanziario degli Usa  (appaiono le immagini fotografiche di Osama Bin Laden e di altri terroristi)  vengono chiamati terroristi… I terroristi di Al Qaeda sono sul libro paga della Cia… Il governo americano li paga per fare paura alla gente… Così la gente impaurita appoggia la lucrosa guerra al terrorismo… Ma il terrorismo è solo una invenzione del governo… Muore più gente per la allergia da arachidi (sic!) che per mano dei presunti terroristi… I veri terroristi sono i finanzieri… I finanzieri hanno promosso l’invasione dell’Afghanistan… Hanno fatto dell’Afghanistan il primo produttore mondiale di oppio e di eroina… LA DEMOCRAZIA È UNA ILUSIONE… Quelli che votiamo (appaiono le immagini fotografiche di Obama, di McCain e della Clinton)  sono stati scelti dalle élite finanziarie… Sono tutti disonesti e corrotti… Anche se fossero onesti, non saprebbero come risolvere i problemi… I problemi li possono risolvere solo i tecnici e gli scienziati… Ma i finanzieri fanno di tutto per ostacolare gli scienziati… Infatti l’EFFICIENZA, la SOSTENIBILITA’ e l’ABBONDANZA delle risorse sono nemiche del profitto… La brama di profitto genera povertà e guerre… Comunismo, socialismo e capitalismo sono tutti ugualmente corrotti… La Cina comunista  è capitalista come gli Usa… Adam Smith dice che la competizione crea sviluppo, in realtà la competizione crea ingiustizie sociali… Il sistema monetario è legato alla scarsità dei beni… L’aria è gratis perché è tanta, i diamanti invece sono costosi perché sono pochi… Se venissero estratti più diamanti, il prezzo dei diamanti crollerebbe e i capitalisti perderebbero profitti… Per non perdere i profitti, i finanzieri e i capitalisti fanno in modo che le risorse siano sempre scarse… Usciamo dall’inferno del capitalismo finanziario!…  Diciamo di sì al PROGETTO VENERE!!!!!!!… Il Progetto Venere prevede una economia fondata sulle risorse e sul progresso tecnologico… La tecnologia porterà prosperità per tutti… L’America sta diventando una nazione fascista… I capitalisti obbligano le persone a svolgere lavori alienanti… Ma l’automazione meccanica potrebbe liberare definitivamente gli uomini dai lavori alienanti… Il lavoro è nemico dello sviluppo tecnologico… L’economia monetaria promuove i lavori alienanti e frena lo sviluppo tecnologico… Se ci liberassimo dell’economia monetaria, non ci sarebbero più né scarsità di risorse né crimini… Infatti il 90 per cento dei crimini sono legati al denaro… Negli Usa, la nazione più capitalista e più privatista del mondo, ci sono le prigioni più grandi del mondo… Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza… Se ci liberassimo dai lavori alienanti, ci sarebbe più tempo per l’educazione… Basta col lavoro! Basta con la patria! Basta con lo Stato! Basta con le classi sociali! Unifichiamo tutto il mondo… Viva il progresso… Ma le istituzioni frenano il progresso, la gente ha paura dei cambiamenti… Acquista consapevolezza! La tendenza a credere ciecamente in un sistema è materialismo… IL SISTEMA MONETARIO PERPETUA IL MATERIALISMO… Siamo tutti schiavi…. È tempo di cambiare… All’inizio, l’umanità viveva di caccia e di raccolta, poi c’è stata la rivoluzione agricola, poi c’è stata la rivoluzione industriale… È tempo di fare una nuova rivoluzione, di instaurare un nuovo sistema sociale… LE RELIGIONI ESISTONO COME BARRIERE ALLA CRESCITA PERSONALE E SOCIALE… Cristo non è mai esistito, tutto quello che c’è sulla Bibbia è falso… Tutte le religioni hanno un nucleo comune di valori… Teniamoci questo nucleo di valori e buttiamo via le religioni… Infatti le religioni creano solo divisioni e ci fanno rifiutare una VITA RELAZIONATA SIMBIOTICAMENTE CON GLI ALTRI… Tutta la natura è un sistema unificato di variabili  interdipendenti… l’aria… l’acqua… il fuoco… la terra… Il mondo non è solo una comunità di esseri umani… È una comunità di esseri umani, animali e piante… Dobbiamo relazionarci con gli animali e con le piante… Dobbiamo scoprire la GIOIA SPIRITUALE DELLA SIMBIOSI CON LA NATURA… Instauriamo una società globale sostenibile… Siamo figli delle stelle, non di Dio… Le religioni non rispondono ai bisogni fisici primari… Per rispondere ai bisogni fisici, occorre una gestione intelligente delle risorse… Sbarazziamoci del corrotto sistema monetario… Basta col culto del profitto… I politici sono inutili… I nostri problemi vitali sono problemi tecnici, non politici… Basta con le ideologie e le religioni che dividono la gente… Facciamo in modo che le religioni diventino delle innocue filosofie spirituali… Basta con gli armamenti… Alla bomba di Hiroshima lavorarono migliaia di scienziati… Pensa se questi scienziati avessero lavorato per il progresso invece che per la bomba… Basta armi di distruzione di massa, vogliamo ARMI DI CREAZIONE DI MASSA!… Il nostro dio è la nostra creatività. – Rovesciamo le forme di potere fondate sul sistema monetario (appare l’immagine della Casa Bianca)… Basta con l’inflazione, basta col debito, basta con la disoccupazione, basta col capitalismo e basta col libero mercato… Dietro ai partiti ci sono le solite lobby finanziarie (appaiono il simbolo del Partito repubblicano e il simbolo del partito democratico)… DOBBIAMO SMETTERE DI SOSTENERE IL SISTEMA… Se non avviamo al più presto il PROGETTO VENERE, gli Usa diventeranno una dittatura militare… Boicotta le banche che sostengono la Fed… Non credere all’informazione televisiva… Tutte le reti televisive (Cnn, Fox, Sky ecc.) sono asservite al governo… Cerca le informazioni su Internet… Stai alla larga dalle forze armate… Boicotta le compagnie energetiche, ricorri a fonti energetiche alternative ed ecosostenibili… Usa automobili elettriche… RIGETTA IL SISTEMA POLITICO… Infatti, in un sistema monetario non può esserci vera democrazia… Soprattutto UNISCITI A NOI!!!!!…www.thezeitgeistmouvement.com… Bisogna che le risorse mondiali siano dichiarate patrimonio comune dell’umanità… –  Dipende tutto da te… Puoi continuare ad essere schiavo del sistema monetario, puoi continuare a stordirti con inutili divertimenti… Oppure puoi focalizzare la tua energia sul cambiamento mondiale… La vera rivoluzione è la RIVOLUZIONE DELLA COSCIENZA… Basta divisioni, basta materialismo… Scopri la tua unicità empirica… Non ci sono insegnanti né allievi, né leader, né guru, né maestri né salvatori… Tu sei l’insegnante, tu sei l’allievo, tu sei il leader, tu sei il guru, tu sei il maestro, tu sei il salvatore… Tu sei tutto… Capire significa trasformare quello che c’è…

  Il documentario si conclude con una specie di spot della pubblicità-progresso: uno yuppy stressato con la ventiquattrore si ferma in mezzo alla strada, si inginocchia e comincia a pensare, una ragazza attaccata al telefonino spegne il telefonino e comincia a pensare, un ragazzo col crocifisso al collosi unisce allo yuppy pensoso e alla ragazza pensosa e cerca di togliersi il crocifisso dal collo, un ebreo con la kippa si unisce a loro e si toglie la kippa, un  islamico col cappello da islamico si unisce a loro e si toglie il cappello da islamico… e i loro volti si illuminano di immenso.

  Bleah! Che schifo. La negazione dell’esistenza storica di Cristo non insulta solo la fede. Insulta la storia, insulta la ragione. Gli insulti all’America non insultano solo l’America. Insultano l’Occidente e i suoi valori. Perché l’America è l’ultimo, fragile baluardo della civiltà occidentale. Ma di gente che insulta l’America ce n’è tanta, specialmente in casa nostra. Di gente che insulta la fede e la ragione ce n’è tanta. In casa nostra c’è gente che si arricchisce scrivendo libri contro Cristo  (ricordiamo solo Odifreddi ed Augias). Quindi passi la negazione dell’esistenza di Cristo. Passino gli insulti all’America. Passi la negazione dell’esistenza del terrorismo islamico. Passino pure i vergognosi elogi ai peggiori tiranni comunisti del Terzo Mondo, come Hugo Chavez.  Ma l’utopia no. L’utopia del Progetto Venere (http://www.thevenusproject.com/ ) mi fa veramente paura. La storia del Novecento ci ha insegnato che le ideologie utopiche sono delle potenti armi di distruzione di massa. Le più potenti mai inventate. Promettono la libertà e portano la schiavitù, promettono l’uguaglianza e portano il dispotismo, promettono la fraternità e portano i campi di stermino. Promettono il paradiso in terra e invece portano l’inferno.

 Nei prossimi post, analizzerò separatamente tutti gli aspetti di questa nuova ideologia utopica.  In realtà, l’ideologia di Zeitgest-Venere (chiamiamola così) non è molto originale. È straordinariamente simile a tutte le altre ideologie utopiche della modernità. Più che post-moderna, l’ideologia di Zeitgest-Venere è moderna in ritardo.  Tutti sanno o dovrebbero sapere che la principale ideologia utopica della modernità è il comunismo. Invece non tutti sanno che anche il nazismo era una ideologia utopica. Piantatela di negarlo. Anche i nazisti volevano portare il paradiso in terra: un paradiso di uomini geneticamente perfetti. L’utopia nazista era straordinariamente seducente. I film di Leni Riefenstahl (http://www.youtube.com/watch?v=TnBs8KoHfkk&feature=PlayList&p=26D0E9D36CF50D71&index=9 ) lo testimoniano. I film della Riefenstahl sono seducenti Zeitgeist è seducente. Il diavolo è seducente.

 Come le altre utopie, l’utopia Zeitgest-Venere è figlia della grande apostasia illuminista. L’ingrediente principale di tutte le ideologie utopiche è la negazione del Cristianesimo.  L’utopia è la negazione del Cristianesimo in quanto il Cristianesimo è la negazione dell’utopia. Il Cristianesimo, infatti, è un fatto reale. Comunque sia, tutti gli utopisti perseguitano i cristiani. Non possono fare a meno di perseguitarli. Si calcola che nei gulag sovietici morirono decine di milioni di cristiani. Nel pieno dell’era staliniana, in tutta l’Unione Sovietica rimanevano poche centinaia di cristiani, che si riunivano di nascosto. Non tutti sanno che molti cristiani tedeschi morirono nei lager per la loro fede. Hitler e i suoi collaboratori avevano anche preparato un piano per la distruzione del Vaticano, che prevedeva l’eliminazione fisica di tutti i membri delle gerarchie ecclesiastiche. Se gli americani non avessero liberato Roma, le SS avrebbero messo in pratica quel piano entro qualche mese.

 Gli autori di Zeitgeist non hanno un  piano di distruzione della Chiesa. Ma non è detto che non ci stiano pensando. Certo, loro si dichiarano contrari a tutte le religioni, nessuna esclusa. Ma la prima parte di Zeitgeist è dedicata a Cristo, a Cristo soltanto. È un insulto sanguinoso a Cristo. Di tutte le altre religioni messe insieme, gli autori di Zeitgeist non ne parlano per più di cinque minuti. Comincio a sospettare che, se avvicini loro un crocifisso, gli autori di Zeitgeist cominciano a sentirsi poco bene…

(Continua)
lunedì, 07 settembre 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, II. Senza Cristianesimo, non ci sono né libertà né valori.

    Dicono gli autori di Zeitgeist: “Le religioni esistono come barriere alla crescita personale e sociale”. Le loro parole ricordano le parole di quel tizio definitivamente condannato dalla storia di nome Karl Marx: “La religione è l’oppio dei popoli”. Come Marx, gli autori di Zeitgeist pensano che la religione faccia gli uomini schiavi e l’ateismo li faccia liberi. Il loro motto potrebbe essere: “Se seguite noi, conoscerete l’ateismo e l’ateismo vi farà liberi”. Ma davvero? Bé, in Unione Sovietica la religione era stata sostituita dall’ateismo di Stato. La gente era forse più libera? Non mi sembra. Avete presente Arcipelago gulag (http://it.wikipedia.org/wiki/Arcipelago_Gulag)? Dove si chiudono le porte delle chiese, si aprono le porte dei gulag. Se muore Dio, l’imperatore diventa dio. Nell’ultimo secolo gli imperi e gli imperatori sono stati sostituiti dagli Stati totalitari e dai partiti. All’interno dello Stato totalitario, il capo del partito diventa dio. All’interno dello Stato totalitario, non c’è posto per i cristiani. Infatti i cristiani si rifiutano di obbedire al partito, al Grande timoniere e al Führer. Nei gulag sovietici e nei lager nazisti sono morti molti cristiani. I  ragazzi della Rosa Bianca, martiri della libertà nella Germania nazista (http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Bianca), erano cristiani. Quando si tratta di combattere contro la tirannia, i cristiani sono sempre in prima linea. Infatti i cristiani obbediscono prima di tutto a Dio. Sono disposti ad obbedire al governo solo se il governo rispetta la legge di Dio.In fondo, non c’è una vera differenza fra la teocrazia e il totalitarismo. La teocrazia è un totalitarismo religioso mentre il totalitarismo è una teocrazia atea. Nell’antico Egitto, il faraone era considerato la reincarnazione del dio Horus (come abbiamo visto nel  primo post su Zeitgeist). Molti templi, nell’antica Roma, erano dedicati all’imperatore. Poiché si rifiutavano di rendere culto all’imperatore, i cristiani finivano nella fossa dei leoni. Nell’Iran di oggi, gli ayatollah governano o, meglio, opprimono il popolo nel nome di Dio. E ovviamente perseguitano i cristiani. Allo stesso modo, il governo teocratico dei sacerdoti del tempio ha perseguitato e ucciso Cristo.L’unica alternativa al totalitarismo e alla teocrazia è la laicità ossia la separazione fra il potere temporale e il potere spirituale. La laicità è stata inventata da Cristo: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Secondo la dottrina cattolica, lo Stato può esercitare solo il potere temporale mentre il papa può esercitare solo il potere spirituale. Ma come lo spirito è superiore alla materia, così il potere spirituale è superiore al potere temporale. In altri termini, la legge di Dio, che coincide con la legge naturale, è superiore alla legge dello Stato. Il papa non può fare le leggi dello Stato: deve verificare che le leggi dello Stato rispettino la legge naturale. Deve costringere l’imperatore terreno ad obbedire all’imperatore dell’universo. Se l’imperatore disobbedisce la legge naturale ossia è un tiranno malvagio, il papa ha teoricamente il potere di deporlo (potere che purtroppo oggi non esercita più). Se le leggi dello stato sono contrarie alla legge naturale, il papa ha il dovere di condannarle. Oggi il papa ha il dovere di condannare le leggi a favore dell’aborto e dell’eutanasia, i quanto l’aborto e l’eutanasia violano la legge naturale.La libertà non è fare quello che ti ordina il potere. Ma non è neanche fare quel che pare e piace. La libertà non è la licenza di fare cose brutte. Il peccato è brutto. La libertà è la capacità di fare cose grandi e belle. La libertà è seguire la legge naturale, che coincide con la legge di Dio. Ma la libertà non è solo la capacità di fare delle cose grandi e belle. È la soddisfazione del desiderio di grandezza e di bellezza. Ma noi desideriamo una grandezza e una bellezza infinite. Una felicità infinita. Il desiderio infinito è l’indizio principale della nostra dignità infinita. Ciascuno di noi vale più dell’universo intero. Infatti l’universo non ha coscienza di noi, mentre noi abbiamo coscienza dell’universo. Possiamo pensarlo.  Non ci sono alternative: o vali più dell’universo o sei un animale come un altro. Una scimmia evoluta, anzi di meno. Un insetto. Un microbo su una pallina che rotola nello spazio. Una scimmia, un insetto, un microbo, non sono liberi: ogni loro atto è un riflesso condizionato determinato dall’istinto. Sono pezzi di materia animata in balia della materia che li circonda. Dunque per essere liberi, bisogna essere più che pezzi di materia. Bisogna avere una dignità infinita ossia un’anima. Ebbene, il Cristianesimo è l’unica religione che esalta la dignità infinita di ogni essere umano. Il Cristianesimo mette l’individuo al centro dell’universo, al di sopra dell’universo.Che cosa è, in conclusione, la libertà? È obbedire alla legge naturale, ossia alla legge di Dio. È soddisfazione del desiderio infinito di felicità. È avere una dignità infinita. In una parola, la libertà è rapporto con l’infinito.Ma andiamo avanti. Dicono gli autori di Zeitgeist:  “Tutte le religioni hanno un nucleo comune di valori… Teniamoci questo nucleo di valori e buttiamo via le religioni”. Cari autori di Zeitgeist, tutte le religioni hanno gli stessi valori? Ma davvero? Anche nell’Islam c’è il valore della libertà? Anche nell’Islam c’è il valore dell’uguaglianza fra uomo e donna? E no, studiate un po’ prima di aprire bocca, cialtroni. Gli studiosi sanno perfettamente che la libertà, l’uguaglianza, la fraternità e tutti agli altri valori occidentali sono prodotti di fabbricazione cristiana. Nelle altre religioni questi valori sono quasi del tutto assenti, fatevene una ragione. Gli studiosi sanno perfettamente che, se non ci fosse mai stato il Cristianesimo, non ci sarebbe mai stata neppure la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Sanno perfettamente che il culto occidentale della ragione è figlio della fede nel Dio-logos. Sanno perfettamente che la scienza è nata da una costola della teologia cattolica (vedi  libri consigliati in nota). Al di fuori della civiltà cristiana, non ci sono valori, non ci sono diritti e non c’è neppure la ragione. C’è solo la barbarie. Il movimento di Zeitgeist è barbaro.

Ma perché i comunisti, i nazisti e i seguaci di Zeitgeist-Venere odiano così tanto il Cristianesimo? In primo luogo, perché il Cristianesimo afferma che il paradiso sta solo in cielo. Ebbene, gli utopisti vogliono il paradiso in terra. In secondo luogo, perché il Cristianesimo afferma che l’uomo è cattivo e non può salvarsi da solo. Solo Cristo può salvarlo. Ebbene, gli utopisti non vogliono che qualcuno li salvi. Credono di potersi salvare da soli: “Tu sei l’insegnante, tu sei l’allievo, tu sei il leader, tu sei il guru, tu sei il maestro, tu sei il salvatore… Tu sei tutto”.  E così, gli utopisti sostituiscono il dogma cattolico del peccato originale con il dogma illuminista della bontà originale dell’uomo. Jean Jacques Rousseu, padre spirituale di tutti gli utopisti, ha detto: “L’uomo è per natura buono ed è reso cattivo soltanto dalle istituzioni” (Il contratto sociale). I suoi nipotini post-moderni ripetono in coro: “Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza” (Zeitgeist addendum). E quali sarebbero le “istituzioni” che renderebbero cattivo l’uomo? Quali sarebbero, in altri termini, le cause della povertà e dell’ignoranza? Gli autori di Zeitgeist rispondono in coro: il capitalismo e il sistema monetario! Leggiamo: “Se ci liberassimo dell’economia monetaria, non ci sarebbero più né scarsità di risorse né crimini… Infatti il 90 per cento dei crimini sono legati allo sporco denaro… Negli Usa, la nazione più capitalista e più privatista del paese, ci sono le prigioni più grandi del mondo… Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza… Se ci liberassimo dai lavori alienanti, ci sarebbe più tempo per l’educazione”. Uhm… queste scemenze mi sembra di averle già sentite. Ah, sì, ora ricordo: le ha dette quel tizio ottocentesco, condannato dalla storia, di nome Karl Marx.

(Continua)

Libri consigliati:

Stark R. La vittoria della ragione. Come il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza, Lindau (http://www.lindau.it/schedalibro.asp?idLibro=1007 )

Woods Thomas E. jr. , Come la Chiesa cattolica ha costruito la civiltà occidentale, Cantagalli 2007 (http://www.ibs.it/code/9788882723040/woods-thomas-e-jr/come-chiesa-cattolica.html )

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, III. Il progetto Venere è la continuazione del comunismo con altri mezzi.

  Non bisognerebbe mai parlare di comunismo al singolare. Infatti dal marxismo discendono tante e diverse interpretazioni del marxismo medesimo, spesso in contrasto fra loro. Basti pensare al contrasto fra Stalin e Trotzkij o al contrasto fra il comunismo sovietico o il comunismo maoista. Il marxismo è uno, i comunismi sono tanti. Ma sebbene siano tanti, sebbene siano in contrasto fra loro, si somigliano come gocce d’acqua. Ebbene, gli autori di Zeitgeist  aggiungono un’altra goccia d’acqua avvelenata ossia propongono una loro personale interpretazione delle idee marxiste. L’interpretazione è in stile New Age ma le idee restano marxiste. In tutto Zeitgeist Addendum, troviamo una sola, piccola allusione al comunismo. “Comunismo, socialismo e capitalismo sono tutti ugualmente corrotti. La Cina comunista è capitalista come gli Usa”. Evidentemente, gli autori di Zeitgeist non criticano il comunismo ma il comunismo “corrotto” dal capitalismo. Inoltre, cantano tutti i salmi della propaganda neo-comunista, no-global e anti-americana: gli  Usa farebbero le guerre del petrolio, gli agenti della Cia passerebbero il tempo ad organizzare colpi di Stato in giro per il Terzo Mondo,  i capi delle multinazionali e i finanzieri di Wall Street controllerebbero il mondo intero eccetera eccetera. Cosa ancora più importante, gli autori di Zeitgeist attaccano il capitalismo con la stessa violenza con cui attaccano il Cristianesimo. Anche Marx attacca allo stesso tempo il Cristianesimo e il capitalismo. E infatti Jacques Fresco, capo del progetto Venere  e coautore di Zeitgeist, è stato per molti anni un membro della Technocracy Incorporated, un gruppo di ispirazione anarco-comunista. Poiché lo spazio è poco, non ho intenzione di smontare una ad una tutte le ridicole accuse mosse da questi dementi alla Cia, agli Usa, alle multinazionali e ai finanzieri di Wall Street. Preferisco fare un discorso in difesa del capitalismo occidentale. Innanzitutto, voglio sottolineare che il capitalismo è odiato dagli adepti di tutte le ideologie utopiche, fascisti e nazisti compresi (Hitler aveva trascritto nel Mein Kampf molti brani del Capitale). Perché i comunisti, i nazisti, gli adepti del progetto Venere e in genere tutti gli utopisti odiano tanto il capitalismo? Ma è semplice: perché il capitalismo appartiene al mondo reale e non al mondo dei sogni. Come tutte le cose reali, il capitalismo non è perfetto. La perfezione appartiene solo all’eternità. Tuttavia, il capitalismo è il meno imperfetto di tutti i sistemi economici del passato e del presente.Secondo gli utopisti, il capitalismo sarebbe all’origine di tutta l’imperfezione e di tutta la povertà del mondo. Che idioti. I cristiani, che non sono idioti, sanno bene che all’origine di tutta l’imperfezione e di tutta la povertà del mondo c’è la cattiveria umana. C’è il peccato originale. E finché ci sarà il peccato originale, ossia finché esisterà questo mondo, ci sarà anche la povertà.  Ha detto Gesù: “I poveri saranno sempre con voi”. Non possiamo sperare di estirpare la povertà alla radice. Possiamo sperare di ridurla al minimo. Ebbene, il capitalismo riduce al minimo la povertà. Dove c’è il capitalismo c’è poca povertà, dove non c’è il capitalismo c’è molta povertà. I “proletari” di marxista memoria stanno infinitamente meglio nei paesi capitalisti che nei paesi comunisti. Chiedete ad un nostro operaio se vuole fare a cambio con un operaio della Corea del nord o della stessa Cina più o meno comunista. Contro la povertà endemica dei paesi del Terzo Mondo, c’è una sola cura efficace: capitalismo. E infatti, le famigerate multinazionali non sfruttano i poveri del Terzo Mondo: danno lavoro ai poveri del Terzo Mondo. Cari fighetti noglobal, provate a dire ad un nigeriano che volete “liberare” la Nigeria dalle multinazionali occidentali. Vi prenderà a bastonate. Infatti le multinazionali creano posti di lavoro, stimolando positivamente l’economia locale .Detto questo, è vero che l’economia capitalista si può e si deve migliorare. È vero che alcune multinazionali (non tutte) opprimono i loro dipendenti. È vero che alcuni finanzieri, con le loro speculazioni dissennate, determinano un innalzamento artificiale dei prezzi delle materia prime. È vero che i principali responsabili della attuale crisi economica mondiale sono i capi di alcune banche d’affari americane . Insieme a Gordon Gekko (protagonista del film “Wall Street” di Oliver stone), questi finanzieri e questi banchieri dicono: “Greed is good”, “L’avidità è una cosa buona”. No, l’avidità non è una cosa buona: è uno dei sette vizi capitali. Dal peccato non può nascere nulla di buono. Nel campo dell’economia, il peccato genera la crisi. Per combattere la crisi bisogna dunque combattere il peccato, combattere l’immoralità. Bisogna ricomporre la frattura, teorizzata da Adam Smith, fra capitalismo finanziario e morale (argomento da me trattato nella serie di post sul capitalismo, di cui  trovate l’indice qui:http://reginadistracci.splinder.com/post/20854172/Il+marxismo+%C3%A8+una+conseguenza  ). Insomma, bisogna moralizzare il capitalismo, non distruggerlo. Provate a distruggerlo e ci ritroveremo in Unione Sovietica o in Oceania, quella di 1984. Un accenno merita anche il sistema monetario. Anche i sassi sanno che le banche centrali, immettendo sul mercato un eccesso di carta moneta, causano l’inflazione. Insomma, l’attuale sistema monetario, basato sulla circolazione forzosa di carta moneta,  va aggiustato. Ma non va distrutto. Provate a distruggerlo e torneremo nella preistoria. Infatti l’invenzione della valuta segna il passaggio dalla preistoria alla storia. Jacque Fresco vuole farci tornare al baratto.In Zeitgeist Addendum, Fresco dice: “Per non perdere i profitti, i finanzieri e i capitalisti fanno in modo che le risorse siano sempre scarse”. Ha ha ha, che ridere!!!! Ma questo signore non si è mai fatto un giro in qualche shopping mall? Ha mai visto le montagne di merci ammassate negli scaffali degli ipermercati? Il profitto non è direttamente proporzionale alla penuria. Per moltiplicare il profitto, bisogna moltiplicare la produzione e il consumo dei beni. Nei paesi di antico capitalismo non c’è il problema della denutrizione ma, casomai, c’è il problema della sovralimentazione (con tutti i problemi sanitari annessi); non c’è il problema della sottoproduzione ma, casomai, il problema la sovrapproduzione dei beni. Nei paesi di antico capitalismo le persone non devono lottare fra di loro per spartirsi pochi beni ma, al contrario, sono indotte a consumare la maggior quantità possibile di beni. Avete mai sentito parlare di consumismo? Ed è inutile stare a distinguere surrettiziamente fra materie prime e beni prodotti. Infatti i beni vengono prodotti con le materie prime. Se aumenta il consumo dei beni, aumenta anche il consumo delle materie prime. E la penuria va a farsi benedire.Il legame penuria-profitto riguarda solo alcuni beni di prima necessità come l’acqua o il frumento. Dove c’è molta acqua, il prezzo dell’acqua è basso; dove c’è poca acqua, il prezzo dell’acqua è alto. Nel deserto l’acqua costa più che a Oslo. La siccità fa schizzare verso l’alto il prezzo dell’acqua, la carestia fa schizzare verso l’alto il prezzo del pane (ricordate la vicenda dell’assalto ai forni narrata dal Manzoni nei Promessi sposi?). Ma nei paesi civilizzati la siccità e le carestie sono un lontano ricordo. Nei paesi civilizzati tutti i beni di prima necessità sono abbondanti e a buon mercato. Anche i beni non di prima necessità, chiamiamoli secondari, sono abbondanti. Senza nessun senso del ridicolo, Fresco sostiene che i “capitalisti” cercano di tenere alto il prezzo dei diamanti facendo in modo che ne vengano estratti pochi.  Che scemenza. In primo luogo, negli ultimi quaranta anni è cresciuta costantemente la quantità, disponibile sul mercato, di tutte le materie prime e delle pietre preziose (ne riparlerò a proposito del maltusianismo). In secondo luogo, i diamanti non sono beni di prima necessità. I prezzi dei beni secondari non sono determinati dalla scarsità o dall’abbondanza ma… dal piacere soggettivo.  Oggi tutti gli economisti accettano la teoria del “valore soggettivo”, elaborata dagli scolastici alla fine del Medioevo (e sì, i cattolici sono sempre più avanti degli altri). Secondo la  teoria del “valore soggettivo”, sono gli acquirenti a decidere il prezzo di un bene secondario. Se un oggetto ti piace molto, sei disposto a pagare molto pure di averlo. Se un determinato oggetto piace molto alla maggior parte degli acquirenti, il venditore può permettersi di alzarne il prezzo; se invece quell’oggetto piace poco, il venditore è costretto ad abbassarne il prezzo. La fenomenologia del valore soggettivo si osserva molto bene nelle aste.

 E torniamo ai diamanti. Perché costano così tanto? Certamente, la scarsità relativa di diamanti influisce sul prezzo dei medesimi. Ma la scarsità da sola non fa preziosa nessuna merce. Se la segatura fosse una merce rara, rimarrebbe segatura. Nessuno sarebbe disposto a comprare un mucchietto di segatura allo stesso prezzo di un mucchietto di diamanti. Se un domani venissero trovate centinaia di nuove miniere di diamanti e se i costi di lavorazione dei diamanti venissero abbattuti, il prezzo dei diamanti non si abbasserebbe più di tanto. Tagliamo corto: i diamanti costano tanto perché piacciono tanto alla maggior parte delle persone. I ricchi sono disposti a pagare delle cifre spropositare per averne uno. Se un giorno i diamanti non dovessero piacere più a nessuno, allora si deprezzerebbero. In ogni caso, dobbiamo sempre distinguere fra beni di prima necessità e beni secondari. In una situazione di grave penuria dei beni di prima necessità, i beni secondari si deprezzano vertiginosamente. Se ci trovassimo in mezzo al deserto con un grosso diamante da un milione di dollari, daremmo via il diamante in cambio di un solo bicchiere d’acqua.
martedì, 22 settembre 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, IV. Fra materialismo e spiritualismo, fra progressismo e naturalismo.

Alla base di tutto il pensiero occidentale c’è il principio di non contraddizione. Ebbene, gli autori di Zeitgeist ignorano questo principio. Prima attaccano la fede nel nome del materialismo e poi attaccano il materialismo in nome della spiritualità. Nessun problema: i frequentatori assidui di Facebook e di You-tube non hanno il QI abbastanza alto per notare la contraddizione. Ma lasciamo la parola agli autori di Zeitgeist: “Siamo figli delle stelle, non di Dio… Le religioni non rispondono ai bisogni fisici primari… Per rispondere ai bisogni fisici, occorre una gestione intelligente delle risorse”. Queste parole rispecchiano l’ideologia dominante nel mondo post-moderno: un super-materialismo in cui si fondono il materialismo “dialettico” marxista e il materialismo freudiano. Secondo questo super-materialismo, l’essere umano sarebbe solo corpo e avrebbe solo bisogni fisici. Gli unici, veri interessi dell’uomo-corpo sarebbero il sesso e l’economia; tutti gli altri interessi sarebbero marxiane “sovrastrutture”. Più precisamente, tutti i bisogni spirituali più profondi (di verità, di bene, di bellezza, di amore, di infinito, di Dio) sarebbero soltanto sintomi patologici della mancata soddisfazione dei bisogni fisici primari, specialmente sessuali. Insomma, i credenti, i poeti e tutti coloro che si ostinano cercare il senso della vita sarebbero fondamentalmente degli individui sessualmente repressi. Se potessero realizzare le loro più segrete “fantasie sessuali” (così oggi si chiamano quelle che una volta richiamavano semplicemente “porcate”) la pianterebbero finalmente di desiderare cose impossibili.  Se Silvia fosse stata sessualmente disponibile con lui, Giacomo Leopardi non avrebbe perso tempo a scrivere A Silvia, L’infinito e altre quisquiglie. Se tutti gli esseri umani al mondo potessero mangiare a sufficienza e scop… ehm copulare in tutte le più svariate maniere, come De Sade comanda, la religione e l’arte sparirebbero finalmente dalla faccia della terra. A giudicare dalle ultime Biennali, siamo vicini alla meta per quanto riguarda l’arte.  Comunque, non perdete tempo a leggere La cura dei piaceri di Michel Onfray (Ponte alle Grazie, 2009) e tutti gli altri testi fondamentali  della post-modernità. Licenziamento ha condensato in un solo, elegantissimo periodo tutto il raffinatissimo pensiero post-moderno: “Il fatto è che non possiamo sorvolare sul sesso perché, vedi, sta tutto lì: di solito i cattolici integralisti maschi sono tali perché non gliela hanno data abbastanza, mentre le cattoliche integraliste femmine sono tali, perché non gliela hanno chiesta abbastanza.  Di regola, se hai uno che te la lecca bene e con regolarità, per dire, hai altro da pensare che al relativismo” (16 Settembre 2009 – 21:09:  http://reginadistracci.splinder.com/post/21323422#comment ). Resta solo da capire quale sarebbe la differenza fra un uomo e un suino secondo i fini pensatori post-moderni.

Sebbene non si chiamino più col loro nome, sebbene si fingano morte, il marxismo e il freudismo sono oggi ideologie di massa. I supermaterialisti post-moderni ragionano come Marx e come Freud senza sapere chi sono Marx e Freud. Per effetto della ideologia freudiana, oggi quasi tutti i giovani maschi passano la maggior parte del loro tempo libero a scaricare le pulsioni dell’Es e ad infrangere i divieti del Super-io davanti ai siti pornografici (e poi finiscono come il povero Vincenzo Punzi: http://www.noallapornodipendenza.it/ ). E per effetto della cultura marxista, oggi “tutto è economia” ossia i valori economici prendono il posto di tutti i più sacri valori occidentali (che fra parentesi finiscono immolati sull’altare della religione relativista e multiculturale, chiusa parentesi). Questa sorta di idolatria dell’economia si chiama economicismo. Ebbene Jacque Fresco non attacca l’economicismo contemporaneo: semplicemente propone un nuovo tipo di economicismo. Egli non critica la moderna idolatria dell’economia: semplicemente, vuole sostituire l’economia monetaria con una non meglio precisata “economia fondata sulla condivisione delle risorse”. Vuole sostituire  il vecchio e banale materialismo consumistico con un nuovo tipo di materialismo. Questo nuovo materialismo si traveste da  spiritualità, ma resta materialismo. Se siamo figli delle stelle, se esiste solo la natura, se Dio non c’è, non si scappa dal materialismo. Non c’è nessuna “gioia spirituale”nella “simbiosi con la natura”. Per la semplice ragione che la natura non è lo Spirito. In fondo, tutti i falsi spiritualismi moderni identificano, in maniera illusoria, la materia con lo spirito. In fondo, il New Age è un panteismo arcaico.

Come ho detto, gli autori di Zeitgeist ignorano il principio di non contraddizione. Dopo essere caduti nella contraddizione fra spiritualismo e materialismo, cadono serenamente nella contraddizione fra progressismo e naturalismo. A dire il vero, la contraddizione fra progressismo e naturalismo attraversa tutto la cultura post-illuminista. L’Illuminismo mira a liberare l’uomo da Dio, per renderlo dio. Ma se l’uomo smette di essere figlio di Dio, di chi sarà figlio? Ma naturalmente della Natura. E qui cominciano le contraddizioni. Come dio, l’uomo è libero di violentare la natura con la tecno-scienza senza dover rendere conto di niente a nessuno; come figlio della Natura, l’uomo deve rinunciare alla tecno-scienza per diventare simile alle altre creature. E così nel mondo moderno si fronteggiano, senza mai trovare un accordo, un industrialismo esasperato e un ambientalismo esasperato. Mentre un industrialismo scriteriato rovina l’ambiente, un ambientalismo esasperato predica la fine della civiltà industriale. Mentre una scienza faustiana manipola e violenta i fondamenti stessi della vita umana (fivet e ingegneria genetica), un animalismo isterico vieta all’uomo di interferire nella vita degli animali. Evidentemente, per trovare un equilibrio fra il progresso e la natura, l’uomo deve tornare ad essere figlio di Dio. Ma i seguaci di Zeitgeist non vogliono essere figli di Dio, e così da una parte esaltano la creatività umana (“il nostro dio è la creatività”) e il progresso tecno-scientifico (“la tecnologia ci libererà dai lavori alienanti”), dall’altra esaltano “la gioia spirituale della simbiosi con la natura”. Ma leggiamo: “Tutta la natura è un sistema unificato di variabili  interdipendenti… l’aria… l’acqua… il fuoco… la terra… Il mondo non è solo una comunità di esseri umani… È una comunità di esseri umani, animali e piante… Dobbiamo relazionarci con gli animali e con le piante… Dobbiamo scoprire la GIOIA SPIRITUALE DELLA SIMBIOSI CON LA NATURA… – Instauriamo una società globale sostenibile… Siamo figli delle stelle, non di Dio…”.

E perché dovremmo relazionarci simbioticamente con gli animali e le piante? Noi siamo superiori agli animali e alle piante, siamo superori anche alle stelle, superiori a tutte le stelle e tutte le galassie, a tutti gli ammassi e i super ammassi di galassie, superiori all’universo intero. Noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio… Oh no, che sbadata: mi accorgo adesso di parlare come una arch-eretica cristiana. Infatti sulla Bibbia c’è scritto: “E Dio disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra’” (Genesi, 26). Dimenticavo che gli illuministi, due secoli fa, hanno sostituito Dio con la dea Natura. E infatti gli autori di Zeitgeist,  nipotini post-moderni degli illuministi, ancora stanno lì a cantare salmi alla dea. Ma dubito che questa dea sia una buona madre. Giacomo Leopardi la chiamava, giustamente, “matrigna”. Agli occhi indifferenti di questa matrigna, noi non siamo più importanti degli animali e delle piante. Crepiamo come gli animali e le piante.

Dal culto illuminista della Natura nascono il darwinismo, l’ambientalismo e il maltusianismo. Riassunto del darwinismo: l’uomo discende dalla scimmia. Riassunto dell’ambientalismo: l’uomo non vale più della scimmia. Riassunto del maltusianismo: nel mondo c’è posto per poche scimmie umane, quindi bisogna ridurle di numero con le buone e con le cattive. In buona sostanza, gli ambientalisti-darwnisti-maltusiani auspicano che la razza umana si estingua al più presto per il bene dell’ecosistema. Il mese scorso ho visto una puntata ripugnante di La gaia scienza del noto ambientalista darwiniano Mario Tozzi. Senza contraddittorio alcuno, Tozzi asseriva che gli esseri umani non valgono più degli altri primati e che quindi è bene che la specie umana prima o poi si estingua. Alle sue deliranti affermazioni, seguiva un filmato agghiacciante su “la vita sulla terra dopo la scomparsa dell’uomo”. Ma torniamo al nostro argomento. Ebbene, io scommetto che i seguaci di Zeitgeist e del progetto Venere abbracciano tutte le tesi dell’ambientalismo darwinista e maltusiano. Scommetto che il progetto della “economia fondata sulla condivisione delle risorse” prevede la riduzione forzata (mediante l’aborto e l’omicidio) del numero di coloro che condividono le risorse. No, grazie: io mi tengo la Bibbia e butto nella discarica della storia il darwinismo, l’ambientalismo e il maltusianismo.

L’Illuminismo voleva liberare l’uomo da Dio per farne dio dell’universo. In realtà lo mette al di sotto di ogni creatura dell’universo. Ne fa un insetto sottomesso alle leggi della Natura. Per essere veramente al centro dell’universo, per dominare la natura senza distruggerla, bisogna essere figli di Dio. Il cristiano è lontano tanto dal disprezzo violento della natura quanto dall’idolatria della natura. Solo i cristiani sanno promuovere un vero progresso tecno-scientifico rispettoso della  natura. In effetti, la scienza e il progresso sono figli del Cristianesimo. Sarà per questo che molti di quelli che lavorarono al progetto Apollo, compresi alcuni astronauti, erano cristiani. Nel viaggio di ritorno dalla Luna alla Terra, Buzz Aldrin, il secondo uomo sulla Luna, non citò il testo di qualche pensatore illuminista ma un salmo della Bibbia: “Quando io guardo i cieli, il lavoro della tue dita, la Luna e le stelle che tu hai ordinato, mi chiedo, o Signore, come tu abbia tempo per occuparti anche di noi” (citazione tratta da Oriana Fallaci, Quel giorno sulla Luna, Rizzoli Bur 2009).

Le ideologie utopiche sono delle potenti armi di distruzione di massa. Promettono la libertà e invece portano la schiavitù, promettono la moltiplicazione della ricchezza e invece moltiplicano la povertà. Promettono il paradiso e invece portano l’inferno. Non c’è democrazia all’inferno. In effetti, i teorici delle ideologie attaccano apertamente la democrazia. Karl Marx ritiene che la democrazia parlamentare sia uno strumento nelle mani della classe borghese. Per mezzo del parlamento, la classe borghese difenderebbe i suoi sporchi interessi economici e opprimerebbe il proletariato. Disprezzando il parlamento con tutte le loro forze, i comunisti hanno sempre trattato la democrazia come un mezzo e il potere come il fine. E se al potere ci arrivano veramente, la prima cosa che fanno è sbarazzarsi del mezzo ossia sopprimere il parlamento (guardate che cosa fece il partito bolscevico della Duma all’indomani della Rivoluzione d’ottobre). Similmente, i teorici del fascismo ritengono che la democrazia sia espressione della decadenza borghese. Non a caso, essi chiamano “demoplutocrazie” le nazioni di antica democrazia e consolidato capitalismo, come l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Secondo la loro propaganda, i parlamenti sarebbero troppo litigiosi e i governi democratici sarebbero troppo corrotti per combinare qualcosa di buono; solo il partito forte dell’uomo forte potrebbe risolvere i problemi del popolo eccetera eccetera. Un certo Benito fece l’uomo forte e il popolo fu fregato.
Ma lasciamo la parola agli autori di Zeitgeist: “La democrazia è una illusione… Quelli che votiamo (appaiono le immagini fotografiche di Obama, di McCain e della Clinton)  sono stati scelti dalle élite finanziarie… Sono tutti disonesti e corrotti… Anche se fossero onesti, non saprebbero come risolvere i problemi… I problemi li possono risolvere solo i tecnici e gli scienziati”. Ma che bel discorsetto del menga. Avrebbe potuto farlo Lenin oppure Mussolini oppure Hitler. Sebbene i tre dittatori non invocassero un governo di “tecnici e scienziati”, facevano dei discorsi simili al succitato. Insomma, c’è una sorprendente, preoccupante, terrorizzante identità di vedute fra gli autori di Zeitgeist e i vecchi macellai nazi-comunisti. Prima ancora, c’è una sorprendente identità di vedute fra fascisti, nazisti e comunisti. Infatti, il fascismo è un comunismo di destra (non dimenticate che Benito proveniva dall’ala massimalista del partito socialista). Più in generale, comunismo e nazi-fascismo sono due rami sorti dal tronco della concezione egheliana dello Stato etico. Ora, il concetto di Stato etico è strettamente connesso ai concetti di utopia, totalitarismo e collettivismo. Il regno di Utopia è uno Stato etico totalitario e collettivista.
Ma torniamo a Zeitgeist. Se i comunisti vogliono il partito unico al governo e i nazi-fascisti vogliono l’uomo forte al governo, invece i seguaci di Zeitgeist vogliono un governo di tecnici e scienziati. Anche l’orribile mondo nuovo, nel romanzo di Huxley, è regolato da tecnici e scienziati. E in effetti, i progetti di Jacques Fresco andrebbero bene per le scenografie di una eventuale riduzione cinematografica del romanzo di Huxley (ho letto che Ridley Scott ci sta lavorando).
Perché gli utopisti odiano tanto la democrazia? Perché la democrazia appartiene alla realtà e non all’utopia. Infatti gli utopisti odiano con uguale intensità il capitalismo, la democrazia, l’America e la realtà. Ancora di più odiano Cristo. Lo ripeto ancora una volta: anti-cristianesimo, anti-capitalismo e anti-americanismo e, più in generale, anti-realismo ormai coincidono. La democrazia e il capitalismo hanno molto in comune: non sono sistemi perfetti, perché la perfezione non appartiene a questo mondo, e tuttavia sono i sistemi meno imperfetti del mondo. E a proposito: la democrazia è sorella dei Diritti universali dell’uomo, della scienza e del capitalismo. Il loro padre è il Cristianesimo, per la precisione il Cattolicesimo (cfr. Rodney Stark, La vittoria della ragione).
I teorici delle ideologie utopiche vogliono sostituire la democrazia reale con una democrazia immaginaria. Se la democrazia reale è espressione della mediazione fra tante diverse volontà, la democrazia dei loro sogni sarebbe espressione di un’unica “volontà generale” del popolo. Nota bene: il mito della “volontà generale”, inventato dal calvinista Jean-Jacques Rousseu, è la pietra angolare della concezione del collettivismo totalitario. Senza Rousseau e senza Hegel, non ci sarebbero mai stati né Marx né Hitler. Secondo i comunisti, la “volontà generale” sarebbe espressa dal governo del partito unico; secondo i fascisti,  la “volontà generale” sarebbe espressa dal governo dell’uomo unico. L’unico problema è che questa “volontà generale” non esiste. Infatti il popolo non è un individuo collettivo ma un insieme di individui, ognuno dei quali la pensa a modo suo. La democrazia parlamentare si basa appunto sul confronto fra i diversi punti di vista. Ebbene, i teorici dell’utopia odiano la democrazia parlamentare proprio perché non tollerano la pluralità dei punti di vista. Più che altro, non tollerano l’esistenza di persone che non la pensano come loro. E in effetti, quando prendono il potere, gli utopisti non riescono proprio a fare a meno di perseguitare quelli che non si adeguano alla “volontà generale” ossia si ostinano ad avere un pensiero individuale. I giacobini, discepoli di Jean-Jacques Rousseau, hanno inventato uno strumento efficace per lo smaltimento rapido dei dissidenti: la ghigliottina. Secondo i libri scolastici, tutte le persone che finirono sulla ghigliottina avevano dei titoli nobiliari. In realtà, solo il dodici per cento dei ghigliottinati proveniva dalla nobiltà. Gli altri erano puri e semplici “dissidenti” anti-giacobini, molti dei quali religiosi (dati riferiti da Donald Greer). Nella Germania nazista, i dissidenti finivano nei lager accanto agli ebrei. Non sappiamo esattamente quanti milioni di dissidenti hanno perso la vita nei gulag sovietici. E non sappiamo quanti dissidenti soffrono oggi nei lagogai della Cina comunista.
Oltre distruggere la democrazia, le ideologie utopiche distruggono la libertà. Certo, esse promettono la libertà perfetta. Nella perfetta società utopica, l’individuo dovrebbe sperimentare la perfetta libertà ed esprimere pienamente la sua creatività. Ma la libertà all’interno della società perfetta potrebbe esistere solo come “libertà generale”, chiamiamola così. All’interno della società utopica, l’unica libertà concessa all’individuo sarebbe la libertà di fare tutto quello che fanno tutti gli altri, come tanti soldatini. Insomma, la società perfetta non può che essere rigidamente collettivista, come la famosa isola di Utopia immaginata Thomas Moore. Ma l’isola di Utopia non è mai esistita. Invece è esistita l’Unione Sovietica ed esiste tuttora la Corea comunista e parecchi altri “paradisi dei lavoratori”. Ebbene nei “paradisi dei lavoratori” il collettivismo si dimostra essere uno stivale che calpesta il volto dell’uomo. La società collettivista è una macchina, gli uomini al suo interno non sono uomini ma ingranaggi, cose .
Bisogna sempre distinguere fra l’utopia teorica e l’utopia realizzata. Non bisogna confondere il Comunismo Ideale col Socialismo Reale. Nella teoria, l’utopia è sempre una cosa meravigliosa: una società perfetta in cui tutti sono felici. Bellissimo, ci metto la firma. L’unico problema è che la società perfetta è totalmente incompatibile con la realtà. È un sogno. Se tenti di realizzare il sogno utopico, realizzi solo un incubo. Se tenti di realizzare il comunismo, realizzi lo stalinismo.
Perché le utopie non sono realizzabili? Ci sono due ragioni principali. La prima ragione è  che il mondo è bello perché è vario. Non si possono costringere miliardi o milioni o migliaia o solo cento persone a pensare le stesse cose e a vivere alla stessa maniera. La seconda ragione, più profonda, è che gli uomini sono imperfetti. Non si possono costringere miliardi o milioni o migliaia o solo cento persone a essere perfette, a non fare mi errori, ad agire sempre in vista dell’interesse generale, a non essere mai egoiste. L’idea che la società perfetta possa rendere gli uomini perfetti, ossia che possa liberarli dal peccato originale, è una pura e semplice eresia. Una eresia che discende direttamente dall’eresia protestante (Hegel, padre di tutti i totalitarismi, si definiva “un teologo protestante”).
Dunque, se tenti di realizzare il paradiso in terra, realizzi l’inferno. Quale tipo di inferno realizzeranno i seguaci del progetto Venere? Io immagino un inferno molto simile all’inferno immaginato da Aldous Huxley nel romanzo Il mondo nuovo. Solo che nel mondo nuovo non c’erano gulag. In questo mondo nuovissimo, invece, ci saranno. Chi uccide Dio, uccide anche l’uomo.
Nei gulag del mondo nuovissimo di Zeitgeist finiranno tutti quelli che non la pensano come Fresco, in primo luogo i cristiani. Infatti, i cristiani sono i principali nemici di tutte le ideologie utopiche. Gionas, nel suo blog, ha riunito alcune citazioni inquietanti tratte dagli scritti dei pensatori di ispirazioni New Age, tutti legati direttamente o indirettamente al movimento di Zeitgeist:
«Il film, certo non parla in dettaglio di cosa verrà riservato a chi non vorrà aderire a tale “libertà”, a tale legge. Ma per capirlo, possiamo ritornare ai significati velati nelle parole di J.Fresco: “ questa conoscenza limitata che riconoscono è semplicemente impossibile in un nuovo universo.”
Lo stesso fine viene rivelato dalla New Ager Acharya s. (la “fonte” dei film Zeitgeist per le menzogne su Gesù) quando afferma nel suo libro the Christ conspiracy che “il cristianesimo non avrà alcun ruolo in questa età”.
Nelle parole del teosofo New Ager Benjamin Crème: “sarà questione di accettare o morire”.
Secondo Alice Bailey: “saranno mandati in un altro piano di esistenza… perderanno la possibilità di controllare o influenzare gli sviluppi sulla terra” ( David Spangler, Revelation, Birth of a New Age, pp.163-4)
La New Ager Barbara Marx Hubbard (futurista, scrittrice, oratore pubblico) a cui sta molto a cuore la tecnologia e il controllo della popolazione, afferma che chiunque si opporrà al loro “processo evolutivo” verrà ucciso. “chiunque si rifiuta di vedere sè stesso e gli altri come “dio” e “Cristo”, sarà rimosso tramite la “procedura di selezione”. Coloro che professano Gesù Cristo come loro Signore ed il Salvatore saranno soggetti a questo processo. Così come gli ebrei, i musulmani e tutti gli altri che rifiutino di vedere se stessi come una parte del “dio”.(Warren Smith, Reinventing Jesus, pag 29 – PDF)
Potremmo andare avanti a riempire varie pagine di identiche dichiarazioni da parte di moltissimi altri New Ager…»
(http://ultimaepoca.blogspot.com/search/label/ZEITGEIST%20ADDENDUM).Insomma, il movimento di Zeitgeist è potenzialmente pericoloso. Ma io non credo che diventerà mai realmente pericoloso. In parole povere, io non credo che il movimento di Zeitgeist riuscirà mai a realizzare qualcosa. Infatti, i seguaci di Zeitgeist sono troppo ignoranti anche solo per fare gli utili idioti . Basta leggere i commenti al primo post su Zeitgeist. Quindi, questa è l’ultima volta che ne parlo.Con questo post si chiude definitivamente la serie su Zeitgeist
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SIAMO STATI VERAMENTE SULLA LUNA (post dal 4 agosto al 17 agosto 2009)

lunedì, 17 agosto 2009

SIAMO STATI VERAMENTE SULLA LUNA, IV. Il dubbio scettico e l’odio verso l’Occidente.

 Numerose sono le prove del fatto che Armstrong ed Aldrin sono andati sulla Luna. Saremmo irrazionali se non credessimo a queste prove. Certo, ci manca ancora di vedere con i nostri occhi e toccare con le nostre mani. Come san Tommaso, non riusciamo a credere finché non vediamo e non tocchiamo. Ma noi non potremo mai andare di persona nei siti degli allunaggi. Non potremo mai toccare con le nostre mani le autovetture e le bandiere a stelle e strisce che gli astronauti americani hanno lasciato da qualche parte, lassù, sulla sfera luminosa che illumina la notte. Ma questo non è un problema. Infatti noi crediamo razionalmente nell’esistenza di tante cose che non abbiamo mai visto né toccato di persona. Ad esempio, tutti gli scienziati credono nell’esistenza degli atomi e degli elettroni. Ma nessuno ha mai fotografato o potrà mai fotografare un atomo. Per fare un altro esempio, io non sono mai stata in America. Non la ho mai vista con i miei occhi, non la ho mai toccata con le mie mani. Tuttavia, un numero sterminato di prove (fotografie, film, notizie eccetera)  mi costringe ad essere certa che l’America esiste. Se credo che l’America esiste, sono perfettamente razionale. Se credo che Neil Armstrong ha camminato sulla Luna, sono perfettamente razionale. Allo stesso modo, se credo che Cristo è morto ed è risorto, sono perfettamente razionale.  Molti testimoni hanno assistito ai fatti del Vangelo. Questi testimoni hanno riferito questi fatti ad altri testimoni, che poi lo hanno riferito ad altri testimoni ancora. E così di testimone in testimone, di generazione in generazione, di secolo in secolo, la testimonianza è arrivata a noi. Nessuna menzogna potrebbe conservarsi immutata per duemila anni.

 Ci sono dei legami molto profondi fra le superstizioni complottiste e  l’ateismo o anti-teismo filosofico. Sia le prime che il secondo nascono da quella malattia del pensiero che si chiama scetticismo. All’inizio, lo scettico dubita unicamente di quello che non può vedere con i suoi occhi e toccare con le sue mani. Alla fine, dubita anche di quello che vede e tocca, e si convince che “niente è come appare”.

 Un poco alla volta il dubbio scettico, come un buco nero, inghiotte l’universo intero. Nel sedicesimo secolo, un certo Martin Lutero ha coltivato un piccolissimo dubbio. Questo piccolissimo dubbio avrebbe dovuto allargare la fede, in realtà l’ha ristretta. La fede si è ristretta sempre più, e il dubbio si è allargato sempre più. Lutero cominciò a dubitare che Cristo avesse fondato la Chiesa di Roma. Disse più o meno: Cristo è veramente il Figlio di Dio ma la Chiesa non è la Sua sposa, è  solo un covo di ladri e puttane ecc. Allargando un poco il dubbio di Lutero, qualcuno ha detto più o meno: Cristo è esistito veramente ma non era il figlio di Dio. Allargando ancora di più il dubbio, un altro ha detto più o meno: Cristo non è mai esistito ma comunque Dio esiste. Allargando ulteriormente il dubbio, un terzo ha esclamato: no, neppure Dio esiste. Portando il dubbio alle estreme conseguenze, un quarto ha concluso: non esiste neppure la realtà, esisto solo io che penso la realtà. Ed ecco che l’io prende il posto di Dio.

 Se vi sembra che nessuno abbia mai messo l’io al posto di Dio, non siete stati attenti durante le lezioni di filosofia al liceo. Ripassatevi l’empirismo del diciottesimo secolo e l’idealismo del diciannovesimo secolo. Riassunto della filosofia empirista di David Hume (1711-1776): noi non conosciamo la realtà ma quello che i nostri sensi conoscono della realtà. Riassunto della filosofia scettica di George Berkeley (1685-1753): dal momento che conosciamo solo quello che i nostri sensi conoscono della realtà, noi non possiamo sapere se la realtà esiste veramente. Insomma, Berkeley aveva già in mente il soggetto di Matrix. Come si vede, lo scetticismo non è che  un empirismo esasperato oppure, se preferite, l’empirismo non è che uno scetticismo moderato. La logica conseguenza dello scetticismo empirico è l’idealismo di Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831), secondo cui la realtà sarebbe un prodotto del pensiero umano o qualcosa di simile.  L’ idealismo è la perfezione dell’ateismo. L’idealismo, infatti fornisce una soluzione compiutamente atea al problema dell’esistenza della realtà.  La realtà esiste e non può essersi creata da sola. Secondo la logica elementare, infatti, nessuna cosa può auto-crearsi da sola, tanto meno può auto-crearsi dal nulla. A sua volta, il nulla non può creare nulla. Il creatore della realtà non può dunque essere il nulla. Ma se Dio non c’è, chi crea la realtà? Ma semplice: la creo io col mio pensiero o, più precisamente, la crea uno Spirito universale che si manifesta attraverso il mio pensiero (per la vostra salute mentale, vi risparmio il riassunto particolareggiato della Fenomenologia dello Spirito).

 Per fortuna, la gente comune non sa niente della filosofia di Hegel. Le gente comune ostina a credere, ingenuamente, che la realtà esiste al di fuori del pensiero. Tuttavia, anche le gente comune, negli ultimi secoli, è stata contagiata dal virus del dubbio scettico. Ha cominciato pensare che “niente è come appare”, che dietro tutto quello che succede nel mondo ci sia un trucco, un inganno, una macchinazione, un complotto. Si potrebbe dire che il complottismo sia lo scetticismo dei poveri. Lo scettico non si fida dei dati dei suoi sensi; analogamente, il complottista patologico non si fida della “versione ufficiale” ossia della spiegazione più semplice di un evento qualunque. L’idealista non adatta il suo pensiero alla realtà ma adatta la realtà al suo pensiero. Analogamente, il complottista patologico adatta la realtà alla sua teoria del complotto. Se la realtà non fornisce alcuna prova a favore della sua teoria, il complottista deduce che il complotto è stato nascosto molo bene eccetera.

 Due secoli fa, nasce la teoria del grande complotto massonico. Nella seconda metà del secolo scorso, la teoria del grande complotto massonico si trasforma nella teoria del grande complotto israelo-americano. All’inizio di questo secolo, la teoria del complotto israelo-americano si diffonde in tutto il mondo, con la rapidità di una pestilenza, attraverso la rete Internet. Oggi milioni di persone credono ciecamente che nessun uomo sia mai andato sulla Luna e che le Torri Gemelle siano state abbattute dai banchieri di Wall Street.

 Provate a cercare su Internet: non troverete mai nessuna teoria del grande complotto cinese, nessuna teoria del grande complotto islamico e nessuna teoria del grande complotto russo. Troverete solo teorie del grande complotto americano e capitalista. In altri termini, tutte le teorie del complotto sono figlie dell’ideologia anti-americana e anti-occidentale. Da dove nasce tutto questo odio verso l’Occidente? Io ho una idea: nasce dall’odio verso il Cristianesimo. Infatti l’Occidente è figlio del Cristianesimo. E l’America  è più occidentale dell’Europa. A dire il vero, l’Europa non è più cristiana e fra poco non sarà più neanche occidentale. Non sarà più nemmeno Europa. Sarà Eurabia. L’America invece rimarrà occidentale e rimarrà cristiana. Ecco perché gli occidentali post-cristiani e post-occidentali odiano l’America. L’odio verso l’Occidente è l’altra faccia dell’odio verso Cristo.

 Il fatto che le principali teorie del complotto siano anti-americane e anti-cristiane, dimostra quello che dicevo all’inizio: le teorie del complotto sono strettamente legate  all’ateismo. Su You-tube si moltiplicano incontrollati i documentari anti-americani a favore della teoria del complotto lunare (alcuni prodotti da importanti emittenti televisive, vedi:

 http://www.youtube.com/watch?v=bNrsx-7nxKI&feature=related ). Intanto Fahrenheit 9\11 di Michael Moore e Il codice da Vinci di Dan Brown seducono milioni di persone . Se Michael Moore cerca di aggiornare la solita teoria del grande complotto americano e capitalista, invece  Dan Brown inventa addirittura una teoria del grande complotto cattolico. Sull’opera di Dan Brown Massimo Introvigne ha già detto tutto quello che c’era da dire. Se non vi fidate del cattolico Introvigne, fidatevi almeno dell’ateo mangiapreti Umberto Eco, che va in bestia tutte le volte che sente parlare di Cristo sposato alla Maddalena. Di recente ha scritto: “I termini della teoria del complotto sono noti. Così come la distruzione delle torri gemelle non è stata opera di fondamentalisti arabi ma di Bush, (senza calcolare che se la cosa l’avesse organizzata un casinista come Bush le torri sarebbero ancora in piedi), parimenti il viaggio sulla Luna non è mai avvenuto: si è trattato di un montaggio televisivo fatto in studio e tutto il mondo c’è cascato. (…) Se i russi sono stati zitti significa che lo sbarco sulla Luna era vero. Fine del dibattito. Fine del dibattito a fil di logica, ma non a filo di credulità. Basta controllare quante trasmissioni televisive vanno in onda con indagini su misteri e complotti triti e ritriti, dai cerchi nel grano all’Atlantide, dal Graal alle trame dei Templari, da non siamo soli nell’universo a essi sono tra noi, per rendersi conto di come il mercato della credulità renda sempre moltissimo – altrimenti non si spiegherebbe come mai torme di turisti vanno a Parigi a visitare i luoghi del ‘Codice da Vinci’, come se la gente percorresse la Toscana per trovare il Campo dei Miracoli dove Pinocchio ha seppellito le sue monete” (24 luglio 2009 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-complotto-lunare/2105109/18 ).

 Cogliendo al volo la palla al balzo della moda complottista, tal Peter Joseph ha fuso la teoria del complotto israelo-americano-finanziario-capitalista e la teoria del complotto cattolico in un’unica grande teoria del Complotto Universale, chiamiamolo così. Joseph illustra la sua esilarante teoria nel “documentario” Zeitgeist (http://www.youtube.com/watch?v=uezALzEN_3U ) Ad una persona sufficientemente istruita questo “documentario” sembra addirittura imbarazzante. Ma nel mondo le persone sufficientemente istruite sono in minoranza. La maggioranza delle persone, invece, si beve tutto quello che dice un  Peter Joseph qualunque. La maggioranza delle persone, in altri termini, è disposta a credere che fra poco un fantomatico governo mondiale impianterà un microchip nella corteccia cerebrale di ogni abitante del pianeta. Ma di Zeitgeist parlerò alla prossima puntata. E parlerò anche di un piccolo grande mago di nome Brock Gill.

giovedì, 13 agosto 2009

SIAMO STATI VERAMENTE SULLA LUNA III. Il silenzio dei russi.

Tutte le teorie del complotto sono pericolanti. Per farle crollare, basta qualche colpo di rasoio, marca Occam. Inoltre, i singoli “mattoni” dell’edificio teorico complottista si sgretolano facilmente. Fuor di metafora, alla base di tutte le teorie del complotto troviamo soltanto argomenti inconsistenti e prove truccate. Nella puntata precedente, abbiamo visto quanto inconsistenti siano le prove a favore della teoria del complotto lunare. Adesso consideriamo le prove a favore della verità. Ebbene, a favore della verità c’è una prova gigantesca e indistruttibile: il silenzio dei russi.

Lo sbarco sulla Luna si inserisce nel contesto della guerra fredda. Il 4 ottobre 1957 entrò in orbita il satellite russo Sputnik. Improvvisamente, gli americani scoprivano di essere rimasti indietro nella “corsa allo spazio”. Molto indietro. Il 12 aprile 1961 entrò in orbita la navicella con a bordo Yuri Gagarin. Quel giorno, gli americani si sentirono terribilmente umiliati. I russi correvano davanti a loro. Molto davanti. Il primo satellite artificiale lanciato in orbita era russo, il primo uomo a volare nello spazio era russo. John Fitzgerald Kennedy decise che il primo uomo a calpestare il suolo lunare sarebbe stato un americano. “Entro la fine degli anni Sessanta”, promise, “manderemo degli americani sulla Luna”. Egli infatti aveva chiaro che l’America non poteva vincere la guerra fredda senza vincere la “corsa allo spazio”. La missione Apollo doveva essere in primo luogo una gigantesca operazione di propaganda.  Gli americani volevano dimostrare al mondo intero, e soprattutto ai sovietici, di essere all’avanguardia  in campo tecnologico e militare. Volevano umiliare e impaurire i loro nemici. Non potevano permettersi il lusso di barare. Non potevano permettersi il lusso di simulare la missione lunare in un set televisivo. Se avessero provato a barare, i loro nemici lo avrebbero scoperto immediatamente. E in effetti, sappiamo che i sovietici spiarono tutte le  missioni Apollo. Già nel luglio del 1969 lanciarono in orbita la misteriosa Luna 1, una sonda senza equipaggio. Mediante quella sonda, che in seguito si sarebbe schiantata sul suolo lunare, i russi poterono dare un’occhiata alla navicella in cui viaggiavano Armstromg, Aldrin e Collins.

Se nessuna navicella Apollo avesse mai raggiunto la Luna, i sovietici lo avrebbero scoperto e avrebbero sbugiardato e deriso gli americani fino ad oggi. E invece sono stati zitti. I lunacomplottisti ovviamente ritengono che il silenzio dei sovietici non provi nulla contro la loro perfetta teoria. Essi infatti pensano che la loro teoria sia più reale della realtà stessa. Secondo loro, i russi avrebbero preferito ricattare gli americani piuttosto che sbugiardarli.  I russi avrebbero taciuto sugli imbrogli della Nasa e in cambio gli americani avrebbero taciuto sugli imbrogli dell’ente spaziale sovietico, che naturalmente non avrebbe mai mandato nessun uomo nello spazio.

Ora, l’Unione Sovietica è crollata venti anni fa. Se gli uomini dei servizi segreti sovietici fossero stati a conoscenza di qualche piccante segreto riguardante le missioni Apollo,  lo avrebbero rivelato già  da un bel pezzo. Non avrebbero più alcuna ragione per non rivelarlo. Inoltre, nel 1991 furono aperti agli studiosi gli archivi del Kgb. Da quegli archivi sono saltati fuori migliaia di documenti sconvolgenti e terribili (compresi molti verbali di interrogatori, con torture annesse, di poveri dissidenti) ma non una sola prova documentaria sui presunti imbrogli della Nasa e non una sola prova documentaria sui presunti imbrogli dell’Ente spaziale sovietico. Certo, quest’ultimo aveva alcuni scheletri nell’armadio. Aveva nascosto all’opinione pubblica il numero (molto alto) e l’identità dei cosmonauti russi che avevano perso la vita nel corso di esercitazioni e missioni molto rischiose. Ma gli uomini nello spazio ce li aveva mandati veramente. Yuri Gagarin e i cosmonauti della Soyuz sono veramente andati nello spazio. Pungolati del desiderio di battere i loro concorrenti americani, gli scienziati russi hanno dato il meglio. Insomma, i successi “comunisti” nel campo aerospaziale sono effetto di un fenomeno tipicamente capitalista come la concorrenza.

Quaranta anni fa i russi hanno potuto spiare “in diretta” le missioni Apollo. Oggi invece i giapponesi e gli indiani possono osservare da vicino i siti degli allunaggi delle diverse navicelle Apollo. Fra il 7 gennaio e il 10 gennaio 2009, la sonda indiana Chandrayaan-1 (lanciata il 22 ottobre 2008 dal centro spaziale di Satish Dhawan, nell’Andhra Pradesh) ha effettuato la mappatura dei siti di allunaggio delle sei missioni Apollo. Di recente, la sonda Kaguya (lanciata il 14 settembre 2007 dal centro spaziale di Tanegashima) ha effettuato i rilievi altimetrici di alcuni siti lunari già visitati dagli astronauti della missione Apollo. Sulla base di questi rilievi altimetrici la JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha ricostruito con tecniche digitali le immagini di quei siti. Ebbene, gli scorci lunari che si vedono in queste immagini sono sovrapponibili agli scorci che si vedono nella fotografie scattate degli astronauti delle missioni Apollo in quei siti. La sonda giapponese ha anche rilevato la presenza di un alone chiaro nel sito dell’allunaggio della missione Apollo 15 (avvenuto il 31 luglio 1971). Quell’alone è stato prodotto dal getto del motore del modulo lunare. Ma non è finita. Il 18 giugno 2009 da Cape Canaveral sono partite le due sonde statunitensi Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e Lunar Crater Observation and Sensing Spacecraft (LCROSS) . Nelle fotografie del suolo lunare trasmesse in luglio dalla LRO, si distinguono chiaramente i moduli lunari usati per l’atterraggio (incluso quello dell’Apollo 11), alcune apparecchiature e perfino le impronte lasciate da un astronauta della missione Apollo 14 ( Cfr. http://complottilunari.blogspot.com/2009/07/la-sonda-lro-fotografa-i-siti.html ; http://complottilunari.blogspot.com/2009/02/sonde-lunari-post-apollo-usabili-per.html; http://complottilunari.blogspot.com/2009/06/prove-dello-sbarco-le-conferme-della.html  ).

Insomma, di prove fotografiche degli allunaggi oggi ne abbiamo fin troppe. Queste prove possono convincere i lunacomplottisti? Ovviamente no, ma che domande. Essi non adattano la teoria alla realtà ma adattano la realtà alla teoria. Per quanto riguarda la sonda LRO, essi sostengono che le fotografie della LRO, manco a dirlo,  sarebbero state manipolate. Sostengono anche che i moduli lunari e le apparecchiature che si vedono nelle fotografie lunari della LRO… sarebbero state spedite sulla Luna solo di recente tramite sonde senza equipaggio. Ovviamente le due cose non possono stare insieme. Perché mai la Nasa avrebbe dovuto manipolare le fotografie, se gli accessori lunari fossero già stati spediti in precedenza nei posti giusti?  Viceversa, perché mai avrebbe dovuto spedire i suddetti accessori nei posti giusti, se avesse potuto ritoccare comodamente le fotografie col photoshop? E con le impronte di un astronauta della missione Apollo 14 fotografate dalla LRO come la mettiamo? Ebbene, secondo i lunacomplottisti le impronte sarebbero state lasciate da un robot telecomandato da Houston… Ma non si faceva prima a mandare degli uomini in carne ed ossa?  Vabbé, rassegniamoci: non c’è verso di convincere i superstiziosi a credere nella realtà.

(Continua)
giovedì, 06 agosto 2009

SIAMO STATI VERAMENTE SULLA LUNA, II. Le prove.

 Abbiamo visto che, per fare a pezzi le teorie del complotto, basta un rasoio di Occam ben affilato. Per loro stessa natura, i “grandi complotti” sono destinati ad un rapido fallimento. Anzi, non possono proprio stare in piedi. È materialmente impossibile che migliaia o decine di migliaia di persone riescano ad agire in totale accordo e in totale segretezza in vista di uno scopo qualunque. È materialmente impossibile che nessuna parli. Più numerosi sono i membri di un complotto, più numerose sono le probabilità che il complotto venga scoperto. Per funzionare, i complotti devono essere molto piccoli. E in effetti, nei libri di storia non troviamo complotti di grandi dimensioni. Troviamo soltanto piccoli o piccolissimi complotti. Più che altro, congiure di palazzo. Tuttavia, anche le congiure prima o poi vengono scoperte. Se sono entrate nei libri di storia, significa che sono state scoperte.

  Ma adesso  basta con i complotti. Deponiamo il rasoio e guardiamo la Luna. Dove si trovavano Neil Armstrong e Buzz Aldrin la sera del 20 luglio 1969? Per scoprirlo, ho letto avidamente tutti i post pubblicati su Complotti Lunari (http://complottilunari.blogspot.com/ ) da Paolo Attivissimo, un giornalista specializzato nella demolizione delle teorie del complotto che proliferano su Internet.

I credenti nelle superstizioni complottiste ricorrono sistematicamente a documenti poco attendibili di terza o quarta mano. Essi infatti ignorano l’obbligo di controllare le fonti e attribuiscono valore scientifico al sentito dire. In secondo luogo, usano spesso il trucco dell’ipse dixit senza l’ipse. Ad esempio, il lunacomplottista Massimo Mazzucco, su Luogocomune.net scrive: “Sarebbe infatti impossibile, a detta di ogni scienziato che si rispetti, che un qualunque essere vivente attraversi addirittura le Fasce di Van Allen, altrochè arrivare sulla Luna. (Le F. sono una stretta e poderosa cintura di radiazioni, che va da un polo all’altro della Terra, e che a sua volta protegge la Terra dalle radiazioni cosmiche, ma alla quale è impensabile per noi anche solo avvicinarsi. Ci hanno provato, negli ultimi anni, gli astronauti dello Shuttle, con risultati ben poco confortanti)”. Ogni scienziato che si rispetti direbbe ciò? Quale in particolare? Non è dato sapere. Purtroppo, il trucco dell’ ipse dixit senza l’ipse funziona quasi sempre. Di fronte all’espressione “a detta di ogni scienziato che si rispetti”, il lettore che sa di non sapere nulla di scienza è totalmente disarmato. Come potrebbe egli contestare quello che dicono gli scienziati? E come potrebbe egli contestare il fatto che gli scienziati dicano proprio questo? Ma se andiamo a controllare, scopriamo che gli scienziati che si rispettano questo non lo dicono affatto. Pare che non lo abbia detto neppure il signor Van Allen in persona. Prima di mandare degli astronauti in orbita, la Nasa ha fatto passare delle sonde senza equipaggio attraverso la fascia di Van Allen. Ebbene, l’intensità delle radiazioni all’interno delle sonde, misurata da apposite apparecchiature, è risultata molto modesta.  Quando una navicella spaziale passa attraverso la fascia di Van Allen, gli astronauti a bordo non assorbono più radiazioni di quelle che assorbirebbero esponendosi per breve tempo ai raggi x . Insomma, passare attraverso la fascia di Van Allen è come farsi un paio di lastre in ospedale.

Fra i numerosi vizietti dei complottisti, c’è la tendenza ad ingigantire i particolari più banali e ad estrapolarli dal loro contesto.  Come detective d’antan, esaminano con la lente di ingrandimento tutte le fotografie della missione Apollo. Fra la polvere depositata sulle zampe del Lem, le impronte degli astronauti sul terreno e altre  minuzie, credono di trovare delle prove decisive a favore della loro teoria. Ad esempio, sulla visiera di un astronauta credono di vedere i riflessi di quattro riflettori cinematografici. Ma per fortuna le fotografie originali delle missioni lunari sono ad altissima definizione. Ingrandendo la fotografia in cui appare la visiera incriminata, ci accorgiamo che i presunti riflessi sono in realtà delle piccole abrasioni e dei piccoli depositi di polvere lunare sulla visiera (http://complottilunari.blogspot.com/2009/01/cosa-sono-le-luci-riflesse-nel-casco.html ). I lunacomplottisti credono di vedere una grossa “C” sulla superficie ruvida di un sasso lunare che spicca sul primo piano di un’altra fotografia. E subito immaginano che quella “C” sia stata lasciata in bella vista da uno scenografo sbadato. Ma esaminando bene la fotografia incriminata, i tecnici della Nasa hanno scoperto che la “C” è in realtà un minuscolo pelo che verosimilmente è rimasto attaccato alla stampa nel momento dello sviluppo (http://complottilunari.blogspot.com/2009/02/in-una-foto-si-vede-una-c-su-un-sasso-e.html ).

Nelle fotografie delle missioni Apollo abbondano le ombre. Gli astronauti, le loro apparecchiature, i sassi e gli altri accidenti geologici della Luna gettano delle ombre lunghe e scure su un terreno luminosissimo. In alcune fotografie le ombre sono convergenti, in altre sono divergenti. C’è forse qualcosa di strano? Secondo i lunacomplottisti sì. Se alle spalle degli astronauti ci fosse stato il Sole, essi dicono, le ombre avrebbero dovuto essere perfettamente parallele in tutte le fotografie. Gli oggetti illuminati dal Sole non gettano forse delle ombre perfettamente parallele, qui sulla Terra? E la distanza che c’è fra la Luna e il Sole non è grosso modo la stessa che c’è fra la Terra e il Sole? Quindi l’assenza di ombre parallele nelle fotografie lunari, secondo i lunacomplottisti, sarebbe una prova decisiva a favore della loro teoria. Alle spalle degli astronauti non ci sarebbe stato il Sole ma… uno o più riflettori cinematografici.  Ebbene, i lunacomplottisti dimenticano un piccolo particolare: la prospettiva. È vero che sulla Terra le ombre determinate dalla luce del Sole sono perfettamente parallele, come le pareti di un corridoio. Ma provate a mettervi su uno dei due lati minori di un lunghissimo corridoio: le due linee che delimitano il soffitto e le due linee che delimitano il pavimento vi sembreranno correre in diagonale verso il lato opposto del corridoio, che vi sembrerà piccolo a causa della lontananza. Osservate queste due fotografie, scattate da me al tramonto.

Le ombre convergono verso quello che i pittori chiamano “punto di  fuga”. Se avessi puntato l’obiettivo alle mie spalle, verso il sole, le ombre dei pini sarebbero apparse divergenti. Adesso confrontate le mie fotografie con la fotografia scattata da un astronauta della missione Apollo. Noterete che le ombre presenti nella fotografia lunare “si comportano” esattamente come le ombre presenti nella mie fotografie. Sia le ombre lunari che le ombre terrestri sembrano convergere verso il “punto di fuga” a causa della prospettiva.  Sia le prime che le seconde sono parallele. Dunque alle spalle di questo e degli altri astronauti non potevano esserci delle fonti luminose vicine: doveva esserci per forza il Sole. Ma non basta. Se alle spalle degli astronauti fossero stati presenti più riflettori, gli astronauti, il Lem, le apparecchiature e infine gli accidenti geologici della Luna avrebbero dovuto proiettare più ombre. Su di un palcoscenico, gli attori proiettano tante ombre quanti sono i riflettori che li illuminano dalle diverse angolazioni. Per saperne di più sulle anomalie delle ombre lunari, leggete qui: http://complottilunari.blogspot.com/2009/01/le-ombre-convergenti-nelle-foto-lunari.html  .

E adesso usciamo a riveder le stelle.  Chi passeggia sulla Luna le dovrebbe vedere nitidamente anche nel pieno del giorno lunare. Infatti sulla superficie della Luna non c’è atmosfera. Assenza di atmosfera significa massima visibilità. Ebbene, nelle fotografie delle missioni Apollo di stelle non se ne vedono o quasi. In molte fotografie appare l’orizzonte del desolato paesaggio lunare. Al di sopra dell’orizzonte appare un cielo nero e vuoto. Senza stelle. Non è strano? No, non lo è. Gli astronauti vedevano benissimo le stelle: erano le loro macchine fotografiche che non le “vedevano”. Per fotografare la luminosissima superficie lunare, occorre un tempo di esposizione relativamente breve, mentre per fotografare le stelle occorre un tempo di esposizione molto lungo. Se fotografate il cielo notturno con un tempo di esposizione relativamente breve, nella vostra fotografia si vedranno nitidamente i mari della Luna ma non si vedranno le stelle. Se fotografate il cielo notturno con un tempo di esposizione abbastanza lungo, nella vostra foto si vedranno nitidamente le stelle mentre la Luna sembrerà un disco bianco e piatto. Ebbene, nella maggior parte delle fotografie lunari (con alcune eccezioni) non ci sono stelle semplicemente perché gli astronauti avevano regolato la fotocamera con un tempo di esposizione breve, adatto alla superficie lunare (http://complottilunari.blogspot.com/2009/01/perch-nelle-foto-lunari-non-ci-sono-le.html).  Ovviamente, i lunacomplottisti si rifiutano di prendere in considerazione i tempi di esposizione degli apparecchi fotografici.  Secondo loro, gli scenografi della Cia si sarebbero dimenticati di sistemare le stelle nei fondali del set. Ma pensa che sbadati. E pensa che sbadato Stanley Kubrick. E sì, perché secondo i lunacomplottisti la presunta messinscena del finto allunaggio l’avrebbe diretta proprio lui (vedi il finto documentario del 2002 Operazione Luna. Kubrick, Nixon e l’uomo sulla Luna). Ma quando aveva girato 2001. Odissea nello spazio, Kubrick non si era affatto dimenticato delle stelle. Dietro i modellini delle astronavi ci sono fondali neri pieni di i puntini luminosi. I puntini-stelle appaiono anche nelle scene che coinvolgono oggetti molto luminosi in primo piano:

Insomma, è verosimile che un maniaco perfezionista come Kubrick si sia ricordato di mettere le stelle in 2001. Odissea nello spazio e poi, appena un anno dopo, si sia dimenticato di metterle nella messinscena del finto allunaggio? Ed è verosimile  che il governo degli Usa abbia affidato la realizzazione  di una messinscena così importante per il prestigio della nazione ad un branco di cretini? Solo dei cretini, infatti, avrebbero potuto lasciare in bella vista una ridicola C. A gente così non la faresti lavorare neppure ai cinepanettoni di Natale. Ma la vera domanda è un’altra: è possibile che ci sia gente che ancora crede che nessun uomo abbia mai messo piede sulla Luna?

(Continua)

martedì, 04 agosto 2009

SIAMO STATI VERAMENTE SULLA LUNA, I.

Gilbert Keith Chesterton disse:«Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto». In realtà, non tutti i non credenti sono creduloni. Ma la maggior parte lo sono. La maggior parte dei quelli che non credono in Dio credono a tutto, in primo luogo alle teorie del complotto.  Ci credono ciecamente. Credono ciecamente che Cristo abbia sposato la Maddalena e che Neil Armstrong non abbia mai messo piede sulla Luna. Credono anche che la parola inglese sunset alluda alla divinità egiziana Seth. Ma andiamo con ordine.

 Le teorie del complotto rappresentano le superstizioni dell’era tecnologica. Come tutte le superstizioni, le teorie del complotto sono sempre smentite dai fatti. Come tutti i superstiziosi, i credenti nelle superstizioni complottiste si disinteressano dei fatti. Essi non adattano la teoria alla realtà ma adattano la realtà alla teoria (la superstizione complottista deriva dalla grande superstizione dell’idealismo egheliano). Se la realtà non fornisce una sola prova a favore della loro teoria, essi dicono che il complotto è stato nascosto molto bene. Se la realtà fornisce delle prove contrarie alla loro teoria, essi dicono che quelle prove sono state falsificate ad arte dai membri del complotto. Se uno studioso riesce a smontare la loro teoria in maniera convincente, essi dicono che quello studioso fa parte del complotto. Se dichiari di non credere nella loro teoria, ti dicono che sei un “utile idiota” nelle mani  di “Usrael” e che dovresti “studiare” prima esprimere, eventualmente, un parere sull’attentato dell’11 settembre o sulla missione Apollo.  In effetti, i complottisti superstiziosi non sanno di essere superstiziosi. Essi si vantano di avere studiato molto. Già, peccato che abbiano studiato tutto fuorché il principio del rasoio di Occam. Il filosofo francescano Guglielmo da Occam (1295-1349) ha scritto: “Non bisogna moltiplicare gli elementi più del necessario” ( “Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem”). Ebbene, i credenti nelle superstizioni complottiste moltiplicano oltre ogni necessità, e oltre ogni decenza, gli “elementi”. Forniscono delle spiegazioni eccessivamente complesse a degli eventi tutto sommato molto semplici.

 Fra le tante possibili spiegazioni di un dato fenomeno, gli scienziati prediligono quella che implica il minor numero di elementi. Infatti secondo il principio del rasoio di Occam la spiegazione più semplice è la spiegazione più probabile. Questo “rasoio” è molto utile anche nella vita quotidiana. Se ad esempio non troviamo più le chiavi di casa, dobbiamo sforzarci di ricordare dove le abbiamo viste l’ultima volta. Infatti l’ipotesi più semplice, e quindi più probabile, è che  le chiavi siano rimaste lì. Più complessa è l’ipotesi che le chiavi siano volate fuori della finestra. Questa ipotesi è meno probabile della prima in quanto implica un elemento in più: l’intervento di qualcuno, magari un nostro familiare che vuole farci un dispetto. Estremamente  complessa è invece l’ipotesi che le chiavi siano state rubate, per qualche scopo misterioso e arcano, dal membro di un qualche grande complotto penetrato furtivamente in casa nostra. Questa ipotesi è altamente improbabile in quanto implica un numero illimitato di “elementi”, più precisamente di “elementi umani”. Infatti ogni “grande complotto” che si rispetti coinvolgerebbe un numero illimitato di persone, le quali agirebbero in perfetto accordo e in totale segretezza per degli scopi misteriosi ed arcani. Ma a dire il vero, la convinzione di essere vittime di un complotto ha un nome ben preciso: paranoia.

 Secondo i complottisti superstiziosi, nessun uomo avrebbe mai messo piede sulla Luna. I celebri filmati della missione Apollo, trasmessi e ritrasmessi dalle televisioni di tutto il mondo, non sarebbero stati girati sulla Luna ma in un set cinematografico segretissimo, con l’ausilio di effetti speciali all’avanguardia. Ma secondo il principio del rasoio di Occam, è più probabile che gli astronauti della missione Apollo siano sbarcati in un set cinematografico segretissimo oppure è più probabile che siano realmente sbarcati sulla Luna? Dico subito che è infinitamente più probabile che siano realmente sbarcati sulla Luna. Alcuni lunacomplottisti sostengono che la presunta messinscena del finto allunaggio avrebbe richiesto l’impegno di venti o trenta persone al massimo. In realtà, sappiamo che la Nasa fece lavorare nell’ambito del progetto Apollo circa quattrocentomila (400.000) persone, fra cui molti scienziati ed ingegneri di altissimo livello. È verisimile che venti o trenta cospiratori siano riusciti ad ingannare non soltanto milioni di telespettatori sparsi per il mondo ma anche gli scienziati e gli ingegneri che avevano preparato la missione Apollo? Se venti o trenta cospiratori al massimo avessero tentato di organizzare un simile imbroglio all’insaputa di quattrocentomila persone legate al progetto Apollo, le probabilità che una sola di queste ultime lo scoprisse e lo rivelasse all’opinione pubblica sarebbero state incredibilmente numerose. Se in alternativa le suddette quattrocentomila persone fossero state tutte coinvolte fin dall’inizio nell’imbroglio lunare, le probabilità che l’opinione pubblica lo scoprisse sarebbero state ancora più numerose. Io direi quattrocentomila. Infatti ognuna di quelle persone avrebbe potuto dire qualcosa  a un familiare, a un amico o ad un estraneo in qualsiasi momento e per le più svariate ragioni, anche solo per distrazione. Oltretutto, l’amministrazione Nixon non riuscì a tenere nascosto il piccolo imbroglio del Watergate. Come avrebbe potuto tenere nascosto un imbroglio infinitamente più grande?

 Non bisogna dimenticare che la Nasa licenziò molti dipendenti nel 1972, dopo il rientro a terra dell’ultima navicella Apollo. Dalle stelle alle stalle, è il caso di dire. Se gli ex dipendenti della Nasa fossero stati a conoscenza di qualche segreto imbarazzante, non avrebbero avuto nulla da perdere a rivelarlo alla stampa. Avrebbe avuto solo da guadagnarci. Rivelare questo genere di segreti alla stampa è una maniera per diventare rapidamente famosi e magari anche ricchi. Ma nessuno di loro ha mai rivelato nulla. Se nessuno ha rivelato nulla, l’ipotesi più probabile è che nessuno sa nulla.  Se nessuno sa nulla, l’ipotesi più probabile è che non ci sia nulla da sapere. Ma i complottisti patologici non credono mai all’ipotesi più probabile. Secondo loro, tutti quelli che lavorano e hanno lavorato per la Nasa terrebbero la bocca chiusa per paura della Cia. Infatti gli  agenti della Cia passerebbero il tempo a fare morire in circostanze misteriose tutte le persone che potrebbero dare fastidio al governo degli Stati Uniti. Nel corso degli anni Sessanta, diversi piloti legati al programma spaziale hanno perso la vita nel corso di tragici incidenti (

http://complottilunari.blogspot.com/2009/07/i-morti-dimenticati-dei-programmi.html). Ebbene, secondo i lunacomplottisti questi incidenti sarebbero stati in realtà omicidi targati Cia. (In effetti, i complottisti patologici faticano a credere che a questo mondo possano verificarsi degli incidenti.) Nel film lunacomplottista Capricorn one (1977), gli agenti della Cia si dedicano con zelo nazista all’eliminazione fisica di tutti coloro che potrebbero rivelare al mondo gli imbrogli della Nasa, in primo luogo i poveri astronauti. Voglio fare notare che un film così genuinamente  anti-americano non è stato prodotto in Unione Sovietica ma ad Hollywood. Alzi la mano chi ancora non ha capito che la vera patria dell’anti-americanismo è proprio l’America.

  A parte questo, Capricorn one è un film che si smentisce da solo. Il fatto che Capricorn one sia stato tranquillamente realizzato e che i suoi autori non siano morti in circostanze misteriose, dimostra l’infondatezza delle accuse che il film lancia alla Nasa e alla Cia. Neanche Bart Sibrel, il Michael Moore del lunacomplottismo, è mai rimasto coinvolto in qualche strano incidente. Poverino, non può dire “Ve lo avevo detto!” Infatti nel documentario Astronauts Gone Wild (Gli Astronauti Sono Impazziti), sembra che il figlio di un astronauta, riferendosi a Sibrel e al suo cameraman, dica al padre: “Vuoi chiamare la CIA così te li fa fuori tutti e due?”. In primo luogo, bisogna vedere che cosa dice esattamente il figlio. In secondo luogo, le sparate di un figlio arrabbiato provano nulla, tanto meno l’esistenza di un grande complotto. Chi è fuori dai gangheri le spara grosse. Sibrel è molto bravo a fare uscire la gente fuori dai gangheri. Nel suddetto “documentario”, Sibrel aspetta Buzz Aldrin (il secondo uomo sulla Luna) all’entrata di un hotel, lo tempesta di domande ossessive, lo invita a giurare sulla Bibbia di essere realmente andato sulla Luna e infine lo insulta: “Bugiardo, ladro e codardo”. Se qualcuno dicesse queste cose a voi, probabilmente sentireste l’impulso di dargli un bel pugno. E infatti Buzz Aldrin un bel pugno glielo ha proprio dato ( http://www.youtube.com/watch?v=UUFO8AGMwic ). Naturalmente, secondo i lunacomplottisti patologici Aldrin si è comportato così perché “ha qualcosa da nascondere”.

 Bill Kaysing è morto nel 2005, a ottantadue anni. La sua morte non ha avuto nulla di misterioso. Per chi non lo sapesse, Bill Kaysing è l’autore della bibbia di tutti i lunacomplottisti:  Non siamo mai andati sulla Luna, pubblicato nel 1976 (trad. it. Cult Media Net, 1997, Roma). Egli era convinto dell’esistenza del complotto lunare ma ammetteva di non esserne mai entrato in contatto. Tuttavia, Kaysing aveva avuto a che fare con la Nasa. Era stato direttore delle pubblicazioni tecniche presso i laboratori della Rocketdyne, la ditta che progettò e costruì i motori dei  razzi che portarono le navicelle Apollo sulla Luna. A mio parere, il fatto che una persona così vicina alla Nasa non sia stata coinvolta nel complotto è una prova ulteriore del fatto che il complotto non  ci fu. Se complotto ci fosse stato, Kaysing non avrebbe potuto non esservi coinvolto anche contro la sua volontà, magari suon di minacce. A parte questo, perché la Cia non ha impedito a  Kaysing di pubblicare il suo libro? Evidentemente, perché la Cia, la Nasa e la Casa Bianca sapevano che in quel libro c’erano solo balle. E purtroppo, il mondo è pieno di gente che crede alle balle.
(Continua)