ZEITGEIST, LA PIU’ GRANDE BOIATA MAI VENDUTA. E i grillini ci credono. Infatti chi crede in Grillo e Casaleggio crede in tutto.

Ecco a voi in estrema sintesi la tipica auto-presentazione del tipico candidato grillino,

“Ciao raga,

non so fare nulla e non so nulla, neppure quanti sono i parlamentari e quanti sono i senatori, ma sono laureato e sono ggggiovane.

Voglio portare la mia simpatica e giovanile incompetenza nel governo.

Fatemi fare il presidente del consiglio”.
Ma non c’è mai fine al peggio. Ieri sera a Ballarò un ggggiovane grillino diceva che ZEITGEIST gli aveva aperto gli occhi, facendogli capire che i complottisti capitalisti mondiali ci stanno impiantando sotto pelle un microchip…. Sì, avete sentito bene. Comunque, io sospetto da tempo  che dietro il movimento di Grillo-Casaleggio ci sia  quel vasto movimento denomianto Zeitgeist, che fa capo a Jacque Fresco. Dal momento che il documentario omonimo diffuso su You-tube è un concentrato esilarante di cazzate, si ha la tentazione di guardare a quel movimento come ad una delle tante, deliranti sette che infestano il pianeta. Tuttavia, ho saputo che i membri di quel movimento cominciano ad avere un peso elettorale non indifferente  negli Usa: basti pensare che Ron Paul, candidato libertario alle ultime elezioni del partito repubblicano, appare nel documentario stesso in veste di simpatizzante del movimento.

Comunque, visto che ieri sera quel grillino ha fatto pubblicità a Zeitgeist, e stamattina in televisione  già si parlava con ironia del “microchip sotto pelle”, ho deciso di ripubblicare la serie di post su Zeitgeist apparsi per la prima volta sul vecchio blog nel lontano 2009. In effetti, WordPress rileva che da alcuni giorni sono aumentati i contatti di gente che cerca informazioni su Zeitgeist.  Quindi, per favorire i cercatori di notizie su Zeitgeist, ripubblico adesso in cima al blog i vecchi post su Zeitgeist che apparvero nel lontano 2009, e che attirarono più di duecento commenti pieni d’odio e di idiozia. Li ho copiati tutti e salvati nel mio computer. Li conservo come preziosi documenti di quel tipo speciale di umana stupidità che è pronta a convertirsi in violenza. Mai sottovalutare la stupidità, che è dotata di una devastante forza distruttrice.. Anche i nazisti erano sostanzialmente degli stupidi, e guardate che hanno fatto. Infatti, la mia tesi è che i seguaci di Zeitgeist potrebbero essere i nuovi nazisti. E sono sicura che i seguaci italiani di Zeitgeist adesso siano rifluiti nel Movimento Cinque stelle. Non a caso, ieri c’era già qualche grillina che lodava il duce.

lunedì, 24 agosto 2009

ZEITGEIST: LA PIU’ GRANDE BOIATA MAI VENDUTA. E gli atei ci credono. Infatti chi non crede in Dio crede in tutto.

Alla fine della puntata precedente ho accennato al “documentario” Zeitgeist di tal Peter Joseph (http://www.youtube.com/watch?v=uezALzEN_3U ). Più che un “documentario”, è un libro di favole. Più che favole, superstizioni mascherate da scienza. Gli autori di Zeitgeist fondono assieme la superstizione anti-occidentale e la superstizione anti-cristiana, facendo un grosso regalo ad Osama Bin Laden e a tutti quelli che vogliono distruggere la civiltà. Perché solo l’Occidente cristiano è civiltà. Ma gli autori di Zeitgeist si sentono lo stesso degli eroici filantropi. Sul sito ufficiale, sta scritto che Zeitgeist è un documentario “nonprofit”…  ah, la parolina magica! Leggete:

“Zeitgeist, produced by Peter Joseph, was created as a nonprofit filmiac expression to inspire people to start looking at the world from a more critical perspective and to understand that very often things are not what the population at large think they are”.

Traduzione in parole povere: “Caro spettatore, il profitto non ci interessa, ci interessa soltanto fare del bene, vogliamo aprire gli occhi alla gente. Se non credi a tutto quello che ti diciamo, sei cieco come gli altri. Se invece credi a tutto quello che ti diciamo, allora sei intelligente, sei fico e piaci alle ragazze”. Ovviamente lo spettatore vuole sentirsi fico e quindi si beve a tutto quello che gli propinano gli autori di Zeitgeist. Poi mette il “documentario” che lo fa sentire tanto fico fra i “preferiti” su You-tube o su Facebook, oppure lo mostra sul suo blog, commentando: “Mi raccomando, fate circolare, imparate a ragionare con la vostra testa”. E così la superstizione di Zeitgeist si diffonde con la rapidità di una pestilenza. Ormai gli appestati sono già centinaia di migliaia. Noi immuni rischiamo di finire come Io sono leggenda nel giro di qualche anno. Gli appestati credono che “ragionare con la propria testa” significhi ragionare con la testa degli autori di Zeitgeist, credere ciecamente a tutto quello che dicono gli autori di Zeitgeist e non verificare mai quello che dicono gli autori di Zeitgeist. Anche perché per verificare quello che costoro dicono bisogna perdere un po’ meno tempo su Facebook studiare un poco. Troppo faticoso! Invece noi che non vogliamo sembrare fichi, verifichiamo una ad una tutte le affermazioni degli autori di Zeitgeist.

Riassunto di Zeitgeist  tipo riassunto dei film del giorno sul giornale: “Cristo non è mai esistito, le torri gemelle sono state abbattute dal cristiano Bush e dai suoi amici banchieri, Usa, 2007”.  Nella prima parte di Zeitgeist, intitolata “La più grande storia mai venduta”, i filantropici autori cercano di fare capire a noi poveri ciechi che la religione sarebbe solo “l’oppio dei popoli”. Da duemila anni, i governanti utilizzerebbero questo “oppio” per istupidire i popoli, distogliendoli dal proposito di fare la rivoluzione (questa l’ho già sentita). Ovviamente, la storia di Cristo sarebbe solo una favola e Cristo sarebbe  un personaggo immaginario, come le altre divinità pagane.  In effetti, Cristo sarebbe molto simile ad alcune divinità pagane legate al culto del sole: Seth, Horus, Mitra, Dioniso, Attis e Krishna. Ognuna di queste divinità festeggerebbe il compleanno proprio il giorno di Natale. Non è una coincidenza straordinaria?

Insomma gli autori di Zeitgeist suggeriscono un raffinato sillogismo, degno dell’intelligenza dei frequentatori assidui di Facebook: chi nasce il 25 dicembre è una divinità pagana, Cristo è nato il 25 dicembre, Cristo è una divinità pagana ossia non esiste. Uhm…  io conosco molte persone che sono nate il 25 dicembre. Non hanno proprio l’aspetto delle divinità pagane. Non hanno proprio l’aspetto di persone che non esistono. Comunque, per quanto riguarda la data del 25 dicembre, leggete la Errata corrige che ho pubblicato fra i commenti.   In ogni caso, se  anche un tizio mitologico di nome Horus fosse “nato” (in senso metaforico) proprio  il 25 dicembre, per Cristo non cambierebbe nulla. Ma come vedremo, pare che Horus non sia “nato” tre giorni dopo il solstizio d’inverno.

Ll’incertezza degli evangelisti circa la data di nascita di Cristo è una prova ulteriore del fatto che Cristo non è una invenzione degli evangelisti. Se Cristo se lo fossero inventato, si sarebbero inventati anche la data della sua nascita. Anzi, avrebbero legato la sua nascita a chissà quale fantasmagorico allineamento di stelle e pianeti. I popoli mediorientali erano fissati con l’astronomia. E invece niente. Gli evangelisti proprio non sanno dire il giorno esatto in cui è nato il loro maestro. Bisogna solo aggiungere che lo storico pagano Cornelio Tacito, che certamente non era cristiano, parla di un certo “Christus, il quale sotto l’impero di Tiberio era stato condannato all’estrema condanna dal procuratore Ponzio Pilato” (Tacito, Annali XV, 44). Anche altri storici pagani (Plinio il Giovane, Tertulliano, Giuseppe Flavio, Luciano eccetera) menzionano questo Christus. Ne parlano come di una persona realmente esistita, non come di un personaggio mitologico. Facevano parte del complotto anche loro?

Ma andiamo avanti. Gli autori di Zeitgeist ignorano l’obbligo di citare le fonti e falsificano i dati con disinvoltura. Le loro falsificazioni sfiorano il ridicolo. Ad esempio, sostengono che la parola anglosassone sunset (tramonto) alluda alla divinità egizia Seth. Molto divertente. Anche le espressioni set cinematografico e set di coltelli alludono al dio Seth?  Ora ho capito: Seth non era solo il dio del sole ma anche il dio delle scenografie cinematografiche e  delle televenditei di set di coltelli e di pentole! E i filologi di Oxford lo sanno, che gli antichi abitanti della Britannia erano al corrente delle divinità venerate nell’antico Egitto? Ahimè no. Si ostinano a pensate che sunset sia composta dal  sostantivo sun e dal sostantivo setting, che è legato sostantivo set e al verbo to set. Setting significa “messa in opera” ma anche “tramonto;” set significa “posizione”, “direzione”, “orientamento”; to set significa “collocare”, “porre”. In conclusione, sunset letteralmente significa: direzione del sole. E per inciso la parola orizzonte, anch’essa distorta dagli autori di Zeitgeist, proviene dal greco orizon, che significa “limite”, “confine”.

Andiamo avanti. Secondo gli autori di Zeitgeist,  la biografia del dio egizio Horus sarebbe molto simile anzi identica alla biografia di Cristo. Horus sarebbe nato da una vergine, avrebbe compiuto dei miracoli, avrebbe avuto dodici discepoli, sarebbe morto in croce e sarebbe risorto dopo tre giorni. Interessante. E gli egittologi lo sanno? No, non lo sanno. Per la cronaca, gli autori di Zeitgeist hanno tratto la teoria del parallelismo fra Cristo ed Horus dal libro The Christ Conspiracy della fantomatica Acharya, il cui vero nome è D. M. Murdock. A sua volta, Acharya-Murdock ha tratto la suddetta teoria dal libro The Historical Jesus and The Mythical Christ di Gerald Massey.  Nato nel 1828 e morto nel 1907, Massey era un massone che si dilettava di poesia e di egittologia. In effetti, gli addetti ai lavori non lo hanno mai considerato un vero egittologo. Copio da Wikipedia e incollo: “Le sue opere, che tentano di stabilire un più generale parallelismo tra la religione giudaico-cristiana e la religione egizia, sono assolutamente disconosciute dalla moderna egittologia e non sono menzionate nell’ Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt o in qualche altra opera di riferimento di questa branca accademica. Massey non è infatti nominato né in “Who Was Who in Egyptology” di M. L. Bierbrier (III ed., 1995), attuale lista degli egittologi internazionali di riferimento, né tanto meno nella più estesa bibliografia sull’antico Egitto stilata da Ida B. Pratt (1925/1942), universalmente riconosciuta dalla comunità internazionale degli egittologi”.

Ovviamente Acharya giura e spergiura di non avere tratto la teoria del parallelismo Cristo-Horus da Massey. Dice di averla tratta dalle opere dell’egittologa e antropologa Margaret Murray. Di male in peggio. Questa Murray è considerata una specie di ciarlatana dagli studiosi qualificati. Ancora da Wikipedia: “Anche la storicità del lavoro della Murray è ancora molto discussa e le sue argomentazioni sono oggi aspramente criticate in ambito accademico. accademico: tra gli storici che criticano la sua impostazione di ricerca e quindi i risultati raggiunti ci sono Norman Cohn, Ronald Hutton, G. L. Kitteredge, Keith Thomas, J. B. Russell and Carlo Ginzburg”.

Ma torniamo a Massey. Questo falso egittologo, che  di geroglifici se ne intendeva poco, si mise a studiare un rilievo rinvenuto a Luxor. In quel rilievo Massey lesse che Horus era nato da una vergine, che aveva compiuto dei miracoli, che aveva avuto dodici discepoli, che era morto in croce ed era risorto dopo tre giorni. I veri egittologi, che di geroglifici se ne intendono, hanno dato un bel tre alla traduzione di Massey. Volete sapere che cosa c’è veramente scritto nel suddetto rilievo di Luxor? Bé, insomma, ecco… i geroglifici descrivono l’incontro a  luci rosse fra una ragazza piuttosto maliziosa e un qualche dio parecchio su di giri (NOTA vietata ai minori). Insomma, Horus fu concepito in maniera tutt’altro che verginale. Per la precisione, il suddetto rilievo non riguarda la concezione Horus in persona ma la concezione del faraone, inteso come reincarnazione di Horus. Secondo i miti più antichi, Horus In persona sarebbe nato dalla dea-vacca Hathor. Normalmente, la parola vacca non la associamo alla parola vergine. Secondo miti più recenti, Horus sarebbe invece figlio del dio Osiride e della dea Iside. Quest’ultima avrebbe concepito Horus in maniera molto singolare. Secondo la leggenda, Osiride sarebbe stato annegato e fatto a pezzi da Seth, quello di sunset. Iside avrebbe rimesso insieme i pezzi del cadavere di Osiride e si sarebbe accoppiata con lui, concependo Horus. Esatto, la madre di Horus avrebbe avuto un rapporto sessuale col cadavere del marito. In ogni caso, la verginità l’aveva persa. Come se non bastasse, Iside non avrebbe partorito tre giorni dopo il solstizio d’inverno. Secondo la leggenda, Horus sarebbe nato fra luglio e agosto. Per il resto, Horus non avrebbe mai avuto dodici discepoli e non sarebbe morto in croce. Sarebbe morto, molto banalmente, in seguito al morso di uno scorpione. Ma grazie ai poteri magici di sua madre, sarebbe tornato quasi subito in vita.  Lo so che state pensando. Pensate che ci sia una qualche analogia fra il ritorno alla vita di Horus e la Resurrezione di Cristo. Bé, non c’è nessuna vera analogia. Iside non avrebbe fatto risorgere il figlio: avrebbe rianimato il suo cadavere. Gli egizi erano fissati con i cadaveri, se non ve ne siete accorti. C’è una differenza abissale fra la rianimazione di un cadavere e la resurrezione. Se ridessimo vita ad un cadavere (la mia è chiaramente una ipotesi paradossale) quel cadavere tornerebbe ad essere lo stesso corpo biologico e corruttibile che era prima. L’ex cadavere, prima o poi, tornerebbe ad essere un cadavere. Secondo la teologia cattolica, invece, i corpi risorti non avranno la stessa natura corruttibile dei corpi attuali. Saranno corpi soprannaturali, eterni e indistruttibili. Ma la cosa veramente importante è un’altra. Fra la morte di Horus e la morte di Cristo c’è una distanza infinita. Secondo la leggenda, la morte e la rianimazione di Horus non avrebbero avuto nessun significato particolare. Morendo e rianimandosi, Horus non avrebbe salvato proprio nessuno. Invece Cristo, morendo e risorgendo, ha salvato l’umanità intera. “Morendo, distrusse la morte”.  Mistero infinito.

Secondo Acharya-Murdock e  gli altri autori di Zeitgeist, anche il dio greco Attis e il dio indiano Krishna sarebbero molto simili a Cristo. Anche loro sarebbero nati  in maniera verginale, sarebbero morti in croce e sarebbero risorti. Vediamo se è così. Tanto per cominciare, Cristo si comportava da “eunuco per il regno dei cieli”. E il greco Attis? Béh, il mito greco ce lo descrive come un ragazzo non proprio casto. Secondo alcune leggende, avrebbe avuto anche un amante gay (dopotutto era greco). Per farla breve, questo Attis avrebbe abbandonato la sua attempata amante Cibele, convolando a giuste nozze con la giovane figlia del re Mida. L’amante abbandonata e infuriata lo avrebbe fatto impazzire, inducendolo al suicidio. Dunque, Attis non sarebbe morto in croce. E non sarebbe neppure risorto. L’infuriata Cibele avrebbe prelevato i genitali dal cadavere di Attis e li avrebbe sotterrati. Dai quei genitali sarebbero nate delle meravigliose piante. In effetti, Attis era adorato dai pagani come il dio della vegetazione. Qualcuno racconta che Attis sarebbe rinato sotto forma di pino sempreverde. Anche un bambino capisce che la rinascita vegetale di Attis ha ben poco a che fare con la resurrezione della carne.

E vediamo brevemente anche il celebre Krishna. Secondo i testi sacri indù, Krishna sarebbe stato l’ottavo figlio della principessa Devaki e del nobile Vasudeva. Dunque  Krishna non sarebbe nato da una vergine. Sarebbe stato il figlio di due coniugi regolarmente sposati che non si astenevano dai doveri coniugali. Comunque sia, la madre avrebbe nascosto il neonato Krishna al malvagio zio, che lo voleva uccidere. Se vogliamo, c’è una analogia fra lo zio di Krishna e il re Erode. Ma si tratta di una analogia vaga e poco significativa. Andiamo avanti. Secondo i testi sacri, Krishna non sarebbe morto in croce. Un cacciatore lo avrebbe scambiato per un cervo e lo avrebbe colpito a morte. Dopodiché Krishna sarebbe salito in cielo, raggiungendo gli altri numerosissimi déi dell’olimpo indiano. Fine della storia. Ma la Murdock insiste: “è una tradizione, anche se non si trova nelle scritture indù, che Krishna sia stato crocifisso, come Cristo..In effetti, si trovano in India alcune immagini di divinità crocifisse, uno dei quali è apparentemente Krishna, informazioni importanti che non si trovano nelle risorse tradizionali quali le odierne enciclopedie”. In realtà, è stato dimostrato che le leggende sulla “crocifissione” di Krishna sono recenti e direttamente influenzate dal Cristianesimo. La religione indù ha sempre avuto la tendenza ad assorbire le storie e i miti tratti dalle altre religioni. Quando entrarono in contatto con i missionari cristiani (presenti in India già nel settimo secolo dopo) gli indù inventarono alcune leggende sulla  crocifissione di Krishna. Ma appunto, si tratta di leggende marginali. Queste leggende stanno ai libri sacri indù come i Vangeli apocrifi stanno ai Vangeli.

Abbiamo visto che fra Cristo e tutte le summenzionate, pittoresche divinità arcaiche non ci sono delle vere somiglianze. Facciamo prima a trovare delle somiglianze fra Cristo e Barak Obama, così tutti quelli che lo adorano come un nuovo messia sono contenti. Scherzi a parte, non si trovano divinità simili a Cristo neppure nell’Olimpo greco. Nessuna divinità greca o romana si è mai incarnata, è mai morta ed è mai  risorta.  Al massimo, le divinità d’Olimpo avrebbero assunto delle apparenze umane per immischiarsi negli affari degli uomini. Ma assumere le apparenze umane non significa incarnarsi: significa camuffarsi. Quanto a Dioniso, chiunque abbia fatto il liceo classico sa che Dioniso è agli antipodi di Cristo. I famosi riti dionisiaci, descritti da Euripide nelle Baccanti, erano del tutto incompatibili con la moralità cristiana. Somigliavano ai moderni rave-party. L’unico “link” fra Dioniso e Cristo si trova nei rilievi dei sarcofagi cristiani. Infattii primi cristiani usavano rappresentare Cristo con le fattezze di Dioniso. Forse che i cristiani identificavano Cristo con Dioniso? Niente affatto. Le fattezze di Dioniso servivano a nascondere Cristo agli occhi dei pagani. Fino al 313 dopo Cristo, quando Costantino promulgò il famoso Atto di tolleranza, la religione di Cristo era fuorilegge in tutti i territori dell’impero. Ma perché i cristiani scelsero di dare a Cristo le fattezze di Dioniso anziché le fattezze di Giove o di Apollo o di chiunque altro? Per la semplice ragione che nei primi secoli dopo Cristo i culti dionisiaci erano associati ai culti funerari. Il dio dell’ebbrezza era diventato anche il dio dell’oltretomba. Se andate in un museo archeologico romano, troverete la figura di Dioniso nella maggior parte dei sarcofagi pagani.

Ma tagliamo corto. Di recente la studiosa  Kimberly Stratton (http://www.carleton.ca/chum/religion/faculty/stratton.html ) ha dimostrato che i pagani antichi non riuscivano neppure a concepire l’idea che una divinità potesse incarnarsi, morire e risorgere. A tutti loro una simile idea sarebbe apparsa puramente e semplicemente blasfema. Infatti essi consideravano il corpo umano una cosa ignobile. Il greco Platone la chiamava “prigione dell’anima”. Una simile “prigione  non meritava certamente, secondo i greci, né di risorgere né di ospitare un dio. Quando san Paolo annunciò nell’areopago che il “Dio ignoto” si era incarnato, i greci lì presenti lo derisero e  se ne andarono.

Nella seconda parte di Zeitgeist, gli autori ci propinano la solita teoria del grande complotto israelo-americano-capitalista-finaziario. Ci raccontano la stessa favola che Michael Moore ci ha già raccontato in Fahrenheit 9\11: gli attentati dell’11 settembre sarebbero stati orchestrati dalla Cia eccetera. Forse dovrei dire qualcosa anche su questa favola…  No, non ce la faccio. Ormai, mi viene da sbadigliare tutte le volte che ne sento parlare. Che noia mortale. D’altra parte, l’impagabile Paolo Attivissimo l’ha già smontata pezzo a pezzo sul suo blog. Inutile aggiungere altro (http://undicisettembre.blogspot.com/ ).

Su Zeitgeist non c’è molto altro da dire. Gli autori asseriscono, fra le altre cose, che fra qualche anno i cattivi capitalisti-finanziari cercheranno di impiantare un microchip nel corpo di ciascuno di noi al fine di controllare il mondo intero… Ma dove siamo, in un romanzo di Gibson?!? Quante altre prove vi servono ancora, per capire che Zeitgeist è una boiata pazzesca? Tuttavia, è perfettamente inutile sbufalare una ad una le bufale nonprofit di Zeitgeist. Infatti gli argomenti razionali hanno poco successo con gli ignoranti superstiziosi. Quelli che non credono in Dio, sono degli ignoranti superstiziosi. Infatti credono a tutto. Soprattutto, credono a Zeitgeist.

L’nno scorso è uscito Zeitgeist addendum, sequel di Zeitgeist. Riassunto tipo guida tv di Zeitgeist addendum: “Un ciarlatano di nome Jacque Fresco cerca di affibbiarci un progetto utopico di sapore marxista e New Age, Usa, 2008”. Marxismo + New Age = droga pesante. Roba che ti manda in orbita nel giro di trenta secondi. Nel pieno del trip allucinogeno, il ciarlatano annuncia l’avvento di un’era di  fratellanza universale… Aquaaariiiuuuuus!… Aquaaariiiuuuuus!… in cui non ci saranno più né le religioni né le nazioni né il denaro né la proprietà privata e la tecnologia porterà il paradiso in terra… Uhm, questa mi sembra di averla già sentita… Ah sì, era il Mondo Nuovo di Aldous Huxley. Bleah!  Che schifo. Ne riparlerò.

(Continua)

NOTA vietata ai minori

“The inscription in Panel 4 (which is often cited on the web as the key frame) describes the god Amun jumping into bed with the human Queen on her wedding night (or at any rate before she consummates her marriage with the human King) disguised as her husband. But she recognizes the smell of a god, so he reveals himself, then ‘enters her’ (sic). The narrative then gets a bit risque–the god burning with lust, queen begging to be embraced, there’s kissing going on, Amun’s buddy Thoth stands by the bed to watch, and after Amun ‘does everything he wished with her’ she and Amun engage in some divine pillow talk, and so on. At one point the queen exclaims amazement at ‘how large’ Amun’s ‘organ of love’ is, and she is ‘jubilant’ when he thrusts it into her. Ah, I lament the death of pagan religion. It’s stories are so much more fun!” (Luxor Inscription by Richard C. Carrier, 2004, http://www.frontline-apologetics.com/Luxor_Inscription.html )

P. S. Ringrazio Il blogger Giona del blog Ultima epoca (http://ultimaepoca.blogspot.com/). Infatti la maggior parte delle informazioni di questo post le ho tratte dai suoi preziosi post su Zeitgeist:

http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/01/zeitgeist-la-menzogna-parte-1.html (su Horus)

http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/02/zeitgeist-la-menzogna-parte-2.html (su Attis)

http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/05/zeitgeist-la-menzogna-parte-3.html (su Krishna).

ERRATA CORRIGE A PROPOSITO DELLA DATA DEL 25 DICEMBRE:

La festa del Natale precede quella pagana del Sole Invitto

di Michele Loconsole*

ROMA, mercoledì, 6 gennaio 2010 (ZENIT.org). – Fonti diverse confermano che la festa del Sole Invitto fu posta al 25 dicembre per tentare di “oscurare” quella del Natale cristiano. Non il contrario!

Sovente si sente affermare che la festa del Natale posta dalla Chiesa al 25 dicembre nel suo calendario liturgico soltanto agli inizi del IV secolo non è storicamente fondata. Ossia che non è possibile sapere con certezza in quale giorno sia nato, a Betlemme, Gesù di Nazaret.

Da qui l’ipotesi – oggi molto accreditata – che la scelta del 25 dicembre sarebbe il risultato del calcolo di un’operazione ideologica messa in atto dalla Chiesa antica per sovrapporsi e infine assorbire la festività pagana del dio Sole; la cerimonia cultuale-astronomic a che veniva officiata in diverse civiltà, e non solo dell’area mediterranea, ben prima della nascita di Gesù, in coincidenza col solstizio d’inverno.

Fenomeno, quello operato dalla Chiesa di Roma, altrettanto noto agli studiosi di fenomenologia delle religioni come d’inculturazione o di cristianizzazione dell’Impero romano.

Fin qui il pensiero dominate. Mentre, alla luce delle fonti, sembra sia andato esattamente al contrario. È infatti la festa pagana del Sole Invitto che è stata posta – o ancora meglio spostata – al 25 dicembre per tentare di “oscurare” quella cristiana del Natale, le cui attestazioni documentali sono di gran lunga più antiche della prima. Solo per citarne una: Ippolito di Roma già nel 204 riferiva che la Chiesa festeggiava la nascita di Gesù il 25 dicembre.

Ricorrenza liturgica nota a quella parte della Chiesa universale che era venuta in contatto con la primitiva tradizione giudeo-cristiana, che questa festa faceva dipendere da quella ancora più antica dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Zaccaria, fissata nel calendario liturgico orientale al 23 settembre.

Sulle relazioni tra le due feste cristiane ho già riferito in un precedente articolo pubblicato da ZENIT il 21 dicembre scorso, dove ho riportato anche il fondamento storico-archeologic o della storicità della nascita di Gesù al 25 dicembre; evidenza possibile grazie alla scoperta del Libro dei Giubilei tradotto e commentato dal prof. Shemarjahu Talmon dell’Università di Gerusalemme, all’indomani del ritrovamento del 1947 dei Rotoli di Qumran.

E allora, tornando alla questione: quale delle due feste celebrate il 25 dicembre, del Sole Invitto o del Natale cristiano, è la più antica? Quale delle due ha tentato di prevalere sull’altra?

Sull’antichità del Natale ho già detto sopra. Passando invece ad analizzare le fonti che attestano le date della festività pagana, domando: a quando risalirebbe la prima fonte documentata che la festività del dio Sole veniva celebrata il 25 dicembre?

Riposta: l’unico documento che abbiamo oggi a disposizione è il Chronographus anni 354. Per farsene un’idea si confronti la parte VI, dal titolo Calendario con testi e illustrazioni per i dodici mesi.

La notizia, però, sembra piuttosto tardiva: siamo infatti oltre la metà del IV secolo d.C. e all’indomani del primo Concilio di Nicea. Ricordo, di contro, che la prima attestazione del Natale al 25 dicembre è del 204, esattamente 150 anni più antica.

Prima del 354, per ritornare alle fonti della festa del Sole Invitto, ancora durante il regno di Licinio (imperatore dal 308 al 324 d.C.) il culto al dio solare veniva celebrato il 19 dicembre, e non il 25! (cfr. l’iscrizione citata da Allan S. Hoey, Official Policy towards Oriental Cults in the Roman Army, Transactions and Proceedings of the American Philological Association (70) 1939, pp 456-481, a p. 480, nota 128).

Si aggiunga, poi, che questa antica festa astronomica veniva celebrata anche in diverse altre date dell’anno, tra cui spesso veniva scelto il periodo compreso tra il 19 e il 22 ottobre (a tal proposito si veda M. R. Salzman, New Evidence for the Dating of the Calendar at Santa Maria Maggiore in Rome, Transactions of the American Philological Association (111) 1981, pp. 215-227, a p. 221).

Il culto del dio Sole, solo per fare ulteriore chiarezza, era stato introdotto a Roma da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 274, che il 25 dicembre dello stesso anno consacrava il Tempio del Sol Invictus. La festa prese il nome di “Giorno di nascita del Sole Invitto”. Una ricorrenza, quindi, che potrebbe aver visto le sue origini occidentali sul finire del III secolo d.C.

Si tenga anche conto che i romani, già ai tempi di Adriano (imperatore dal 117 al 138), ritenevano che i cristiani adorassero il sole. In realtà commentavano gli usi liturgici cristiani che si sarebbero consolidati grazie all’opera di Giustino (morto a Roma tra il 162 e il 168), che imposterà i capisaldi della teologia cristiana (domenica, Eucaristia, Risurrezione, Natale, etc) proprio sul simbolo del sole: siamo appena nella prima metà del II secolo.

In conclusione, alla luce di quanto abbiamo detto credo sia possibile affermare almeno due cose importanti. La prima, che la festività del Sole Invitto non veniva celebrata soltanto il 25 dicembre – e che questa data si è imposta sulle altre soltanto dopo la metà del IV secolo d.C.

La seconda, che in Occidente questa festa pagana ha attestazioni documentali ben più recenti rispetto a quella del Natale cristiano, che come abbiamo visto sono più antiche.

E allora: non nasce il legittimo dubbio che l’ingresso della festa del Sole Invitto nel calendario romano del III secolo d.C. potrebbe corrispondere alla volontà da parte dall’establishment imperiale di “oscurare” la festa cristiana, che era certamente celebrata a Roma il 25 dicembre da almeno settant’anni?

Del resto questa nuova ipotesi sarebbe probabilissima se pensiamo al clima persecutorio in cui la religione di Cristo ha dovuto esistere in quasi ogni regione dell’Impero romano dalle sue origini fino alla venuta di Costantino (imperatore dal 306 al 337 d.C.) e ancor più all’indizione del Concilio di Nicea (325 d.C.).

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*Michele Loconsole è dottore in Sacra Teologia Ecumenica, giornalista pubblicista e scrittore. Autore di una decina di volumi sulla storia del cristianesimo è attualmente presidente ENEC (Europe-Near East Centre).

lunedì, 31 agosto 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, I. Leggetevi il testo della boiata.

   Nel 2008 è uscito  Zeitgeist Addendum, sequel di Zeitgeist. Dopo averlo guardato per intero su You-tube, posso dire a ragion veduta che è Z. A. è una superlativa boiata. il problema è che questa superlativa boiata è stata vista da milioni di persone su You-tube e sta raccogliendio decine di migliaia di seguaci attraverso il web. Inoltre, ne hanno parlato i più importanti giornali al mondo e ha perfino vinto dei   premi. Quindi, è opportuno prendere sul serio Z. A. Non bisogna sottovalutare il potere distruttivo delle boiate. In fondo, anche il Mein Kampf era solo una boiata. Io personalmente non sottovaluto Zeitgeist Addendum. L’ho esaminato con attenzione. Tuttavia, non avevo voglia di trascriverne tutti i sottotitoli in italiano. Mi sono limitata a prendere degli appunti al volo, trascrivendo solo le frasi più importanti. Poco più sotto trovate la trascrizione dei miei appunti, in viola.  Fate un bel respiro e igoiate velocemente questo cocktail micidiale di marxismo putrefatto, demenzialità no-global e allucinazioni new Age:

 Le vecchie invocazioni allo sciovinismo razziale, sessuale e religioso, sino al rabbioso fervore nazionalistico stanno iniziando a non funzionare più… Questi decenni molto importanti hanno fatto emergere nella mente della gente l’idea delle rivoluzioni radicali… ma l’uomo è ancora com’era in passato. È ancora brutale. Violento. Aggressivo. Avido. Competitivo. E ha costruito una società basandosi su queste linee guida… La società di oggi è composta da istituzioni politiche, istituzioni giuridiche, istituzioni religiose, è caratterizzata da classi sociali, da valori familiari e dalla specializzazione professionale… È ovvia la profonda influenza che queste SOVRASTRUTTURE tradizionali oggi hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni… La più potente delle istituzioni che ci condizionano da quando siamo nati è il SISTEMA MONETARIO… Nel nostro mondo l’80 per cento della popolazione mondiale possiede il 40 per cento della ricchezza mondiale… Il sangue che da vita a tutte le istituzioni riconosciute è il denaro (appare un dollaro insanguinato)… Nessuno può essere schiavizzato in modo più desolante di colui che crede falsamente di essere libero… Anni fa la Fed (Federal Reserve) ha elaborato un documento in cui spiega le basi del processo della creazione della moneta… In sintesi, il governo decide di avere bisogno di soldi e così stampa montagne di titoli del tesoro… I titoli del tesori sono per loro natura strumenti per creare il debito… Il sistema monetario crea debito, inflazione e povertà… La FMI e la banca mondiale schiavizzano il paesi sottosviluppati, facendoli indebitare… Per dare il petrolio iraniano alle compagnie americane, la Cia negli anni Cinquanta ha fatto fuori Mossadeq e ha mandato al potere lo Sha di Persia, che era filoamericano… In seguito la Cia ha fatto fuori il presidente del Guatemala Arbenz, che voleva restituire le terre al popolo… Poi ha fatto fuori il presidente del Panama Omar Torrijos, che voleva restituire al popolo panamense il canale di Panama… Per dare il petrolio irakeno ai petrolieri americani, Bush ha invaso l’Iraq… Dopo che tanti presidenti corrotti avevano distrutto l’economia del Venezuela, nel 1998 il popolo venezuelano ha eletto Hugo Chavez, … Egli voleva che i profitti del petrolio venezuelano fossero distribuiti al popolo venezuelano… E così la CIA nel 2002 sobillò le piazze (sic) contro Chavez… Ma il colpo di stato per fortuna è fallito… I killer dell’economia hanno schiavizzato mezzo mondo, creando un impero… A capo dell’impero c’è una CORPORATOCRAZIA ossia l’insieme degli individui che dirigono le corporation degli Usa… Dalla fine della Seconda guerra mondiale, la Cia promuove delle azioni eversive e dei colpi di stato in tutti i paesi che non accettano di essere sudditi degli Usa…  Il mondo è in mano alle corporazioni e alle multinazionali (IBM, Exxon ecc.)… Esse promuovono la globalizzazione dell’economia per espandere il loro potere… I finanzieri  di Wall Street vogliono governare il mondo intero… Tutti quelli che sfidano eroicamente l’establishment capitalista-finanziario degli Usa  (appaiono le immagini fotografiche di Osama Bin Laden e di altri terroristi)  vengono chiamati terroristi… I terroristi di Al Qaeda sono sul libro paga della Cia… Il governo americano li paga per fare paura alla gente… Così la gente impaurita appoggia la lucrosa guerra al terrorismo… Ma il terrorismo è solo una invenzione del governo… Muore più gente per la allergia da arachidi (sic!) che per mano dei presunti terroristi… I veri terroristi sono i finanzieri… I finanzieri hanno promosso l’invasione dell’Afghanistan… Hanno fatto dell’Afghanistan il primo produttore mondiale di oppio e di eroina… LA DEMOCRAZIA È UNA ILUSIONE… Quelli che votiamo (appaiono le immagini fotografiche di Obama, di McCain e della Clinton)  sono stati scelti dalle élite finanziarie… Sono tutti disonesti e corrotti… Anche se fossero onesti, non saprebbero come risolvere i problemi… I problemi li possono risolvere solo i tecnici e gli scienziati… Ma i finanzieri fanno di tutto per ostacolare gli scienziati… Infatti l’EFFICIENZA, la SOSTENIBILITA’ e l’ABBONDANZA delle risorse sono nemiche del profitto… La brama di profitto genera povertà e guerre… Comunismo, socialismo e capitalismo sono tutti ugualmente corrotti… La Cina comunista  è capitalista come gli Usa… Adam Smith dice che la competizione crea sviluppo, in realtà la competizione crea ingiustizie sociali… Il sistema monetario è legato alla scarsità dei beni… L’aria è gratis perché è tanta, i diamanti invece sono costosi perché sono pochi… Se venissero estratti più diamanti, il prezzo dei diamanti crollerebbe e i capitalisti perderebbero profitti… Per non perdere i profitti, i finanzieri e i capitalisti fanno in modo che le risorse siano sempre scarse… Usciamo dall’inferno del capitalismo finanziario!…  Diciamo di sì al PROGETTO VENERE!!!!!!!… Il Progetto Venere prevede una economia fondata sulle risorse e sul progresso tecnologico… La tecnologia porterà prosperità per tutti… L’America sta diventando una nazione fascista… I capitalisti obbligano le persone a svolgere lavori alienanti… Ma l’automazione meccanica potrebbe liberare definitivamente gli uomini dai lavori alienanti… Il lavoro è nemico dello sviluppo tecnologico… L’economia monetaria promuove i lavori alienanti e frena lo sviluppo tecnologico… Se ci liberassimo dell’economia monetaria, non ci sarebbero più né scarsità di risorse né crimini… Infatti il 90 per cento dei crimini sono legati al denaro… Negli Usa, la nazione più capitalista e più privatista del mondo, ci sono le prigioni più grandi del mondo… Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza… Se ci liberassimo dai lavori alienanti, ci sarebbe più tempo per l’educazione… Basta col lavoro! Basta con la patria! Basta con lo Stato! Basta con le classi sociali! Unifichiamo tutto il mondo… Viva il progresso… Ma le istituzioni frenano il progresso, la gente ha paura dei cambiamenti… Acquista consapevolezza! La tendenza a credere ciecamente in un sistema è materialismo… IL SISTEMA MONETARIO PERPETUA IL MATERIALISMO… Siamo tutti schiavi…. È tempo di cambiare… All’inizio, l’umanità viveva di caccia e di raccolta, poi c’è stata la rivoluzione agricola, poi c’è stata la rivoluzione industriale… È tempo di fare una nuova rivoluzione, di instaurare un nuovo sistema sociale… LE RELIGIONI ESISTONO COME BARRIERE ALLA CRESCITA PERSONALE E SOCIALE… Cristo non è mai esistito, tutto quello che c’è sulla Bibbia è falso… Tutte le religioni hanno un nucleo comune di valori… Teniamoci questo nucleo di valori e buttiamo via le religioni… Infatti le religioni creano solo divisioni e ci fanno rifiutare una VITA RELAZIONATA SIMBIOTICAMENTE CON GLI ALTRI… Tutta la natura è un sistema unificato di variabili  interdipendenti… l’aria… l’acqua… il fuoco… la terra… Il mondo non è solo una comunità di esseri umani… È una comunità di esseri umani, animali e piante… Dobbiamo relazionarci con gli animali e con le piante… Dobbiamo scoprire la GIOIA SPIRITUALE DELLA SIMBIOSI CON LA NATURA… Instauriamo una società globale sostenibile… Siamo figli delle stelle, non di Dio… Le religioni non rispondono ai bisogni fisici primari… Per rispondere ai bisogni fisici, occorre una gestione intelligente delle risorse… Sbarazziamoci del corrotto sistema monetario… Basta col culto del profitto… I politici sono inutili… I nostri problemi vitali sono problemi tecnici, non politici… Basta con le ideologie e le religioni che dividono la gente… Facciamo in modo che le religioni diventino delle innocue filosofie spirituali… Basta con gli armamenti… Alla bomba di Hiroshima lavorarono migliaia di scienziati… Pensa se questi scienziati avessero lavorato per il progresso invece che per la bomba… Basta armi di distruzione di massa, vogliamo ARMI DI CREAZIONE DI MASSA!… Il nostro dio è la nostra creatività. – Rovesciamo le forme di potere fondate sul sistema monetario (appare l’immagine della Casa Bianca)… Basta con l’inflazione, basta col debito, basta con la disoccupazione, basta col capitalismo e basta col libero mercato… Dietro ai partiti ci sono le solite lobby finanziarie (appaiono il simbolo del Partito repubblicano e il simbolo del partito democratico)… DOBBIAMO SMETTERE DI SOSTENERE IL SISTEMA… Se non avviamo al più presto il PROGETTO VENERE, gli Usa diventeranno una dittatura militare… Boicotta le banche che sostengono la Fed… Non credere all’informazione televisiva… Tutte le reti televisive (Cnn, Fox, Sky ecc.) sono asservite al governo… Cerca le informazioni su Internet… Stai alla larga dalle forze armate… Boicotta le compagnie energetiche, ricorri a fonti energetiche alternative ed ecosostenibili… Usa automobili elettriche… RIGETTA IL SISTEMA POLITICO… Infatti, in un sistema monetario non può esserci vera democrazia… Soprattutto UNISCITI A NOI!!!!!…www.thezeitgeistmouvement.com… Bisogna che le risorse mondiali siano dichiarate patrimonio comune dell’umanità… –  Dipende tutto da te… Puoi continuare ad essere schiavo del sistema monetario, puoi continuare a stordirti con inutili divertimenti… Oppure puoi focalizzare la tua energia sul cambiamento mondiale… La vera rivoluzione è la RIVOLUZIONE DELLA COSCIENZA… Basta divisioni, basta materialismo… Scopri la tua unicità empirica… Non ci sono insegnanti né allievi, né leader, né guru, né maestri né salvatori… Tu sei l’insegnante, tu sei l’allievo, tu sei il leader, tu sei il guru, tu sei il maestro, tu sei il salvatore… Tu sei tutto… Capire significa trasformare quello che c’è…

  Il documentario si conclude con una specie di spot della pubblicità-progresso: uno yuppy stressato con la ventiquattrore si ferma in mezzo alla strada, si inginocchia e comincia a pensare, una ragazza attaccata al telefonino spegne il telefonino e comincia a pensare, un ragazzo col crocifisso al collosi unisce allo yuppy pensoso e alla ragazza pensosa e cerca di togliersi il crocifisso dal collo, un ebreo con la kippa si unisce a loro e si toglie la kippa, un  islamico col cappello da islamico si unisce a loro e si toglie il cappello da islamico… e i loro volti si illuminano di immenso.

  Bleah! Che schifo. La negazione dell’esistenza storica di Cristo non insulta solo la fede. Insulta la storia, insulta la ragione. Gli insulti all’America non insultano solo l’America. Insultano l’Occidente e i suoi valori. Perché l’America è l’ultimo, fragile baluardo della civiltà occidentale. Ma di gente che insulta l’America ce n’è tanta, specialmente in casa nostra. Di gente che insulta la fede e la ragione ce n’è tanta. In casa nostra c’è gente che si arricchisce scrivendo libri contro Cristo  (ricordiamo solo Odifreddi ed Augias). Quindi passi la negazione dell’esistenza di Cristo. Passino gli insulti all’America. Passi la negazione dell’esistenza del terrorismo islamico. Passino pure i vergognosi elogi ai peggiori tiranni comunisti del Terzo Mondo, come Hugo Chavez.  Ma l’utopia no. L’utopia del Progetto Venere (http://www.thevenusproject.com/ ) mi fa veramente paura. La storia del Novecento ci ha insegnato che le ideologie utopiche sono delle potenti armi di distruzione di massa. Le più potenti mai inventate. Promettono la libertà e portano la schiavitù, promettono l’uguaglianza e portano il dispotismo, promettono la fraternità e portano i campi di stermino. Promettono il paradiso in terra e invece portano l’inferno.

 Nei prossimi post, analizzerò separatamente tutti gli aspetti di questa nuova ideologia utopica.  In realtà, l’ideologia di Zeitgest-Venere (chiamiamola così) non è molto originale. È straordinariamente simile a tutte le altre ideologie utopiche della modernità. Più che post-moderna, l’ideologia di Zeitgest-Venere è moderna in ritardo.  Tutti sanno o dovrebbero sapere che la principale ideologia utopica della modernità è il comunismo. Invece non tutti sanno che anche il nazismo era una ideologia utopica. Piantatela di negarlo. Anche i nazisti volevano portare il paradiso in terra: un paradiso di uomini geneticamente perfetti. L’utopia nazista era straordinariamente seducente. I film di Leni Riefenstahl (http://www.youtube.com/watch?v=TnBs8KoHfkk&feature=PlayList&p=26D0E9D36CF50D71&index=9 ) lo testimoniano. I film della Riefenstahl sono seducenti Zeitgeist è seducente. Il diavolo è seducente.

 Come le altre utopie, l’utopia Zeitgest-Venere è figlia della grande apostasia illuminista. L’ingrediente principale di tutte le ideologie utopiche è la negazione del Cristianesimo.  L’utopia è la negazione del Cristianesimo in quanto il Cristianesimo è la negazione dell’utopia. Il Cristianesimo, infatti, è un fatto reale. Comunque sia, tutti gli utopisti perseguitano i cristiani. Non possono fare a meno di perseguitarli. Si calcola che nei gulag sovietici morirono decine di milioni di cristiani. Nel pieno dell’era staliniana, in tutta l’Unione Sovietica rimanevano poche centinaia di cristiani, che si riunivano di nascosto. Non tutti sanno che molti cristiani tedeschi morirono nei lager per la loro fede. Hitler e i suoi collaboratori avevano anche preparato un piano per la distruzione del Vaticano, che prevedeva l’eliminazione fisica di tutti i membri delle gerarchie ecclesiastiche. Se gli americani non avessero liberato Roma, le SS avrebbero messo in pratica quel piano entro qualche mese.

 Gli autori di Zeitgeist non hanno un  piano di distruzione della Chiesa. Ma non è detto che non ci stiano pensando. Certo, loro si dichiarano contrari a tutte le religioni, nessuna esclusa. Ma la prima parte di Zeitgeist è dedicata a Cristo, a Cristo soltanto. È un insulto sanguinoso a Cristo. Di tutte le altre religioni messe insieme, gli autori di Zeitgeist non ne parlano per più di cinque minuti. Comincio a sospettare che, se avvicini loro un crocifisso, gli autori di Zeitgeist cominciano a sentirsi poco bene…

(Continua)
lunedì, 07 settembre 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, II. Senza Cristianesimo, non ci sono né libertà né valori.

    Dicono gli autori di Zeitgeist: “Le religioni esistono come barriere alla crescita personale e sociale”. Le loro parole ricordano le parole di quel tizio definitivamente condannato dalla storia di nome Karl Marx: “La religione è l’oppio dei popoli”. Come Marx, gli autori di Zeitgeist pensano che la religione faccia gli uomini schiavi e l’ateismo li faccia liberi. Il loro motto potrebbe essere: “Se seguite noi, conoscerete l’ateismo e l’ateismo vi farà liberi”. Ma davvero? Bé, in Unione Sovietica la religione era stata sostituita dall’ateismo di Stato. La gente era forse più libera? Non mi sembra. Avete presente Arcipelago gulag (http://it.wikipedia.org/wiki/Arcipelago_Gulag)? Dove si chiudono le porte delle chiese, si aprono le porte dei gulag. Se muore Dio, l’imperatore diventa dio. Nell’ultimo secolo gli imperi e gli imperatori sono stati sostituiti dagli Stati totalitari e dai partiti. All’interno dello Stato totalitario, il capo del partito diventa dio. All’interno dello Stato totalitario, non c’è posto per i cristiani. Infatti i cristiani si rifiutano di obbedire al partito, al Grande timoniere e al Führer. Nei gulag sovietici e nei lager nazisti sono morti molti cristiani. I  ragazzi della Rosa Bianca, martiri della libertà nella Germania nazista (http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Bianca), erano cristiani. Quando si tratta di combattere contro la tirannia, i cristiani sono sempre in prima linea. Infatti i cristiani obbediscono prima di tutto a Dio. Sono disposti ad obbedire al governo solo se il governo rispetta la legge di Dio.In fondo, non c’è una vera differenza fra la teocrazia e il totalitarismo. La teocrazia è un totalitarismo religioso mentre il totalitarismo è una teocrazia atea. Nell’antico Egitto, il faraone era considerato la reincarnazione del dio Horus (come abbiamo visto nel  primo post su Zeitgeist). Molti templi, nell’antica Roma, erano dedicati all’imperatore. Poiché si rifiutavano di rendere culto all’imperatore, i cristiani finivano nella fossa dei leoni. Nell’Iran di oggi, gli ayatollah governano o, meglio, opprimono il popolo nel nome di Dio. E ovviamente perseguitano i cristiani. Allo stesso modo, il governo teocratico dei sacerdoti del tempio ha perseguitato e ucciso Cristo.L’unica alternativa al totalitarismo e alla teocrazia è la laicità ossia la separazione fra il potere temporale e il potere spirituale. La laicità è stata inventata da Cristo: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Secondo la dottrina cattolica, lo Stato può esercitare solo il potere temporale mentre il papa può esercitare solo il potere spirituale. Ma come lo spirito è superiore alla materia, così il potere spirituale è superiore al potere temporale. In altri termini, la legge di Dio, che coincide con la legge naturale, è superiore alla legge dello Stato. Il papa non può fare le leggi dello Stato: deve verificare che le leggi dello Stato rispettino la legge naturale. Deve costringere l’imperatore terreno ad obbedire all’imperatore dell’universo. Se l’imperatore disobbedisce la legge naturale ossia è un tiranno malvagio, il papa ha teoricamente il potere di deporlo (potere che purtroppo oggi non esercita più). Se le leggi dello stato sono contrarie alla legge naturale, il papa ha il dovere di condannarle. Oggi il papa ha il dovere di condannare le leggi a favore dell’aborto e dell’eutanasia, i quanto l’aborto e l’eutanasia violano la legge naturale.La libertà non è fare quello che ti ordina il potere. Ma non è neanche fare quel che pare e piace. La libertà non è la licenza di fare cose brutte. Il peccato è brutto. La libertà è la capacità di fare cose grandi e belle. La libertà è seguire la legge naturale, che coincide con la legge di Dio. Ma la libertà non è solo la capacità di fare delle cose grandi e belle. È la soddisfazione del desiderio di grandezza e di bellezza. Ma noi desideriamo una grandezza e una bellezza infinite. Una felicità infinita. Il desiderio infinito è l’indizio principale della nostra dignità infinita. Ciascuno di noi vale più dell’universo intero. Infatti l’universo non ha coscienza di noi, mentre noi abbiamo coscienza dell’universo. Possiamo pensarlo.  Non ci sono alternative: o vali più dell’universo o sei un animale come un altro. Una scimmia evoluta, anzi di meno. Un insetto. Un microbo su una pallina che rotola nello spazio. Una scimmia, un insetto, un microbo, non sono liberi: ogni loro atto è un riflesso condizionato determinato dall’istinto. Sono pezzi di materia animata in balia della materia che li circonda. Dunque per essere liberi, bisogna essere più che pezzi di materia. Bisogna avere una dignità infinita ossia un’anima. Ebbene, il Cristianesimo è l’unica religione che esalta la dignità infinita di ogni essere umano. Il Cristianesimo mette l’individuo al centro dell’universo, al di sopra dell’universo.Che cosa è, in conclusione, la libertà? È obbedire alla legge naturale, ossia alla legge di Dio. È soddisfazione del desiderio infinito di felicità. È avere una dignità infinita. In una parola, la libertà è rapporto con l’infinito.Ma andiamo avanti. Dicono gli autori di Zeitgeist:  “Tutte le religioni hanno un nucleo comune di valori… Teniamoci questo nucleo di valori e buttiamo via le religioni”. Cari autori di Zeitgeist, tutte le religioni hanno gli stessi valori? Ma davvero? Anche nell’Islam c’è il valore della libertà? Anche nell’Islam c’è il valore dell’uguaglianza fra uomo e donna? E no, studiate un po’ prima di aprire bocca, cialtroni. Gli studiosi sanno perfettamente che la libertà, l’uguaglianza, la fraternità e tutti agli altri valori occidentali sono prodotti di fabbricazione cristiana. Nelle altre religioni questi valori sono quasi del tutto assenti, fatevene una ragione. Gli studiosi sanno perfettamente che, se non ci fosse mai stato il Cristianesimo, non ci sarebbe mai stata neppure la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Sanno perfettamente che il culto occidentale della ragione è figlio della fede nel Dio-logos. Sanno perfettamente che la scienza è nata da una costola della teologia cattolica (vedi  libri consigliati in nota). Al di fuori della civiltà cristiana, non ci sono valori, non ci sono diritti e non c’è neppure la ragione. C’è solo la barbarie. Il movimento di Zeitgeist è barbaro.

Ma perché i comunisti, i nazisti e i seguaci di Zeitgeist-Venere odiano così tanto il Cristianesimo? In primo luogo, perché il Cristianesimo afferma che il paradiso sta solo in cielo. Ebbene, gli utopisti vogliono il paradiso in terra. In secondo luogo, perché il Cristianesimo afferma che l’uomo è cattivo e non può salvarsi da solo. Solo Cristo può salvarlo. Ebbene, gli utopisti non vogliono che qualcuno li salvi. Credono di potersi salvare da soli: “Tu sei l’insegnante, tu sei l’allievo, tu sei il leader, tu sei il guru, tu sei il maestro, tu sei il salvatore… Tu sei tutto”.  E così, gli utopisti sostituiscono il dogma cattolico del peccato originale con il dogma illuminista della bontà originale dell’uomo. Jean Jacques Rousseu, padre spirituale di tutti gli utopisti, ha detto: “L’uomo è per natura buono ed è reso cattivo soltanto dalle istituzioni” (Il contratto sociale). I suoi nipotini post-moderni ripetono in coro: “Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza” (Zeitgeist addendum). E quali sarebbero le “istituzioni” che renderebbero cattivo l’uomo? Quali sarebbero, in altri termini, le cause della povertà e dell’ignoranza? Gli autori di Zeitgeist rispondono in coro: il capitalismo e il sistema monetario! Leggiamo: “Se ci liberassimo dell’economia monetaria, non ci sarebbero più né scarsità di risorse né crimini… Infatti il 90 per cento dei crimini sono legati allo sporco denaro… Negli Usa, la nazione più capitalista e più privatista del paese, ci sono le prigioni più grandi del mondo… Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza… Se ci liberassimo dai lavori alienanti, ci sarebbe più tempo per l’educazione”. Uhm… queste scemenze mi sembra di averle già sentite. Ah, sì, ora ricordo: le ha dette quel tizio ottocentesco, condannato dalla storia, di nome Karl Marx.

(Continua)

Libri consigliati:

Stark R. La vittoria della ragione. Come il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza, Lindau (http://www.lindau.it/schedalibro.asp?idLibro=1007 )

Woods Thomas E. jr. , Come la Chiesa cattolica ha costruito la civiltà occidentale, Cantagalli 2007 (http://www.ibs.it/code/9788882723040/woods-thomas-e-jr/come-chiesa-cattolica.html )

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, III. Il progetto Venere è la continuazione del comunismo con altri mezzi.

  Non bisognerebbe mai parlare di comunismo al singolare. Infatti dal marxismo discendono tante e diverse interpretazioni del marxismo medesimo, spesso in contrasto fra loro. Basti pensare al contrasto fra Stalin e Trotzkij o al contrasto fra il comunismo sovietico o il comunismo maoista. Il marxismo è uno, i comunismi sono tanti. Ma sebbene siano tanti, sebbene siano in contrasto fra loro, si somigliano come gocce d’acqua. Ebbene, gli autori di Zeitgeist  aggiungono un’altra goccia d’acqua avvelenata ossia propongono una loro personale interpretazione delle idee marxiste. L’interpretazione è in stile New Age ma le idee restano marxiste. In tutto Zeitgeist Addendum, troviamo una sola, piccola allusione al comunismo. “Comunismo, socialismo e capitalismo sono tutti ugualmente corrotti. La Cina comunista è capitalista come gli Usa”. Evidentemente, gli autori di Zeitgeist non criticano il comunismo ma il comunismo “corrotto” dal capitalismo. Inoltre, cantano tutti i salmi della propaganda neo-comunista, no-global e anti-americana: gli  Usa farebbero le guerre del petrolio, gli agenti della Cia passerebbero il tempo ad organizzare colpi di Stato in giro per il Terzo Mondo,  i capi delle multinazionali e i finanzieri di Wall Street controllerebbero il mondo intero eccetera eccetera. Cosa ancora più importante, gli autori di Zeitgeist attaccano il capitalismo con la stessa violenza con cui attaccano il Cristianesimo. Anche Marx attacca allo stesso tempo il Cristianesimo e il capitalismo. E infatti Jacques Fresco, capo del progetto Venere  e coautore di Zeitgeist, è stato per molti anni un membro della Technocracy Incorporated, un gruppo di ispirazione anarco-comunista. Poiché lo spazio è poco, non ho intenzione di smontare una ad una tutte le ridicole accuse mosse da questi dementi alla Cia, agli Usa, alle multinazionali e ai finanzieri di Wall Street. Preferisco fare un discorso in difesa del capitalismo occidentale. Innanzitutto, voglio sottolineare che il capitalismo è odiato dagli adepti di tutte le ideologie utopiche, fascisti e nazisti compresi (Hitler aveva trascritto nel Mein Kampf molti brani del Capitale). Perché i comunisti, i nazisti, gli adepti del progetto Venere e in genere tutti gli utopisti odiano tanto il capitalismo? Ma è semplice: perché il capitalismo appartiene al mondo reale e non al mondo dei sogni. Come tutte le cose reali, il capitalismo non è perfetto. La perfezione appartiene solo all’eternità. Tuttavia, il capitalismo è il meno imperfetto di tutti i sistemi economici del passato e del presente.Secondo gli utopisti, il capitalismo sarebbe all’origine di tutta l’imperfezione e di tutta la povertà del mondo. Che idioti. I cristiani, che non sono idioti, sanno bene che all’origine di tutta l’imperfezione e di tutta la povertà del mondo c’è la cattiveria umana. C’è il peccato originale. E finché ci sarà il peccato originale, ossia finché esisterà questo mondo, ci sarà anche la povertà.  Ha detto Gesù: “I poveri saranno sempre con voi”. Non possiamo sperare di estirpare la povertà alla radice. Possiamo sperare di ridurla al minimo. Ebbene, il capitalismo riduce al minimo la povertà. Dove c’è il capitalismo c’è poca povertà, dove non c’è il capitalismo c’è molta povertà. I “proletari” di marxista memoria stanno infinitamente meglio nei paesi capitalisti che nei paesi comunisti. Chiedete ad un nostro operaio se vuole fare a cambio con un operaio della Corea del nord o della stessa Cina più o meno comunista. Contro la povertà endemica dei paesi del Terzo Mondo, c’è una sola cura efficace: capitalismo. E infatti, le famigerate multinazionali non sfruttano i poveri del Terzo Mondo: danno lavoro ai poveri del Terzo Mondo. Cari fighetti noglobal, provate a dire ad un nigeriano che volete “liberare” la Nigeria dalle multinazionali occidentali. Vi prenderà a bastonate. Infatti le multinazionali creano posti di lavoro, stimolando positivamente l’economia locale .Detto questo, è vero che l’economia capitalista si può e si deve migliorare. È vero che alcune multinazionali (non tutte) opprimono i loro dipendenti. È vero che alcuni finanzieri, con le loro speculazioni dissennate, determinano un innalzamento artificiale dei prezzi delle materia prime. È vero che i principali responsabili della attuale crisi economica mondiale sono i capi di alcune banche d’affari americane . Insieme a Gordon Gekko (protagonista del film “Wall Street” di Oliver stone), questi finanzieri e questi banchieri dicono: “Greed is good”, “L’avidità è una cosa buona”. No, l’avidità non è una cosa buona: è uno dei sette vizi capitali. Dal peccato non può nascere nulla di buono. Nel campo dell’economia, il peccato genera la crisi. Per combattere la crisi bisogna dunque combattere il peccato, combattere l’immoralità. Bisogna ricomporre la frattura, teorizzata da Adam Smith, fra capitalismo finanziario e morale (argomento da me trattato nella serie di post sul capitalismo, di cui  trovate l’indice qui:http://reginadistracci.splinder.com/post/20854172/Il+marxismo+%C3%A8+una+conseguenza  ). Insomma, bisogna moralizzare il capitalismo, non distruggerlo. Provate a distruggerlo e ci ritroveremo in Unione Sovietica o in Oceania, quella di 1984. Un accenno merita anche il sistema monetario. Anche i sassi sanno che le banche centrali, immettendo sul mercato un eccesso di carta moneta, causano l’inflazione. Insomma, l’attuale sistema monetario, basato sulla circolazione forzosa di carta moneta,  va aggiustato. Ma non va distrutto. Provate a distruggerlo e torneremo nella preistoria. Infatti l’invenzione della valuta segna il passaggio dalla preistoria alla storia. Jacque Fresco vuole farci tornare al baratto.In Zeitgeist Addendum, Fresco dice: “Per non perdere i profitti, i finanzieri e i capitalisti fanno in modo che le risorse siano sempre scarse”. Ha ha ha, che ridere!!!! Ma questo signore non si è mai fatto un giro in qualche shopping mall? Ha mai visto le montagne di merci ammassate negli scaffali degli ipermercati? Il profitto non è direttamente proporzionale alla penuria. Per moltiplicare il profitto, bisogna moltiplicare la produzione e il consumo dei beni. Nei paesi di antico capitalismo non c’è il problema della denutrizione ma, casomai, c’è il problema della sovralimentazione (con tutti i problemi sanitari annessi); non c’è il problema della sottoproduzione ma, casomai, il problema la sovrapproduzione dei beni. Nei paesi di antico capitalismo le persone non devono lottare fra di loro per spartirsi pochi beni ma, al contrario, sono indotte a consumare la maggior quantità possibile di beni. Avete mai sentito parlare di consumismo? Ed è inutile stare a distinguere surrettiziamente fra materie prime e beni prodotti. Infatti i beni vengono prodotti con le materie prime. Se aumenta il consumo dei beni, aumenta anche il consumo delle materie prime. E la penuria va a farsi benedire.Il legame penuria-profitto riguarda solo alcuni beni di prima necessità come l’acqua o il frumento. Dove c’è molta acqua, il prezzo dell’acqua è basso; dove c’è poca acqua, il prezzo dell’acqua è alto. Nel deserto l’acqua costa più che a Oslo. La siccità fa schizzare verso l’alto il prezzo dell’acqua, la carestia fa schizzare verso l’alto il prezzo del pane (ricordate la vicenda dell’assalto ai forni narrata dal Manzoni nei Promessi sposi?). Ma nei paesi civilizzati la siccità e le carestie sono un lontano ricordo. Nei paesi civilizzati tutti i beni di prima necessità sono abbondanti e a buon mercato. Anche i beni non di prima necessità, chiamiamoli secondari, sono abbondanti. Senza nessun senso del ridicolo, Fresco sostiene che i “capitalisti” cercano di tenere alto il prezzo dei diamanti facendo in modo che ne vengano estratti pochi.  Che scemenza. In primo luogo, negli ultimi quaranta anni è cresciuta costantemente la quantità, disponibile sul mercato, di tutte le materie prime e delle pietre preziose (ne riparlerò a proposito del maltusianismo). In secondo luogo, i diamanti non sono beni di prima necessità. I prezzi dei beni secondari non sono determinati dalla scarsità o dall’abbondanza ma… dal piacere soggettivo.  Oggi tutti gli economisti accettano la teoria del “valore soggettivo”, elaborata dagli scolastici alla fine del Medioevo (e sì, i cattolici sono sempre più avanti degli altri). Secondo la  teoria del “valore soggettivo”, sono gli acquirenti a decidere il prezzo di un bene secondario. Se un oggetto ti piace molto, sei disposto a pagare molto pure di averlo. Se un determinato oggetto piace molto alla maggior parte degli acquirenti, il venditore può permettersi di alzarne il prezzo; se invece quell’oggetto piace poco, il venditore è costretto ad abbassarne il prezzo. La fenomenologia del valore soggettivo si osserva molto bene nelle aste.

 E torniamo ai diamanti. Perché costano così tanto? Certamente, la scarsità relativa di diamanti influisce sul prezzo dei medesimi. Ma la scarsità da sola non fa preziosa nessuna merce. Se la segatura fosse una merce rara, rimarrebbe segatura. Nessuno sarebbe disposto a comprare un mucchietto di segatura allo stesso prezzo di un mucchietto di diamanti. Se un domani venissero trovate centinaia di nuove miniere di diamanti e se i costi di lavorazione dei diamanti venissero abbattuti, il prezzo dei diamanti non si abbasserebbe più di tanto. Tagliamo corto: i diamanti costano tanto perché piacciono tanto alla maggior parte delle persone. I ricchi sono disposti a pagare delle cifre spropositare per averne uno. Se un giorno i diamanti non dovessero piacere più a nessuno, allora si deprezzerebbero. In ogni caso, dobbiamo sempre distinguere fra beni di prima necessità e beni secondari. In una situazione di grave penuria dei beni di prima necessità, i beni secondari si deprezzano vertiginosamente. Se ci trovassimo in mezzo al deserto con un grosso diamante da un milione di dollari, daremmo via il diamante in cambio di un solo bicchiere d’acqua.
martedì, 22 settembre 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, IV. Fra materialismo e spiritualismo, fra progressismo e naturalismo.

Alla base di tutto il pensiero occidentale c’è il principio di non contraddizione. Ebbene, gli autori di Zeitgeist ignorano questo principio. Prima attaccano la fede nel nome del materialismo e poi attaccano il materialismo in nome della spiritualità. Nessun problema: i frequentatori assidui di Facebook e di You-tube non hanno il QI abbastanza alto per notare la contraddizione. Ma lasciamo la parola agli autori di Zeitgeist: “Siamo figli delle stelle, non di Dio… Le religioni non rispondono ai bisogni fisici primari… Per rispondere ai bisogni fisici, occorre una gestione intelligente delle risorse”. Queste parole rispecchiano l’ideologia dominante nel mondo post-moderno: un super-materialismo in cui si fondono il materialismo “dialettico” marxista e il materialismo freudiano. Secondo questo super-materialismo, l’essere umano sarebbe solo corpo e avrebbe solo bisogni fisici. Gli unici, veri interessi dell’uomo-corpo sarebbero il sesso e l’economia; tutti gli altri interessi sarebbero marxiane “sovrastrutture”. Più precisamente, tutti i bisogni spirituali più profondi (di verità, di bene, di bellezza, di amore, di infinito, di Dio) sarebbero soltanto sintomi patologici della mancata soddisfazione dei bisogni fisici primari, specialmente sessuali. Insomma, i credenti, i poeti e tutti coloro che si ostinano cercare il senso della vita sarebbero fondamentalmente degli individui sessualmente repressi. Se potessero realizzare le loro più segrete “fantasie sessuali” (così oggi si chiamano quelle che una volta richiamavano semplicemente “porcate”) la pianterebbero finalmente di desiderare cose impossibili.  Se Silvia fosse stata sessualmente disponibile con lui, Giacomo Leopardi non avrebbe perso tempo a scrivere A Silvia, L’infinito e altre quisquiglie. Se tutti gli esseri umani al mondo potessero mangiare a sufficienza e scop… ehm copulare in tutte le più svariate maniere, come De Sade comanda, la religione e l’arte sparirebbero finalmente dalla faccia della terra. A giudicare dalle ultime Biennali, siamo vicini alla meta per quanto riguarda l’arte.  Comunque, non perdete tempo a leggere La cura dei piaceri di Michel Onfray (Ponte alle Grazie, 2009) e tutti gli altri testi fondamentali  della post-modernità. Licenziamento ha condensato in un solo, elegantissimo periodo tutto il raffinatissimo pensiero post-moderno: “Il fatto è che non possiamo sorvolare sul sesso perché, vedi, sta tutto lì: di solito i cattolici integralisti maschi sono tali perché non gliela hanno data abbastanza, mentre le cattoliche integraliste femmine sono tali, perché non gliela hanno chiesta abbastanza.  Di regola, se hai uno che te la lecca bene e con regolarità, per dire, hai altro da pensare che al relativismo” (16 Settembre 2009 – 21:09:  http://reginadistracci.splinder.com/post/21323422#comment ). Resta solo da capire quale sarebbe la differenza fra un uomo e un suino secondo i fini pensatori post-moderni.

Sebbene non si chiamino più col loro nome, sebbene si fingano morte, il marxismo e il freudismo sono oggi ideologie di massa. I supermaterialisti post-moderni ragionano come Marx e come Freud senza sapere chi sono Marx e Freud. Per effetto della ideologia freudiana, oggi quasi tutti i giovani maschi passano la maggior parte del loro tempo libero a scaricare le pulsioni dell’Es e ad infrangere i divieti del Super-io davanti ai siti pornografici (e poi finiscono come il povero Vincenzo Punzi: http://www.noallapornodipendenza.it/ ). E per effetto della cultura marxista, oggi “tutto è economia” ossia i valori economici prendono il posto di tutti i più sacri valori occidentali (che fra parentesi finiscono immolati sull’altare della religione relativista e multiculturale, chiusa parentesi). Questa sorta di idolatria dell’economia si chiama economicismo. Ebbene Jacque Fresco non attacca l’economicismo contemporaneo: semplicemente propone un nuovo tipo di economicismo. Egli non critica la moderna idolatria dell’economia: semplicemente, vuole sostituire l’economia monetaria con una non meglio precisata “economia fondata sulla condivisione delle risorse”. Vuole sostituire  il vecchio e banale materialismo consumistico con un nuovo tipo di materialismo. Questo nuovo materialismo si traveste da  spiritualità, ma resta materialismo. Se siamo figli delle stelle, se esiste solo la natura, se Dio non c’è, non si scappa dal materialismo. Non c’è nessuna “gioia spirituale”nella “simbiosi con la natura”. Per la semplice ragione che la natura non è lo Spirito. In fondo, tutti i falsi spiritualismi moderni identificano, in maniera illusoria, la materia con lo spirito. In fondo, il New Age è un panteismo arcaico.

Come ho detto, gli autori di Zeitgeist ignorano il principio di non contraddizione. Dopo essere caduti nella contraddizione fra spiritualismo e materialismo, cadono serenamente nella contraddizione fra progressismo e naturalismo. A dire il vero, la contraddizione fra progressismo e naturalismo attraversa tutto la cultura post-illuminista. L’Illuminismo mira a liberare l’uomo da Dio, per renderlo dio. Ma se l’uomo smette di essere figlio di Dio, di chi sarà figlio? Ma naturalmente della Natura. E qui cominciano le contraddizioni. Come dio, l’uomo è libero di violentare la natura con la tecno-scienza senza dover rendere conto di niente a nessuno; come figlio della Natura, l’uomo deve rinunciare alla tecno-scienza per diventare simile alle altre creature. E così nel mondo moderno si fronteggiano, senza mai trovare un accordo, un industrialismo esasperato e un ambientalismo esasperato. Mentre un industrialismo scriteriato rovina l’ambiente, un ambientalismo esasperato predica la fine della civiltà industriale. Mentre una scienza faustiana manipola e violenta i fondamenti stessi della vita umana (fivet e ingegneria genetica), un animalismo isterico vieta all’uomo di interferire nella vita degli animali. Evidentemente, per trovare un equilibrio fra il progresso e la natura, l’uomo deve tornare ad essere figlio di Dio. Ma i seguaci di Zeitgeist non vogliono essere figli di Dio, e così da una parte esaltano la creatività umana (“il nostro dio è la creatività”) e il progresso tecno-scientifico (“la tecnologia ci libererà dai lavori alienanti”), dall’altra esaltano “la gioia spirituale della simbiosi con la natura”. Ma leggiamo: “Tutta la natura è un sistema unificato di variabili  interdipendenti… l’aria… l’acqua… il fuoco… la terra… Il mondo non è solo una comunità di esseri umani… È una comunità di esseri umani, animali e piante… Dobbiamo relazionarci con gli animali e con le piante… Dobbiamo scoprire la GIOIA SPIRITUALE DELLA SIMBIOSI CON LA NATURA… – Instauriamo una società globale sostenibile… Siamo figli delle stelle, non di Dio…”.

E perché dovremmo relazionarci simbioticamente con gli animali e le piante? Noi siamo superiori agli animali e alle piante, siamo superori anche alle stelle, superiori a tutte le stelle e tutte le galassie, a tutti gli ammassi e i super ammassi di galassie, superiori all’universo intero. Noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio… Oh no, che sbadata: mi accorgo adesso di parlare come una arch-eretica cristiana. Infatti sulla Bibbia c’è scritto: “E Dio disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra’” (Genesi, 26). Dimenticavo che gli illuministi, due secoli fa, hanno sostituito Dio con la dea Natura. E infatti gli autori di Zeitgeist,  nipotini post-moderni degli illuministi, ancora stanno lì a cantare salmi alla dea. Ma dubito che questa dea sia una buona madre. Giacomo Leopardi la chiamava, giustamente, “matrigna”. Agli occhi indifferenti di questa matrigna, noi non siamo più importanti degli animali e delle piante. Crepiamo come gli animali e le piante.

Dal culto illuminista della Natura nascono il darwinismo, l’ambientalismo e il maltusianismo. Riassunto del darwinismo: l’uomo discende dalla scimmia. Riassunto dell’ambientalismo: l’uomo non vale più della scimmia. Riassunto del maltusianismo: nel mondo c’è posto per poche scimmie umane, quindi bisogna ridurle di numero con le buone e con le cattive. In buona sostanza, gli ambientalisti-darwnisti-maltusiani auspicano che la razza umana si estingua al più presto per il bene dell’ecosistema. Il mese scorso ho visto una puntata ripugnante di La gaia scienza del noto ambientalista darwiniano Mario Tozzi. Senza contraddittorio alcuno, Tozzi asseriva che gli esseri umani non valgono più degli altri primati e che quindi è bene che la specie umana prima o poi si estingua. Alle sue deliranti affermazioni, seguiva un filmato agghiacciante su “la vita sulla terra dopo la scomparsa dell’uomo”. Ma torniamo al nostro argomento. Ebbene, io scommetto che i seguaci di Zeitgeist e del progetto Venere abbracciano tutte le tesi dell’ambientalismo darwinista e maltusiano. Scommetto che il progetto della “economia fondata sulla condivisione delle risorse” prevede la riduzione forzata (mediante l’aborto e l’omicidio) del numero di coloro che condividono le risorse. No, grazie: io mi tengo la Bibbia e butto nella discarica della storia il darwinismo, l’ambientalismo e il maltusianismo.

L’Illuminismo voleva liberare l’uomo da Dio per farne dio dell’universo. In realtà lo mette al di sotto di ogni creatura dell’universo. Ne fa un insetto sottomesso alle leggi della Natura. Per essere veramente al centro dell’universo, per dominare la natura senza distruggerla, bisogna essere figli di Dio. Il cristiano è lontano tanto dal disprezzo violento della natura quanto dall’idolatria della natura. Solo i cristiani sanno promuovere un vero progresso tecno-scientifico rispettoso della  natura. In effetti, la scienza e il progresso sono figli del Cristianesimo. Sarà per questo che molti di quelli che lavorarono al progetto Apollo, compresi alcuni astronauti, erano cristiani. Nel viaggio di ritorno dalla Luna alla Terra, Buzz Aldrin, il secondo uomo sulla Luna, non citò il testo di qualche pensatore illuminista ma un salmo della Bibbia: “Quando io guardo i cieli, il lavoro della tue dita, la Luna e le stelle che tu hai ordinato, mi chiedo, o Signore, come tu abbia tempo per occuparti anche di noi” (citazione tratta da Oriana Fallaci, Quel giorno sulla Luna, Rizzoli Bur 2009).

Le ideologie utopiche sono delle potenti armi di distruzione di massa. Promettono la libertà e invece portano la schiavitù, promettono la moltiplicazione della ricchezza e invece moltiplicano la povertà. Promettono il paradiso e invece portano l’inferno. Non c’è democrazia all’inferno. In effetti, i teorici delle ideologie attaccano apertamente la democrazia. Karl Marx ritiene che la democrazia parlamentare sia uno strumento nelle mani della classe borghese. Per mezzo del parlamento, la classe borghese difenderebbe i suoi sporchi interessi economici e opprimerebbe il proletariato. Disprezzando il parlamento con tutte le loro forze, i comunisti hanno sempre trattato la democrazia come un mezzo e il potere come il fine. E se al potere ci arrivano veramente, la prima cosa che fanno è sbarazzarsi del mezzo ossia sopprimere il parlamento (guardate che cosa fece il partito bolscevico della Duma all’indomani della Rivoluzione d’ottobre). Similmente, i teorici del fascismo ritengono che la democrazia sia espressione della decadenza borghese. Non a caso, essi chiamano “demoplutocrazie” le nazioni di antica democrazia e consolidato capitalismo, come l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Secondo la loro propaganda, i parlamenti sarebbero troppo litigiosi e i governi democratici sarebbero troppo corrotti per combinare qualcosa di buono; solo il partito forte dell’uomo forte potrebbe risolvere i problemi del popolo eccetera eccetera. Un certo Benito fece l’uomo forte e il popolo fu fregato.
Ma lasciamo la parola agli autori di Zeitgeist: “La democrazia è una illusione… Quelli che votiamo (appaiono le immagini fotografiche di Obama, di McCain e della Clinton)  sono stati scelti dalle élite finanziarie… Sono tutti disonesti e corrotti… Anche se fossero onesti, non saprebbero come risolvere i problemi… I problemi li possono risolvere solo i tecnici e gli scienziati”. Ma che bel discorsetto del menga. Avrebbe potuto farlo Lenin oppure Mussolini oppure Hitler. Sebbene i tre dittatori non invocassero un governo di “tecnici e scienziati”, facevano dei discorsi simili al succitato. Insomma, c’è una sorprendente, preoccupante, terrorizzante identità di vedute fra gli autori di Zeitgeist e i vecchi macellai nazi-comunisti. Prima ancora, c’è una sorprendente identità di vedute fra fascisti, nazisti e comunisti. Infatti, il fascismo è un comunismo di destra (non dimenticate che Benito proveniva dall’ala massimalista del partito socialista). Più in generale, comunismo e nazi-fascismo sono due rami sorti dal tronco della concezione egheliana dello Stato etico. Ora, il concetto di Stato etico è strettamente connesso ai concetti di utopia, totalitarismo e collettivismo. Il regno di Utopia è uno Stato etico totalitario e collettivista.
Ma torniamo a Zeitgeist. Se i comunisti vogliono il partito unico al governo e i nazi-fascisti vogliono l’uomo forte al governo, invece i seguaci di Zeitgeist vogliono un governo di tecnici e scienziati. Anche l’orribile mondo nuovo, nel romanzo di Huxley, è regolato da tecnici e scienziati. E in effetti, i progetti di Jacques Fresco andrebbero bene per le scenografie di una eventuale riduzione cinematografica del romanzo di Huxley (ho letto che Ridley Scott ci sta lavorando).
Perché gli utopisti odiano tanto la democrazia? Perché la democrazia appartiene alla realtà e non all’utopia. Infatti gli utopisti odiano con uguale intensità il capitalismo, la democrazia, l’America e la realtà. Ancora di più odiano Cristo. Lo ripeto ancora una volta: anti-cristianesimo, anti-capitalismo e anti-americanismo e, più in generale, anti-realismo ormai coincidono. La democrazia e il capitalismo hanno molto in comune: non sono sistemi perfetti, perché la perfezione non appartiene a questo mondo, e tuttavia sono i sistemi meno imperfetti del mondo. E a proposito: la democrazia è sorella dei Diritti universali dell’uomo, della scienza e del capitalismo. Il loro padre è il Cristianesimo, per la precisione il Cattolicesimo (cfr. Rodney Stark, La vittoria della ragione).
I teorici delle ideologie utopiche vogliono sostituire la democrazia reale con una democrazia immaginaria. Se la democrazia reale è espressione della mediazione fra tante diverse volontà, la democrazia dei loro sogni sarebbe espressione di un’unica “volontà generale” del popolo. Nota bene: il mito della “volontà generale”, inventato dal calvinista Jean-Jacques Rousseu, è la pietra angolare della concezione del collettivismo totalitario. Senza Rousseau e senza Hegel, non ci sarebbero mai stati né Marx né Hitler. Secondo i comunisti, la “volontà generale” sarebbe espressa dal governo del partito unico; secondo i fascisti,  la “volontà generale” sarebbe espressa dal governo dell’uomo unico. L’unico problema è che questa “volontà generale” non esiste. Infatti il popolo non è un individuo collettivo ma un insieme di individui, ognuno dei quali la pensa a modo suo. La democrazia parlamentare si basa appunto sul confronto fra i diversi punti di vista. Ebbene, i teorici dell’utopia odiano la democrazia parlamentare proprio perché non tollerano la pluralità dei punti di vista. Più che altro, non tollerano l’esistenza di persone che non la pensano come loro. E in effetti, quando prendono il potere, gli utopisti non riescono proprio a fare a meno di perseguitare quelli che non si adeguano alla “volontà generale” ossia si ostinano ad avere un pensiero individuale. I giacobini, discepoli di Jean-Jacques Rousseau, hanno inventato uno strumento efficace per lo smaltimento rapido dei dissidenti: la ghigliottina. Secondo i libri scolastici, tutte le persone che finirono sulla ghigliottina avevano dei titoli nobiliari. In realtà, solo il dodici per cento dei ghigliottinati proveniva dalla nobiltà. Gli altri erano puri e semplici “dissidenti” anti-giacobini, molti dei quali religiosi (dati riferiti da Donald Greer). Nella Germania nazista, i dissidenti finivano nei lager accanto agli ebrei. Non sappiamo esattamente quanti milioni di dissidenti hanno perso la vita nei gulag sovietici. E non sappiamo quanti dissidenti soffrono oggi nei lagogai della Cina comunista.
Oltre distruggere la democrazia, le ideologie utopiche distruggono la libertà. Certo, esse promettono la libertà perfetta. Nella perfetta società utopica, l’individuo dovrebbe sperimentare la perfetta libertà ed esprimere pienamente la sua creatività. Ma la libertà all’interno della società perfetta potrebbe esistere solo come “libertà generale”, chiamiamola così. All’interno della società utopica, l’unica libertà concessa all’individuo sarebbe la libertà di fare tutto quello che fanno tutti gli altri, come tanti soldatini. Insomma, la società perfetta non può che essere rigidamente collettivista, come la famosa isola di Utopia immaginata Thomas Moore. Ma l’isola di Utopia non è mai esistita. Invece è esistita l’Unione Sovietica ed esiste tuttora la Corea comunista e parecchi altri “paradisi dei lavoratori”. Ebbene nei “paradisi dei lavoratori” il collettivismo si dimostra essere uno stivale che calpesta il volto dell’uomo. La società collettivista è una macchina, gli uomini al suo interno non sono uomini ma ingranaggi, cose .
Bisogna sempre distinguere fra l’utopia teorica e l’utopia realizzata. Non bisogna confondere il Comunismo Ideale col Socialismo Reale. Nella teoria, l’utopia è sempre una cosa meravigliosa: una società perfetta in cui tutti sono felici. Bellissimo, ci metto la firma. L’unico problema è che la società perfetta è totalmente incompatibile con la realtà. È un sogno. Se tenti di realizzare il sogno utopico, realizzi solo un incubo. Se tenti di realizzare il comunismo, realizzi lo stalinismo.
Perché le utopie non sono realizzabili? Ci sono due ragioni principali. La prima ragione è  che il mondo è bello perché è vario. Non si possono costringere miliardi o milioni o migliaia o solo cento persone a pensare le stesse cose e a vivere alla stessa maniera. La seconda ragione, più profonda, è che gli uomini sono imperfetti. Non si possono costringere miliardi o milioni o migliaia o solo cento persone a essere perfette, a non fare mi errori, ad agire sempre in vista dell’interesse generale, a non essere mai egoiste. L’idea che la società perfetta possa rendere gli uomini perfetti, ossia che possa liberarli dal peccato originale, è una pura e semplice eresia. Una eresia che discende direttamente dall’eresia protestante (Hegel, padre di tutti i totalitarismi, si definiva “un teologo protestante”).
Dunque, se tenti di realizzare il paradiso in terra, realizzi l’inferno. Quale tipo di inferno realizzeranno i seguaci del progetto Venere? Io immagino un inferno molto simile all’inferno immaginato da Aldous Huxley nel romanzo Il mondo nuovo. Solo che nel mondo nuovo non c’erano gulag. In questo mondo nuovissimo, invece, ci saranno. Chi uccide Dio, uccide anche l’uomo.
Nei gulag del mondo nuovissimo di Zeitgeist finiranno tutti quelli che non la pensano come Fresco, in primo luogo i cristiani. Infatti, i cristiani sono i principali nemici di tutte le ideologie utopiche. Gionas, nel suo blog, ha riunito alcune citazioni inquietanti tratte dagli scritti dei pensatori di ispirazioni New Age, tutti legati direttamente o indirettamente al movimento di Zeitgeist:
«Il film, certo non parla in dettaglio di cosa verrà riservato a chi non vorrà aderire a tale “libertà”, a tale legge. Ma per capirlo, possiamo ritornare ai significati velati nelle parole di J.Fresco: “ questa conoscenza limitata che riconoscono è semplicemente impossibile in un nuovo universo.”
Lo stesso fine viene rivelato dalla New Ager Acharya s. (la “fonte” dei film Zeitgeist per le menzogne su Gesù) quando afferma nel suo libro the Christ conspiracy che “il cristianesimo non avrà alcun ruolo in questa età”.
Nelle parole del teosofo New Ager Benjamin Crème: “sarà questione di accettare o morire”.
Secondo Alice Bailey: “saranno mandati in un altro piano di esistenza… perderanno la possibilità di controllare o influenzare gli sviluppi sulla terra” ( David Spangler, Revelation, Birth of a New Age, pp.163-4)
La New Ager Barbara Marx Hubbard (futurista, scrittrice, oratore pubblico) a cui sta molto a cuore la tecnologia e il controllo della popolazione, afferma che chiunque si opporrà al loro “processo evolutivo” verrà ucciso. “chiunque si rifiuta di vedere sè stesso e gli altri come “dio” e “Cristo”, sarà rimosso tramite la “procedura di selezione”. Coloro che professano Gesù Cristo come loro Signore ed il Salvatore saranno soggetti a questo processo. Così come gli ebrei, i musulmani e tutti gli altri che rifiutino di vedere se stessi come una parte del “dio”.(Warren Smith, Reinventing Jesus, pag 29 – PDF)
Potremmo andare avanti a riempire varie pagine di identiche dichiarazioni da parte di moltissimi altri New Ager…»
(http://ultimaepoca.blogspot.com/search/label/ZEITGEIST%20ADDENDUM).Insomma, il movimento di Zeitgeist è potenzialmente pericoloso. Ma io non credo che diventerà mai realmente pericoloso. In parole povere, io non credo che il movimento di Zeitgeist riuscirà mai a realizzare qualcosa. Infatti, i seguaci di Zeitgeist sono troppo ignoranti anche solo per fare gli utili idioti . Basta leggere i commenti al primo post su Zeitgeist. Quindi, questa è l’ultima volta che ne parlo.Con questo post si chiude definitivamente la serie su Zeitgeist

Ogni commento è superfluo

Qualcuno si ricorda dello spettacolo di Castelluci?

Sembra che nel corso di quello spettacolo una riproduzione gigantesca del volto del Cristo di Antonello da Messina divenisse bersaglio di un lancio escrementi.

Le reazioni dei cattolici non furono unanimi. Alcuni dissero che in realtà  lo spettacolo nel suo complesso non era blasfemo. Altri  dissero che lo spettacolo non era blasfemo ma che comunque  offendeva gravemente la fede dei cattolici. Altri dissero che era blasfemo senza scusanti e ne invocarono la cancellazione. Oltre a queste tre principali posizioni, c’erano molte altre posizioni, molto più sfumate e composite. A dire il vero, in quei giorni era difficile trovare due cattolici che la pensassero alla stessa maniera. Ma la cosa importante è che anche i cattolici convinti di “blasfemia” non chiedevano nulla di più e nulla di meno che la rimozione della scena incriminata o al più la cancellazione  dello spettacolo. I cattolici più “arrabbiati” il massimo che fecero fu di protestare in piazza davanti al teatro in cui si svolgeva lo spettacolo.

Nessun cattolico ha chiesto la testa di Castellucci, nessun cattolico ha minacciato lui o gli attori, nessun cattolico ha assaltato ambasciate.

Nel corso degli ultimi anni, migliaia di cristiani son stati letteralmente trucidati dai fondamentalisti musulmani. Ormai nei paesi a maggioranza musulmana per un cristiano  andare a messa la domenica significa rischiare la vita. Ebbene, di fronte a questo genocidio i cattolici hanno protestato e invitato i governi occidentali a esigere dai governi dei paesi arabi il rispetto delle minoranze. Il papa ai cristiani dei paesi arabi non dice: “vendicatevi”. Dice; “diventate costruttori di pace”.

Di fronte alla campagna anti-cristiana portata avanti dai musulmani, nessun cattolico ha assaltato le ambasciate dei paesi arabi, nessun cattolico ha organizzato “rappresaglie” contro i musulmani.

Un mese fa appare su You-tube un film che senza ombra di dubbio offende gravemente la fede dei musulmani. Inoltre, il filmato descrive i musulmani come dei violenti sanguinari. Offesi a morte per essere stati descritti come dei violenti e sanguinari, i musulmani uccidono un ambasciatore e trascinano il suo cadavere in giro per le strade, assaltano le ambasciate americane in giro per il mondo, provocano morti e feriti, condannano a morte e cercano di uccidere non solo gli autori e gli attori del film ma anche tutti i dipendenti delle ambasciate americane nonché il principe Henry d’Inghilterra.

Torniamo indietro nel tempo: nel ventesimo secolo i regimi esplicitamente atei e anti-cristiani provocano due guerre mondiali con corredo di lager e gulag. Questi regimi hanno perseguitato i cristiani con una ferocia possibilmente maggiore rispetto a quella dei musulmani. Secondo calcoli accurati, all’interno dell’Occidente le guerre, le persecuzioni, le epurazioni eccetera promosse dai regimi atei del ventesimo secolo avrebbero provocato da sole più morti di quanti ne abbiano provocati tutte le guerre messe insieme dei secoli precedenti.

Torniamo ancora più indietro nel tempo: dal settimo secolo dopo Cristo all’undicesimo secolo, i pirati musulmani saccheggiano e devastano ininterrottamente l’Europa. Oltre a devastare e ammazzare, rubano.  Oltre a rubare le cose, rubano le persone.  Sul mercato degli schiavi del Nord Africa vanno a ruba specialmente le bambine e le ragazze bianche. Nel frattempo, l’Islam armato si è mangiato tutte le terre un tempo cristiane del Medio Oriente, e minaccia di mangiarsi l’Europa stessa. I cristiani decidono di reagire. Bisogna fermare l’Islam armato al di là del Mediterraneo, prima che si metta in mare. E così i cristiani, con immensi sacrifici economici, organizzano le spedizioni denominate “Crociate”. Dunque, le Crociate non furono guerre di conquista: furono guerre di difesa.

Torniamo all’oggi: secondo tutte le indagini, dove c’è più ateismo c’è più Islam. Nello specifico: nei paesi occidentali in cui l’ateismo è maggiormante diffuso fra gli autoctoni, l’Islam fondamentalista è maggiormente diffuso fra gli immigrati. Vedi Inghilterra, Belgio, Olanda e paesi scandinavi. Evidentemente, la cultura atea-matarialista-edonista non funziona come argine alla diffusione del fondamentalismo islamico.

E i lacisti atei di casa nostra sulla loro stampa scrivono che cattolici e islamici sono uguali, che sia gli uni che gli altri sono violenti e intolleranti, che i crociati erano molto più violenti e criminali dei terroristi islamisti, che il terrorismo islamico è la risposta alle crociate fatte dai cristiani nel Medioevo, che siamo di fronte allo scontro fra “due opposti fondamentalismi”, che per conquistare la pace bisogna distruggere tutte le fedi, specialmente quella cristiana, e fare trionfare l’ateismo.

Ogni commento è superfluo.

STATO LADRO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

FERRARA HA PERSO IL SENNO ED E’ DIVENTATO UN SERVO DEL REGIME TASSASSINO.

MENO MALE CHE C’E’ OSCAR GIANNINO.

NELLA SUA TRASMISSIONE RADIOFONICA, TIRA LE ORECCHIE A FERRARA E DICE PANE AL PANE:

MONTI E’ UN IRRESPONSABILE CHE   INDUCE LA GENTE AL SUICIDIO TASSANDOLA OLTRE OGNI LIMITE E POI SE NE LAVA LE MANI,

QUESTO STATO E’ UN TOSSICODIPENDENTE CHE HA BISOGNO DI DOSE SEMPRE MAGGIORI DI SOLDI PER EVITARE LA CRISI DI ASTINENZA,

E’ UN UN LADRO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  CHE DOVREBBE ESSERE PORTATO ALLA SBARRA DAI CITTADINI DERUBATI.

ASCOLTATE BENE QUESTA PUNTATA DELLA TRASMISSIONE DI GIANNINO:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=imprese-tasse-crisi-bergamo-equitalia-debiti-profitto-minaccia

ASCOLTATE LE TESTIMONIANZE DEGLI IMPRENDITORI SULL’ORLO DEL SUICIDIO.

INDIGNATEVI.

RICORDATEVI CHE LA PRIMA RIVOLUZIONE DEMOCRATICO DELLA STORIA FU FATTA PROPRIO PER IMPEDIRE AD UNO STATO LADRO DI DEPREDARE I SUOI SUDDITI.

SIAMO TORNATI ALL’ASSOLUTISMO MONARCHICO.

NEL SEICENTO E NEL SETTECENTO IL POPOLO PAGAVA PER MANTENERE I NOBILI FANNULLONI.

OGGI IL POPOLO PAGA PER MANTENERE PLETORE DI BUROCRATI, DIRIGENTI PUBBLICI E IMPIEGATUME IN ESUBERO.

I BUROCRATI, I DIRIGENTI PUBBLICI E GLI IMPIEGATI IN PERENNE ESUBERO SONO I NUOVI NOBILI.

MANDIAMOLI A LAVORARE, MA A LAVORARE SUL SERIO OSSIA LICENZIAMOLI, CHIUDIAMO I LORO UFFICI.

 

P. S. Ieri è partita una raccolta di firme per chiedere al grande Oscar di costituire un partito veramente liberale e andare in parlamento a legare le mani al grande ladro. Stavo per firmare ma poi mi sono fermata. Infatti, ho capito che un eventuale partito liberale raccoglierebbe pochi consensi. Infatti, gli italiani non sanno nulla di liberalismo. Sono plagiati dagli intellettuali di sinistra. I libri fondamentali dei grandi liberali non sono mai stati tradotti in italiano. Provate ad andare nel reparto “Economia” di una grossa libreria (tipo Feltrinelli, Mondadori, Fnac): troverete più e più copie di ogni singolo testo di John Maynard Keynes, nessuno escluso, e in un angolo oscuro al massimo un paio di copie di due soli  testi di Friedrich von Hayek. Mi viene in mente il testo di Keynes lasciato a mo’ di Bibbia nel cassetto dell’albergo nel video rap, che ho precedentemente linkato, dal titolo “Fear the boom and the bust”. Se  non si fa una campagna culturale finalizzata alla diffusione delle idee liberali, non sarà mai possibile arrivare in parlamento. Io nel mio piccolo faccio quello che posso.

Anche Giuliano Ferrara si è fatto incantare da quel mago di Keynes. Adesso crede che basti un colpo di bacchetta magica per annullare il debito pubblico.

Stimo molto Giuliano Ferrara. Sono quasi sempre d’accordo con lui, più sempre che quasi. Ma Radio Londra non mi piace fino in fondo. A tratti mi dà ai nervi. Non c’è gusto a condividere tutto quello che dice Ferrara, se Ferrara sta da solo davanti al microfono come Fidel Castro durante l’annuale discorso alla nazione. Il vero liberale  non rifiuta mai e anzi cerca il confronto con tutti gli illiberali di sinistra. Non lo rifuta in primo luogo perché sa di potere avere facilmente la meglio sugli avversari. In un dibattito onesto, in cui non sia lecito usare altro che argomenti razionali e dati di realtà, nessun sinistro illiberale potrebbe mai avere la meglio. E infatti i sinistri hanno orrore dei dibattiti onesti. Quando vi capitano loro malgrado, cercano di “sporcarlo” con ogni mezzo.  Oltretutto, secondo la loro ideologia totalitaria gli avversari non dovrebbero avere il diritto di esistere, figuriamoci di esprimere le loro idee. Non potendo sbattere gli avversari nei gulag, perché purtroppo per loro siamo in democrazia, i sinistri illiberali si accontentano di interrompere in continuazione, dare sulla voce e insomma togliere la parola con ogni mezzo ai liberali durante i dibattiti televisivi. Probabilmente, i dirigenti Rai del Pdl hanno concesso a Ferrara uno spazio tutto suo proprio perché hanno capito che solo in uno spazio tutto suo, bonificato dalla presenza di “interruttori” di sinistra, Ferrara sarebbe riuscito a concludere un ragionamento che è uno senza essere interrotto e portato fuori tema. Allora va bene, accettiamo Radio Londra come soluzione d’emergenza. Ma le soluzioni d’emergenza sono belle quando durano poco.

Ma il vero liberale cerca il confronto con gli avversari soprattutto perché il soliloquio è un gesto intrinsecamente illiberale. Il soliloquio televisivo ha delle analogie col potere assoluto. Entrambi sono in contraddizione con i principi del liberalismo, entrambi corrompono in maniera assoluta. Consegnare tutto il potere in mano ad una sola persona è sbagliato perché nessuna persona è buona, a parte i santi. Solo una persona santa in maniera assoluta potrebbe essere in grado di non farsi corrompere dal potere assoluto; solo una persona intelligente in maniera assoluta saprebbe gestire bene il potere assoluto, governando nella maniera migliore possibile. Quindi, sarebbe lecito e opportuno consegnare tutto il potere nelle mani di una sola persona solo se quella persona fosse santissima e intelligentissima. Ma quante persone allo stesso tempo santissime e intelligentissime ci sono in giro? Soprattutto, quante persone santissime e inteligentissime ci son state nei secoli passati fra gli eredi dei vari troni d’Europa? Giusto un paio, il resto è stato un tunnel degli orrrori. Basta studiare le prodezze compiute dai monarchi nei secoli passati per capire immediatamente che cosa intendeva Churchill quando diceva che la democrazia non  è un sistema perfetto ma è comunque il migliore che si conosca. Insomma, il potere assoluto non va bene primo  perché per governare bene ci vuole un quoziente intellettuale eccessivamente alto e secondo perché è praticamente impossibile non farsi corrompere. Pure il discorso in stile Fidel Castro corrompe. Ferrara ne è stato corrotto da tempo. Era invitabile che ne fosse corrotto. Ferrara si proponeva di usare lo spazio di Radio Londra per divulgare idee, se non proprio liberali, quasi liberali o almeno non di sinistra. Ma il problema, la contraddizione di fondo è che non si possono divulgare idee quasi liberali mediante una trasmissione in stile Fidel Castro. In altri termini, non si può ottenere un fine liberale con un mezzo illiberale esattamente come non si può ottenere un fine buono con un mezzo malvagio. Chi cerca di ottenere il bene tramite il male, alla fine ottiene il male e diventa male lui stesso. Analogamente, Ferrara non poteva non diventare illiberale  ossia di sinistra.

Ferrara ha cominciato a manifestare segni di un preoccupante deficit di capacità di ragionamento liberale nel momento in cui ha rinnegato tutte le sue precedenti polemiche contro il governo più tassassino della storia d’Italia. Milton Friedman diceva più o meno che i cretini aumentano le tasse mentre le persone intelligenti tagliano le tasse e tagliano la spesa pubblica in quanto sanno che  le tasse non potranno mai ripagare il debito. Per sua natura, infatti,  il debito tende a crescere più velocemente delle tasse. Ebbene, quel canuto tecnicuccio bocconiano  che non sa fare altro che mettere tasse all’improvviso è apparso agli occhi di Ferrara come una sorta di salvatore della patria. Ogni sera invita il popolo ad adorare Monti come fosse il vitello d’oro.  Il deficit di ragionamento liberale in Ferrara è cresciuto e continua a crescere allo stesso ritmo del debito pubblico. Non solo difende la Rai, osia un’azienda in perenne deficit che a anni brucia i nostri soldi, ma  da mesi invoca l’intervento della Bce come un keynesiano qualunque. Ascoltiamo Oscar Giannino:

La lotta ai migliori saldi per stare in Europa la stiamo facendo tutta o quasi sul versante delle tasse. (…) Dipende… da che cosa si consideri che sia davvero il debito pubblico, di cui esistono almeno quattro concezioni, e da ciascuna di esse discendono conseguenze assai diverse su come affrontarlo, quanto e da parte di chi ripagarlo.

Prima idea, quella teorizzata da Abba Lerner, il Milton Friedman dei keynesiani, geniale anticipatore dagli anni Trenta agli Ottanta di molte teorie che ad altri sono valse il Nobel. Per Lerner, il debito pubblico è in somma misura un falso problema, perché è ciò che noi dobbiamo a noi stessi. L’hanno appena riscritto, domenica scorsa su Repubblica, Guido Carandini e Paolo Leon. Lo scrive e lo ripete incessantemente Paul Krugman sul New York Times.

Seconda idea. Quella della scuola alla quale appartengo in piccolo anch’io, la Public Choice di James Buchanan. Il debito pubblico per noi è una passività a carico delle future generazioni di lavoratori e contribuenti. Tanto più negativo per crescita ed equità intergenerazionale quanto più lo si affronta con maggiori disincentivi distorcenti dovuti a imposte crescenti.

Terza idea, quella dell’equivalenza ricardiana, rilanciata dal geniale Robert Barro: afferma che sin da subito il più dei contribuenti sconta nelle sue decisioni di consumo e investimento il fatto che bisognerà affrontare il crescente debito pubblico con più tasse, anche se la politica tende a dire il contrario.

Quarta idea. Quella di Paul Samuelson. L’unica cosa che conta è se il regolatore pubblico tiene i tassi d’interesse pagati dai titoli pubblici a un tetto inferiore alla crescita nominale del Pil, allora il debito pubblico è autosostenibile qualunque sia il suo stock e la sua crescita annua.

Le idee una e quattro sono keynesiane: la prima è dei keynesiani comunitaristi che in Europa comprendono gli orfani rimpannucciati delle ideologie sconfitte collettiviste, comuniste e socialiste. Mentre l’idea Samuelson è quella alla Giuliano Ferrara di chi rimpiange un banchiere centrale asservito alla politica. Entrambe dimenticano che nel mondo globalizzato il premio al rischio è fatto proprio dalla componente di debito pubblico in mano a investitori esteri.

Additano come esempio il Giappone che ha un debito al 215% del Pil tutto in mano ai giapponesi e con tassi d’interesse negativi. Dimenticano che da 15 anni il Giappone è in stagnazione.

Le idee due e tre sono invece quelle dei liberal-mercatisti. Per loro il debito pubblico è distorcente oggi e domani, deprime la crescita, non costruisce ma brucia e ruba futuro.

In parole povere, Ferrara si è messo a credere alla favola secondo cui la banca centrale potrebbe cancellare il debito con un colpo di bacchetta magica se solo una strega cattiva di nome Angela Merkel non glielo impedisse. Vabbé, ognuno è libero di credere alle favole che vuole. Oltre a raccontarci la incantevole favola della Bce, che ci concilia il sonno, Ferrara si mette pure a difendere senza nessuna vergogna quel sistema di sprechi, nepotismi, clientele, ruberie e privilegi da ancien régime che ha nome di spesa pubblica e quella sorta di Gestapo al servizio di siffatto sistema che ha nome di Equitalia. Gli ultimi discorsi alla nazione di Giuliano-Fidél sono suonati a dire poco obbriobriosi alle orecchie dei liberali  (qui e qui e qui). Con un tono di voce talmente dolce da suonare stucchevole, con uno sguardo talmente mansueto – ah, perfino gli occhioni lucidi… – da apparire palesemente falso, recitato, Ferrara ci ripete come uno scolaretto la lezione impartita a puntate  dagli editorialisti economici di Repubblica ossia dagli scribi della sinistra statalista e tassassina: 1) il debito pubblico è causato dall’evasione fiscale, 2) è giusto pagare più tasse fino a morirne perché abbiamo campato tutti al di sopra delle nostre possibilità, 3)  l’aumento della pressione fiscale voluto da Monti è come una cura dolorosa che ci farà guarire,  4) la spesa pubblica non si può ridurre perché serve a garantirci dei servizi essenziali.

Siccome il tempo stringe,  siccome la vittoria di quel keynesiano di Hollande mi ha gettato in uno sconforto tale che quasi non riesco a scrivere, cercerò di rispondere in maniera schematica d ognuno dei quattro punti della lezione sinistrorsa ferrariana:

1) Il debito pubblico è causato non dall’evasione fiscale ma dagli sprechi pubblici ossia dalla spesa pubblica. Infatti, spesa pubblica e sprechi sono quasi sinonimi, in quanto la spesa pubblica è per sua natura orientata agli sprechi, alle inefficienze, alle clientele, alle ruberie eccetera. Dietro l’inevitabilissimo degrado della spesa pubblica in spreco e furto ci sono ragioni psicologiche che Milton Friedman ha spiegato in maniera magistrale: “Ci sono 4 modi per spendere i soldi. Voi potete spendere i vostri soldi per voi stessi: quando lo fate, allora stare davvero attenti a cosa state facendo e cercherete di avere la massima resa per la vostra spesa. Oppure voi potete spendere i vostri soldi per qualcun altro: per esempio, io ho comprato un regalo di compleanno per una persona; ora, io non ho poi grande interesse per il contenuto del dono, ma sono stato molto attento al costo. Altra possibilità, io posso spendere i soldi di qualcun altro per me: e allora se posso spendere i soldi di qualcun altro per me state sicuri che ci scapperà una bella mangiata al ristorante! Infine, io posso spendere i soldi di qualcun altro per un’altra persona ancora; e se io starò a spendere i soldi di uno per un altro, non sarò preoccupato a quanti siano, né sarò preoccupato a come li spendo. E questo è quel che fa il governo. E questo ha circa il 40% del prodotto interno” (dall’intervista a Fox News, maggio 2004).

Parallelamente, non è l’evasione fiscale a fare aumentare le tasse: è l’aumento incontrollato delle tasse a fare aumentare l’evasione fiscale. L’aliquota fiscale ha raggiunto altezze tali che molti imprenditori sono costretti ad evadere per sopravvivere. Se pagassero tutte le tasse dovrebbero chiudere bottega, di conseguenza aumenterebbe la disoccupazione, di conseguenza l’economia si deprimerebbe ulteriormente, di conseguenza il fisco incasserebbe di meno e di conseguenza dovrebbe aumentare ulteriormente le tasse…  in una spirale perversa che non si chiude mai. Milton Friedman non aveva tutti i torti: “Se l’Italia si regge ancora in piedi è  grazie al lavoro nero e all’evasione fiscale… l’evasore in Italia  è un patriota”. Certo, qui Friedman esagera, ma non troppo. Diciamo che pagare le tasse è giusto: ma solo se si mantengono al di sotto di un certo livello. E’ giusto pagare i costi dello stato: ma solo se lo stato non gonfia troppo i costi. Lo stato si occupi solo di poche cose essenziali.
2) Non è vero che abbiamo campato tutti al di sopra delle nostre possibilità. Quelli che usavano i soldi  dei contribuenti hanno campato al di sopra delle loro possibilità, i contribuenti invece – che le tasse le pagavano soltanto senza riceverne mai nulla in cambio – hanno campato al di sotto delle loro possibilità. E adesso Ferarra vorrebbe che  i contribuenti, dopo avere già nutrito per anni i parassiti di stato (ossia i burocrati, impiegati in esubero e dirigenti pubblici), adesso paghino anche i debiti accumulati dai parassiti. E no: adesso paghino i parassiti. Che i parassiti finiscano tutti su una strada. Se volete saperne di più sugli stipendi dei dirigenti pubblici, leggete qui.

3) L’aumento della pressione fiscale non avrà alcun effetto benefico. In primo luogo, non farà diminuire il debito, perché il debito cresce più velocemente degli introiti fiscali. In secondo luogo, non farà ripartire l’economia ma finirà di ammazzarla. Per avere crescita economica, occorrono molti capitali. Solo i capitali, infatti, possono creare imprese produttive. Ma come si possono creare nuove imprese produttive, se tutti i capitali vengono assorbiti e distrutti dal fisco? Per combattere il debito non bisogna aumentare le tasse: bisogna TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA. Per fare ripartire l’economia non bisogna aumentare – keynesianamente –  la spesa pubblica: bisogna TAGLIARE LE TASSE. Fine della discussione.

4) Non è vero che la spesa pubblica serve a garantirci servizi essenziali. Quelli che Ferrara e gli scribi della sinistra chiamano “servizi essenziali”, sono in realtà servizi inefficientissimi e costosissimi, produttori de deficit, che non soddisfano i bisogni concreti dei cittadini ma piuttosto soddisfano il bisogno di dipendenti pubblici di percepire uno stipendio senza impegnarsi troppo. Questa sorta di “peccato originale” dell’impiego pubblico è una conseguenza della predicazione di John Maynard Keynes. Nel suo testo fondamentale (Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 1936)  egli invita lo stato a creare maggior numero possibile di posti di lavoro pubblici al fine di “stimolare” i consumi. Quindi,  nell’ottica di Keynes lo scopo principale delle imprese e delle opere pubbliche non è di servire i bisogni dei cittadini ma di distribuire stipendi ai dipendenti pubblici. Se poi questi ultimi hanno pure voglia di fare bene il loro lavoro ossia di servire i cittadini con efficienza e premura, tanto meglio. Se non hanno voglia, fa niente. L’importante è che nel tempo libero vadano a fare compere. Non è uno scherzo.

Ci sarebbero tante altre cose da dire ma sono troppo amareggiata per la vittoria di Hollande, che non a caso ha fatto esultare l’illiberale Ferrara. Quindi per chiudere in bruttezza farò un appello a Ferrara:

Caro Giuliano Ferrara, credi pure alle favole keynesiane e festeggia pure per la vittoria di Hollande. Ma  per favore, non azzardarti più a dire che sei un liberale. 

Hayek batte Keynes dieci a zero

In attesa di nuovi post, godetevi questo fenomenale rap: vi spiega in poche battute gli errori di John Maynard Keynes. Perché Keynes è il colpevole remoto della crisi che sta divorando le nostre vite. Se avessimo dato retta al grandissimo Hayek, ora staremmo meglio. Margareth Thatcher gli diede retta negli anni Ottanta, e tirò furi la Gran Bretagna dalle paludi di una recessione pulridecennale.

[http://www.youtube.com/watch?v=5Y1anc4B7iA&feature=plcp]

Il mio scandaloso parere sull’articolo 18

In questi giorni si è detto tutto e il contrario di tutto sull’articolo 18. Più che altro, mi sembra che non solo la gente comune ma anche i politici e i sindacalisti ne parlino senza conoscere bene né l’articolo 18 né le modifiche all’articolo 18 proposte dal governo Monti. Neanche io conosco bene né l’uno né le altre. In realtà non me ne frega nulla. E sapete perché? Perché a mio parere tutti gli articoli e tutte le leggi che  pongono limiti alla facoltà di licenziare sono moralmente illegittimi a prescindere da qualunque altra considerazione. A mio parere, un datore di lavoro dovrebbe avere una facoltà di licenziare assoluta, indiscriminata e perfino discriminatoria. Vi spiego perché.

Oggi tutti, anche nella sinistra più estrema, considerano legittimo il licenziamento “per ragioni economiche” mentre nessuno, né a destra né a sinistra né al centro, trova legittimo il licenziamento  “discriminatorio”. Nel concreto: se un lavoratore viene licenziato perché l’azienda va male, i sindacati non protestano; se invece viene licenziato per le sue idee politiche, per il suo orientamento sessuale o per la sua origine etnica, si scatena la bufera. Quindi, tralasciamo l’ormai politicamente corretto licenziamento economico e concentriamoci su quello discriminatorio. Per capire meglio la questione, immaginaimo un caso limite che più limite non si può. Immaginiamo che io ottenga il posto di lavoro dei miei sogni e che dimostri di essere molto più brava dei miei colleghi maschi. Immaginiamo che i miei colleghi e il mio datore di lavoro maschio, accecati dal rancore maschilista,  comincino a trattarmi male. Dopo mesi di inferno, il datore di lavoro trova la scusa per licenziarmi. Lui dice di avermi licenziato per ragioni economiche ma io so che lo ha fatto perché non mi sopporta in quanto donna. In altri termini, io so di essere vittima di un licenziamento discriminatorio. Sono sicura che, se facessi causa al datore di lavoro, la vincerei facilmente e il giudice mi farebbe tornare al posto dei miei sogni. Domanda: vale la pena fare causa? Voi che fareste al mio posto? Scommetto che la stragrande maggioranza di voi  direbbe che sì, vale la pena fare causa e vincerla.  Io invece dico di no. Lo so, sono controcorrente, ma dal mio punto di vista…  chi me lo fa fare di lavorare insieme a – scusate il linguaggio franco e diretto – dei porci bastardi? Non sarà certamente la sentenza di un giudice che potrà convincere dei porci bastardi che fino a un minuto prima mi hanno trattato male a trattarmi bene. Per paura di ritorsioni sindacali e legali, per qualche tempo faranno gli ipocriti, sforzandosi di fare i cortesi. Ma sotto sotto continuerebbero ad essere porci bastardi e a rendermi la vita impossibile. Chi me lo fa fare di stare lì? Soprattutto, chi me lo fa fare di impiegare il mio enorme talento nell’azienda dei porci bastardi, favorendo gli affari  e il conto in banca dei porci bastardi? Ne vale la pena? Voi direte: sì che ne vale la pena, perché comunque quello è il posto dei tuoi sogni, tu lo fai molto bene e soprattutto, se perdi quel posto, difficilmente ne troverai uno altrettanto buono. Bene vi ho atteso al varco. Il punto è proprio questo: trovare o non trovare un altro posto di lavoro adatto a me. Dal mio punto di vista assolutamente controcorrente, il problema della disoccupazione e della sotto-occupazione non si risolve scoraggiando i licenziamenti ma favorendo la creazione del maggior numero possibile di posti di lavoro in ogni settore.  E per favorire la creazione del maggior numero possibile di posti di lavoro in ogni settore ci sono solo  due cose da fare: dimezzare subito le tasse sul lavoro e favorire i licenziamenti. Voi che preferite: essere reintegrati in un posto di lavoro pieno di porci bastardi oppure accettare il licenziamento come una liberazione dalla presenza dei porci bastardi e trovare subito un posto di lavoro altrettanto buono se non migliore con dei colleghi migliori? Io non ho dubbi.

Dunque, dal mio punto di vista il licenziamento non è un problema. Il vero problema è la mancanza endemica di posti di lavoro. E ormai si sprecano gli studi e le inchieste che dimostrano che  in Italia i datori di lavoro non assumono anche quando potrebbero perché ormai assumere fa paura.Voi vi mettereste in casa una domestica sapendo che non potrete licenziarla neppure se si dimostrasse essere una pessima domestica? E perché un imprenditore che sta sempre sul chi vive, che è costretto ogni giorno a  fronteggiare spietati concorrenti globali, si dovrebbe mettere in azienda qualcuno sapendo che quel qualcuno, se farà male il suo lavoro,  non potrà licenziarlo se non a costo di enormi sforzi legali e finanziari? Se l’imnprenditore sapesse di poter licenziare facilmente, assumerebbe anche più facilmente. Ed io che sono controcorrente affermo impunemente che il licenziamento fa bene non soltanto al datore di lavoro ma anche al dipendente. La costante minaccia del licenziamento, infatti, sprona il dipendente a fare sempre il suo dovere e a dare il suo meglio. (E’ proprio la mancanza della minaccia del licenziamento che rende gli impiegati statali dei fannulloni senza vergogna, ma questo è un altro discorso). L’istituto del licenziamento favorisce la meritocrazia. E come ho detto sopra, a mio scandaloso parere il licenziamento fa bene al dipendente  anche quando è discriminatorio. Ma voglio essere ancora più scandalosa: dal mio punto di vista il datore di lavoro ha diritto di licenziare chi vuole per la ragione che vuole a prescindere da ciò che è bene per il dipendente. Al limite, potrebbe licenziarti perché non gli piace il colore dei tuoi capelli. Se ti licenzia perché sei gay o sei donna o hai la pelle nera o  ti sei tinto i capelli di rosa, sicuramente commette un peccato dal punto di vista morale. Ma la giurisprudenza cristiana insegna che non tutti i peccati devono essere considerati reati. Ebbene, io ritengo che il peccato del licenziamento discriminatorio non debba essere considerato reato primo perché è meglio per la vittima di discriminazione non lavorare assieme ad un “peccatore” e secondo perché ognuno nella azienda di sua proprietà di deve poter fare come  a casa sua: quello che vuole.

DA SPLINDER A WORDPRESS. Il bilancio dolce-amaro delle mie microscopiche battaglie culturali

Poco meno di due settimane fa, il 31 gennaio del 2012,  spariva nel nulla Splinder e, con esso, il mio vecchio blog.  Sono rimasta connessa al vecchio “Rottami e diamanti” per tutto il 31 gennaio nella speranza di cogliere l’attimo vertiginoso della cancellazione del blog, di assistere alla distruzione del mio vecchio castello di stracci, ormai deserto. Ma a tarda sera  il momento della fine non era ancora arrivato, e così ho lasciato perdere. Poi ho cercato Splinder il giorno successivo  e ho scoperto che Splinder non c’era più.  La fine era già arrivata e me la ero persa. Ma nessun nodo in gola, neanche  una lacrima.  La fine di Splinder non  ispira in me pensieri sepolcrali o amare riflessioni sulla caducità di tutte e cose. Casomai, mi fa capire che a volte la fine di qualcosa è l’inizio di una cosa  più bella. E Worpress è stata una piacevole novità per me. Questo nuovo castello è più grande  e meglio attrezzato.  Quindi, brindo alla fine di Splinder, lo ringrazio di tutto e guardo avanti. Ma prima devo capire a che scopo.

Ancora oggi, se digito “reginadistracci” su google, escono fuori i link dei post del vecchio blog di Splinder. Se anche è vero che i link rimandano a WordPress, dal momento che ho fatto da tempo il “redirect”, la domanda rimane: come è possibile che Google peschi nella rete dei link che rimandano a Splinder, se Splinder non c’è più? Che cosa sono questi link: fantasmi digitali? (Sai che bel soggetto per un horror soprannaturale se ne potrebbe ricavare….)  Fantasmi a parte, la più triviale verità è che, probabilmente, nella rete non si può cancellare davvero mai nulla. La rete non conosce l’oblio. Tutto nella rete è al presente, soprattutto il passato. Durante i lunghi lavori di trasloco virtuale, tutto il mio passato di blogger mi è passato davanti agli occhi. I vecchi post, le vecchie discussioni, le vecchie amicizie digitali. Finite anzi mai iniziate, come tutte le amicizie. Mi sono ricordata del primo giorno su Splinder. Era l’agosto del 2007 e non sapevo neppure bene perché stavo aprendo un blog. Sfuggivo dall’angoscia. Scelsi Splinder perché il mio blogger preferito, che allora già non scriveva più, e che nessuno ha mai saputo eguagliare, e che ancora spero di poter ritrovare sul web, aveva un blog su Splinder. Arrivata di fronte al modulo dell’account, dovetti pensare in fretta. Chiusi gli occhi e mi ricordai che  anni addietro, in un diario, avevo scritto che mi sentivo una regina coperta di stracci. Poi cercai delle parole in me e trovai in pochi secondi  “rottami e diamanti”.  Ho sempre pensato che dagli accostamenti ermetici di parole che denotano cose molto diverse e molto lontane fra loro si sprigioni una speciale magia.  Insieme,  il nick e il titolo del blog alludono al mio gusto per le cose da buttare: stracci e vestiti logori, rottami arrugginiti, vetri rotti, cocci e carabattole di poco prezzo. Per me quasi diamanti. Cerco di trovare i riflessi di una bellezza superiore anche nelle cose apparentemente brutte e insignificanti . In fondo, su un piccolo frammento di vetro rotto può riflettersi il sole. E i diamanti per me non sono simboli di lusso arrogante. In quelle pietre chiare e lucenti vedo il simbolo anzi, la viva immagine di tesori superiori, spirituali.“Parev’a me che nube ne coprisse\ lucida, spessa, solida e pulita, \ quasi adamante che lo sol ferisse” (Paradiso, canto II). E poi, nessuna espressione mi descrive meglio dell’espressione “reginadistracci”. La mia mente è un regno pieno di tesori, fuori dal mio regno sono soltanto una “stracciona” ossia non contro nulla. Prima di sucitare facili sacsmi a base di ma-chi-ti-credi-di-essere, chiarisco i tesori in me non sono tesori in sé – evvai col gioco di parole – ma tesori secondo me e per me.

Osservando questo mio passato digitale, sono costretta a chiedermi perché ho iniziato, perché continuo e perché non mi decido a mollare tutto. La domanda si tinge di dramma, perché mi accorgo di avere dato troppo a questo blog. Ma la riposta arriva quasi subito alla coscienza: do troppo perché non posso farne a meno. In realtà, non si tratta di dare qualcosa a qualcuno in cambio di qualcos’altro o di nulla. Si tratta del fatto che io ho già delle cose e, dovendo scegliere se buttarle via o regalarle, preferisco regalarle agli sconosciuti. Già le ho scritte e, se non le ho ancora scritte, le scriverei lo stesso. Certo, l’ideale sarebbe farmele pagare. Ma questo ideale è ormai irrealizzabile  nella società contemporanea, che da tempo è oppressa dalla dittatura commerciale della maggioranza incolta. Se sei giornalista o pubblicista, hai una pistola puntata alla tempia: o accorci fino all’osso il numero dei caratteri-con-spazi ossia abbassi il più possibile il livello del ragionamento o sei “fuori target” ossia  muori. Siamo arrivati al punto che offrire il ragionamento e l’approfondimento significa suicidarsi, così come per un artista significa suicidarsi offrire arte invece che spazzatura. D’altronde, i social-network  hanno aggravato la malattia della cultura occidentale, togliendo lettori perfino ai blog. Splinder si è dovuta suicidare perché aveva perso utenti a scapito di Twitter e Facebook, che hanno abassato ulteriormente la capacità di riflessione e approfondimento delle persone offrendo contenuti brevi e frivoli. I giornali dal canto loro, anche se si sforzano di ridurre i contenuti all’osso per inseguire lo stile Twitter, ormai sono morti che camminano: fra poco chiuderanno i rubinetti del denaro pubblico.

Molte delle  cose che ho già scritto e che scriverò le considero molto più importanti della  gratitudine altrui, che in ogni caso non ricevo mai. Infatti,  non è stato un vano desiderio di avere successo che mi ha spinto ad aprire il blog. Questo desiderio, quando si presenta, cerco di soffocarlo, perché ne riconosco troppo bene l’illusorietà. Ho aperto un blog perché avevo l’urgenza di dire alcune cose. Sono sempre stata tormentata dal bisogno di combattere contro le menzogne partorite dalla modernità. Quando su un giornale leggo una palese menzogna contro la Chiesa e contro la storia e contro la scienza  – le tre cose spesso coincidono (vedi Il caso Galileo)- di notte non dormo tranquilla. E così, se nessuno interviene,  provo ad intervenire io. Mi sento come la famosa madre dell’esempio che, se nessuno entra nella casa in fiammea salvare il suo bambino, interviene lei. Prendiamo quella schifezza di Zeitgeist. D’accordo, è una schifezza, ma è una schifezza pericolosa che attira le menti deboli e suggestionabili come il fuoco attira e brucia gli insetti. Non potevo non intervenire. E sembrerebbe che il mio intervento, che non mi ha fruttato nulla, neppure un grazie, sia servito molto a molti. Linkati un po’ ovunque in forum e siti cattolici, i miei articoli su Zeitgeist e Zeitgeist Addendum hanno molta visibilità e sono molto letti. Nell’altro blog il primo post su Zeitgeist ha raccolto molto più di duecento commenti, adesso non ricordo la cifra esatta.   Poiché  quasi tutti i commenti che si accumulavano, alla spicciolata,  sotto questo post erano caratterizzati da un tasso insolitamente alto di idiozia e di odio, all’incirca verso il centesimo commento ho deciso di non approvarne più nessuno. E il bello è che ne sono continuati ad arrivare fino all’ultimo mese di vita di Splinder. Il fatto che una serie di post pubblicati su un blog marginale, con scarsissima visibilità, abbiano attirato così tanta attenzione dovrebbe suggerire che il caso Zeitgeist non deve essere preso sottogamba. Bisognerebbe indagare per capire le esatte dimensioni e il grado di influenza di quel movimento, ispirato direttamente da colui che fa di tutto per far credere che non esiste.

Insomma, su Rottami e Diamanti ho portato avanti tante piccole battaglie contro le menzogne della modernità: innanzitutto le menzogne contro la Chiesa (vedi Chiesa ed ebrei) e poi quelle a favore della libertà sessuale (vedi Pornografia e vergogna),  del comunismo (Il marxismo è una conseguenza della corruzione materialistica del capitalismo), della socialdemocrazia, del darwinismo e altro. Per quanto riguarda l’interesse sucitato, i miei articoli contro il darwinismo  sono secondi solo ai post su Zeitgeist. Il bello è che da quando mi sono convertita fino a poco tempo fa, non solo non ho mai avuto il benché minimo dubbio sulla teoria di Darwin ma non mi ha mai neppure sfiorato l’idea che questa teoria potesse mettere in pericolo la fede. E infatti, non la mette affatto in pericolo. Illudendosi, i neo-darwinisti credono di poter trasformare la teoria evolutiva in una sorta di paradossale “prova a-teologica dell’inesistenza di Dio”. Ma si illudono: Dio continuerebbe ad esistere anche se Darwin avesse ragione (ne parlo approfonditamente in questi post). Consapevoli del fatto che nessun “anello mancante” potrà mai nulla contro la fede, la stragrande maggioranza dei cattolici trascurano di verificare la fondatezza della teoria di Darwin  e la danno subito vinta ai darwinisti per quieto vivere: “Vi diamo subito ragione così poi ci lasciate in pace e possiamo parlare d’altro”. So che questo non fa di me una persona migliore, ma io personalmente al quieto vivere ho sempre preferito l’ardore delle polemiche; alla “pace armata” ho sempre preferito lo scontro aperto con gli anti-teisti .    Dopo avere letto alcuni articoli appassionanti di Marco Respinti, ho deciso di approfondire l’argomento. Molto semplicemente, gli argomenti contro la teoria di Darwin portati dai sostenitori dell’Intelligent Design mi sembrano molto più convincenti degli argomenti a favore di Darwin. Invece, gli argomenti sul “progetto” e sul “Progettista” mi interessano poco, perché dubito che si possa dimostrare Dio tramite la scienza. Dubito che la paleontologia o la biologia molecolare possano rendere superflua l’azione della grazia. Invece, un numero crescente di cattolici, che tuttavia sono ancora in minoranza rispetto ai cattolici evoluzionisti (che si dividono in indifferenti che accettano l’evoluzionismo per pigrizia e in teo-evoluzionisti entusiasti), abbracciano con entusiasmo la teoria dell’Intelligent Design. Essi credono fermamente che sia sufficiente fare fuori definitivamente la teoria di Darwin per riportare tutto il mondo alla fede. Pia illusione. Sebbene infatti la scienza si fondi sulla fede (Impetus! Come la fede aiuta la scienza), tuttavia la fede non si fonda sulla scienza. La scienza potrà fornire al massimo indizi, ma mai e poi mai prove scientifiche a favore della fede, che è “sostanza di cose sperate e argomento delle non parventi” (Dante). Se l’Id potesse dimostrare Dio, “mestier non era parturir Maria” (Dante).

Dunque, sono convinta che la teoria di Darwin non possa nulla contro la fede e che, simmetricamente, la teoria dell’ID non possa nulla contro l’ateismo. A mio parere, la teoria di Darwin è pericolosa per altre ragioni. La prima è che il clima di terrore inquisitorio creato dai darwinisti, che controllano quasi tutte le facoltà di biologia e quasi tutte le riviste scientifiche peer-reviewed, sta danneggiando la scienza. Occultando sistematicamente l’enorme quantità di prove contrarie alla teoria evolutiva e mettendo a tacere chiunque osi proporre argomenti nuovi, impediscono alla scienza di progredire (ne parla anche Berlicche). La seconda è che dalla teoria di Darwin derivano necessariamente l’eugenetica e il culto della violenza. Ripeto: necessariamente. In termini più precisi, dalla teoria di Darwin derivano necessariamente i campi di sterminio nazisti. Lo ripeto ancora: necessariamente. Nei post della serie Darwinismo fa rima con nazicomunismo (I, II, III  e IV, V, VI, VII) ho illuminato a giorno i legami fra il darwinismo e le peggiori ideologie della modernità: non solo l’eugenetica e il razzismo, ma anche il nazismo e il comunismo. Legami innegabili, mai negati e anzi rivendicati con orgoglio dai diretti interessati. Poche storie: eugenisti e nazisti hanno giustificato i loro crimini contro l’umanità con gli stessi argomenti usati da Darwin ne L’origine dell’uomo. Adesso, mi resta il compito più arduo, in un certo senso titanico: dimostare che, appunto, i campi di sterminio sono la conseguenza necessaria e inevitabile delle fede evolutiva. Non si può credere in Darwin senza credere anche nell’eugenetica, e non si può credere nell’eugenetica senza approvare le politiche naziste volte allo smaltimento industriale degli umani “inadatti”. Insomma, mi resta da combattere contro l’ultima, più sottile menzogna, cui per inciso credono ciecamente anche certi cattolici “adulti”: la menzogna secondo cui eugenisti e nazisti avrebbero distorto e tratto conseguenze sbagliate  dalla teoria di Darwin,  la quale sarebbe in se stessa buona. Se fosse correttamente interpretata – dicono – la teoria di Darwin porterebbe addiritura alla negazione dell’eugenetica e all’estinzione definitiva di ogni tentazione nazista. Questo non è vero. Se la teoria di Darwin non è contro la fede, è tuttavia contro la legge divina-naturale. Se Darwin avesse ragione, verrebbe meno il decalogo: infatti, non sarebbe più lecito soccorrere i bisognosi. Chi ha orecchie per intendere intenda.

Dunque, su Rottami e diamanti ho ingaggiato delle piccole, piccolissime, microscopiche  battaglie culturali “in proprio”, a spese mie, contro le menzogne della modernità. Ogni tanto, mi concedo di parlare del mio argomento preferito, quello che conosco meglio: l’arte e la filosofia estetica. Anche in questo campo, la modernità ha sparso menzogne. Le conseguenze pratiche, materiali, tangibili delle immateriali idee estetiche, o sarebbe meglio dire anti-estetiche, degli modernisti  le vediamo nelle Biennali e nelle grosse esposizioni internazionali (vedi i post della serie Il fallimento dell’arte contemporanea qui e qui). Confesso che progetto da tempo di scrivere un saggio sull’argomento. Forse ci riuscirò. E d’altra parte, non posso restare con le mani in mano mentre la cultura contemporanea nega l’esistenza della bellezza. Infatti, la bellezza è un bene di prima necessità, come il pane o più. E poi negare la bellezza è come negare Dio, che è somma bellezza. Oltre che di arte figurativa e poesia, ogni tanto parlo anche di cinema, e spero di parlarne più spesso. Mi piace scoprire valori estetici e verità importanti anche dove meno me lo aspetto. Ad esempio, di recente scoperto inaspettatamente dei significati in qualche maniera legati alla teologia in un film di Dario Argento.

Insomma, di me si può dire tuto tranne che non abbia la capacità di spaziare da un argomento all’altro. E in effetti, secondo Edith  Stein la mente femminile tende tipicamente alla “universalità” ossia cerca costantemente il “filo rosso” che lega fra loro tutti gli aspeti del’universo. Se la mente maschile tende a concentrarsi su un solo argomento, approfondendolo fino in fondo, invece la mente femminile tende a “ficcare il naso” in ogni argomento e “impicciarsi” degli argomenti altrui, col rischio però di rimanere sempre alla superficie, di non approfondire mai niente. E a proposito, ho parlato anche di femminismo e questione femminile (ad esempio Vanitas vanitatum e Benevenuti nell’era della porca femmina). Sebbene mi sia sforzata di rimanere nel giusto mezzo, sebbene abbia denunciato la piaga del maschilismo senza tuttavia mai negare né sminuire di una virgola la piaga speculare del vetero-femminismo sessantottardo, sono divenuta bersaglio di critiche orrende, non ci sono altri aggettivi per definirle. In pratica, i miei critici non volevano che io rimanessi inequilibrio fra due eccessi contrari: pretendevano che io condannassi uno solo dei due eccessi e abbracciassi incondizionatamente l’altro. Non si davano pace perché non riuscivano a ottenere da me un atto ufficiale di sottomissione ad una ideologia mefistofelica secondo cui quasi tutti  gli uomini sarebbero virtuosi e geniali mentre le donne sarebbero tutte completamente prive di genio e quasi tutte “peccatrici” – eufemismo per troie – ,  ragione per cui gli uomini avrebbero il diritto e il dovere di esercitare un dominio assoluto sulle donne e contemporaneamente le donne, per evitare la dannazione eterna, dovrebbero farsi dominare in silenzio. Naturalmente, dal loro punto di vista  lo stupro sarebbe una invenzione delle femministe: nessun uomo stuprerebbe se non fosse “indotto in tentazione” dalla donna…  Scusate ma prima di andare avanti un VAFFA  è obbligatorio. Bene, mi sento meglio, possiamo procedere. E adesso mi sento ancora meglio. Infatti, i miei avversari mi offrono, metaforicamente parlando, la “palla gol” a porta vuota. Con qualche bella citazione puntuale, prima sfondo la loro porta e poi infierisco su di loro mentre stanno riversi per terra a piangere la sconfitta. Dunque, i miei avversari non sanno di darsi la zappa sui piedi tirando in ballo la pornografia, dal momento che su quell’argomento ne so troppo. Infatti, è stato proprio un “trauma” a sfondo pornografico a spingermi sulla strada della scrittura di tipo giornalistico. Per farla breve, anni fa la lettura di un articolo finto-ironico sulle merci da sex-shop mi provocò un piccolo choc. Infatti, capii immediatamente che quell’articolo finto-ironico, pubblicato non a caso su una rivista fighetta della sinistra radical-chic,  era una in realtà una pubblicità occulta della pornografia. Capii che le élite culturali fighette stavano iniziando a portare avanti  una campagna occulta di “normalizzazione” della pornografia, che si inseriva in una strategia più ampia tesa alla distruzione della famiglia e alla rimozione degli ultimi avanzi della eredità morale e culturale cristiana. Per combattare questa piaga purulenta, scelsi l’arma delle parole. Ma per prima cosa, andai in biblioteca a fare incett di saggi scientifici sul’argomento.

Dunque, se ho ben capito, i  miei avversari sostengono, fra le altre ignobili cose, che a monte della diffusione pandemica della piaga della pornografia  ci sarebbe l’emancipazione delle donne. Da quel che ho capito, la stragrande maggioranza delle donne, ossia tutte tranne quelle che accettano la sottomissione, non solo farebbero uso di pornografia ma  morirebbero dalla voglia di fare le attrici porno. Infatti il sogno segreto di ogni donna, secondo loro, sarebbe quello di sedurre e corrompere quanti più uomini possibile, distoglierli dai loro casti e puri pensieri e portarli sulla via della perdizione. Davvero? Peccato che gli studiosi comportamentali  abbiano dimostrato che, sebbene siano in aumento gli “utlizzatori finali” di sesso femminile,  la stragrande maggioranza degli “utilizzatori finali” dei prodotti pornografici sono e saranno sempre di sesso maschile. Perché la pornografia è un prodotto concepito dagli uomini e per gli uomini, totalmente conformato alle fantasie maschili. E adesso infierisco con le citazioni. Il racconto pornografico ruota attorno al “super-maschio” che “esercita la sua onnipotenza sulla donna”, la quale “deve assumere comportamenti seduttivi richiesti dall’immaginario maschile, che vagheggia un mondo di ‘donne facili’… brave ragazze, brave casalinghe ‘fare’ le prostitute senza esserlo”. Quindi nella pornografia “molto raramente il rapporto sessuale uomo\ donna nasce su un piede di parità, per libera e reciproca scelta”, ragione per cui non bisogna sottovalutare il fatto che il consumo di pornografia sia più alto fra i detenuti per violenza contro le donne che fra i detenuti per altri reati  (Renato Stella, L’osceno di massa. Sociologia della comunicazione pornografica, Milano, Franco Angeli, 1991).  La «pornografia, in quanto connubio di sesso e potere, non contempla l’uguaglianza. Non può farlo. L’uguaglianza, infatti, eliminerebbe il potere, il concetto chiave della pornografia, il quale abbisogna per la sua pensabilità, di asimmetria. Il sogno venduto dalla pornografia dipinge le donne in balia del potere» (Annalisa Verza, Il dominio pornografico, Liguori 2006). In questa gustosa intervista, la porno-attrice Selen testimonia che nei set porno il piacere femminile è quasi un tabù: per godere, il maschio deve vedere donne “piangenti e sottomesse”.  Non a caso «i gruppi dei delinquenti sessuali, particolarmente gli stupratori, sono stati esposti nella preadolescenza a materiale erotico più esplicito», e anche in età adulta «registrano una maggior frequenza di esposizione a foto o a libri che descrivono rapporti sessuali»(Goldstein e Kant, Pornography and Sexual Deviance, 1978).  (Alcune citazioni le ho prese da questo articolo).  Ma scommetto che siete pronti a dire che gli autori di questi studi sono “femministe” anche se sono uomini. Allora ascoltiamo un cattolico molto ortodosso, ma non tradizionalista, come Vittorio Messori: “proprio i credenti nel peccato originale dovrebero sapere che ‘normalità’ significa anche attrazione per ciò per ciò che è oscuro; inclinazione, da sorvegliare costantemente, per la dimensione del vizio se non del pervertimento. ‘Normale, dunque – e proprio in una prospettiva cristiana – non è l’uomo che allontana istintivamente, con ribrezzo, l’erotismo, anche quando si presenta nel suo volto porrnografico; ma, al contrario, ‘normale’ è colui che ne avverte l’inquietante attrazione che solo Grazia e volontà da essa sostenuta possono vincere. (…) E parliamo di ‘uomini’ non come categoria filosofica, che comprenda cioè anche le persone di sesso femminile: ma di ‘uomini’ in senso proprio, fisiologico; di maschi, cioè. Le donne non sono certamente esenti dalle conseguenze della caduta di Adamo ed Eva, ma sono vulnerabili ad altre tentazioni: non a quella – e parliamo, anche qui, di casi nella norma, non escludendo ovviamente qualche eccezione – della pornografia. La quale, per definizione, è l’esibizione del sesso staccato dall’amore: proprio ciò che non interessa nella prospettiva femminile, per la quale l’amore è il prius indispensabile e il sesso la conseguenza”. Certamente le affermazioni di Messori devono essere ridimensionate, dal momento che, oggettivamente, il pubblico femmile del porno è in crescita. Ma la crescita del pubblico femminile non modifica di una virgola il carattere maschile della pornografia. Tanto è vero che studiosi comportamentali e psichiatri interpretano la figura della protagonista femminile del racconto prnografico come uno “pseudo-maschio” ossia una donna che nel campo sessuale si comporta esattamente come il maschio medio si comporta o sogna di comportarsi. Ossia, la “zoccola” non è una donna-donna, ma piuttosto una donna… mascolinizzata.

In conclusione, credo che la cultura occidentale non sia rimasta immune  dall’influsso dei totalitarismi religiosi extra-occidentali, tutti ferocemente maschilisti. Penetrato a fondo da questo influsso, l’Occidente ha partorito un nuovo tipo di totalitarismo ideologico: un totalitarismo neo-maschilista post-moderno che è il contrario speculare del vecchio femminismo sessantottardo. Secondo i miei avversari  il “maschilismo” sarebbe una invenzione delle femministe. Suppongo che essi pensano – ma naturalmente non dicono – che  bisognerebbe piantarla di fare campagne contro l’oppressione e la violenza sulle donne, in quanto opprimere le donne significherebbe in realtà tenerle al loro posto.  E invece io insisto:  il maschilismo esiste ed è sbagliato. Cercare della “cause” all’epidemia di violenza sulle donne che ammorba i paesi avanzati, continuare a cianciare con Risé della “crisi del maschio” di fronte alla “emancipazione della donna”, significa giustificare e legalizzare questa violenza. Diciamo che il femminismo è stato la risposta sbagliata ad un problema reale: il maschilismo. Quindi, sono sbagliati entrambi. Il femminismo è sbagliato perché vuole fare della donna uno pseudo-maschio, il maschilismo è sbagliato perché vuole fare della donna un essere inferiore al maschio.  Mentre la donna deve essere donna. Ma naturalmente la mia parola non conta nulla. Allora non state a sentire me. Se vi fidate della mia testimonianza, vi dico  che la scorsa domenica nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, durante la messa festiva, il monsignore che la celebrava (purtroppo non sono riuscita a saperne  il nome) ha usato l’espressione “maschilismo”. Quella parola è giunta alle mie orecchie come un dono del cielo. Commentando il brano del Vangelo relativo alla cena di Gesù in casa del fariseo, faceva notare che Gesù, accogliendo le manifestazioni di affetto della prostituta, in un certo senso “scandalizza” i suoi commensali. Infatti, per gli ebrei di quei tempi, caratterizzati da una mentalità profondamente MASCHILISTA, una donna come quella era da  disprezzare  non soltanto in quanto “peccatrice” ma proprio in quanto “donna”.

Ora, chi professa un credo totalitario manifesta dei sintomi inequivocabili, fra essi la tendenza ad accusare di “pazzia” o almeno di qualche scompenso psichiatrico chiunque osi negare il credo totalitario medesimo. In Urss, ricordiamolo, i dissidenti erano mandati in manicomio a farsi l’elettrochoc. I neo-sovietici del maschilismo, atteggiandosi a profondi conoscitori della psiche umana in generale e della mia in particolare, urca!, hanno detto che avrei dentro un “veleno rabbioso”, che sarei interiormente “ferita” e che tutto questo veleno su tutte queste  ferite – haia che male! –  mi indurrebbe a “pensare sempre al sesso”. Davvero? Grazie di avermelo detto, perché sapete, da sola non me ne era mai accorta, succede che uno pensi ad una cosa senza saperlo, mi avete aperto gli occhi. A parte questo, chiunque tu sia, “ferite”, “pensi solo al sesso” e “veleno rabbioso” lo dici a tua sorella, la rabbia nel senso della malattia canina ce l’avrai tu, ignorantello\a che non sai neppure che cosa sia il Don Giovanni di Mozart. Se non conosci il Don Giovanni, che c… vivi a fare?

E scusate per questa divagazione sui commenti altrui, ma dovevo proprio togliermelo dalle scarpe il sassolino del “veleno rabbioso”. E d’altra parte, dagli albori di Rottami e Diamanti ad oggi di commenti violenti ne ho ricevuti tanti. In calce a certi post che toccano argomenti caldi si sono svolte delle risse furibonde fra cattolici e anti-cattolici. Il numero dei commenti superava troppo spesso le tre cifre. Io come padrona di casa non ce la facevo a leggere tutti i commenti, figuriamoci a rispondere. Poi i cattolici hanno disertato in massa il mio blog e sono rimasta da sola a fronteggiare decine di commenti violenti. Ad un certo punto, ho dovuto smettere. Rispondere per le rime alle obiezioni dei trolls anti-cattolici mi prendeva troppo tempo. Quindi ho deciso di mettere tutti i commenti in moderazione al fine di bloccare quelli de soliti trolls anti-cattolici che i hanno preso di mira. Se togliessi il filtro, sarei costretta a trasformare il blog in un posto di lavoro a tempo pieno. Ma me lo pagate voi, lo stipendio? Tanto  i trolls anti-cattolici ripetono sempre le stesse cose: Galileo, crociate, inquisizione e via discorrendo di menzogne. Adesso di commenti ne arrivano meno di un decimo di quelli che arrivavano un tempo. Un po’ naturalmente mi dispiace, ma in fondo è megio così. Meglio ricevere pochi commenti ma buoni.

Più che rispondere ai commenti, mi interessa scrivere dei post. Più ancora che scrivere post, mi interessa scrivere e basta. Non ho ancora detto che il blog è per me, soprattutto, una palestra personale di scrittura. Ho l’ambizione di diventare una umile artigiana delle parole. Guardo con ammirazione e invidia a quei giornalisti che, decenni addietro, quando non c’era ancora il pc, sapevano produrre in pochi minuti un “pezzo” battendo fuoriosamente le mani sulla macchina da scrivere. Perché in fondo non conta neppure quale sia il contenuto el “pezzo”. Conta la capacità di sapere usare le parole con chiarezza, di saperle unire in maniera coerente.  Se non mi fossi già dispersa in troppi interessi, studierei la linguistica. Infatti,  tutta la nostra vita è appesa alle parole e alla relazione delle parole fra loro. La nostra stessa sopravvivenza fisica dipende dalla capacità di comunicare dei messaggi agli altri. La mia stessa esistenza di blogger e la possibilità di entrare in relazione con qualcuno tramite il web dipende dalle parole. Io per voi sono solo un insieme di parole su uno schermo.

In conclusione, per me non conta il numero dei comnenti, non conta lo “share”, non conta il successo. Per me conta soprattutto diffondere delle idee. Io non faccio nulla  per “alzare lo share”. Se volessi alzare lo share, dovrei parlare in maniera facile di cose facili ossia di porcherie assortite, specialmente porcherie sessuali. L’esito fisiologico della mia ostinazione a pubblicare post lunghi e approfonditi è il progressivo abbassamento della share. Io infatti parlo solo alle persone che sono all’atezza di capire quello che dico, ossia una esigua minoranza. In cima alla piramide ci sono pochi posti, alla base invece è pieno di gente. La mia speranza, che purtroppo non si è ancora realizzata, è di entrare in contatto e interloquire con questa esigua minoranza. Infatti, sono le esigue minoranze che muovono la storia e fanno rifiorire le civiltà.

IL FALLIMENTO DELLO STATO SOCIALE BASATO SUL TASS-ASSASSINIO. Post dal 12 luglio al 16 ottobre 2011

Dunque, c’è una crisi economica globale. I posti di lavoro muoiono come mosche, gli stipendi si dimezzano, i consumi calano a picco dall’estremo Occidente all’estremo Oriente. Quindi, la gente ha qualche ragione per arrabbiarsi. Solo che si arrabbia con le persone sbagliate.  ll comunismo forse, ma non ne sono sicura, è morto, ma i comunisti sono vivi e vegeti. Solo che non si chiamano più comunisti: si chiamano no-global, indignados, popolo viola, black block e tanti altre cose. Ora, questi neo-comunisti in incognito ipnotizzano le masse colpite dalla crisi, convincendole che i colpevoli del delitto sono loro: i capitalisti, i banchieri, i finanzieri! Il comunismo si basa su di una idea semplice e seducente, che fa leva sull’invidia sociale: il ricco è colpevole della povertà del povero. In termini vetero-marxisti, il capitalista ruberebbe “plusvalore” al proletario. “I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri”, ripetono, mentendo, i giovani no-global spalleggiati da vecchie cariatidi rosse che sfasciano vetrine dal 1968. “Noi diventiano poveri perché qualcuno si sta arricchendo alle nostre spalle!”, pensa l’uomo-massa ipnotizzato dai comunisti. Analogamente, i rivoltosi nella Milano dei Promessi Sposi erano convinti che la carestia fosse provocata dai fornai. Questi avrebbero occultato tutta la farina nei loro magazzini solo per per innalzare il prezzo della farina e così arricchirsi sulla pelle della povera gente. Ricordate come andò a finire nel romanzo? I rivoltosi pre-comunisti depredarono e sciuparono enormi quantitativi di farina e di conseguenza la carestia si aggravò, agevolando fra l’altro la diffusione dell’epidemia di peste. Tornando al nostro secolo, ebbene la “lotta di classe” non c’entra niente con la crisi. Per essere precisi, la “lotta di classe” è poco più di una fantasia malata. Non è che nelle cantine di Wall Street i finanzieri-fornai stanno ammassando sacchi di farina-denaro rubato ai “lavoratori” a colpi di futures. La verità è che la crisi impoverisce tutti, sia i poveri che i ricchi. Proprio da un canale rosso, in mano al vetero comunista Corradino Mineo, come Rai news ho appreso che ogni giorno dalle parti di Wall Street decine di brockers fighetti, quelli che negli anni Ottanta si chiamavano “yuppies”, escono dai grattacieli in vetro-cemento con i pacchi di cartone in mano. Understand?
A causa della crisi, il ministro dell’economia è costretto a dimezzare – con mia immensa gioia – la spesa pubblica. E subito i comunisti e quelli da loro ipnotizzati scendono in piazza ad urlare alla “macelleria sociale”. “Per uscire dalla crisi non dobbiamo tagliare ma al contrario dobbiamo incrementare la spesa pubblica e raffforzare il welfare, ridistribuendo le ricchezze”, ti dicono, “ricordatevi del New Deal di Roosevelt”.  E qui siamo al bello. E sì, perché quello che i comunisti ritengono essere la soluzione invece è proprio la causa della crisi. Noi glielo ripetiamo in continuazione ma i comunisti e gli uomini-massa ipnotizzati dai comunisti proprio non vogliono capirlo, che la vera causa della crisi è la SPESA PUBBLICA,  che l’unico vero colpevole della crisi è lo STATO ASSISTENZIALE. Dall’estremo Occidente all’estremo Oriente, dal Giappone alla California, i grossi apparati statali cadono uno dopo l’altro nel baratro del default. Il governatore-Terminator della ricchissima e avanzatissima California ha dovuto dichiarare la bancarotta dello stato californiano. Perfino lo stato del futuristico Giappone è sull’orlo del default. E non fatevi ingannare dall’arroganza ariana dei tedeschi, perché se i loro conti non sono ancora in passivo comunque poco ci manca. Scusate, ma se non ce la fanno nazioni dieci o cento volte più ricche di noi a pagare i conti dello stato assistenziale-keynesiano, come potremmo farcela noi? E smettete di credere alle favole. Se non credete più a Biancaneve e i sette nani, come fate a credere ancora alla favola del New Deal? Ancora credete che l’enorme incremento della spesa pubblica, voluto da Roosevelt malconsigliato da Keynes, abbia fatto “ripartire i consumi” e quindi stimolato la crescita? Ma per favore. Per stessa ammissione del ministro dell’economia statinitense, nel 1939 il tasso di disoccupazione era identico a quello del 1929. Solo che c’era una cosa in più: un enorme debito pubblico. Insomma, il deficit-spending non solo non era servito ad un cazzo ma aveva aggravato la situazione. E da questa situazione si uscì solo perché la guerra, di lì a poco, avrebbe stimolato l’industria bellica statunitense, con effetti positivi su tutta l’economia.
A proposito: non è vero che i ricchi rubano ai poveri. Era vero nella società monarchica dell’ancient régime, quando i plebei erano sfruttati da una nobiltà parassitaria, ma non è vero all’interno della società liberal-capitalista moderna. Quanto più il capitalista diventa ricco, tanto più anche il lavoratore diventa ricco. Quanto più gli affari di Rockfeller, Steve Jobs e Bill Gates vanno bene, tanti più posti di lavoro vengono creati. Se raddoppiano sia il mio modesto salario sia il conto in banca di Bill Gates, il divario fra il mio salario e il suo conto aumenta in termini matematici, ma io sono lo stesso più ricca. I comunisti in incognito ripetono come un mantra: “nel mondo globalizzato aumenta il divario fra ricchi e poveri”. Si dimenticano solo di aggiungere che, quanto più aumenta questo divario, tanto meno i i poveri sono poveri.
A proposito. Ho spesso ripetuto che il capitalismo è figlio del cristianesimo. I comunisti odiano il sistema liberal-capitalista soprattutto perché questo sistema, nonostante gli innumerevoli errori dei suoi protagonisti, ha ancora una radice cristiana. Insomma, in fondo all’anticapitalismo c’è l’anti-cristianesimo. Volete una prova? Ieri le bestie incappucciate non si sono accontantate di bruciare i simboli della ricchezza e del capitalismo, come i bancomat  e le mercedes. Hanno pure devastato i locali di una parrocchia e hanno distrutto una statua della Madonna e un crocifisso. Non sanno quello che fanno.
giovedì, 11 agosto 2011

LONDON BURNING! Welfare State + multiculturalismo = barbarie

Avevo appena finito di parlare della fine dello stato assistenziale, o Welfare State, e la patria stessa del Welfare State ha cominciato a bruciare. London burning! Quando l’Europa era ancora abbastanza cristiana, la maggior parte dei ricchi, dei meno ricchi e pure dei poveri aveva la sana abitudine di aiutare i bisognosi. Infatti, in chiesa si insegnava loro che dare da bere e da mangiare ai bisognosi significava dare da bere a da mangiare a Cristo stesso. Per lunghi secoli, innumerevoli enti caritatevoli hanno alleviato le sofferenze dei poveri in ogni angolo d’Europa.  Insomma,  nei secoli cristiani era la carità a “distribuire le ricchezze”. Poi in era positivista un filosofo inglese di nome John Stuart Mill, stanco delle virtù cristiane, ha ha detto: perché non liberiamo le persone dal peso della carità affidando allo Stato il compito gravoso di distribuire le ricchezze? E ci sono cascati tutti, anche i cattolici democratici.
Nel post 11 luglio ho spiegato che il modello del Welfare State è una utopia sanguinosa in quanto, come tutte le utopie, si basa sulla negazione del peccato originale. Se volete, non chiamatelo peccato originale, chiamatelo come vi pare, ma non negatene l’esistenza. Non negate l’esistenza di quella debolezza interiore che ci rende difficile resistere alla seduzione dei sette vizi capitali. Ebbene, il Welfare State fa prosperare tutti i vizi, specialmente il vizio dell’accidia. Dai ad un essere umano un posto di lavoro pubblico (ossia un posto di lavoro in cui l’impegno e il merito non sono premiati e viceversa il demerito e il disimpegno non sono puniti) e ne farai immediatamente un essere pigro e svogliato. Moltiplica per svariati milioni gli esseri pigri e vogliati che vegetano nei posti di lavoro pubblici a spese dei lavoratori produttivi, altrimenti noti come contribuenti, e il risultato sarà il DEFAULT FINANZIARIO di una intera nazione. Insomma, il Welfare State distrugge le ricchezze nel momento stesso in cui pretende di distribuirle.
C’è dell’altro. Prendi un disoccupato immigrato e un disoccupato europeo autoctono, ingozzali entrambi di sussidi pubblici. Risultati: sia il primo che il secondo diventeranno due teppisti violenti, che non hanno altri interessi al di fuori delle ubriacature e delle risse. In effetti, il Welfare State ha la prodigiosa capacità di annullare le differenze fra le razze, rendendo bianchi, neri, gialli e rossi uguali nella bestialità. Al Welfare State aggiungi il multiculturalismo e otterrai una miscela esplosiva. Infatti, a causa delle politiche ispirate alla ripugnante ideologia multiculturale, i neri, i gialli e i rossi vivranno separati fra di loro e separati soprattutto dai bianchi autoctoni. E la separatezza si tradurrà in scontro. E infatti le periferie multiculturali come Tottenham sono costantemente dilaniate guerre fra bande di teppisti con la pelle nera, bande di teppisti con la pelle bianca, bande di teppisti con la pelle gialla e bande di teppisti con la pelle rossa. E tutti questi teppisti multicolori sono tutti parassiti dello Stato sociale.
Cosa? Come dite? Dite che in realtà dietro gli scontri c’è la “lotta di classe” fra i “ricchi sempre più ricchi” e i “poveri sempre più poveri”? Dite che i tumulti britannici sono causati da “tagli alla spesa sociale” attuati da quel cattivone di Cameron? Ma per favore. I “tagli” sono del tutto inevitabili perché i soldi non ci sono più, perchè il modello dello Stato assistenziale è fallimentare. La crisi finanziaria iniziata nel 2008 non ha fatto altro che accelerarne la fine. Non è vero, inoltre, che “i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri”. A causa della crisi dello Stato assistenziale, tutti si impoveriscono: anche i ricchi. Tutti pagano, tutti fanno sacrifici. Avete sentito parlare degli imprenditori che si suicidano? In ogni caso, di fronte ad una situazione di difficoltà, un essere umano maturo reagisce con dignità, rimboccandosi le maniche. Invece, quando dalla tetta esce meno latte a causa della crisi, i parassiti attaccati alla tetta dello Stato sociale reagiscono saccheggiando e distruggendo le città in cui vegetano. La cattiva idea di John Stuart Mill ha trasformato degli esseri umani in bestie incapaci di carità e di pietà verso il prossimo. Avete visto quel filmato in cui dei teppisti multicolori svuotano lo zainetto di un povero ragazzo che, a causa delle botte ricevute, non riesce a capire che cosa sta succendendo?

Ann Coulter conferma la mia impressione: in Inghilterra si rivoltano i parassiti ubriachi e  violenti dello stato sociale (questo articolo è talmente esplosivo che, quasi quasi, quando ho tempo lo traduco e lo metto fra i commenti). Massimo Introvigne aggiunge che, oltre allo stato sociale, fallisce il multiculturalismo.
Welfare + multiculturalismo = barbarie.

martedì, 12 luglio 2011

11 LUGLIO 2011: VA IN SCENA IL FUNERALE DELLA GRANDE ILLUSIONE DELLO STATO ASSISTENZIALE

11 luglio 2011: l’Italia subisce un attacco speculativo senza precedenti, mentre negli Usa Obama convoca riunioni su riunioni per fronteggiare una crisi finanziaria senza precedenti. Un filo rosso lega i due fatti: l’insostenibilità strutturale di un modello di Stato ipertrofico basato su di una tassazione crescente. Questo modello non funziona né in una nazione piccola e marginale come l’Italia né nella prima supepotenza mondiale. Non funziona neppure nella Svezia socialdemocratica, ma i giornali ce ne tengono accuratamente all’oscuro. Non funziona perché non può funzionare, perché non tiene conto della struttura dell’essere umano. Non tiene conto del peccato originale. L’essere umano, lasciato a se stesso, è sostenzialmente un essere pigro alla costante ricerca della maniera in cui lavorare il meno possibile, scaricando sul prossimo il peso delle sue incombenze. Ora la modernità ha disconosciuto il peccato originale e ha inventato il mito dello Stato che “ridistribuisce le ricchezze”, togliendo al singolo il peso della virtù e della carità verso il prossimo. In toria, ridistribuire le ricchezze significa togliere ai “ricchi” per dare ai “poveri”. In pratica, ridistribuire le ricchezze significa togliere alle persone che lavorano per dare ai fannulloni, ossia a tutti quelli che lavorano per lo Stato, direttamente o indirettamente. Solo una minima parte dei soldi delle tasse tornano a chi sono stati estorti sotto forma di servizi e previdenza sociale. Questa minima parte è destinata a diventare sempre più piccola a causa di sprechi, sperperi e ladronerie, che a causa del peccato originale sono del tutto inevitabili. Allo stesso tempo, gli eserciti di tutti coloro che in maniera diretta o indiretta lavorano per lo Stato diventano sempre più grandi, sempre più inefficienti e allo stesso tempo succhiano sempre più soldi, sempre a causa del peccato originale. Infatti, come ho detto, l’uomo è un essere pigro e svogliato. E chi glielo fa fare ad uno che ha lo stipendio assicurato, del tutto indipendente dal merito, di darsi da fare? Quindi, è del tutto inevitabile che negli ospedali pubblici la gente sia operata in sale operatorie lerce, che nelle scuole eserciti di bidelli nullafacenti col posto di lavoro blindato scarichino le loro incombenze su ditte di pulizia priate, naturalmente a spese dei contribuenti, che nello poste statali si faccia tutto fuorché consegnare la posta eccetera eccetera. Forse non sapete che nei solo apparentemente liberali Usa tutti quelli che lavorano per lo Stato sono più fannulloni di quelli che lavorano ai ministeri romani. La stampa conservatrice narra storie di stipendi rubati che vanno in scena a Whashington, che è sempre più l’equivalente wasp di “Roma ladrona”. Ve ne dico solo una: nel 2009 i funzionari statali incaricati da Obama di vegliare sui mercati finanziari non si sono accorti in tempo dell’arrivo della bufera dei crediti subprimes. In seguito, si è scoperto che passavano le giornate a scaricare illegalmente tramite internet film, in primo luogo film porno. Per fare spazio al materiale porno, cancellavano dai loro hard disk tutti i dati relativi ai mercati finanziari.
Insomma, se un essere umano ha lo stipendio assicurato, non c’è modo di farlo lavorare. E non c’è modo di introdurre la meritocrazia in ambienti di lavoro che succhiano i soldi dallo Stato. Infatti, per avere meritocrazia occorre qualcuno che controlli il merito. Ma in un posto di lavoro statale, anche chi controlla il merito si abbevera a sua volta al denaro pubblico, quindi chi glielo fa fare di controllare bene, di non fare favori e di non chiudere tutti e due gli occhi sulle schifezze che vede?
Quindi, tagliamo corto: per tamponare l’emorragia di denaro pubblico e rimettere in pari i conti dello Stato non bisogna aumentare le tasse, ma tagliare drasticamente la spesa pubblica. In sintesi: licenziamenti di massa. I fannulloni devono finire sulla strada a cercare una cosa nuova per loro: un vero posto di lavoro. Aumentando le tasse, non si arresta l’emorragia ma, paradossalmente, la si alimenta. Allo stesso modo, immettendo più acqua in un tubo bucato uscirà un poco più di acqua in fondo al tubo, ma ne uscirà moltissima dal buco. Il quale buco, metaforicamente parlando, non può essere mai chiuso. Non si può chiudere il buco: si può solo eliminare il tubo dell’idrovora statale, che per ridistribuire le ricchezze le distrugge.
Lo Stato assistanziale apparentemente ruba ai ricchi per dare ai poveri, in realtà ruba ai lavoratori per dare ai nullafacenti. Tuttavia, il mito illusorio dello Stato Roin Hood funziona sempre a livello elettorale, quindi è difficilissimo sbugiardarlo. Ogni volta che un ministro taglia qualche voce di spesa, le piazze si rimepiono di mandrie fomentate dai sindacati. Ma non c’è salvezza al di fuori dei tagli. O l’Occidente si decide a sotterrare il modello dello Stato assistenziale, o colerà a picco.

OSAMA BIN LADEN, PISAPIA, REFERENDUM DIPIETRISTI E ANDERS BREIVIK. Post dal 7 maggio al 24 luglio 2011

sabato, 11 giugno 2011

NO AI REFERENDUM OSCURANTISTI, SI AL PROGRESSO.

Vorrei dire tante cose sul redeferndum, ma non ho tempo.Quindi dirò una sola cosa: NON ANDATE A VOTARE.Voi che vorreste votare “no”, non fatevi fregare: non dovete votare “no”, semplicemente non dovete andare a votare.Non votate “no”, fate di più: dite NO AL REFERENDUM.

Questo referendum è una TRUFFA, un RAGGIRO, un IMBROGLIO.

Il “legitimo impedimento” è lecito e opportuno. Montesquieu ha teorizzato la necessità della separazione fra il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Quando scoppiò lo scandalo (pilotato) di “tangentopoli”, fu data ai giudici la possibilità di interferire col potere lesgislativo e il potere esecutivo. Da allora, i giudici possono colpire indiscriminatamente politici di ogni genere e grado. Sospendendo la separazione fra i poteri, è stata minata alla base la democrazia. Il “legitimo impedimento” è uno scudo sottilissimo, fragilissimo, a difesa di un rappresentante del popolo. Non togliamo questo ultimo scudo.

L’acqua è preziosa, talmente preziosa che non possiamo più permettere che delle tubature vecchie e danneggiate ne disperdano inutilmente più della metà. Per impedire questo spreco vergognoso, c’è una sola cosa da fare: togliere la gestione dell’acqua a politici corrotti e consegnarla a privati virtuosi, disposti ad investire i loro capitali nella riqualificazione delle tubature.

Sull’energia nucleare ho già detto tutto in LO TSNAMI, L’ENERGIA NUCLEARE, LA SCIENZA E CRISTO. In sintesi, l’energia nucleare è il futuro, è il progresso. Rinunciare all’energia nucleare significa rinunciare al progresso. L’eventuale, disgraziata vittoria dei sì, farà fare all’Italia un altro passo verso il Terzo Mondo. Non fatevi fregare dalle sirene antinucleariste. Dietro queste sirene, ci sono lobby avvelenate di ideologia malthusiana che vogliono il regresso, ribattenzandolo col nome di “sviluppo sostenibile”.

Dite sì al progresso.

I cristiani stanno con il progresso.

I costruttori di cattedrali diventano costruttori di astronavi.

venerdì, 27 maggio 2011

Cari cattolici che votate Pisapia…

MI HANNO DETTO CHE GRUPPI DI CATTOLICI PIUTTOSTO CONFUSI VANNO IN GIRO PER MILANO A FARE PROPAGANDA PER PISAPIA, DENIGRANDO LA MORATTI.ECCO UN BREVE RITRATTO DELL’UOMO CHE QUESTI CATTOLICI  VORREBBERO PORTARE A PALAZZO MARINOPISAPIA nel 1997 ha proposto la depenalizzazione dello spaccio di droga (proposta n. 4301) · nel 2001 ha proposto l’istituzione della “stanza del buco” (proposta n. 719) · nel 2002 ha proposto di legalizzare l’eutanasia (proposta n. 2974) · sostegno a chi vuole interrompere la gravidanza (programma elettorale p. 20) · i redditi familiari sopra i 30.000 euro saranno più tassati (programma elettorale p. 28) · istituzione del registro comunale per le coppie gay (programma elettorale pp. 22-23) · Polizia Locale sgravata dai compiti di pubblica sicurezza (programma elettorale p. 27) · sostegno alle esperienze di autocostruzione dei rom (programma elettorale p. 27) · Viale Padova come modello di integrazione da esportare in tutta la città (programma elettorale pp. 26-27).
(sintesi fornita dal signor W.)
CARI CATTOLICI ANTI-MORATTI, AIUTATEMI A CAPIRE: COME PUO’ UN CATTOLICO VOTARE PER PISAPIA?

P.S. Mi ha fatto ridere specialmente “Via Padova come modello d’integrazione”. Andatelo a chiedere agli abitanti italiani di via Padova, che bella aria di integrazione respirano.

giovedì, 26 maggio 2011

ESSERE SOVIETICI E NON VERGOGNARSENE. La gaffe di Pisapia.

In Italia, le campagne elettorali somigliano alle vecchie commedie dell’arte. In esse, ogni maschera era sempre uguale a se stessa e diceva sempre le stesse cose. Nella commedia della politica, le maschere di Montecitorio recitano sempre  lo stesso canovaccio da quando è crollato il maledetto muro.  Gli arlecchini di centro destra urlano “comunisti!” “estremisti” ai pulcinella incazzati di sinistra e questi, che fino a venti anni fa stavano con l’Urss, ribattono, col nasone nero che intanto cresce irrimediabilmente: “Noi non siamo comunisti, non siamo mai stati comunisti, il comunismo non esiste più, il comunismo non è mai esistito, noi non siamo estremisti, non lo siamo mai stati, siamo MODERATI!”. Il pulcinella bauscia che vorrebbe regalare la città ai “proletari” di etnia rom e di religione islamica, senza nessun pudore dice: “Io sono un MODERATO,  il caffé non lo prendo con i giovani dei centri sociali ma con gli impreditori e con i professionisti del ceto medio produttivo”. Intanto, il pulcinella Gad Lerner nel suo Infedele sta lì a prendere per il culo gli arlecchini di destra: “Vogliono diffondere la paura, vogliono fare credere alla gente che esista ancora il pericolo sovietico!”. Caro Lerner, la pianti di fare il cretino. La pianti con questo trucchetto imbecille: “Se hai paura del comunismo soffri di allucinazioni perché il comunismo non esiste più buha ha ha ha haaaaaa!!!!!” Sul serio, la pianti. Le assicuro che nessuno di noi poveri arlecchini di destra è all’ignaro del fatto che l’Urss non esiste più, che il comunismo è ufficialmente finito. Ma lei sa meglio di me che, se il comunismo è finito, le singole idee comuniste sono ancora vive, e infettano, come il virus dell’ebola, i programmi della sinistra che si pretende MODERATA. Quali idee? Quali finalità? Questa soprattutto: uccidere lentamente i “borghesi” del ceto medio produttivo e i  “piccoli borghesi” (i lavoratori dipendenti a basso reddito), con una tassazione crescente e regalare i soldi delle tasse ai “proletari” che rubano, spacciano, delinquono e fanno i terroristi, in una parola ai rom e agli islamici di viale Jenner. A questa finalità, che ancora sa di “lotta di classe”, se ne aggiunge una nuova, presa direttamente dai falsi liberali e autentici segaioli del Partito radicale internazionale: uccidere lentamente l’istituzione “borghese” della famiglia  favorendo qualsiasi accoppiamento che non sia quello fra uomo e donna. Alle coppie di banali “eterosessuali” essi concedono al massimo i PACS e i DICO, per tenerli lontane dalla tentazione di giurarsi fedeltà finché morte non li separi e  mettere su famiglia. “Vuoi mettere su famiglia? Oddio, come sei borghese!” Ora i pulcinella mai-stati comunisti si battono per i matrimoni gay. A quando le battaglie per i matrimoni sorella-fratello e adulto-bambino?
Ma parliamo ancora di Pisapia. Ragazzi, mi sa che quello doveva darsi alla recitazione, è un attore fantastico. Quando recita la parte del moderato che prende il caffé con gli impreditori, quasi quasi ci casco anch’io. Quando dice che non è comunista, che non ha nessuna nostalgia dell’Unione Sovietica, quasi quasi gli credo. Dunque io ero lì che quasi gli credevo quando mi è capitato fra le mani una pubblicazione che i miei (irrimediabilmente sinistrorsi) hanno preso ad un comizio del nostro.  E che ti trovo in prima pagina? Non ci posso credere! Caro Pisapia, un consiglio disinteressato: cambi collaboratori. La prossima volta, controlli le immagini propagandistiche prodotte dai suoi collaboratori, prima di dare il via libera alla pubblicazione.

CARO PISAPIA, LEI SUDA SETTE CAMICIE PER FARCI CREDERE CHE E’ UN MODERATO, PER CONVINCERCI CHE NON HA NESSUNA NOSTALGIA DELL’URSS, E I SUOI COLLABORATORI CHE FANNO? .

COPIANO UN FAMOSO MANIFESTO DELLA PROPAGANDA SOVIETICA!!!!

LO SA QUESTO COME SI CHIAMA? LAPSUS FREUDIANO! IL SUO INCONSCIO CI STA MANDANDO DEI SEGNALI INEQUIVOCABILI SUL FATTO CHE TUTTO IL SUO MODERATISMO E’ SOLO UNA MASCHERA.

SovietPisapiaSopra: immagine tratta dal quindicinale “Milano si può”, 4 maggio 2011.
Sotto: manifesto di propaganda sovietica del 1925: Gozizd di Aleksandr Rodchenko.

Qualcuno mi ha fatto notare, giustamente, che da sempre i grafici e i pubblicitari prendono spunto dalla grafica sovietica, in particolare quella di Rodchenko. In effetti, chiari riferimenti allo “stile Rodchenko” sono apparsi, nel corso degli anni, in molte immagini pubblicitarie. Ma nella maggioranza di esse, lo “stile Rodchenko” non appare come “stile sovietico” bensì come “stile anni Venti”. In sostanza, perde ogni legame con i suoi contenuti propagandistici originari. In certi casi, invece, i creativi richiamano lo lo “stile Rodchenko” proprio per richiamare i contenuti della vecchia propaganda, al fine di ribaltarli ironicamente. In effetti il contrasto, che caratterizza felicemente certe immagini pubblicitarie, fra la grafica austera del vecchio comunismo e il messaggio apertamente edonistico-consumistico appare molto ironico, a tratti comico:
Pubblicità tipo Rodchenko
Perché dunque nel manifesto di Pisapia il riferimento scoperto, quasi plagiario, al famoso manifesto di Rodchenko non dovrebbe avere significati ironici? Mi si fa notare che probabilmente i creativi al seguito di Pisapia hanno voluto lanciare un messaggo sarcastico di questo tipo: “Siccome siete così cretini da non esservi accorti che l’Unione Sovietica non c’è più, siccome basate la vostra campagna elettorale sulla paura del comunismo,  allora noi faremo finta di essere comunisti per prendervi per il culo, perché in realtà noi siamo MODERATI! Quanto siete cretini voi che avete ancora paura dei comunisti che mangiano i bambini uhahahahahahaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!”
Ora, io non metto in dubbio che nel manifesto di Pisapia ci sia anche questo messaggio sarcastico. Come ho scritto nel post, infatti, la tattica collaudata dei post-comunisti è proprio questa: ridicolizzare ogni critica a alle idee di chiara ispirazione marxista che impregnano i discorsi e i programmi della sinistra (sia quella presunta moderata di Bersani sia quella apertamente estremista di Pisapia) ripetendo, come un mantra, che “il comunismo non c’è più”. Dunque, nel  manifesto di Pisapia questo messaggo sarcastico è sicuramente presente. Ma se  vai un po’ a fondo, scopri che l’immagine ha anche altri significati. Innanzitutto, questa non è una immagine pubblicitaria: è una immagine di propaganda politica. Se fosse la pubblicità, che so, di un aperitivo, il riferimento al Rodchenko non avrebbe significati politici. Quando una immagine pubblicitaria richiama una immagine di propaganda, fa ridere. Quando una immagine di propaganda richiama un’altra immagine di propaganda, c’è poco da ridere. Ad un livello superficiale, il manifesto di Pisapia richiama la propaganda sovietica in maniera ironica, al fine di ridicolizzare tutti quelli che osano denunciare il carattere ancora sostanzialmente marxista di molte idee della sinistra. Ad un livello più profondo, il manifesto d Pisapia richiama la propaganda sovietica… proprio per richiamare gli ideali sovietici. Guardiamo bene l’immagine: oltre che a Rodchenko, in questa immagine c’è un chiaro riferimento all’artista pop americano Roy Lichtenstein:
Lichtenstein Ora, la Pop Art americana celebra le icone della società dei consumi, esalta la democrazia del mercato. Diceva più o meno Andy Warhol: “La Coca Cola è democratica: la beve sia l’ultimo degli operai che il presidente”. Oggi le immagini della Pop Art diventano quasi simboli del capitalismo e della liberal-democrazia occidentali, che hanno sconfitto il gigante sovietico.
Il manifesto di Pisapia, attraverso la mescolanza inedita fra lo stile sovietico e lo stile della Pop Art, veicola un messaggio molto chiaro per chi lo sa leggere: “Noi MODERATI vi proponiamo un aggiornamento in chiave edonistica, consumistica, allegra, ‘pop’, di quei vecchi ideali di assoluta giustizia sociale che erano al cuore del comunismo, e che i sovietici, purtroppo, non sono riusciti a realizzare. Noi riusciremo dove i sovietici hanno fallito”. Mi sembra scontato che i pisapiani evitino ogni riferimento a Lenin. Ormai Lenin non fa una figura tanto migliore rispetto Stalin. Il loro nuovo astro viene dall’America della Pop Art: Obamaaa!!!!!!

P. S.

Se ancora non avete le idee chiare sugli orrori del comunismo, un piccolo ripasso non vi farà male. Un’occhiata  a questo post:

http://edio71.splinder.com/post/24566375/lurss-e-laffare-nazino

sabato, 07 maggio 2011

Osama è finito non per merito di Obama ma per merito di Bush.

L’ultimo articolo di Ann Coulter è pura dinamite. Non potevo non tradurlo per intero. Con il suo linguaggio tagliente e politicamente scorretto, la Coulter spiega che Obama non solo non ha nessun merito della cattura di Bin Laden (che è piuttosto effetto delle politiche di Bush), ma sta aggravando la situazione in Medio Oriente. Più in generale, la recrudescenza del terrorismo islamico è effetto della miopia delle passate amministrazioni democratiche, da quella di Carter a quella di Clinton. L’unico che in Medio Oriente ha fatto qualche cosa di buono, è il “cattivo” Bush. Viva Bush, viva l’America, viva l’Occidente.
N.B. Come leggerete nell’articolo, Osama apprezzava molto i film “Rendition”, “Nella valle di Elah”, “Fahrenheit 9 / 11”. Si tratta di film anti-americani prodotti ad Hollywood, non in Arabia Saudita. Chi è che ancora non ha capito che Hollywood è in mano alla più becera sinistra anti-americana, anti-occidentale e terzomondista? .

LA PROSSIMA VOLTA, USA FEDEX
di Ann Coulter
4, maggio 2011

La CIA ha intensificato la ricerca di Osama bin Laden la scorsa settimana dopo essersi  nauseata della copertura del matrimonio reale, come tutti noi.

Operazioni di intelligence americana hanno trovato Osama seguendo i suoi corrieri di fiducia, i cui nomi sono stati dati da alcuni membri di al-Qaida nel corso degli interrogatori duri nei “siti neri” della Cia sotto il presidente Bush.

Sì, quegli stessi interrogatori denunciati all’infinito da tutto il Partito Democratico (salvo Joe Lieberman), i media mainstream, e una particolarmente indignata Jane Mayer sul The New Yorker.

Il terrorista più ricercato del mondo viveva in una ammuffita dimora da un milione di dollari in una comunità protetta appena fuori da Islamabad. Alla CIA sono stati necessari cinque anni per capire il codice a quattro cifre necessario per entrare

Un indizio importante che mancava era che Osama viveva a Via Vergini 72. Egli potrebbe essere ancora vivo oggi, se solo non avesse preso in prestito del suo vicino di casa dei lanciarazzi montati spalla, mai restituiti.

Il nostro potente Navy SEALs  non solo ha piazzato una pallottola nella testa di Osama, ma ha portato via i suoi computer, dischi e dischi rigidi. Finora, quello che tutti hanno evidenziato è che Osama aveva più Affitti Netflix di “Rendition”, “Nella valle di Elah”, “Fahrenheit 9 / 11” e “Love Actually”.

Potete immaginare che cosa c’è in hard disk di Osama? Voglio dire, oltre la pornografia più becera. I pantaloni si stanno bagnando in tutti gli stabilimenti militari del Pakistan.

Il New York Times riferisce che il raid che ha ucciso Osama è aspramente denunciato nella televisione pakistana come una violazione della sovranità di quel paese. Osama, i nostri cari alleati dicono, non era un terrorista, né al-Qaida è mai stata ostile al Pakistan – a differenza degli Stati Uniti, che essi chiamano “un nemico del Pakistan e musulmani”.

(Inoltre, l’intera squadra  dei video (?) di bin Laden è oggi in fila all’ufficio disoccupazione di Islamabad. Grazie, Barack.)

L’unico paese islamico che ha apertamente applaudito la nostra  cattura di bin Laden è l’Iraq. Secondo i rapporti dall’interno del paese, le stazioni televisive stanno trattando il raid come una grande vittoria per l’Iraq – la battaglia finale in una guerra che fu combattuta per lo più da cittadini iracheni sul suolo iracheno. Essi vedono l’uccisione di bin Laden come il loro trionfo personale nella guerra contro il terrorismo islamico.

Analogamente, quando ci fu un’esplosione di violenza in tutto il mondo islamico in risposta ad alcune vignette danesi nel 2006, indovinate quale nazione islamica non era altro che placida contentezza? Ancora una volta: il nostro coraggioso Iraq. (a quanto pare i marines americani in mezzo a voi hanno una sorta di effetto tranquillizzante.)

E ‘ una grande cosa che abbiamo preso bin Laden, ma se l’ultima amministrazione democratica avesse fatto il suo lavoro, non ci sarebbe stato nessun Osama bin Laden e nessun attacco dell’11 settembre, tanto per cominciare.

I presidenti democratici sono sempre troppo febbrilmente impegnati nella ridistribuzione della ricchezza dentro casa per dedicare grande attenzione ai nostri interessi nazionali all’estero.

Obama arriva a raccogliere i frutti delle politiche di terrorismo dell’era Bush – politiche che lui, i suoi colleghi democratici e Jane Mayer hanno istericamente denunciato ai tempi – mentre Reagan e Bush hanno dovuto affrontare le conseguenze della politica iraniana di Carter e la politica su bin Laden di Clinton.

Secondo Michael Scheuer, che ha diretto l’unità di bin Laden alla CIA per molti anni, al presidente Clinton è stato dato da 8 a 10 possibilità di uccidere o catturare bin Laden, ma si rifiutò di agire, nonostante bin Laden avesse dichiarato pubblicamente guerra agli Stati Uniti e lanciato diversi attacchi contro di noi, uccidendo centinaia di americani.

(Se solo una di quelle occasioni si fosse presentata il giorno del previsto impeachment, invece di bombardare l’Iraq, Clinton avrebbe rimandato la soluzione dei suoi problemi in casa catturando finalmente bin Laden.)

Il direttore della CIA di Clinton, James Woolsey, non ha mai incontrato una sola volta Clinton in un incontro uno a uno. Questo è in contrasto con quello che è successo a Monica Lewinsky, che ha ottenuto circa una dozzina di incontri faccia a faccia – o faccia-a-qualcosa – con il presidente.

Questo è il motivo per cui Sandy Berger, consigliere per la sicurezza nazionale di Clinton, è stato sorpreso a rubare i documenti dagli archivi nazionali durante le udienze  della Commissione del 9 / 11. Questo è anche il motivo per cui Clinton ha fatto esplodere una guarnizione (?) e ha costretto ABC  a cancellare l’uscita del DVD del docudrama “The Path to 9 / 11” – basato sulla relazione della Commissione.

(Bush aveva a che fare con la bomba a orologeria di Osama bin Laden lasciata da Bill Clinton.

Tutti i presidenti hanno dovuto fare i conti con la bomba a orologeria innescata dalla passiva accettazione di Carter della rivoluzione iraniana del 1979, dando alla follia islamica la sua prima nazione-sponsor.

Quali le bombe a orologeria sono piazzate in tutto il mondo dal nostro attuale presidente democratico?

Seguendo il copione democratico, l’approccio generale di Obama per la sicurezza nazionale è quello di gettare inutilmente la nostra influenza e i nostri militari in tutto il mondo – in Libia, Egitto e Afghanistan – senza risultati evidenti per la sicurezza nazionale.

Grazie al nostro inetto presidente, la maggior parte del Medio Oriente si sta rapidamente degenerando in una pestilenziale palude terrorista.

I Fratelli Musulmani stanno emergendo come intermediari di potere in Egitto, Tunisia, Yemen e Libia. Nel frattempo, il movimento di “democrazia” in Siria sembra destinato a terminare con il presidente Bashar al-Assad che ottiene un miglior controllo sul potere, dopo aver ucciso gran parte del suo popolo, per ricordare loro perché è il loro presidente.

Tutti questi paesi stanno diventando peggio di quanto non fossero prima. (Sul lato positivo, Obama sta per annunciare che i SEALs  hanno appena trovato Joe Biden.)

Ma l’eredità di George Bush – l’Iraq – sarà in piedi, da sola, come l’unico punto di luce in un mare di oscurità islamica. E i media tuberanno su come è  rassicurante è che ora alla Casa Bianca abbiamo un presidente “riflessivo” invece di un cowboy.

AUSMERZEN. Ecco perché continuo a combattere contro Darwin. 30 gennaio 2011

domenica, 30 gennaio 2011

AUSMERZEN. Perché continuo a combattere contro Darwin.

 Ormai è evidente che alla maggioranza dei cattolici non importa nulla del dibattito sulla teoria di Darwin. I miei post su Darwin non sono riusciti ad attirare l’attenzione dei cattolici che circolano abitualmente per la blogsfera. Intendiamoci, la stragrande maggioranza dei cattolici hanno tutto il diritto di disinteressarsi dello scontro in atto fra la teoria di Darwin e la teoria dell’Intelligent Design. Infatti, essi sanno bene che nessuna teoria scientifica potrà distruggere la fede. Quindi, perché sprecare energie a combattere contro una teoria che non può nulla contro Dio? Io credo che la risposta a questa domanda l’abbia data Marco Paolini nello straordinario spettacolo dal titolo Ausmerzen, che è andato in onda su La7 mercoledì 26 gennaio:

http://www.youtube.com/watch?v=SojB8fMAR7Y
http://www.youtube.com/watch?v=EXaNiurW3Qs&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=b6dxP4Jdx-E&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=QKx9bmki4LI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=vT0hhMKONRk&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=j5Ij2Bwe8UQ&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=95eqJ0NS0jE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=T6OTr9LgaCg&feature=related

 Comunque, per capire l’atteggiamento della stragrande maggioranza dei cattolici nei confronti del dibattito su Darwin, leggete questo post di Berlicche e questo post di Claudio. Adesso vorrei soffermarmi su un piccolo scambio di battute avvenuto in calce al post THERE ARE MORE THINGS sul blog di Claudio:

PICCIC L’evoluzionismo per me non riveste interesse perché ai fini pratici non comunica niente sulla realtà dell’essere umano, e sulle questioni essenziali del vivere dell’uomo.

ANONIMO (io senza firma) – Per i disabili che sono stati liquidati nel nome della “selezione naturale” nel corso dellAktion T4 , invece, l’evoluzionismo ha rivestito il massimo interesse, almeno nel breve intervello di tempo fra l’essere catturati e l’essere liquidati.

CLAUDIO Osservazione pertinente, ma il problema era un altro, e cioè l’atteggiamento dogmatico con cui lo scientista moderno guarda all’evoluzionismo. Peraltro ritengo l’eugenetica contraddittoria con l’evoluzionismo stesso, ovvero, ammesso che ci sia stata l’evoluzione e che ci sia tuttora, nessuno può sapere con certezza quali siano le caratteristiche “vincenti” del futuro. Semplificando: se le scimmie avessero praticato l’eugenetica e avessero pietosamente ammazzato la scimmietta senza coda che non sapeva salire sugli alberi, avrebbero fatto una gran fesseria.

PICCIC Ha risposto molto bene Claudio. Non credo tu abbia capito il mio discorso, io sto parlando di un guardare ai fatti esteriori della natura che impedisce di vedere la realtà autentica, profonda, vera, dell’uomo. Il fatto che l’eugenetica si leghi all’evoluzionismo a me fa vedere solo come lavora bene il diavolo quando la gente rifiuta di vedere al di là del proprio naso. Mica penso di mancare di carità se dico che la teoria evoluzionistica ha poca utilità pratica. Ha poca utilità pratica, ma per chi ha voluto arrestarsi con la vista corta, è servita e serve come elemento di barbarie spirituale.

CLAUDIO Evoluzionismo. Non è che la teoria sia bella e buona, una teoria scientifica non deve essere “buona” o “cattiva”, semplicemente vera o falsa. Non è una morale, ma una spiegazione della “meccanica” del mondo. L’atteggiamento che mi sembra corretto verso l’evoluzionismo è quello che il cardinale Bellarmino aveva verso l’eliocentrismo di Galileo: potrebbe benissimo essere vero, ci crederò quando me lo proverete incontrovertibilmente (Galileo non poteva farlo perchè la sua dimostrazione basata sulle maree di fatto era sbagliata), ma questo cosa mi cambia per quanto concerne me come persona umana, Dio, la Chiesa (le questioni essenziali di cui parlava piccic)?
Purtroppo Bellarmino morì (santamente) e quei babbei dei giudici, fomentati dagli scientisti aristotelici, fecero il disastro.
Oggi si ripresenta circa la stessa problematica. Ferma restando ogni opposizione all’eugenetica e al razzismo fondate sull’evoluzionismo (e tu regina fai molto bene a documentare come questo legame sia stato presente fin dall’inizio), se fosse pure vera la teoria evolutiva, questo cosa cambia? Se Dio per creare Adamo ha usato, invece dell’argilla, generazioni e generazioni di organismi a complessità crescente, questo cosa vuol dire? Che la Genesi è stata scritta per essere comprensibile 3000 anni fa e non per esporre concetti scientifici, peraltro impossibili da capire per i nostri antenati? Ma questo lo sapeva già Sant’Agostino. E allora cosa?
Se la teoria evolutiva è falsa, allora prima o poi la scienza (quella vera) lo scoprirà e passerà avanti. Anche l’eliocentrismo si è rivelato “falso”, perchè il Sole non è il centro dell’universo, anzi è abbastanza in periferia rispetto alla Via Lattea, per cui le paure dei giudici di Galileo su un culto neopagano del sole si sono rivelate infondate.
Se invece la teoria evolutiva è vera, allora come può danneggiarci, se crediamo nella verità che rende liberi?

IO –  Vedi, Claudio, tu continui a tralasciare, in buona fede, alcuni fatti.

1) Le prove contro la teoria evolutiva ormai sono talmente numerose e talmente schiaccianti che i darwinisti non riusciranno a tenere in uno stato di vita apparente il cadavere della teoria di Darwin ancora a lungo. Non posso elencarti tutte le suddette prove perché sono troppe, ti consiglio di leggere Le balle di Darwin di Wells. Quindi, anche chi decide di ignorarne le conseguenze morali, è costretto a riconoscere che la teoria di Darwin non sta in piedi. Come ho scritto in un mio post, che evidentemente non ha letto nessuno o quasi, oggi la teoria di Darwin sembra godere di ottima salute solo perché  i darwinisti usano metodi degni della polizia sovietica per chiudere la bocca ai “dissidenti”. I darwinisti equiparano ogni critica alla teoria di Darwin allo “psicocrimine” di 1984.

2) Fra i “dissidenti” ci son molti atei. Quindi, è sbagliato continuare a spostare il dibattito sull’immaginario ring in cui la fede e l’ateismo eternamente si combattono. Anzi, è peggio che sbagliato. Spostare il dibattito su quel ring è uno dei tanti trucchi usati dai darwnisti per screditare gli avversari: “Quelli che combattono contro la teoria di Darwin sono come gli inquisitori che combattevano contro l’eliocentrismo”. A parte che anche la vicenda di Galileo bisognerebbe raccontarla bene. Tu la racconti benissimo ma in ogni caso, scusa se te lo dico, il parallelismo fra il dibattito cinquecentesco sull’eliocentrismo e il dibattito contemporaneo sull’evoluzione è sbagliato. Il tuo riferimento a Bellarmino nel commento su Darwin dimostra che anche tu cadi in buona fede nel tranello dei darwinisti, che intimidiscono i cattolici e li inducono a tirarsi indietro spostando la discussione sul famoso ring. Puntando il dito e deridendo, i darwinisti dicono ai cattolici: “Non crederete mica che la Bibbia contenga delle verità scientifiche”. E i cattolici mettono tutte e due le mani avanti: “No no no, noi siamo come Bellarmino, che separava la scienza dalla Bibbia, noi siamo certi che Dio c’è anche se Darwin ha ragione quindi non perderemo tempo a combattere contro Darwin”. Ma l’argomento secondo cui “Dio c’è anche se Darwin ha ragione” non basta. Se amiamo la scienza, non basta. Certo, Dio ci sarebbe anche se Darwin avesse ragione. L’ho ribadito centinaia di volte. Sono stata costretta a ribadirlo centinaia di migliaia di volte, perché i darwinisti, per azzerare la discussione, tirano fuori in continuazione il loro unico asso nella manica: “Ma tu sei contro Darwin perché credi in Dio”. No, la teoria di Darwin non può nulla contro Dio. Lo ripeto per l’ultima volta e quindi, per favore, basta tirare fuori la Genesi, Galileo e Bellarmino. Basta!!!!

3) Perché i darwinisti difendono con le unghie e con i denti una teoria indifendibile, a favore della quale non è stata trovata una prova che è una? Facendo qualche ricerchina, si scopre che quasi tutti gli scienziati darwinisti che contano sono attivamente impegnati – udite udite – in associazioni  americane e britanniche equivalenti alla italica UUAR. Nel corso degli anni Settanta, se non prima, la sintesi neodarwiniana si è legata indissolubilmente alla filosofia anti-teista. Atteggiandosi a papa anti-teista, un debole pensatore di nome Richard Dawkins ha creduto di trovare nella sintesi neodarwiniana le “prove filosofiche dell’inesistenza di Dio”. Lascio stare le argomentazioni di Dawkins, che sono ridicole. Il problema è che gli anti-teisti prendono molto sul serio delle argomentazioni tanto ridicole. Per merito del papa anti-teista di Oxford, ormai teoria di Darwin è diventata una sorta di Vangelo dell’anti-teismo. “Compagni anti-teisti del mondo, unitevi contro la fede!” Prova a dare una occhiata ai siti collegati alla UUAR, ad esempio al sito dei pastafariani. Scoprirai che gli anti-teisti passano la maggior parte del loro tempo a denigrare gli “psicocriminali” che non credono al Vangelo secondo Darwin.

4) Molti cattolici tradizionalisti, purtroppo, cominciano a pensare: “Se la teoria di Darwin è alla base dell’ateismo, allora basta distruggere la teoria di Darwin per consegnare il mondo intero alla fede”. Ma si tratta di un’illusione. La presenza di molti atei nella fazione anti-Darwin dimostra che combattere contro la teoria di Darwin non significa combattere contro l’ateismo. Meglio così, perché gli atei hanno tutto il diritto di essere atei. Quello che dobbiamo combattere non è l’ateismo ma l’ideologia anti-teista, che è cosa ben diversa. In ogni caso, i fatutori dell’Intelligent Design cadono con tutti i due piedi in questa illusione: “Come Dawkins ha fatto di Darwin la pietra angolare dell’ateismo, così noi faremo della teoria dell’Intelligen Design la pietra angolare della fede”. Di illusione si tratta, perché nessuna teoria potrà mai dimostrare l’esistenza di Dio come si dimostra un fenomeno fisico. Tuttavia, se la ripuliamo da certi equivoci sulla fede, la teoria dell’ID è un’ottima teoria. La teoria dell’ID è un formidabile caterpillar per distruggere la teoria di Darwin.

5) Perché dunque distruggere la teoria di Darwin? Primo perché è contraria alla scienza, secondo perché è contraria ai diritti dell’uomo. Se non vuoi ammettere che l’eugenetica e l’Aktion t4 sono CONSEGUENZE NECESSARIE di una teoria basata sul concetto di “sopravvivenza del più adatto”, meglio per me. In futuro potrò vantarmi di averlo sempre sostenuto da sola. Tu dici: “ammesso che ci sia stata l’evoluzione e che ci sia tuttora, nessuno può sapere con certezza quali siano le caratteristiche “vincenti” del futuro. Semplificando: se le scimmie avessero praticato l’eugenetica e avessero pietosamente ammazzato la scimmietta senza coda che non sapeva salire sugli alberi, avrebbero fatto una gran fesseria“. In realtà l’argomento della scimmietta senza coda non smentisce affatto l’eugenetica. Ammesso che l’evoluzione ci sia ed ammesso che le caratteristiche “vincenti” del futuro ci siano ignote, la distinzione fra “adatti” e “inadatti” non viene meno in ogni caso. E se non viene meno la distinzione fra “adatti” e “inadatti”, non viene meno neanche la necessità di impedire agli “inadatti” di proliferare. Si suppone che nello “stato di natura” la selezione naturale provveda pietosamente a fare fuori gi “inadatti”. Ma purtroppo non viviamo nello “stato di natura”. A causa della medicina e del benessere, nella società umana sopravvivono tutti, anche i presunti “inadatti”. Che fare? I nazisti fecero l’Aktion t4.
Negli anni trenta, i nazisti erano coinvinti, a  torto o a ragione, che gli ariani sani fossero “adatti” e che invece gli ariani malriusciti e i non ariani fossero “inadatti”. Dal momento che la selezione naturale non aveva nessuna giurisdizione nella società, i nazisti attivarono la selezione artificiale nelle cliniche dell’Aktion t4 e nei campi di sterminio. Anticipo la vostra obiezione: “Ma non è vero che i non ariani e gli ariani malati erano inadatti!”. Mi sembra giusto. Ma se gli inadatti non erano loro, allora erano altri. Decidete voi quali erano gli inadatti. Ma non potete negare l’esistenza stessa degli inadatti. E non potete negare la necessità di sbattere gli inadatti a fare la doccia, ci siamo capiti. Si potrebbe perfino ipotizzare che, in un futuro imprecisato, i minorati e i disabili risultino improvvisamnete “adatti” e invece
gli atleti e le top-model risultino “inadatti”. In quel caso, sarebbe opportuno che gli atleti e le top-model non si riproducano. Come in Svezia si sterilizzavano i portatori di malattie ereditarie, così in quel futuro ipotetico si sterilizzarenno gli atleti e  le top model. A quel punto nascerebbe un paradossale odio razzista verso i belli e i forti. Ma sempre di razzismo si tratterebbe. Anticipo la vostra obiezione: “Ma non è necessario impedire agli inadatti di riprodursi, perché in futuro le loro caratteristiche potrebbero risultare vincenti”. In realtà, in un’ottica neodarwiniana non c’è bisogno di fare sopravvivere gli inadatti in previsione del fatto che in futuro potrebbero diventare “adatti”. I darwiniani si affannano a  sostenere che le mutazioni genetiche “casuali” sono continue. Quindi, nella loro ottica, le caratteristiche che domani saranno “adatte” e che oggi sono “inadatte” in ogni caso si ripresenteranno casualmente in futuro più e più volte. Quindi, permettere agli “inadatti” di sopravvivere comporta più svantaggi che vantaggi. In vista di un ipotetico vantaggio futuro, si danneggia il presente della razza umana. Se deve portare sulle spalle il peso dei “mangiatori inutili”, la razza umana non può correre spedita sulla strada delle sorti magnifiche e progressive. Cosa ancora più importante, se da una parte si mantiene la distinzione fra adatti e inadattti e dall’altra si afferma la necessità di fare sopravvivere sia gli uni che gi altri, molto semplicemente si è costretti a negare l’esistenza dell’evoluzione darwiniana. Senza la “sopravvivenza del più adatto”, non c’è evoluzione. Al massimo, c’è un continuo rimescolamento genetico interno alla specie. Al massimo, c’è la genetica mendeliana. E infatti, lil monaco cattolico Mendel aveva visto giusto, l’agnostico Darwin no.

 Come vedi, la distinzione fra “adatti” e “inadatti” porta necessariamente al nazismo. Cosa ancora più importante, il concetto di “selezione naturale” fa a pugni con la caratteristica fondamentale dell’uomo: la capacità di piegare l’ambiente circostante ai suoi bisogni tramite l’intelligenza. Più la civiltà evolve (perché l’unica evoluzione è quella della civiltà) più la natura non può nulla sull’uomo. La selezione naturale non funziona sull’uomo. Anzi, secondo gli scienziati anti-Darwin, non funziona nemmeno sugli animali. Il più famoso genetista del mondo – ateo! – ha scritto “Evoluzione senza selezione”. Qualcuno ha definito la selezione naturale come “una provvidenza atea”. Di fatto, quel poco di selezione che si è potuto osservare (a esempio sui fringuelli delle Galapagos che trassero in inganno Darwin) non comporta cambiamenti sostanziali, ma solo piccoli cambiamenti interni alla specie, cambiamenti per nulla casuali ma già “programmati”, già contenuti in potenza nei geni di una specie.

In conclusione, io sostengo che la teoria di Darwin è falsa non soltanto perché è smentita dai fatti (troppi per nominarli adesso) ma anche perché contrasta con la legge naturale. Io credo che Dio esiste. Ma Dio è buono. Non posso credere che Dio abbia costruito l’uomo tramite il meccanismo evolutivo perché il meccanismo evolutivo implica l’eugenetica. Non posso neanche credere che esista una contrasto fra la morale e la biologia. Se la morale divina esige la carità verso i bisognosi, è inammissibile che la biologia esiga al contrario la soppressione dei bisognosi. Non credo che Dio-Logos possa ammettere l’esistenza di un conflitto sanguinoso fra le esigenze della morale e le esigenze della biologia. Se questo conflitto esistesse, i peggiori nemici del benessere genetico della razza umana sarebbero i santi e tutti coloro che si ostinano ad assistere i deboli e i bisognosi.

P. S. Paolini ha menzionato Galton, Lorentz ed altri famosi eugenisti. Per correttezza politica, ha evitato accuratamente di includere Darwin nella lista degli eugenisti della prima ora. Pazienza, ci ho già pensato io. Cosa ancora più importante, Paolini e Lerner si sono dimenticati, chissà perché, di mettere in evidenza le straordinarie somiglianze fra l’eutanasia nazista in Germania e l’eutanasia “progressista” in Italia. Pazienza, anche a questo ho già pensato io. Sia i nazisti che i progressiti danno all’eutanasia un significato umanitario: “Vogliamo porre fine alle sofferenze delle persone sfortunate”. Ieri i nazisti riuscirono a donare l’eutanasia pietosa a decine di migliaia di persone, oggi in Italia i “progressiti” illuminati vorrebbero donare l’eutanasia pietosa a decine di migliaia di persone ma la legge ancora lo impedisce. Per il momento, sono riusciti a fare questo grande dono solo ad Eluana Englaro, che neppure lo aveva chiesto. Infatti, i progressiti sono convinti che i malati desiderano l’eutanasia anche quando non lo dicono. Fra un po’ si convinceranno che i malati che rifiutano apertamente l’eutanasia si sbagliano. Quindi li uccideranno per il loro bene.

11 luglio 2011

EVOLUZIONISMO E TESTICOLI

Dunque, da almeno due anni parlo di teoria di Darwin e di Intelligent Design.
In un primo gruppo di post, ho spiegato la mia posizione, che è tanto distante dal darwinismo quanto dalla teoria dell’Intelligent Design, che a mio parere distingue poco fra tomistiche cause prime e cause seconde.
http://reginadistracci.splinder.com/post/21548411/evoluzionismo-e-fede-i

http://reginadistracci.splinder.com/post/21555116/evoluzionismo-e-fede-ii-i-miei-dubbi-sulla-teoria-dellintelligent-design

http://reginadistracci.splinder.com/post/21579859/evoluzionismo-e-fede-iii-la-validita-del-concetto-di-causa-intelligente

In un secondo gruppo di post, ho messo a fuoco il legame storico fra la teoria di Darwin e le ideologie totalitarie di derivazione egheliana:
http://reginadistracci.splinder.com/post/23467335/darwinismo-fa-rima-con-nazicomunismo-i-ecco-a-voi-gli-eugenisti

http://reginadistracci.splinder.com/post/23496586/darwinismo-fa-rima-con-nazismo-ii

http://reginadistracci.splinder.com/post/23558926/darwinismo-fa-rima-con-nazismo-iii-i-rapporti-fra-darwin-e-galton

http://reginadistracci.splinder.com/post/23599556/darwinismo-fa-rima-con-nazicomunismo-iv-oh-ma-che-tenere-paroline-dolci

http://reginadistracci.splinder.com/post/23624661/darwinismo-fa-rima-con-nazicomunismo-v-il-trionfo-del-maschilismo-antiteista

http://reginadistracci.splinder.com/post/23711398/darwinismo-fa-rima-con-nazicomunismo-vi-uomo-prima-superuomo-e-poi-insetto

http://reginadistracci.splinder.com/post/23769609/darwinismo-fa-rima-con-nazicomunismo-vii-il-culto-della-violenza-dellinternazionale-evoluzionista
http://reginadistracci.splinder.com/post/23964921/ausmerzen-perche-continuo-a-combattere-contro-darwin

In un terzo gruppo di post, ho ribattuto punto su punto i commenti dei darwinisti:
http://reginadistracci.splinder.com/post/22608067/menzogne-e-volgarita-a-proposito-di-aborto-eugenetica-e-darwinismo

http://reginadistracci.splinder.com/post/24196029/reginadistracci-uncut-and-uncensored-su-spaghetti-volanti-maschilismo-e-rockn-roll

Insomma, mi sono data molto da fare. Per scrivere questi post, ho dovuto leggere e documentarmi. Inoltre, in tutti questi post emerge chiaramente la mia idea di fondo: la teoria di Darwin è in contraddizione non con la fede ma con la legge naturale. Infatti, la teoria di Darwin prospetta un universo violento in cui i forti opprimono i deboli. E’ indubitabile che l’eugenetica, che tanto ha insanguinato il secolo scorso, affonda le sue radici nel concetto di “sopravvivenza del più adatto. Ed è altrettanto indubitabile che è possibile conciliare la fede in un Dio creatore con l’evoluzione tramite mutazione casuale e selezione naturale. Mutazione e selezione potrebbero essere quelle che, in termini tomisti, si chiamano “cause seconde”.
Ora, queste cose io ho detto, ridetto e ribadito.
Poi arriva Claudio: “Dall’alto della mia autorevolezza, finalmente ho capito tutto, arrivando laddove tu non eri arrivata: Darwin era credente, la sua teoria si inserisce in una visione creazionista!!! E ho pure scoperto che Darwin era aperto all’eugenetica!!!”. Con il tono esaltato di chi ha fatto una scoperta fondamentale, Claudio non fa altro che presentarci in pompa magna la scoperta dell’acqua calda. Lo sanno tutti che Darwin, che si era formato alla facoltà di teologia, trovava opportuno e vantaggioso inserire la sua teoria in una visione teistica. Infatti, Charles darwin era una persona divorata dall’ambizione. Più che alla ricerca della verità scientifica, Darwin si era votato alla ricerca del successo personale. Chi voleva piacere ai lettori dell’Inghilterra vittoriana, doveva prendere le distanze dall’emergente positivismo ateistico. Il positivismo ateistico, con i suoi cascami socialistici, aveva successo fra le élite intellettuali ma non fra la gran massa della gente comune, che rimaneva saldamente ancorata ad una visione tradizionale. Oggi sia i sostenitori atei sia i critici cattolici ammettono tranquillamente che le lodi alla fantasia del Creatore contenute nella Origine della Specie non sono molto sincere.   Infatti, Darwin aveva abbandonato la facoltà di teologia, e aveva scelto di imbarcarsi sul Beagle, proprio perché la sua fede vacillava un po’ troppo. Anche la celebrazione del Cristianesimo appare poco sentita. Elogiando il valore sociale del Cristianesimo, Darwin paga il dazio alla filosofia morale dominante nell’Inghilterra vittoriana: l’utilitariso di Benthan e Mills.Ma a parte tutto, a me personalmente delle convinzioni personali dell’uomo Darwin non me ne importa nulla. Anche nel caso in cui Darwin fosse animato da una fede ardente e sincera, anche nel caso in cui i suoi elogi alla fantasia del Creatore e al valore sociale del Cristianesimo non fossero meramente opportunisti, restano quattro fatti fondamentali. Primo: la sua teoria fu subito fatta propria dalla élite intellettuale positivista, che ne fece la base di una visione materialista e anti-teista. Secondo: la sua teoria di per sé si può tranquillamente conciliare con la fede, tanto è vero che fu accolta con entusiasmo pura da alcuni uomini di Chiesa, primo fra tutti Teilhard De Chardin. Terzo: dalla sua teoria deriva l’eugenetica. Quarto: la sua teoria è stata assorbita dalla visione del totalitarismo politico di derivazione egheliana. A me personalmente, i primi due punti interessano poco, il terzo e il quarto invece interessano molto. Lascio ad altri di discutere se la teoria di Darwin e contro o a favore della fede. Io discuto di eugeneteica e nazi-comunismo. Tuttavia, nei miei post, specialmente nei post sull’Inteligent Design, non ho mancato di discutere approfonditamente di caso, di necessità, di cause prime e cause seconde. E la mia conclusione è che la teoria di Darwin non è direttamente opposta alla fede ma lo è indirettamente. Non lo è dirtettamente, in quanto, come dicevo, mutazioni casuali e selezione naturale possono essere considerate “cause seconde”. Lo è indirettamente, perché contraddice la legge naturale, la quale coincide la legge divina. La fede cristiana è legata alla legge naturale-divina, la teoria di Darwin contraddice la legge naturale-divina. Quindi, completando il sillogismo, la teoria di Darwin è incomaptibile con la fede. L’evoluzionismo teistico alla Chardin è un ibrido mostruoso, al limite dell’eresia.
Come si vede, ho già esaminato approfonditamente tutto quello di cui adesso si discute da Claudio come se io non avessi detto nulla. Evidentemente, i miei post non sono stati minimamente letti dai soliti blogger cattolici che bazzicano nella blogsfera.
In effetti, si decide di leggere un testo qualunque, lungo o corto, solo se si è convinti che quel testo possa essere interessante, e che quindi valga la pena fare la fatica di leggerlo.
Evidentemente, C. & company non pensavano che i miei post potessero essere interessanti.
Li capisco: i fondo sono solo una donna.
Lo stesso Darwin ammoniva che la selezione naturale non agisce sulle donne, che pertanto sono meno evolute degli uomini, si, insomma, sono stupide, buone al massimo per farsi scopare.

Ah, se avessi i coglioni…