IL CASO CASTELLUCCI. Non abbiamo bisogno di un nemico da abbattere

Desidero segnalare due articoli sullo spettacolo presunto blasfemo di Castellucci:

Rodolfo Casadei

Antonio Socci

La mia risposta sul “caso Castellucci” (con un invito ad andare a leggere sul sito della Chiesa francese)

Rodolfo Casadei sostiene che, in linea di principio, lo stato avrebbe il diritto e il dovere di vietare spettacoli che esaltano la dissoluzione di tutti i valori che stanno alla base della civile convivenza democratica.  Dal suo punto di vista, attaccare i valori non negoziabili significa anche incitare la gente, in maniera implicita o implicita, ad assumere comportamenti anti-sociali.   Sono abbastanza d’accordo con Casadei. Da sempre sostengo che la censura sia uno strumento indispensabile per proteggere la civiltà e da sempre invoco una ferrea politica anti-porno.   Quando si decideranno gli stati occidentali a difendere i loro cittadini da un bombardamento più insidioso e distruttivo di quello delle bombe: il bombardamento degli stimoli pornografici? Se le bombe distruggono il corpo, invece la pornografia distrugge l’anima. Più precisamente, distrugge delicati equilibri interiori, impedendo così a chi ne è vittima di sviluppare la capacità di stabilire un rapporto equilibrato con le persone dell’altro sesso e creando sovente una devastante “addiction”. Ma adesso non voglio parlare di pornografia.

Tanto per mettere i puntini sulle i, la censura non la hanno inventata i cristiani. Molto prima di Cristo, i virtuosi e valorosi romani dell’era repubblicana non riuscivano neppure a concepire che in una società si potesse fare a meno dello strumento della censura. Non è vero che ogni pensiero abbia il diritto di manifestarsi. Non a caso, la moderna cultura giuridica riconosce l’opportuinità di vietare tutte le forme di “apologia di reato” e “incitamento alla violenza”, compreso l’incitamento al suicidio. (Peccato che non riconosca ancora, o non del tutto, la necessità di vietare le forme di “incitamento alla masturbazione, alla fornicazione, alla peversione e alla violenza carnale”, ma questo è un altro discorso). Col senno di poi, riconosciamo che  sarebbe stato opportuno vietare ad Hitler di esprimere le sue idee. Il Mein Kampf non avrebbe mai dovuto arrivare nelle librerie. A questo proposito, gli americani devono urgentemente rivedere il loro famoso Quarto Emendamento, che di fatto ormai è diventato uno scudo a protezione dei pornografi macellai e degli estremisti violenti di ogni risma.

Posto dunque che in linea di principio sono abbastanza d’accordo con Casadei, è necessario passare dalla “linea di principio” al caso concreto. Ebbene, nel caso concreto non troviamo né “apologia di reato” né “incitamento alla violenza né, infine, un attacco esplicito ai valori non negoziabili. Antonio Socci ci informa che in esso non troviamo neppure NESSUN ATTO DI CARATTERE ESPLICITAMENTE BLASFEMO. Certo, noi cattolici non possiamo e non dobbiamo condividere la visione nichilista e anche un po’ gnostica della vita che Castellucci esprime nei suoi spettacoli. Tuttavia, nella misura in cui non incitano apertamente alla violenza, non compiono atti di vilipendio della religione cattolica e non esaltano apertamente la dissoluzione di tutti i valori che sono alla base della civile convivenza democratica,  i nichilisti hanno tutto il diritto di esprimere il loro nichilismo. Ma dirò di più: è bene che i nichilisti si esprimano. Più si esprimono e meglio è.

Premessa: c’è nichilismo e nichilismo. C’è un nichilismo gaio ed edonista, che non è se non il pretesto di un sensualismo superficiale e disimpegnato compromesso con la peggiore pornografia, che merita il massimo disprezzo. La quasi totalità della produzione artistica contemporanea “mainstream”, quella che macina miliardi nelle aste e nelle esposizioni internazionali, ne è infettata. Ma c’è anche un nichilismo doloroso e sofferto, che attraverso l’esaltazione della mancanza di senso esprime inconsapevolmente una potente domanda di senso per la vita. Esaltando la sete, questo nichilismo ti fa sentire di più il desiderio dell’acqua. Quell’acqua che Cristo diede alla samaritana. L’acqua della vita eterna. Anni fa, qualcuno su Civiltà Cattolica faceva notare che nel secolo scorso gli esistenzialisti hanno avvicinato alla fede molta più gente di quanta ne abbiamo avvicinato i devoti e spesso melensi scrittori cattolici.

Io non ho visto lo spettacolo di Castellucci e quindi non so quanto gaio o quanto sofferto sia il suo nichilismo. Tuttavia, dal poco che ho letto mi sembra di capire che nel suo nichilismo ci sia almeno un po’ di sana sofferenza. Meglio così. Tuttavia, anche nel caso in cui il suo spettacolo non esca dal recinto del nichilismo gaio e quindi meriti il massimo disprezzo da parte nostra, non ci sarebbero comunque gli estremi per invocare la censura, la quale, ripeto, si può usare solo nei casi di esplicito incitamento alla violenza  e nei casi di esplicito vilipendio della religione cattolica. Forse ha ragione Casadei quando dice che   uno spettacolo come quello fa male alla società in ogni caso. Se qualcuno mi convince che la vita umana non avrebbe né alcun senso né valore alcuno – argomenta più o meno Casadei – perché mai dovrei trattenermi dalla voglia di commettere reati contro la vita e la proprietà altrui?  Ma a mio parere è estremamente difficile stabilire dove finisce il nichilismo e dove inizia la propaganda contro i valori che sono alla base della società. Diciamo che un conto è attaccare apertamente i valori non negoziabili e incitare a non rispettarli, altro conto è esprimere una visione della vita in cui quei valori non suscitano più entusiasmo. Sono differenze molto sottili, di cui però non è possibile non tenere conto. Se non ne tenessimo conto, carissimo Casadei, dovremmo incriminare pure Giacomo Leopardi. In una poesia terribile come A se stesso il nostro caro poeta non esprime forse una visione disperatissima basata sulla negazione assoluta di ogni senso che mal si concilierebbe, in linea di principio, col valore della sacralità di ogni vita umana? Quindi in conclusione, piuttosto che censurare, io personalmente preferisco criticare e discutere. Piuttosto che buttare via il bambino con l’acqua sporca, preferisco tenermi un poco di acqua sporca. Piuttosto che punire l’ “eretico”, preferisco dialogare con l’ “eretico”, fargli capire dove e quanto sbaglia.

Socci ha ragione da vendere: per sentirsi vivi, i comunisti e tutti i rappresentanti delle ideologie moderniste hanno bisogno di un “nemico di classe”, noi cattolici invece no. Non abbiamo bisogno di fabbricarci dei nemici quando non ci sono e non abbiamo il diritto di odiarli quandi ci sono. Infatti CRISTO CI HA ORDINATO DI AMARE I NOSTRI NEMICI.

4 comments on “IL CASO CASTELLUCCI. Non abbiamo bisogno di un nemico da abbattere

  1. “Resta però legittima e giustificata la protesta culturalmente consapevole e non violenta contro la programmazione teatrale e la polemica filosofica e culturale nei confronti di molta dell’arte contemporanea.”

    Il pensiero cristiano dovrebbe andare anche oltre. Dovrebbe tornare a essere creativo, mitopoietico, e stimolare la committenza. L’artista deve essere prima spinto a provare finalmente una sana noia e un sano ribrezzo per i suoi attuali dogmi (tipo iconoclastia e dissacrazione), ma poi anche a inventarsi qualcosa di veramente nuovo.

  2. Appunto, il massimo che si può cristianamente concedere è una protesta consapevole, civile e non violenta. Quello che proprio non si può cristianamente ammettere è protestare nella maniera in cui hanno protestato in Francia. Quel tipo di manifestazioni d’odio verso “l’eretico” non soltanto sono incivili ma fanno molto male alla Chiesa e tirano acqua al mulino della propaganda anticattolica: “Guardate come sono intolleranti!”. Io in quelle manifestazioni ci vedo un tipo di fanatismo che è tipico del cattolicesimo francese, compromesso ormai da tempo con l’eresia dell’Action Francaise, che non a caso fu fondata da un ateo (Charles Maurras). L’A. F. non soltanto confonde ereticamente Dio e patria, non solo invoca il ritorno del trono (per rimetterlo accanto all’altare), ma inietta surrettiziamente nel cattolicesimo un po’ di giacobinismo. Alla base del giacobinismo c’è lo schema di pensiero che poi sarebbe passato successivamente a le ideologie moderne: lo schema binario secondo cui gli adepti delle ideologie stesse (giacobini, comunisti eccetera) sarebberoi massimi rappresentanti bene mentre tutti quelli che avversano o si limitano a non aderire a quelle ideologie sarebbero i massimi rappresentanti del male e meriterebbero dunque la morte. E così i giacobini mandavano i “nemici del popolo” sulla ghigliottina, mentre i comunisti li mandavano nei gulag.
    I cattolici tradizionalisti più o meno vicini alla tradizione dell’Action Francaise assumono lo stesso schema binario di pensiero: noi cattolici tradizionalisti siamo il bene e tutti quelli che non sono cattolici e tutti i cattolici non tradizionalisti come noi sono servi del demonio (vedi questo commento apparso sul sito di Claudio: http://deliberoarbitrio.wordpress.com/2012/01/13/holy-shit/comment-page-1/#comment-14821). E così questi cattolici sono all’eterna ricerca dell’eretico\massone\ebreo\demopluto che, dal loro malato punto di vista, sarebbe il responsabile di tutto il male del mondo. Adesso nella mitologica categoria degli eretici\massoni\ebrei\demopluto che tramerebbero incessantemente contro la Chiesa dietro le quinte del mondo vorrebbero fare rientrare anche Castellucci. Ora, il nichilismo gnostico di Castellucci merita senz’altro la nostra disapprovazione, la dissacrazione della figura del padre merita il nostro sdegno e le nostre proteste, beninteso civili. Se poi Castellucci fosse solo, come non è improbabile, un “paraculo” molto versato nell’arte di scandalizzare per incassare (perché oggi gli artisti sanno bene che lo scandalo è uno strumento formidabile per farsi pubblicità e fare soldi), allora meriterebbe soltanto il nostro silenzio dispregiativo.
    Ma resta che Castellucci ha tutto il diritto di esprimere quello che vuole e pure di fare il “paraculo” quanto vuole. Di più: è meglio che si esprima. Una società in cui non fosse lecito esprimere se non pensieri santi e cattolici, in cui in altri termini non fosse salvaguardata la libertà di sbagliare, a me farebbe un po’ schifo. Infatti, senza libertà non c’è cristianesimo.
    E d’altra parte, siamo sicuri che nello spettacolo di Castellucci non ci sia almeno un briciolo di autentico dolore? A Marina Corradi e a Davide Rondoni lo spettacolo non è sembrato privo di serietà (vedi articoli su Avvenire). Anche Corradi e Rondoni sono stati ingannati dal demonio?
    Infine, come già scrissi su questo blog, chi assume la visione binaria secondo cui noi-cattolici siamo il bene e i non-cattolici sono il male PECCA DI SUPERBIA. La Chiesa infatti ci educa ogi giorno a prendere conscienza del fatto che noi non siamo meno cattivi degli altri.

  3. Francamente, cara RdS, il buon Socci ha preso stavolta una solenne cantonata: per di più sta insistendo tenacemente ed in maniera offensiva con le sue tesi inconsistenti con articoli ripetuti, fatto che mi lascia basito data la grandissima stima che ho per lui. Errare humanum est perseverare diabolicum. Un mio vecchio e saggio professore di francese di tanti anni fa diceva: “conzala come vuoi ma sempre cucuzza è!” per dire che la realtà è testarda, una pietra la puoi trasformare come vuoi, gli puoi dare tutti i condimenti possibili – cioè ci puoi tutti i discorsi intellettualoidi di questo mondo alla vana ricerca del bene – ma non te la potrai mai mangiare. Socci – e anche tu con lui a quanto sembra – non vedete l’evidente blasfemia di quella manifestazione pseudo-culturale che perfino un bambino di cinque anni noterebbe: evidentemente è un periodo di adorazione del creato e delle creature e non del Creatore. Va bene, ne prendo atto, ognuno è libero e padrone delle proprie scelte: io da parte mia altro non posso fare che fare quegli atti “violenti” che hanno osato fare quei cattivoni cattolici milanesi: preghiera, rosario e Santa Messa di riparazione. Quello che mi consola è che sono rimasti persone intelligenti nella nostra povera attuale Chiesa come il vescovo Negri (ed altri) e soprattutto la protezione dello Spirito Santo: perchè questi sono tempi terribili e ancor di più lo saranno soprattutto per chi oserà affermare che le foglie degli alberi sono verdi.

    basemarom

    Veni Sancte Spìritus, veni per Marìam.

    • Non ho mai detto che i cattolici milanesi hanno fatto male. Ho detto: c’è modo e modo di protestare. Bene i rosari e le messe di riparazione, bene le critiche verbali anche violente come quelle di Casadei e di Negri, male le manifestazioni giacobine dei giacobini del cattolicesimo tipo Action Frnacaise. Poi ho anche detto che, non avendo visto lo spettacolo, né avendo alcuna voglia di vederlo (preferirei vedere la corazzata Pontionkin durante la finale dei mondiali di calcio), sono costretta a fidarmi delle testimonianze di quelli che lo hanno visto. Ebbene ben tre persone di cui mi fido (Socci, Marina Corradi e Davide Rondoni) dicono che quello spettacolo è discutibile quanto si vuole, nichilista quanto si vuole, ma non c’è il tanto sbandierato atto di blasfemia. Quindi, bene le messe di riparazione, bene i rosari, bene le critiche: ma senza quel dannato e conclamato atto di blasemia, non potremo mai e poi mai invocare il “vilipendio della religione cattolica”. Se poi gente che ci vede meglio di Socci, della Corradi e di Rondoni (che forse hanno troppe poche diottrie per metetre a fuoco la sostanza lanciata in scena contro il Cristo di Atonello da Messina) mi assicura oltre ogni ragionevole dubbio che c’è stata blasfemia, allora passeremo tutti serenamente alle vie legali. Ma prima di allora, le manifestzioni di intolleranza contro l’arte altrui fanno molto male a tutti, in primo luogo alla Chiesa.

Non ti preoccupare se il tuo commento va in moderazione. Dal momento che ho poco tempo e molti problemi, sono costretta a bloccare i commenti di certe persone disoneste che, in passato, mi hanno fatto perdere troppo tempo con la loro bassa sofistica. Ma se ti esprimi in maniera civile, pacata e onesta, se non hai il vizio di aggredire i blogger con raffiche di sofismi, buoni soltanto per sciupare il tempo, le tue opinioni, le tue obiezioni e anche le tue critiche sono molto, molto gradite. Non serve l'indirizzo mail, basta il nome o, a scelta, un nick-name.

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