LIBERAZIONE SESSUALE, MASCHILISMO E QUESTIONE FEMMINILE. Post del 28 settembre e 6 ottobre 2011

giovedì, 06 ottobre 2011

LE DONNE E L’OCCIDENTE

Nei commenti al post precedente qualcuno mi ha accusato di misandria. Ora, non nego che in me ci sia un fondo di misandria. Ma il mio fondo di misandria è assolutamente simmetrico al fondo di misoginia che c’è in tutti gli uomini. La verità, ben nota agli psichiatri, è che in tutti gli esseri umani di un sesso c’è un fondo di ostilità per gli esseri umani del sesso opposto. Ciò è una conseguenza della “inimicizia fra l’uomo e la donna” introdotta nel mondo dal primo serpente. Più terra terra, il cervello maschile e quello feminile sono diversi e quindi incomprensioni e scontri fra uomini e donne sono inevitabili. La prima cosa di cui una ragazza si accorge, quando raggiunge l’età della pubertà, e che i suoi coetanei maschi non hanno la sua stessa profonda sensibilità umana. A torto o ragione, i compagni di scuola maschi sembrano tutti insensibili, egoisti, prepotenti e… maiali. Ora in questa impressione così approssimativa c’è un fondo di verità. Infatti, la zona legata all’empatia e ai sentimenti è meno sviluppata nel cervello maschile che nel cervello femminile, e allo stesso tempo il testosterone rende la sessualità maschile molto più aggressiva e spicciola di quella femminile. Ora, se l’uomo è fatto così c’è una ragione e bisogna accettarla. Non c’è nulla di più stupido e idiota della misandria ideologica a sfondo lesbico (digita Valerie Solanas su google), che in sostanza non perdona agli uomini di non essere donne. Ma criminalizzare l’uomo perché è uomo è come criminalizzare la natura stessa, come ribellarsi alle leggi della fisica.
Quindi lungi da me la misandria lesbica, considerando che oltretutto sono marcatamente etero. Tuttavia, fatta piazza pulita delle ideologie lesbico-sessantottarde, bisogna ammettere che, oggettivamente, l’uomo tende, a causa del peccato originale, a sviluppare certe inclinazioni peccaminose. Ebbene, io condanno queste inclinazioni peccaminose tipicamente maschili, non l’uomo in quanto uomo. Il mio fondo di misandria è la naturale, inevitabile, conseguenza della scoperta di queste inclinazioni, che purtroppo sono molto frequenti. Ora, non c’è ora tempo e spazio per descrivere nei minimi dettagli tutte le inclinazioni pecaminose tipiche dell’uomo, avessi il tempo ci scriverei un trattato. Però tutte queste inclinazioni peccaminose si fondono insieme e formano quella inclinzione generale che ha nome… di maschilismo. Il maschilismo consiste nella pretesa di essere superiore alla donna e dunque di avere il diritto di dominarla, riducendola ad una schiava obbediente e silenziosa, del tutto priva di personalità e creatività. Insomma, una gheisha.
Ora, il signor H. o Ch. R., che sono la stessa persona (non potete fregarmi simulando diverse identità, perché Splinder è in grado di identificare i singoli utenti tramite un codice) dice, testualmente, “non hai fatto il passaggio da femmina a donna”. Bisogna capire che cosa intendete col termine donna. Se per donna intendete la gheisha silenziosa, il fantasma sotto il burqua, ebbene no, non sono una donna e farò di tutto per non diventarlo mai. Purtroppo, ho la penosa impressione che il signor H. o Ch. R. dica donna per dire gheisha. Più in generale, ho già notato ampiamente che nell’ultimo decennio una ideologia che esalta quel peccato che ha nome di maschilismo abbia preso l’abitudine di andare in giro sotto la maschera politicamente corretta della critica al femminismo sessantottardo. Ora, non ci crederete, ma io sono pure autrice di un paio di articoli di fuoco contro il femminismo sessantottardo che sono molto girati in rete (naturalmente non vi dico il mio vero nome). Dunque, se volete criticare quel femminismo che riduce la donna ad un maschio mancato, che la induce a trascurare colpevolmente i figli per la “carriera”, sono con voi. Ma il problema è appunto che oggi la critica, legittima e opportuna, alle degenerazioni del femminismo diventa il cavallo di troia di una ideologia neo-maschilista post-moderna che ha tutti i caratteri del totalitarismo. Mi hanno insegnato che non si combatte un errore con l’errore opposto. Ebbene il femminismo sessantottardo  e l’ideologia neo-maschilista sono due errori uguali e contrari. Quindi, non si combatte l’uno mediante l’altro.
Ma torniamo alla gheisha e alla donna sotto il burqa. Che cosa hanno in comune queste due figure femminili tanto amate dai neo-maschilisti post-moderni? Vabbé, ve lo dico subito: non appartengono alla civiltà cristiana-occidentale. Io nella storia cristiana non trovo donne silenziose e sottomesse. Trovo sante, regine e intellettuali. Trovo santa Giovanna d’Arco, Isabella di Castiglia (santa, sebbene non ancora canonizzata), Matilda di Canossa, Ildegarda di Bingen, santa Teresa d’Avila (che per inciso nei suoi scritti supplicava Cristo, suo Sposo, di punire tutti quelli che umiliavano le donne anche dentro la Chiesa) e tante altre. E tutte queste figure femminili sono la conseguenza della predicazione di Cristo, quell’uomo che duemila anni fa, in Palestina, scandalizzava i suoi discepoli fermandosi a parlare con le donne. Mi dispiace darvi questa cattiva notizia, ma la donna silenziosa e sottomessa che sognate voi e Maurizio Blondet (e forse anche, ma ne dubito, Claudio Risé) non fa parte del Cristianesimo. Se vi piace tanto, fatevi buddisti o musulmani. Dunque la figura della donna forte, che vive da protagonista, si trova solo nella storia occidentale. Parallelamente, si trova solo nella storia occidentale la figura del gentiluomo colto e raffinato che venera le donne e cerca la loro amicizia anche quando non ha mire sentimentali. Fuori dell’Occidente si trovano solo maschi insopportabilmente rozzi che non rispettano le donne più di quanto non rispettino i capi pregiati di bestiame. Questo dovrebbe farvi capire che la questione femminile sta al cuore della civiltà occidentale. Provate a negare, se ci riuscite, che quella occidentale è la civiltà più grande di tutti i tempi, anzi forse l’unica civiltà che merita l’appellativo di civiltà in quel gran mare di barbarie che ha nome di mondo. Ditemi quale altra civiltà ha raggiunto le vette che ha raggiunto la nostra in tutti i campi, dall’arte alla scienza. Il piede di Armstrong è stato sospinto sul suolo lunare da duemila anni di Cristianesimo.
Ditemi quale civiltà ha mandato l’uomo sulla Luna e ditemi quale civiltà ha liberato la donna dalle catene del maschilismo. Spero che lo capiate da soli che fra il progresso e la liberazione della donna c’è un legame segreto. La civiltà occidentale è forte perché le donne occidentali sono forti. Il segreto della forza della nostra civiltà sono… “i tesori del genio femminile” (Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem). Quindi io ai neo-maschilisti post-moderni secondo cui le donne che non accettano la sottomissione alle prepotenze maschili non sarebbero passate “dalla femmina alla donna” dico solo di andare non a quel paese, che è troppo generico, ma in Afganistan o, se preferiscono, in Israele, fra i discendenti ortodossi dei farisei. Infatti, i discendenti dei “sepolcri imbiancati” hanno le stesse vostre idee in fatto di donne. Addio, maschi-sepolcri!
Purtroppo per ragioni di tempo non posso approfondire alcuni passaggi fondamentali. Non ho tempo di dilungarmi sul fatto che l’Umanesimo, recuperando la cultura romana, pre-cristiana, tolse alle donne la parità che avevano conquistato nel Medioevo cristiano. Però tenetelo a mente. E non ho neppure tempo di dilungarmi sulle conseguenze del peccato originale sulla donna. Anche su questo ci sarebbe da scrivere un trattato. Per ora, tenete a mente che, se l’uomo tende al potere, la donna tende alla vanità. Ma poi, dove ho mai negato io che anche la donna è peccatrice?scrive il succitato signor  H. o Ch. R. scrive:Eh no Regina, l’ultimo giro ti sbagli. (…) Troppo spesso accusi di maschilismo persone ragionevoli che semplicemente ti dimostrano che la donna ha fatto del suo sesso un dio, persone che ti dimostrano la cattiveria di certe donne, persone che ti dimostrano che le ragazze troppo spesso sono tutt’altro che vittime. Non puoi prendere il caso limite delle prostitute sfruttate come esempio. (…) Vai al Mi-Sex, e ti accorgerai quante donne – ingannate dal demonio – fanno la fila per partecipare a quel mondo. (…) Direi che avendo la donna oggi assunto -contro se stessa – un criterio “maschile” del desiderio (cioè un criterio che non necessariamente è nel maschio, ma è cmq rapace) non è facile distinguere chi ricatta e chi è ricattato. (…) L’uso di pornografia da parte femminile è ai massimi storici. La donna nel porno non appare affatto reificata (è però più giusto dire “cosificata”), anzi appare molto gratificata, gode e lo prende come un’ossessa, anche in serie. Che poi la lettura di occhi cristiani vedano la realta, è faccenda di discernimento, non della percezione che il porno vuol trasmettere. Le donne il porno lo fanno e senza lasciarsi pregare. Poi si pentono: certo, è un orrore, è la morte dell’anima, è l’annientamento che prima o poi si fa sentire e quando vogliono tirarsi indietro sono avviluppate in un tritacarne, e piangono. Anche per l’uomo è la nullificazione, solo che per il diverso rapporto che uomini e donne hanno con l’affettività, le donne sembrano più usate, ma non è vero.

Senta, signor lei, abbia la cortesia di leggere bene quel che scrivo prima di offendere gratuitamente. Se avesse letto con attenzione tutti i miei commenti, e pure alcuni post precedenti, saprebbe con certezza che io non ho mai negato che molte donne usano sessualmente gli uomini esattamente come gli uomini usano le donne. Ho anzi sottolineato che la nefasta cultura della liberazione sessuale ha corrotto non solo gli uomini ma anche le donne, spingendole a diventare consumatrici di pornografia. Lo so e l’ho detto che che le donne vanno al Mi-sex e fanno la fila per fare film porno. Per quanto le sia difficile capirlo, è possibile criticare il maschilismo senza tuttavia negare i peccati femminili.

Da che mondo è mondo la seduzione è uomo? ma in che mondo vivi? non è affatto uomo, ma è proprio femminile, con la differenza diciamo l’uomo è più spregiudicato, perchè non resta gravido e perchè per la sua psiche – cosa che non accetti – è capace di cambiare parter con meno ferite (in teoria). Ciò non perchè l’uomo sia più cattivo, ma perchè è fatto così. I grandi seduttori dei romanzi sono tali sono perchè sono più conosciuti per le loro rocambolesche avventure, che implicano anche la seduzione, ma sono in primis uomini d’avventura a tutto tondo. Che poi le donne desiderose di essere amate si vendano per una caramella d’affetto è un’altra storia.

Da che mondo è mondo, lei dice? Disgraziatamente, adesso nella mia libreria non riesco più a trovare non ricordo quale enciclica o quale discorso in cui Giovanni Palo II parlava dell’episodio della lapidazione dell’adultera. Il papa faceva notare che la folla inferocita si scagliava contro la donna colpevole ignorando – colpevolmente – che accanto alla colpevole c’era pure un colpevole, un corresponsabile che aveva commesso peccato insieme a lei. Questa dimenticanza, seconco il papa, non era affatto casuale e si spiega col peccato originale. Da quando Adamo ha mangiato la mela, l’uomo ha l’abitudine di addossare alla donna la colpa dei suoi peccati, specialmente i peccati sessuali. Nei processi per stupro si ripete sempre la stessa scena: “Signor giudice, non sono io che l’ho violentata, è lei che mi ha provocato”. Quando cita i calendari sexy, lei ragiona proprio come gli imputati nei processi per stupro. Probabilmente lei pensa che se un uomo si maturba davanti ad un calendario la colpa sarebbe delle cretina sul calendario, non dell’uomo. Certo, la cretina nuda non è senza colpa, ma non toglie la colpa all’uomo.
Ma il papa va addirittura oltre. Ricordo nitidamente che il papa dice proprio la cosa che la sconvolge tanto: l’uomo è il seduttore per antonomasia. L’adultera evangelica è con tutta evidenza la sedotta, non la seduttrice. L’ho detto, io. Non dico che la donna non seduce l’uomo, che sarebbe una sciocchezza. Ma la seduzione esrcitata dalla donna sull’uomo è molto superficiale, è più legata al corpo che alla mente. Invece la seduzione esercitata dall’uomo sulla donna può essere incredibilmente profonda, può toccare e ferire i livelli più profondi dell’anima. La donna seduce ostentando le sue forme materiali (tette, culo, labbra… siliconate), l’uomo seduce con le parole, le gentilezze e con lo sguardo. Sono molti gli uomini che sanno fare i seduttori. E la maggior parte di questi seduttori mirano ad un solo scopo: prendersi piacere della vittima. Usarla e buttarla subito via. Quando riescono a raggiungere il loro scopo, si vanno a vantare con gli altri uomini della loro impresa: “Me la sono scopata!!!!!!”. Perché più ancora del piacere, a loro interessa l’ebbrezza della vittoria sulle resistenze femminili. “Vittoria!”, urla Valmont nelle Relazioni pericolose.  “I grandi seduttori dei romanzi sono tali sono perchè sono più conosciuti per le loro rocambolesche avventure, che implicano anche la seduzione, ma sono in primis uomini d’avventura a tutto tondo”. Ha ha ha! Si vede che lei non conosce cose come le numerose versioni letterarie del Don Giovanni, Le relazioni pericolose di Laclos e Il diario del seduttore di Kirkegaard, senza dimenticare le memorie di Giacomo Casanova. Nelle storie dei grandi seduttori c’è, diciamo, un terzo di avventure di cappa e spada e due terzi di avventure sessuali. Forse non sai che don Giovanni se ne è fatte “In Italia duecentoquaranta, in Alamagna duecentotrentuno, cento in Francia e in Turchia novantuno ma… ma… ma… in Spagna… ma in Spagna son già milletrè….milletré” (Leporino nel Don Giovanni di Mozart).
Se non trovo il brano di Giovanni Paolo II che cercavo, però ho ritrovato un prezioso articolo in cui Benedetto XVI denunzia le violenze e le umiliazioni che le donne subiscono da parte degli uomini in ogni parte del mondo. Benedetto XVI sottolinea che ad alimentare una cultura misogina hanno contribuito, putroppo, anche molti teologi cattolici, gli stessi che probabilmente a lei piacciono, i quali hanno dato una lettura distorta della Bibbia. (Dopo lo scannerizzo e lo pubblico in calce).

Ma veniamo agli insulti finali.

Non è il tizio che è atavico-maschilista, sei tu che non fai altro che utilizzare lo stesso argomento di critica per nascondere la tua invidia sessuale per l’uomo. La tua divisione interiore è così palese che non sai fare altro che pensare al sesso. (…) Regina da come leggo sembra tu non accetti il fatto che l’uomo non possa essere “zoccolo”. Non può esserlo, mettiti l’anima in pace. La donna che si dà è z*****a; l’uomo che ha tante donne no (anche se è ugualmente sbagliato). La donna è sempre posseduta, anche quando usa. Anzi, anche quando usa non può fare a meno di farsi possedere. Ti brucia, si vede.

Dunque, il signor H. sostiene che se l’uomo se ne scopa tante non va bene ma pazienza, se la donna se ne scopa anche solo due invece è irrimediabilmente zoccola. Appunto, gli uomini minimizzano i loro peccati e ingigantiscono a dismisura quelli delle donne, scaricando su di loro la colpa della loro concupiscenza. “Non sono io che me le scopo , sono loro che si fanno scopare da me”. Ma a parte questo, non sfugga il tentativo di darmi velatamente della zoccola. Il signor H. dice infatti che penserei sempre al sesso. Davvero? strano che non me ne sia mai accorta. Sostiene inoltre che mi brucerebbe il fatto che gli uomini no possano mai diventare “zoccoli”. Ah, sì, credo di avere capito perché dovrebbe bruciarmi. Io invidierei gli uomini perché  gli uomini possono scopare quanto vogliono rimanendo immacolati, mentre una donna, se sgarra una sola volta, diventa definitivamente zoccola. Insomma, io penserei sempre al sesso e morirei dalla voglia di “prenderlo come un’ossessa, anche in serie”, ma eviterei di soddisfare questa bollente voglia solo per evitare il marchio di zoccola. Insomma, avrei la vocazione della puttana… Complimenti, lei è un vero gentiluomo. Ma non mi offendo, più che altro mi viene da ridere. Chi mi conosce nella vita reale, non può che ridere di fronte a questa grossolana offesa nei miei confronti.. Oltretutto, la mia visione dell’amore e del sesso, che ho presentato in un post cui tengo molto, è estremamente platonica, spirituale. E ho pure speso molte parole per condannare il modello della donna sessualmente spregiudicata che sfrutta il corpo maschile.

mercoledì, 28 settembre 2011

TUTTO IL MONDO E’ MIGNOTTOPOLI

Alcuni mesi orsono, non ricordo bene le date, migliaia di donne si riunivano nelle piazze italiane ad insultare il premier al grido di “se non ora, quando?” Secondo la propaganda senonoraquandista, che si riflette in questa divertentissima “instant song” della Sora Cesira, il premier con le sue televisioni e i suoi bunga bunga avrebbe trasformato metà delle donne italiane in zoccole che la danno via come se non fosse la loro pur di fare carriera e tutti o quasi tutti i maschi italiani in porci che emarginano quelle che non la danno via come se non fosse la loro. L’antropologa Michela Marzano si è presa l’incarico di diffondere questa propaganda all’estero, in primo luogo in Francia, ottenendo l’importante risultato di convincere quelli che già disprezzano l’Italia a disprezzarla ancora di più. Grazie, Michela. E l’italo-svedese Erik Gandini, ha fatto pure un film (Videocracy) per convincere il mondo intero che le ragazze italiane sono tutte delle cretine il cui unico sogno è andare in televisione a fare le veline. Grazie, Erik (tralasciando il fatto che gli svedesi e specialmente le svedesi non possono davvero dare lezioni di sobrietà sessuale agli italiani). Mi dicono che oggi in certi paesi non puoi dire di essere italiano senza sucitare risatine e allusioni al bunga bunga. E non puoi dire di essere italiana senza sucitare offese a sfondo sessuale. Di che stupirsi? Le senonoraquandiste non urlano forse al mondo intero che in Italia sono tutte zoccole che vogliono soltanto fare le veline tranne loro? Siccome la matematica non è un’opinione, lo sprovveduto straniero che incontra una italiana avrebbe più del cinquanta per cento di probabilità di avere incontrato una zoccola ecectera eccetera.
Dunque, secondo la propaganda senonoraquandista le donne italiane si dividerebbero in zoccole lobotomizzate da Mediast e in senonoraquandiste colte & intelligenti. Non detto ma sottinteso, le zoccole lobotomizzate coinciderebbero con l’elettorato femminile del centro-destra, mentre le colte & intelligenti coinciderebbero con l’elettorato femminile della sinistra. (Insomma, anch’io sarei una zoccola…. strano che non me ne sia mai accorta). E d’altro canto, proprio uno molto addentro nelle cose di destra come il senatore Paolo Guzzanti assicura che nel Pdl vanno avanti solo quelle che offrono in tributo a Cesare-Silvio il tesoro su cui sono sedute.
Per mesi, il buon Guzzanti ha chiesto a noialtri che nonostante tutto rimaniamo con Silvio: come potete sopportare questa mignottocrazia? E noi per mesi glielo abbiamo ripetuto: la mignottocrazia non ci piace ma l’Unione Sovietica ci piace ancora meno, e l’unica maniera di evitare l’Unione Sovietica vendolian-bersaniana è rimanere con Silvio. Per mesi glielo abbiamo ripetuto e lui non voleva ascoltare. Poi e lo ha capito da solo. Dopo avere sbattuto dolorosamente la testa su Futuro e Libertà, ha recuperato il senno e adesso sta nel gruppo dei “responsabili” (leggete attentamente i post che pubblica sul suo blog “Rivoluzione italiana“).
Per mesi i sinistresi sinistrati hanno chiesto a noialtri che nonostante tutto rimaniamo con Silvio: vi rendete conto che in Italia, per colpa di Mediaset, la maggior parte delle ragazze italiane credono che, per andare avanti nella vita, sia necessario allargare le gambe spesso e volentieri? E noi per mesi abbiamo ripetuto fino a sgolarci: in primo luogo le televisioni dei paesi cosiddetti avanzati sono anche peggio di Mediaset quanto a “mecificazione del corpo femminile”, in secondo luogo non solo la maggior parte delle italiane ma anche la maggior parte dell donne degli altri paesi occidentali sono convinte che non sia possibile andare avanti nella vita senza allargare le gambe (e la bocca) spesso e volentieri e infine in tutti i paesi occidentali esiste e si allarga la piaga dello sfruttamento sessuale delle donne da parte dei datori di lavoro (“se non me la dai non fai carriera”). E per mesi i sinistresi sinistrati ci hanno risposto: mentite, non è vero, certe cose succedono solo in Italia…
Ora, sarebbe impresa troppo lunga riferire tutte le testimonianze e le prove che confermano che tutto il mondo è mignottopoli. Ma visto che ci sono, vi segnalo un gustoso articolo apparso su D. La repubblica delle donne del 17 settembre 2011: “Mi insegni a fare Gola profonda?” di Tiziana Lo Porto. L’articolo riguarda un libro che, a quanto pare, offre molti argomenti a coloro che combattono contro la piaga della pornografia di massa: The Other Hollywood. The uncensored oral history of the Porn Film Industry di Legs McNeil e Jennifer Osborne. Gli autori evitano di dare giudizi morali: si limitano ad esporre dei fatti e a riferire le testimonianze di coloro che nel tritacarne dell’industria pornografica ci sono passati. E i fatti parlano da soli: “la maggior parte della gente che ho intervistato per scrivere il libro adesso non c’è più. Sono morti quasi tutti” (McNeil). Infatti, pare che il tasso di mortalità fra i professionisti del porno sia molto alto, molto più alto che fra gli attori o i cantanti. Pare che un porno-attore abbia poche probabilità di arrivare indenne alla vecchiaia e di morirne serenamente, superando con successo gli scogli dell’aids, dell’alcolismo, della tossicodipendenza e del suicidio (video). La pornografia ti uccide dentro. Non lo dicono i vescovi: lo dicono i porno-attori pentiti riuniti nell’associazione Pink Cross.
Comunque, mettendo da parte il discorso sulla industria pornografica, mi ha colpito questo brano del succitato articolo: “Veronica Hart, pornostar, distingue il business del porno dagli altri business per il fatto che ‘nel porno per avere un lavoro non devi andare a letto con nessuno’”. Avete capito bene? Evidentemente non è che certe cose succedono solo nell’Italia di Berlusconi. Anzi, forse in certi paesi è pure peggio che in Italia. “per dirla con Al Goldstein (giornalista del settimanale pornografico Screw), in modo meno elegante ma sicuramente più efficace: ‘Soltanto in America puoi fare tanta strada con un pompino’” (Ibidem). Visto che ci sono, vi segnalo pure un vecchio articolo, tratto anch’esso da D. La repubblica delle donne, che mi ero conservata gelosamente: “Palinsesti scollacciati” di Guia Soncini, D 12 marzo 2011. La simpatica Guia Soncini, che non è certamente una belusconiana, smonta in poche righe a leggenda, rilanciata dall’italo-svedese di cui sopra, secondo cui certe schifezze si vedono solo nella tv italiana. Dopo avere descritto delle trasmissioni ad alto tasso di nudità che vanno per la maggiore in paesi come L’Inghilterra e la Germania, conclude: “Non sarebbe male smettere di dire che che solo in Italia c’erano e ci sono donne in mutande in televisione, e chiedersi perché, a parità di palinsesti scollacciati, loro abbiano avuto la Merkel o abbiano avuto la Tatcher, e noi abbiamo ‘un ministro che lavorava con Magalli, una che ha fatto un calendario,  una che era testimonial dei collant”. Me lo chiedo anch’io. Anch’io rimprovero Berlusconi per questo. Berlusconi non è affatto il mio idolo. Non penso affatto che egli sia un premier ideale. Penso soltanto che gli sia il meglio che c’è oggi in circolazione. Non è molto, ma occore accontentarsi, perché l’unica alternativa è l’Urss all’amatriciana di Vendola e Bersani. Tralasciando il fatto che nulla impedisce ad una “mignotta” reale o presunta di essere anche una brava donna politica, in generale le “mignotte” in parlamento fanno molti meno danni dei bolscevichi all’amatriciana coalizzati con i giudici.
In conclusione, piantiamola di dire che la televisione italiana è peggio delle televisioni degli altri paesi e che in Italia tutte le donne, tranne le senonoraquandiste, si inzoccoliscono per fare carriera. Piantiamola di dire che Berlusconi è la causa di questo generale inzoccolimento. No, Berluscni con i suoi bunga bunga non ne è la causa: ne è l’effetto. La cause deve essere ricercata più indietro, molto più indietro, e non a destra ma proprio a sinistra. La causa remota e unica di questa degenerazione dei costumi si chiama – mettetevelo bene in testa – LIBERAZIONE SESSUALE, i cui promotori sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti, come verginelle, di fronte al bunga bunga. Sto parlando dei sinistresi sinistrati, che nel Sessantto andavano in giro a dire alle donne: “Se non me la dai sei fascista”. Come uno tsunami, la cultura della liberazione sessuale ha devastato tutti i paesi occidentali, trasformandoli in giganteschi bordelli. Tutto qui. No, un attimo, c’è pure, c’è soprattutto dell’altro. Quel tipo di tragica debolezza che spinge uno come Berlusconi alla bulimia sessuale e che spige migliaia di donne (e pure uomini) a usare il proprio corpo come merce di scambio c’è sempre stata, fin dai tempi remoti, nel cuore di ogni essere umano. Si chiama peccato originale. Solo che nelle epoche passate non c’è mai stata una cultura come quella della liberazione sessuale, che oggi non fa altro che aggravare questa tragica debolezza esaltando, santificando il peccato della lussuria. Ma per fortuna c’è una cosa molto più forte del peccato: si chiama misericordia. Siccome noi per primi non siamo senza peccato, dobiamo avere pietà di Berlusconi e delle ragazze che gli stanno attorno.

3 comments on “LIBERAZIONE SESSUALE, MASCHILISMO E QUESTIONE FEMMINILE. Post del 28 settembre e 6 ottobre 2011

  1. #1 28 Settembre 2011 – 16:43

    Votate:

    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=70c402ace0395ffd
    La mia homepage: http://reginadistracci.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente reginadistracci
    #2 29 Settembre 2011 – 09:33

    Guarda, per una volta ero quasi tentato di considerarmi d’accordo con te. Pure io non sopporto l’ipocrisia sessista (di tipo misandrico, per la precisione) delle “senonoraquandine”, che ieri (ma anche adesso, vedasi il nuovo spot della Ferrari) rivendicavano il loro diritto personale a troieggiare e oggi si indignano con quelle che puttaneggiano alle condizioni dei “maschi”( facendo poi ricadere su questi ultimi la colpa). Pure io trovo avvilente constatare a cosa si attaccano i giornali di sinistra (lo scandalo mignottopoli è iniziato un anno prima rispetto alle indagini per i reati di Silvio B.) pur di mandare a casa il premier (che di porcherie ben più gravi ne ha fatte e continua a farne).

    Poi, come al solito, parti in quarta con la tua pseudo-letteratura ad hoc (gli attori pentiti: mi mancavano!) sugli orrori della pornografia. Poi tiri in ballo il presunto maschilismo imperante ed il tramonto della sessuofobia cattolica per giustificare la naturale tendenza femminile a scambiare il sesso con il non-sesso. Poi, sempre secondo copione, arriva il sempiterno peccato originale, il mito millenario con cui voi cristiani giustificate il vostro Dio per le sue, di porcherie. E l’Islam integralista che avanza? E l’eugenetica neodarwinista? Che fine hanno fatto?
    utente anonimo (IP: e84120d58f35713)
    #3 29 Settembre 2011 – 10:58

    Rispetto la tua opinione e il tuo dissenso, nessuno è obbligato ad approvare la mia cattolicissima intepretazione, ci mancherebbe. Se ritieni chela pornografia sia cosa buona e giusta, è un tuo diritto. Però sarebbe opportuno ascoltare anche le persone che la pornografia la conoscono bene, come gli ex porno attori della Pink Cross. E sarebbe opportuno ascoltare gli studiosi comportamentali, i quali sostengono che le immagini pornografiche, e in generale le imagini che mercificano il corpo femminile, aumentano l’attitudine dei maschi alle molestie sessuali e al disprezzo della donna. Magari non ti faranno cambiare opinione, ma intanto hai preso in considerazione i loro argomenti.

    “Poi tiri in ballo il presunto maschilismo imperante ed il tramonto della sessuofobia cattolica per giustificare la naturale tendenza femminile a scambiare il sesso con il non-sesso”.

    Vedi, è un dato di fatto che i ricatti sessuali li fanno i maschi nei confronti delle donne, non viceversa. Un vecchio babbione di potere può indurre una donna a venire a letto con lui (“se non me la dai non fai carriera”), ma una vecchia babbiona di potere non può assolutamente fare lo stesso con un giovincelo per ovvi motivi che non sto qui a spiegare per non scadere nella volgarità. E’ un dato di fatto che i posti di potere sono al novanta per cento occupati da maschi e che questi maschi usano il loro potere per ottenere favori sessuali dalle sottoposte. Certo, le sottoposte che cedono al ricatto (“va bene te la dò, così tu mi fai fare carriera”) sono colpevoli anch’esse, perché potrebbero tranquilalmente rifiutarsi (“non te la dò, chissene frega della carriera). Ma resta il fatto che sono i maschi ad avere il coltello dalla parte del manico. Io lo chiamo maschilismo imperante, tu chiamalo come vuoi. Io dico che questo maschilismo impera non da oggi ma dai tempi di Adamo ed Eva, ed è una conseguenza del peccato originale, tu invece pensa quello che vuoi.

    P. S. dici che questa volta sei quasi d’accordo con me eccetera, vuol dire che sei già venuto qui. Ma chi sei? Perché non ti invnti un nick, così che io possa distinguere un anonimo dall’altro?

    La mia homepage: http://reginadistracci.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente reginadistracci
    #4 29 Settembre 2011 – 14:37

    sarebbe opportuno ascoltare gli studiosi comportamentali, i quali sostengono che le immagini pornografiche, e in generale le imagini che mercificano il corpo femminile, aumentano l’attitudine dei maschi alle molestie sessuali e al disprezzo della donna

    Non conosco molto la materia, ma dubito fortemente che la maggior parte degli studiosi comportamentali la pensi in questa maniera. Quello della pornografia, del resto, è un fenomeno complesso, rispetto al quale troppo spesso vengono emessi giudizi arbitrari o ingiustificati (anche da sedicenti esperti).

    Vedi, è un dato di fatto che i ricatti sessuali li fanno i maschi nei confronti delle donne, non viceversa

    Se per “ricatto sessuale” intendi il pretendere sesso in cambio di non-sesso, ti do ragione. Se, viceversa, intendi il pretendere non-sesso in cambio di sesso, allora vale l’esatto contrario: la quasi totalità delle donne occidentali considera la copula alla stregua di un privilegio, da concedere all’uomo in cambio di un qualche tipo di risarcimento (iniziativa unilaterale, inviti a cena, attenzioni, lusinghe, superamento di umilianti “test psicoattitudinali”).

    E’ un dato di fatto che i posti di potere sono al novanta per cento occupati da maschi e che questi maschi usano il loro potere per ottenere favori sessuali dalle sottoposte

    Scusa, ma secondo te quanti sono gli uomini nella condizione di imporre simili ricatti? Il 10%? Il 20%? Viceversa, la quasi totalità delle donne (almeno tra i 14 e i 40 anni) può permettersi di imporre (cosa che accade regolarmente) all’uomo medio un prezzo per le proprie prestazioni sessuali (guarda caso, ad essere chiamate “favori sessuali” sono solo le concessioni femminili). Quindi ad avere il coltello dalla parte del manico non è di certo la maggioranza degli uomini.

    Perché non ti invnti un nick, così che io possa distinguere un anonimo dall’altro?

    Perché da quando mi sono dotato di nickname hai incominciato a non pubblicare più le mie controrisposte, con la scusa che avevi “di meglio da fare”. Al momento credo ci siano 5 o 6 miei post non pubblicati (tutti privi di insulti, ci tengo a precisarlo). Vedi un po’ tu….

    (P. S. :Ti pregherei, infine, di non utilizzare il termine “maschio” come sinonimo di “uomo”: trattasi di sgradevole abitudine sessista, sdoganata dal politicamente corretto femminista.)

    utente anonimo (IP: 47cd72e2013a99c)
    #5 29 Settembre 2011 – 16:07

    Se per “ricatto sessuale” intendi il pretendere sesso in cambio di non-sesso, ti do ragione. Se, viceversa, intendi il pretendere non-sesso in cambio di sesso, allora vale l’esatto contrario: la quasi totalità delle donne occidentali considera la copula alla stregua di un privilegio, da concedere all’uomo in cambio di un qualche tipo di risarcimento (iniziativa unilaterale, inviti a cena, attenzioni, lusinghe, superamento di umilianti “test psicoattitudinali”).

    Anche questo è vero, a conferma del fatto che nessuno può scagliare pietre , nemmeno le “femmine”. Quella di offrire il tesoro su cui sono sedute in cambio di favori e regali è un vizio vecchio come il mondo (vedi la “Taide la puttana” nell’inferno di Dante). Tuttavia, una volta questo vizio era meno diffuso di oggi, relegato per lo più nelle corti, dove le madame Pompadour e Dubarry raggiungevano le stanze del potere passando attraverso il letto del re. Oggi invece, dopo la “liberazione sessuale”, questo vizio è uscito dalle corti ed è entrato negli ambienti piccolo-borghesi. Ad esempio, ho letto che oggi le studentesse universitarie sono disposte ad andare a letto con coloro che gli affittano le camere in cambio di uno sconto sull’affitto. La liberazione sessuale c’entra eccome. Se io, plagiata dalla cultura della liberzione sessuale, sono abituata a passare da un partner all’altro, per me non ci sarà problema a “darla” anche a chi mi può fare dei favori. Uno in più si può fare. Se già sono andata a letto con trenta, posso andare a letto col trentunesimo magari turandomi il naso, ma senza troppa fatica. Meg Ryan in Harry ti presento Sally ci ha spiegato che a fingere certe cose non ci vuole molto.

    Scusa, ma secondo te quanti sono gli uomini nella condizione di imporre simili ricatti? Il 10%? Il 20%? Viceversa, la quasi totalità delle donne (almeno tra i 14 e i 40 anni) può permettersi di imporre (cosa che accade regolarmente) all’uomo medio un prezzo per le proprie prestazioni sessuali (guarda caso, ad essere chiamate “favori sessuali” sono solo le concessioni femminili). Quindi ad avere il coltello dalla parte del manico non è di certo la maggioranza degli uomini.

    Quando parlavo di coltello dalla parte del manico, parlavo del coltello del potere. Il potere ce l’hanno loro. Non sto parlado solo del potere ai massimi livelli, ma anche del potere nelle aziende e negli uffici terra terra. Quindi le donne possono farsi fare favori dagli uomini di potere, ma il potere resta nelle mani maschili. Nessuna Pompadour e nessuna Dubarry avrà mai, metaforicamente palando, lo stesso potere del re.

    Non conosco molto la materia, ma dubito fortemente che la maggior parte degli studiosi comportamentali la pensi in questa maniera. Quello della pornografia, del resto, è un fenomeno complesso, rispetto al quale troppo spesso vengono emessi giudizi arbitrari o ingiustificati (anche da sedicenti esperti).

    Appunto, non conosci bene la materia. Io invece anni fa ho preso dalla biblioteca molti libri sull’argomento (compresi vecchi libri scandinavi usciti alla fine degli anni Sessanta) e il giudizio degli studiosi è unanime: esiste una correlazione fra consumo di pornografia e molestie. Il tasso di consumo di materiale pornografico fra i detenuti per reati sessuali e violenza sulle donne è più del doppio del tasso di consumo di pornografia fra la popolazione normale. Certo, si può obiettare, come è stato fatto, che questi individui violenti sarebbero violenti anche se non consumassero pornografia. Può darsi. Però è certo che cade il vecchio argomento “progressista” secondo cui la pornografia sarebbe “catartica” ossia permetterebbe agli individui violenti di scaricare i loro impulsi in maniere virtuale, diciamo così, togliendo loro la voglia di scaricare i loro impulsi sulle vittime umane. In realtà, l’esperienza dei crimini sessuali dimostra che un individuo predisposto alla violenza più scarica i suoi impulsi sulla pornografia e più i suoi impulsi aumentano, sicché sente il bisogno di passare dalla realtà virtuale della pornografia alla realtà concreta.
    La pornografia non è mai stata vietata in nessun paese occidentale perché tutti gli intellettuali “progressisti” la difendono usando un collaudato argomento sofistico: se è vero che quasi tutti i criminali sessuali amano molto la pornografia, tuttavia non è vero che tutti quelli che amano la pornografia sono criminali sessuali. Naturalmente, per sostenere questo sofisma bisogna fare finta di ignorare gli studi che dimostrano che, se è vero che non tutti quelli che amano la pornografia diventano violenti, tuttavia la pornografia predispone tutti alla violenza spingendoli a disprezzare la donna, a trattarla come un oggetto sessuale. Se nella tua mente la donna è solo un oggetto, può capitare che, una volta o l’altra, questo oggetto lo farai a pezzi.

    Perché da quando mi sono dotato di nickname hai incominciato a non pubblicare più le mie controrisposte, con la scusa che avevi “di meglio da fare”. Al momento credo ci siano 5 o 6 miei post non pubblicati (tutti privi di insulti, ci tengo a precisarlo). Vedi un po’ tu….

    Certo che vedo io, qui ilcoltello dalla parte del manico ce ‘ho io, il potere assoluto è mio, che sono regina. Io ho veramente molto da fare, quindi decido io a quela commento vale la pena rispondere e a quale no.
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    #6 30 Settembre 2011 – 20:53

    Il discorso sul peccato originale e la LUSSURIA mi lascia perplesso, forse non sai che esistono persone come me, che senza credere alla favoletta di adamo e eva hanno una famiglia, e danno un valore ad un rapporto stabile e duraturo, alla fedeltà reciproca e pensano che un po di sano sesso selvaggio senza la preoccupazione di avere una bocca in più da sfamare rinforza questo genere di legame.
    Insomma che considerano la bulimia di schiere di prostitute poco più che maggiorenni una perversione sessuale in senso clinico, una tara mentale, non una debolezza.
    Che poi non mi interesserebbe granchè essendo parte di una libertà personale che mi sembra utile difendere e che mi sembra tuttaltro che frutto della libertà sessuale, la vita sessuale dei papi e del clero in genere nel medioevo era notoriamente altrettatnto animalesca di quella del SIlvio….
    Insomma mi sembra surreale, poco utile il tipo di difesa di chi ritiene un certo tipo di attività sessuale superficiale e frenetica in un qualsiasi modo migliore dell’omosessualità, a me da meno fastidio una coppia di omosessuali tranquillamente fedeli di un vecchio ossessionato dalle ragazzine, e purtroppo per il centrodestra attuale vedo che questo ateggiamento è abbastanza comune tra i benpensanti moderati e conservatori che sono il vostro bacino di utenza.
    La cosa che mi disturba è una sola, se vuoi circondarti di ragazze a pagamento devi pagarle con i tuoi soldi, se le fai entrare nell’eletta schiera dei parassiti inutili della politica e le metti a carico di chi lavora e paga le tasse la cosa con rispetto parlando mi fa girare un poco le palle.
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    #7 01 Ottobre 2011 – 11:58

    Il discorso sul peccato originale e la LUSSURIA mi lascia perplesso, forse non sai che esistono persone come me, che senza credere alla favoletta di adamo e eva hanno una famiglia, e danno un valore ad un rapporto stabile e duraturo, alla fedeltà reciproca e pensano che un po di sano sesso selvaggio senza la preoccupazione di avere una bocca in più da sfamare rinforza questo genere di legame.

    Almeno fin quando non si è troppo vecchi…. e l’occhio comincia a cadere sulle porcone minorenni. Insomma, S B bisogna capirlo: il sesso selvaggio non viene bene con una stagionata Lario. E non credo che basti chiudere gli occhi e pensare alle veline.

    Insomma che considerano la bulimia di schiere di prostitute poco più che maggiorenni una perversione sessuale in senso clinico, una tara mentale, non una debolezza.

    Se fosse una tara mentale, e non una debolezza terra terra, allora bisognerebbe dichiarare tarati e mandare dallo psichiatra più del cinquanta per cento dei maschi adulti italiani, che secondo le statistiche vanno quando possono con le schiave a buon prezzo che stanno sul ciglio delle strade e coltivano complicati passatempi sessuali, come quella roba giapponese a base di funi legate al soffitto che ha causato la morte di due sprovvedute di recente.
    Chiamare tara mentale quella che una volta si chiamava semplicemente fornicazione è una mistificazione tipicamente moderna, tesa a giustificare il peccato. Perché se uno ha una tara mentale, “allora poverino non è colpa sua se fa tutte le porcherie che fa”.

    Che poi non mi interesserebbe granchè essendo parte di una libertà personale che mi sembra utile difendere e che mi sembra tuttaltro che frutto della libertà sessuale, la vita sessuale dei papi e del clero in genere nel medioevo era notoriamente altrettatnto animalesca di quella del SIlvio….

    La vita sessuale animalesca non solo dei papi ma di tutti i potenti del passato non fa che confermare il fatto che l’essere umano è peccatore e lo è sempre stato. Le prostitute ci sono sempre state, i bordelli ci sono sempre stati, le mantenute ci sono sempre state. Ma non c’è mai stata una cultura – come quella della libertà sessuale – che esalta il peccato, agendo quindi come moltiplicatore di queste piaghe secolari. Guarda che tutti gli studi statistici dimostrano che, sebbene bordelli eccetera ci siano sempre stati, negli ultimi quaranta anni- guarda caso dopo la liberazione sessuale del 68 – il fenomeno della prostituzione e dello schiavismo sessuale, che coinvolge anche i bambini, è cresciuto a dismisura, raggiungendo dimensioni mai raggiunte nei secoli passati.
    P.S. la vita sessuale anialesca dei papi non ha mai sminuito di una virgola la santità della Chiesa. Dio si serve anche dei peccatori.

    Insomma mi sembra surreale, poco utile il tipo di difesa di chi ritiene un certo tipo di attività sessuale superficiale e frenetica in un qualsiasi modo migliore dell’omosessualità, a me da meno fastidio una coppia di omosessuali tranquillamente fedeli di un vecchio ossessionato dalle ragazzine, e purtroppo per il centrodestra attuale vedo che questo ateggiamento è abbastanza comune tra i benpensanti moderati e conservatori che sono il vostro bacino di utenza.

    Veramente gli omosessuali non hanno mai dato fastidio a nessuno, nemmeno ai conservatori. Questi ultimi non contestano il diritto di un omosessuale di vivere la sua sessualità come meglio crede, ma contestano la legittimità dei matrimoni omosessuali. I sinistresi progressisti, mentendo e sapendo di mentire, continuano ad accusare i conservatori di “omofobia”. In realtà, l’omofobia non c’entra niente, tanto è vero che anche molti omosessuali dichiarati e fieri di esserlo (come lo stesso provocatorio e scandaloso Aldo Busi) sono contrari al matrimonio omosessuale. Busi sottolinea che il bello dell’omosessualità sta proprio nella trasgressione e nell’anormalità, quindi normalizzare l’omosessualità facendola rientrare nell’istituto matrimoniale significheebbe snaturarla.

    La cosa che mi disturba è una sola, se vuoi circondarti di ragazze a pagamento devi pagarle con i tuoi soldi, se le fai entrare nell’eletta schiera dei parassiti inutili della politica e le metti a carico di chi lavora e paga le tasse la cosa con rispetto parlando mi fa girare un poco le palle.

    Infatti S B le zoccole le paga con i suoi soldi. Poi è vero che alcune le fa pure entrare in parlamento.Ma nel post ho già sottolineato che questo da fastidio pure a me. E ho pure sottolineato che, sebbene la mignottocrazia mi dia fastidio, la trovo di gran lunga preferibile alla falcemartellocrazia giudiziaria della sinistra sinistrata. A volte non è possibile scegliere il meglio e si sceglie il meno peggio.
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    #8 01 Ottobre 2011 – 14:04

    una volta questo vizio era meno diffuso di oggi[...] Oggi invece, dopo la “liberazione sessuale”, questo vizio è uscito dalle corti ed è entrato negli ambienti piccolo-borghesi.

    Forse non mi sono spiegato bene: anche nel passato quasi tutte le donne “vendevano” il sesso agli uomini. Anche la sposina timorata di Dio concepiva la copula come una concessione da elargire dietro compenso (sicurezza economica, sostegno nell’allevamento dei figli, riconoscimento sociale) a suo marito. La differenza rispetto all’epoca pre-sessantottina è che oggi le donne non vengono più limitate nelle loro pretese (e nel loro “proporsi”) dalla cultura patriarcale catto-sessuofoba; viceversa, esse sfruttano pienamente il proprio potere contrattuale (dipendente in buona parte dalla loro minor libido) per imporre agli uomini le loro condizioni. Da questo punto di vista, la rivoluzione sessuale non ha certo modificato la sostanza del discorso.

    Quindi le donne possono farsi fare favori dagli uomini di potere, ma il potere resta nelle mani maschili.

    Nei settori occupazionali che interessano alle donne (scuola, sanità), in realtà, la presenza dirigenziale femminile è in continuo aumento e tutt’altro che marginale. Ma anche se così non fosse, il numero di uomini che potrebbe ricattare (ed effettivamente ricatta) le donne in termini sessuali è relativamente contenuto. Lo stesso non si può dire per i “ricatti sessuali” che la maggioranza delle donne può imporre (ed effettivamente impone) alla maggioranza degli uomini. La cultura politicamente corretta femminista ha avuto però l’accortezza di ricatalogare quest’ultima tendenza sotto il nome di “corteggiamento”, nascondendone l’evidente natura utilitaristico-strumentale. Il principale “ricatto sessuale”, tuttavia, rimane quello femminile.

    utente anonimo (IP: 790459bbe03d011)
    #9 01 Ottobre 2011 – 14:07

    è vero che non tutti quelli che amano la pornografia diventano violenti, tuttavia la pornografia predispone tutti alla violenza spingendoli a disprezzare la donna, a trattarla come un oggetto sessuale. Se nella tua mente la donna è solo un oggetto, può capitare che, una volta o l’altra, questo oggetto lo farai a pezzi.

    Nella maggiora parte dei porno la donna appare tutt’altro che reificata. Ciò che contraddistingue la pornografia, infatti, è la rappresentazione della reciprocità del desiderio. La donna ritratta nell’hard prende l’iniziativa, ostenta la propria libido ed il proprio godimento, considera il sesso come un’esperienza fine a sé stessa (l’opposto, guarda caso, della donna media reale). Non di rado gli uomini, poi, non appaiono neanche. Se non ci credi, puoi sempre consultare uno sito porno sharing e constatare con i tuoi occhi, come già ti consigliai qualche tempo fa. Sempre che tu non abbia già deciso di trincearti dietro le tue solite letture ad hoc….Mi piacerebbe inoltre sapere quali sono le fonti che hai consultato (in grado di confermare, guarda caso, tutti i tuoi pregiudizi cattolici in materia). Sperò per te che non siano le stesse che ti hanno indotto ad affermare che a causa della precoce esposizione alla pornografia, le adolescenti femmine trovano normale organizzare gare di sesso orale….

    Se fosse una tara mentale, e non una debolezza terra terra, allora bisognerebbe dichiarare tarati e mandare dallo psichiatra più del cinquanta per cento dei maschi adulti italiani, che secondo le statistiche vanno quando possono con le schiave a buon prezzo che stanno sul ciglio delle strade e coltivano complicati passatempi sessuali

    Ancora una volta ragioni per luoghi comuni (falsi) mandati giù a memoria. La maggior parte delle prostitute stradali è li per scelta, come dimostrano pressoché tutte le ricerche italiane in materia (che puoi trovarequi:http://jonathanx.altervista.org/leggenda/leggenda_frameset.html): parlare quindi di “schiave a buon prezzo” è sintomo di colpevole ignoranza. Non parliamo poi delle loft, presso le quali la schiavitù è davvero l’eccezione.
    utente anonimo (IP: 790459bbe03d011)
    #10 01 Ottobre 2011 – 16:40

    Evidentemente io sono anormale, mia moglie è altrettanto stagionata della signora Veronica ed è perfettamente cosciente di non avere le attrattive di una ragazzina, ma a me va bene così, non dico di essere felice, ma sospetto che chi ha bisogno di continui cambiamenti e innumerevole carne fresca in realtà sia profondamente insoddisfatto, oltre a ciò la patologia del SIlvio non sta nella singola frequentazione, dire questo è ovviamente puro moralismo straccione, quanto nell’ossessione del numero, sintomo di una disperazione esistenziale molto profonda, ai confini appunto della patologia mentale.
    Insomma chi invidia Berlusconi i sembra un cretino se fossi costretto a fare il cambio con la sua situazione mi taglierei le vene…..
    Il rapporto tra la massa di frequentatori di prostitute e la vita sessuale del SIlvio mi sembra come quello che ci potrebbe essere tra chi una volta al mese si fa una mangiata luculliana con litri di vino, e chi sente la necessità di farlo 3 volte alla settimana, e per fare ciò rinuncia anche ai propri doveri, se è vero quello che dicono alcune “ragazzine” invitate ai festini, per un festino del genere il SIlvio non ha presenziato al funerale di un militare morto in Afghanistan.
    La mia homepage: http://pierinolapeste.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pierinolapeste
    #11 02 Ottobre 2011 – 08:40

    Ciao, grazie per aver linkato il mio video “Luci rosse – La verità del porno oltre le apparenze”.

    Carmen
    http://www.youtube.com/user/camda87?feature=mhee utente anonimo (IP: 00dbd41ae17f64e)
    #12 05 Ottobre 2011 – 05:56

    Il CIF Centro Italiano Femminile di Milano invita alla presentazione del libro di Costanza Miriano,
    “Sposati e sii sottomessa”.

    venerdì 7 ottobre 2011 alle ore 18.30 presso la Sala san Giorgio – Piazza san Giorgio, 2 (Via Torino – MM1 Duomo) – Milano

    ciao,

    Dafne
    utente anonimo (IP: 7f237f93376f546)
    #13 05 Ottobre 2011 – 11:41

    Mi oppongo:
    sposatevi ma non sottomettetevi alle prepotenze maschili.
    Sposatevi ma non siate compagne silenziose che stanno un passo indietro al maschio.
    Sposatevi ed educate il maschio ad essere uomo e non un bambino viziato che vuole stare al centro dell’attenzione, essere servito e fare il re della foresta.
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    #14 05 Ottobre 2011 – 14:05

    PIERINOLAPESTE
    …la patologia del SIlvio non sta nella singola frequentazione, dire questo è ovviamente puro moralismo straccione, quanto nell’ossessione del numero, sintomo di una disperazione esistenziale molto profonda, ai confini appunto della patologia mentale.(….) Il rapporto tra la massa di frequentatori di prostitute e la vita sessuale del SIlvio mi sembra come quello che ci potrebbe essere tra chi una volta al mese si fa una mangiata luculliana con litri di vino, e chi sente la necessità di farlo 3 volte alla settimana, e per fare ciò rinuncia anche ai propri doveri, se è vero quello che dicono alcune “ragazzine” invitate ai festini, per un festino del genere il SIlvio non ha presenziato al funerale di un militare morto in Afghanistan.

    Se contini a tirare in ballo disperazione e patologia mentale, lo giustifichi. E’ significiativo che io, che pure apprezzo moderatamente il Berlusconi politico, non sminuisco il suo peccato privato, mentre uno come te, che odia a morte Berlusconi, finisce per giustificare la sua concupiscenza colpevole. Fra B. che va con trecento (stima per difetto) ragazzine e uno che se ne paga solo una al mese c’è una differenza quantitativa, non qualitativa. La verità è che i puttanieri della porta accanto (ossia un maschio adulto su tre) si fanno una sola ragazzina al mese solo perché non hanno abbastanza tempo e soldi per farsene trenta al mese, ma se potessero se le farebbero. E d’altra parte, nel campo morale la “modica quantità” non sminuisce la colpevolezza di un atto. Se pecchi solo una volta al mese invece che trenta, sei comunque colpevole.
    Come dice san Paolo, “concupiscentia est infinita” ossia è insaziabile. Chi commette peccato è schiavo del peccato, in termini pù moderni potremo dire che il peccato crea “addiction”. Così si capisce perché negli ultimi anni sono emerse delle forme di “sexual addiction” che vengono curate in apposite cliniche. Ma attribuire e queste dipendenze un carattere propriamente “patologico” sarebbe sbagliato, perché i “conflitti irrisolti con la figura materna” e altre balle freudiane non c’entrano niente col vizio. D’altra parte, gli psichiatri che si occupano di tossicodipendenti ora ammettono che nemmeno la dipendenza da stupefacenti ha una vera connotazione psico-patologica, ed ha piuttosto a che fare con una debolezza umana, troppo umana.

    ANONIMO

    Nella maggiora parte dei porno la donna appare tutt’altro che reificata. Ciò che contraddistingue la pornografia, infatti, è la rappresentazione della reciprocità del desiderio. La donna ritratta nell’hard prende l’iniziativa, ostenta la propria libido ed il proprio godimento, considera il sesso come un’esperienza fine a sé stessa (l’opposto, guarda caso, della donna media reale).

    Non è quello che dice una pornoattrice, peraltro molto simpatica, di nome mi pare Selen. Intervistata a Stracult, Selen ha detto che lei ha sempre dovuto lottare con registi ed attori porno per convincerli a rappresentare anche il “piacere femminile”. Prima di spuntarla, ha incontrato molte resistenze, perché, dice lei, gli uomini godono di più quando vedono che le donne sono totalmente passive di fronte ai maltrattamenti. Certo, negli ultimi anni sempre più donne (porche) si sono avvicinate alla pornografia e così, per accontentarle, i produttori hanno dovuto sdoganare il piacere femminile. Tuttavia, resta che, innegabilmente, la pornografia è nata come un prodotto per uomini conformato sulle fantasie maschili. Che cosa sogna l’uomo? Sogna la donna totalmente disponibile e totalmente passiva, la schiava dentro l’harem o la puttana che lo fa godere subito, senza complicazioni sentimentali. Sogna anche, sebbene non lo confessi mai per non fare brutta figura, la vittima piangente da accerchiare, immobilizzare e violentare all’infinito, fino allo sfinimento. Tanto è vero che nell’ultimo decennio la produzione dedicata alla rappresentazione di stupri di gruppo è aumentata enormemente.
    Quindi, la pornografia è come benzina sul fuoco dei peggiori istinti del maschio (ma anche della femmina). E bisogna sottolineare che la porngrafia agisce come benzina della violenza anche indipendentemente dalla rappresentazione degli stupri e delle violenze. Anche la pornografia in cui la donna gode ed ostenta la sua libido implica comunque la reificazione della donna. Anche se la donna gode, comunque appare come un semplice oggetto di consumo, non come una unità di anima e corpo da amare ma come un corpo e basta da godere. E non cambia nulla se lei gode quanto te. Per te è solo un oggetto, e come tutti gli oggetti prima o poi o lo butti via per noia o lo rompi. E sottolineo che questo vale anche per la donna. La pornografia induce la donna a vedere nel maschio un distributore automatico di prestazioni sessuali che si aziona facilmente… basta fare le fusa e quello ci sta subito. Se non sei proprio vecchia e brutta, nulla di più facile che indurre un uomo a soddisfare la tua libidine.
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    #15 05 Ottobre 2011 – 14:08

    Non di rado gli uomini, poi, non appaiono neanche. Se non ci credi, puoi sempre consultare uno sito porno sharing e constatare con i tuoi occhi, come già ti consigliai qualche tempo fa. Sempre che tu non abbia già deciso di trincearti dietro le tue solite letture ad hoc….

    Non ho la curiosità di vedere con i miei occhi la pornografia, tanto posso immaginarla, il sesso lo conosciamo tutti molto bene. Consultare un sito di porno-sharing sarebbe come farsi un bagno nei liquami di fogna. No. grazie. Sono grata a quelli che il bagno nelle fogne se lo sono fatto al posto mio e mi raccontano, nei loro studi sociologici e psicologici, quello che hanno visto.

    Mi piacerebbe inoltre sapere quali sono le fonti che hai consultato (in grado di confermare, guarda caso, tutti i tuoi pregiudizi cattolici in materia). Sperò per te che non siano le stesse che ti hanno indotto ad affermare che a causa della precoce esposizione alla pornografia, le adolescenti femmine trovano normale organizzare gare di sesso orale….

    Già, ti capisco, tu sei molto più esperto di tutti gli psichiatri e i sociologi che hanno studiato la materia… Visto che sei sicuro di saperne più di loro, vai a litigare con loro. Per essere proprio sicuro di non incappare in gente anche solo lontanamente implicata con i “pregiudizi cattolici”, allora vai nella Svezia atea e libertina a fare polemica con gli autori di “Shoking Truth”. Poi mi si obietta che non pubblico i commenti. E ci manherebbe solo. Come si fa a dialogare con persone che, se gli citi studi e studiosi tutti rigorosamente non cattolici, ti dice che quegli studi e quegli studiosi non contano nulla perché sono pieni di “pregiudizi cattolici”? Ma va a magnà er sapone.

    Ancora una volta ragioni per luoghi comuni (falsi) mandati giù a memoria. La maggior parte delle prostitute stradali è li per scelta, come dimostrano pressoché tutte le ricerche italiane in materia (che puoi trovarequi:http://jonathanx.altervista.org/leggenda/leggenda_frameset.html): parlare quindi di “schiave a buon prezzo” è sintomo di colpevole ignoranza. Non parliamo poi delle loft, presso le quali la schiavitù è davvero l’eccezione.

    I volontari della associazione di don Benzi – che Dio l’abbia in gloria – descrivono una realtà ben diversa. Dicono di non avere mai trovato una sola prostituta che non fosse stata indotta con la violenza a prostituirsi. Le ospiti dei loro centri raccontano storie raccapriccianti. Sono tutte bugiarde piene di pregiudizi cattolici? Ma anche se mettesimo a tacere l’associazione di don Benzi (cosa che a molti puttanieri pornofili piacrebbe molto), sarebbe lo stesso colpevole anzi criminale negare la realtà dello schiavismo sessuale. Infatti i numeri, agghiaccianti, del mercato degli schiavi sessuali non li fornisce la Cei: li fornisce la stessa FBI negli Usa. I numeri forniti dal’FBI li ho letti in un articolo apparso non sull’Osservatore romano ma sul giornale ateo e libertino Repubblica. Non so se riesco a ritrovarlo.
    Certo, ci sono anche le puttane per vocazione. Ma la maggioranza di quelle che dicono di farlo per il loro piacere e con felicità hanno iniziato la loro carriera come schiave. Certo poi ci hanno preso gusto e adesso benedicono i loro protettori, ma resta che all’inizio della carriera di prostituta nella maggioranza dei casi c’è la costrizione. Lo ripeto, non nego che ci siano anche le puttane per vocazione. Anzi, è certo che negli ultimi anni è pure cresciuto il numero delle puttane occasionali. Molte ragazze trovano lecito e opportuno darla a pagamento una tantum giusto per pagarsi il telefonino o la discoteca o gli studi universitari. Dietro questo fenomeno della prostituzione occasionale, in crescita anche nei licei, c’è…. la cultura della liberazione sessuale e guarda caso la pornografia. Vedi fra gli altri Pornified di Pamela Paul… che non è una suora cattolica.

    Forse non mi sono spiegato bene: anche nel passato quasi tutte le donne “vendevano” il sesso agli uomini. Anche la sposina timorata di Dio concepiva la copula come una concessione da elargire dietro compenso (sicurezza economica, sostegno nell’allevamento dei figli, riconoscimento sociale) a suo marito.

    Questa affermazione stupida, idiota e ridicola si commenta da sola.

    La differenza rispetto all’epoca pre-sessantottina è che oggi le donne non vengono più limitate nelle loro pretese (e nel loro “proporsi”) dalla cultura patriarcale catto-sessuofoba; viceversa, esse sfruttano pienamente il proprio potere contrattuale (dipendente in buona parte dalla loro minor libido) per imporre agli uomini le loro condizioni. Da questo punto di vista, la rivoluzione sessuale non ha certo modificato la sostanza del discorso.
    … il numero di uomini che potrebbe ricattare (ed effettivamente ricatta) le donne in termini sessuali è relativamente contenuto. Lo stesso non si può dire per i “ricatti sessuali” che la maggioranza delle donne può imporre (ed effettivamente impone) alla maggioranza degli uomini. La cultura politicamente corretta femminista ha avuto però l’accortezza di ricatalogare quest’ultima tendenza sotto il nome di “corteggiamento”, nascondendone l’evidente natura utilitaristico-strumentale. Il principale “ricatto sessuale”, tuttavia, rimane quello femminile.

    Ma lo vedi che ti contraddici da solo? Prima dici: che bello, oggi le donne possono fare le zoccole quanto vogliono e così noi uomini scop…, ehm, godiamo di più. Poi dici: che schifo, le donne sono tutte zoccole che fanno le zoccole per usare gli uomini… Insomma, il tuo porno-maschilismo esige che le donne siano tutte zoccole che allargano le gambe senza esigere mai regali e favori, perché se gli fai un regalo o un favore allora cedi al ricatto femmnista…. Anche queste tue affermazioni si commentano da sole. Oltretutto dimentichi, nel tuo atavico maschilismo, che da che mondo è mondo la seduzione è uomo. La letteratura abbonda di grandi seduttori e sedotte e abbandonate. Gli uomini ne sanno una più del diavolo per farsela dare gratis, possibilmente di prima mano. Vuoi mettere che soddisfazione, sverginare una vergine?. La tecnica più facile, usata da tempi immemorabili, è fingersi perdutamente innamorati. Se ha preso di mira una, un uomo sa come lavorarsela a fuoco lento per mesi fingendo amore e rispetto, fin quando quella cade come un frutto maturo fra le lenzuola. E quando se la è goduta, la abbandona.
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  2. SECONDO BLOCCO DI COMMENTI A MIGNOTTOPOLI
    #16 05 Ottobre 2011 – 18:40

    Eh no Regina, l’ultimo giro ti sbagli.

    Non è il tizio che è atavico-maschilista, sei tu che non fai altro che utilizzare lo stesso argomento di critica per nascondere la tua invidia sessuale per l’uomo. La tua divisione interiore è così palese che non sai fare altro che pensare al sesso. Troppo spesso accusi di maschilismo persone ragionevoli che semplicemente ti dimostrano che la donna ha fatto del suo sesso un dio, persone che ti dimostrano la cattiveria di certe donne, persone che ti dimostrano che le ragazze troppo spesso sono tutt’altro che vittime. Non puoi prendere il caso limite delle prostitute sfruttate come esempio.

    Vai al Mi-Sex, e ti accorgerai quante donne – ingannate dal demonio – fanno la fila per partecipare a quel mondo.

    Ho incontrato spesso uomini che non hanno toccato una vergine perchè era vergine. C’è anche un film che parla della cosa: un uomo, un don giovanni, non accetta un rapporto con una ragazza vergine, e lei se ne va seccata. Altrochè!

    Da che mondo è mondo la seduzione è uomo? ma in che mondo vivi? non è affatto uomo, ma è proprio femminile, con la differenza diciamo l’uomo è più spregiudicato, perchè non resta gravido e perchè per la sua psiche – cosa che non accetti – è capace di cambiare parter con meno ferite (in teoria). Ciò non perchè l’uomo sia più cattivo, ma perchè è fatto così. I grandi seduttori dei romanzi sono tali sono perchè sono più conosciuti per le loro rocambolesche avventure, che implicano anche la seduzione, ma sono in primis uomini d’avventura a tutto tondo. Che poi le donne desiderose di essere amate si vendano per una caramella d’affetto è un’altra storia.

    Ma l’atteggiamento maschile da questo punto di vista, spesso non è volutamente ingannatorio, ma piuttosto vive l’emozione romantica del momento, così lei – stolta al pari di lui – vive la sua.

    Riguardati.
    Doria ha ragione: stai sottomessa e riverisci il tuo uomo, fino all’estremo della tua dignità, fino all’estremo del ritegno per te stessa, fino a usare i tuoi capelli per lavargli i piedi. Cosa che non puoi fare, perchè non ci riesci, non ci arrivi.. non sei in pace con la tua femminilità, non hai fatto il passaggio da femmina a donna.

    H.
    utente anonimo (IP: 7f237f93376f546)
    #17 05 Ottobre 2011 – 19:33

    Direi che avendo la donna oggi assunto -contro se stessa – un criterio “maschile” del desiderio (cioè un criterio che non necessariamente è nel maschio, ma è cmq rapace) non è facile distinguere chi ricatta e chi è ricattato.

    L’uso di pornografia da parte femminile è ai massimi storici.
    La donna nel porno non appare affatto reificata (è però più giusto dire “cosificata”), anzi appare molto gratificata, gode e lo prende come un’ossessa, anche in serie. Che poi la lettura di occhi cristiani vedano la realta, è faccenda di discernimento, non della percezione che il porno vuol trasmettere. Le donne il porno lo fanno e senza lasciarsi pregare. Poi si pentono: certo, è un orrore, è la morte dell’anima, è l’annientamento che prima o poi si fa sentire e quando vogliono tirarsi indietro sono avviluppate in un tritacarne, e piangono. Anche per l’uomo è la nullificazione, solo che per il diverso rapporto che uomini e donne hanno con l’affettività, le donne sembrano più usate, ma non è vero.

    Le ragazze oggi non hanno nemmeno più bisogno di entrare in un set ristretto. La sessualità media della donna occidentale è quasi pornografica, diciamo perlopiù poliandrica asincrona (e spesso anche sincrona).

    Ma quando una donna lascia entrare nelle sue viscere un uomo, per libido o per altro, si crea un legame mistico. Se questo uomo poi se ne va (perchè lei ha consumato e lui altrettanto parliamoci chiaro), se ne va un pezzo di carne, come strappata, anche se lei non vuoi darlo a vedere. E poi piangi. Perchè c’è in quell’atto, anche se apparentemente libidinoso, una richiesta di amore e di pienezza, anche se non ben cosciente.

    La diffusione della pornografia è legata al femminismo, non al maschilismo atavico. La seduzione è donna invece: lo dimostra la quantità smisurata di calendari e di nudi. Come mai le fanciulle non hanno ritegno alcuno?

    Regina da come leggo sembra tu non accetti il fatto che l’uomo non possa essere “zoccolo”. Non può esserlo, mettiti l’anima in pace. La donna che si dà è z*****a; l’uomo che ha tante donne no (anche se è ugualmente sbagliato). La donna è sempre posseduta, anche quando usa. Anzi, anche quando usa non può fare a meno di farsi possedere. Ti brucia, si vede.

    Lo sposo prende possesso della sposa, e lei si lascia possedere, apre a lui le profondità del suo intimo (non solo fisicamente) perchè sa che lo sposo passa per amare, e non come un brigante.

    Ma sono fin troppe le donne che per ego e esaltazione si sentono potenti proprio grazie a quello che hanno tra le gambe, e purtroppo tralasciano quelli che sono i reali rischi e le conseguenze.

    Sulle “sposine” opportuniste non generalizzerei e non esagererei così tanto. E’ vero che (era più nelle corti che tra gente “normale”) sicuramente c’è questa sottotraccia, perchè la donna “tende” a interessarsi più al matrimonio, mentre l’uomo “tende” a interessarsi di più alla persona. Ci sono delle ragioni antropologiche, non sbagliate, che cmq l’amore (quello vero) non esclude, ma include e integra in un progetto affettivo profondo e definitivo, dove cmq l’uno è chiamato a vivere per l’altro.

    Ch.R.
    utente anonimo (IP: 7f237f93376f546)
    #18 05 Ottobre 2011 – 19:49

    negli ultimi anni sempre più donne (porche) si sono avvicinate alla pornografia e così, per accontentarle, i produttori hanno dovuto sdoganare il piacere femminile.

    Le donne che guardano il porno sono una esigua minoranza, che più di quel tanto non può modificare il mercato (al massimo può creare una propia nicchia). Per il resto, l’hard degli anni ’70-’80-’90 mostrava comunque il piacere femminile, sebbene in maniera più stereotipata di oggi.

    Che cosa sogna l’uomo? [...] Sogna anche, sebbene non lo confessi mai per non fare brutta figura, la vittima piangente da accerchiare, immobilizzare e violentare all’infinito, fino allo sfinimento

    Queste stronzate misandriche faresti meglio a tenertele per te. Confondere le tue paranoie con la realtà non ti aiuta a rendere più credibili le tue tesi.

    Tanto è vero che nell’ultimo decennio la produzione dedicata alla rappresentazione di stupri di gruppo è aumentata enormemente

    Negli ultimi decenni è aumentato tutto. Tra gli altri generi, è aumentato esponenzialmente il genere lesbo soft-core (molto più di qualunuqe “stupro di gruppo”), decisamente più vicino al modello femminile di sessualità e dove gli uomini manco compaiono.

    Anche la pornografia in cui la donna gode ed ostenta la sua libido implica comunque la reificazione della donna. Anche se la donna gode, comunque appare come un semplice oggetto di consumo, non come una unità di anima e corpo da amare ma come un corpo e basta da godere.

    Questo è la questione centrale. Alla fine della fiera, quello che voi donne non sopportate è l’idea di una sessualità slegata da una qualche forma di relazionalità “forte” (si fa per dire…) che la giustifichi. Nulla di male in ciò, se non fosse che poi pretendete di modellare l’altrui sessualità secondo le vostre esigenze, non di rado mediante la sua criminalizzazione. In questo senso, tu sei un esempio perfetto.
    utente anonimo (IP: d0426730ffa5960)
    #19 05 Ottobre 2011 – 20:20

    Non ho la curiosità di vedere con i miei occhi la pornografia, tanto posso immaginarla, il sesso lo conosciamo tutti molto bene.

    E ti pareva. Figuriamoci se la signorina si degnava di rovinarsi gli occhi con quelle porcherie da “maschi”. Molto meglio cercare quattro testi ad hoc che confermano la sua visione preconfezionata del fenomeno. Non che mi aspettassi una risposta diversa, intendiamoci….

    Per essere proprio sicuro di non incappare in gente anche solo lontanamente implicata con i “pregiudizi cattolici”, allora vai nella Svezia atea e libertina a fare polemica con gli autori di “Shoking Truth”

    E grazie al cazzo! La Svezia è il paese più misandrico del mondo: quello in cui gli orinatoi vengono rimossi per non offendere la “sensibilità femminile”; quello in cui le quote rosa vengono tolte quando non convengono più alle donne; quello in cui le donne possono vendersi, ma gli uomini non possono comprare (pena umiliazione pubblica, rieducazione e carcere!). Molto più che la Chiesa (che oggi la gente, su queste questioni, non caga neanche di striscio), a criminalizzare la sessualità maschile è il sempiterno femminismo politicamente corretto (quello delle “senonoraquandine”, per intenderci), oramai dominante in tutto il mondo Occidentale.

    I volontari della associazione di don Benzi – che Dio l’abbia in gloria – descrivono una realtà ben diversa.

    Il sito che ti ho linkato smonta propio la riscostruzione dei fatti dell’associazione di Don Benzi. Non solo mediante il richiamo a studi di settore, ma anche attraverso l’uso del buon senso e della logica. Ma immagino che tu sia troppo sensibile di stomaco per leggere simili ragionamenti da puttanieri…

    I numeri forniti dal’FBI li ho letti in un articolo apparso non sull’Osservatore romano ma sul giornale ateo e libertino Repubblica

    E grazie al cazzo numero 2! “Repubblica” è il quotidiano più misandrico (a parte forse l’”Unità”) d’Italia. Quello che ha montato gli scandali di Casorla e della D’Addario. Quello che massimamente presta voce alle varie Zanardo, Marzano, Comencini. Quello dove una settimana sì e l’altra pure riesco a trovare articoli misadrici o filofemministi. Niente di nuovo sotto il sole.
    utente anonimo (IP: d0426730ffa5960)
    #20 05 Ottobre 2011 – 20:41

    Ma la maggioranza di quelle che dicono di farlo per il loro piacere e con felicità hanno iniziato la loro carriera come schiave.

    Gli studi di settore (Parsec su tutti) dicono esattamente il contrario. La maggior parte delle prostitute attualmente in Italia (almeno l’80%) ha scelto liberamente di fare questo mestiere, Tant’è vero che, nella maggior parte dei casi, gli sfruttatori non vengono accusati per il reato di “riduzione in schiavitù”, bensì per quello di “sfruttamento della prostituzione”.

    Ma lo vedi che ti contraddici da solo? Prima dici: che bello, oggi le donne possono fare le zoccole quanto vogliono e così noi uomini scop…, ehm, godiamo di più. Poi dici: che schifo, le donne sono tutte zoccole che fanno le zoccole per usare gli uomini… Insomma, il tuo porno-maschilismo esige che le donne siano tutte zoccole che allargano le gambe senza esigere mai regali e favori, perché se gli fai un regalo o un favore allora cedi al ricatto femmnista….

    Il mio porno-maschilismo parte dal presupposto che la sessualità libera e spontanea non possa dipendere dalle esigenze narcisistiche (mascherate da bisogni sentimentali) delle donne. Purtroppo, la rivlouzione sessuale è valsa soprattutto per le donne, che sono passate dal considerare la sessualità “gratuita” come immorale a vederla come cosa infantile e “da maschi”. Salvo poi sfruttare e pungolare gli istinti maschili per i propri comodi (vedasi le varie minigonne e scollature a cui quasi tutte le donne ricorrono in discoteca o alle serate “eleganti”).

    Oltretutto dimentichi, nel tuo atavico maschilismo, che da che mondo è mondo la seduzione è uomo. [...]
    La tecnica più facile, usata da tempi immemorabili, è fingersi perdutamente innamorati

    Come no! Vai nelle discoteche e nei locali e fammi sapere chi si deve sbattere per ottenere anche solo la possibilità di una copula. Che poi esistano gli stronzi che “seducono e abbandonano” io non lo nego. Ma per un uomo che sfrutta i bisogni “sentimentali” femminili per i propri comodi, ci sono almeno 10 donne che operano in senso uguale e contrario. Ma, come ho già detto, nel primo caso si parla di “bastardaggine”, nel secondo di “seduzione” briosa e paritaria!
    utente anonimo (IP: d0426730ffa5960)
    #21 07 Ottobre 2011 – 11:22

    Purtroppo, la rivlouzione sessuale è valsa soprattutto per le donne, che sono passate dal considerare la sessualità “gratuita” come immorale a vederla come cosa infantile e “da maschi”. Salvo poi sfruttare e pungolare gli istinti maschili per i propri comodi (vedasi le varie minigonne e scollature a cui quasi tutte le donne ricorrono in discoteca o alle serate “eleganti”).

    Per quanto possa sembrare strano, sono perfettamente d’accordo. Non è mia intenzione minimizzare le colpe di certe donne, per fortuna non tutte. Anche io detesto quelle sceme che vanno in giro mezze nude, con tacchi a spillo e trucco pesante, per attirare le attenzioni maschili. Atteggiarsi a baldracca lo considero una mancanza di rispetto verso gli uomini, che a mio modo di vedere hanno il diritto di camminare per strada o partecipare ad una cena in tutta tranquillità, senza essere aggrediti a livello interiore da immagini che inevitabilmente li turbano. Per questo io condanno anche tutte le immagini pubblicitarie piene di gnocche dagli sguardi assatanati e dalle labbra semichiuse che ci aggrediscono da ogni parte, anche per strada. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: chi produce quelle immagini? Di che sesso sono i creativi che usano la gnocca per vendere qualunque cosa? Io credo di saperlo. Mi viene in mente un grandioso pezzo della Littizzetto sui creativi che sono incapaci di pensare a qualcosa che non sia la gnocca…

    Che poi esistano gli stronzi che “seducono e abbandonano” io non lo nego. Ma per un uomo che sfrutta i bisogni “sentimentali” femminili per i propri comodi, ci sono almeno 10 donne che operano in senso uguale e contrario. Ma, come ho già detto, nel primo caso si parla di “bastardaggine”, nel secondo di “seduzione” briosa e paritaria!

    Anche su questo sono d’accordo. Almeno, prima della rivoluzione sessuale solo gli uomini potevano fare i seduttori bastardi. Adesso, la liberazione sessuale ha ottenuto la “parità” nella bastardaggine, rendendo le donne non meno stronze degli uomini.

    La Svezia è il paese più misandrico del mondo: quello in cui gli orinatoi vengono rimossi per non offendere la “sensibilità femminile”; quello in cui le quote rosa vengono tolte quando non convengono più alle donne; quello in cui le donne possono vendersi, ma gli uomini non possono comprare (pena umiliazione pubblica, rieducazione e carcere!).

    E sono d’accordo anche su questo. Quando ho saputo che Julian Assange veniva incriminato per “stupro”, mi sono cascate le braccia. Per la legge svedese è “stupro” dimenticarsi del condom… Forse non usare il condom contro la volontà della partner non è una cosa giusta e merita qualche sanzione, ma chiamarlo stupro è una follia!
    Comunque, Svezia a parte, dobbiamo fare in modo di distinguere fra la polemica sul porno e il discorso su maschilismo-femminismo. A mio modo di vedere, il porno fa mae a tutti, sia a uomni che a donna. Induce gli uomini ad usare le donne e le donne ad usare gli uomni: qindi siamo pari. L’unica differenza fra uomini e donne, è che le donne non possno violentare, gli uomini sì. Quindi, è chiaro che, se parliamo di reati sesuali, parliamo solo di uomini. Quindi, se io cito studi che dimostrano che c’è una qualche correlazione (tuttavia non ancora bene definita) fra il consumo di pornografia e la violenza, non sto facendo una propaganda anti-maschile. Sto facendo una propaganda anti-porno. Quando prima accennavo alle fantasie di stupro, non stavo criminalizzando la sessualità maschile. Che gli uomini abbiano, a livello inconscio, anche quel genere di pulsioni l’ho letto in un articolo scritto da uno psichiatra uomo. Ma anche il vecchio Freud lo diceva. Egli avvertiva a livello inconscio sia uomini che donne hanno delle pulsioni “antisociali” che devono imparare a reprimere a livello conscio. Quindi, ancora una volta io criminalizzo la pornografia in quanto la pornografia tira fuori dall’incoscio tutte le pulsioni negative, indebolendo il controllo razionale.

    Molto più che la Chiesa (che oggi la gente, su queste questioni, non caga neanche di striscio), a criminalizzare la sessualità maschile è il sempiterno femminismo politicamente corretto (quello delle “senonoraquandine”, per intenderci), oramai dominante in tutto il mondo Occidentale.

    Ribadisco che contesto le senonoraquandine e ogni genere di femminismo misandrico tipo Valerie Solanas (vedi ultimo post). E ripeto ancora, non si tratta di criminalizzare la sessualità maschile ma casomai di criminalizzare quelle cose, come la pornografia, che rovinano la sessualità maschile ma anche quella femminile.

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    #22 07 Ottobre 2011 – 13:24

    Tuttavia, sorge spontanea una domanda: chi produce quelle immagini? Di che sesso sono i creativi che usano la gnocca per vendere qualunque cosa? Io credo di saperlo

    Il numero di donne che si occupa di gestire campagne pubblicitarie é in costante aumento, sicché la risposta non è così scontata come pensi tu. Il sesso (femminile) fa vendere, e la maggior parte delle donne (pubblicitarie e non) è ben lontana dal non volerne approfittare.
    Per il resto, la vera domanda che ti devi porre è: “cui prodest”? Giova forse alla maggioranza degli uomini essere pungolati nei propri istinti senza poterli poi soddisfare? Non sarà che (al netto di chi ci fa i soldi) a beneficiare veramente della porno-pubblicità sono le donne in età sessualmente utile?

    Adesso, la liberazione sessuale ha ottenuto la “parità” nella bastardaggine

    Non esattamente. Come ho già detto, il numero di donne “stronze” è decisamente maggiore rispetto a quello della controparte maschile. Se non altro perché la stronzaggine femminile richiede molti meno sforzi di quella maschile e non viene in alcun modo stigmatizzata. Il mio discorso, del resto, non riguardava solamente coloro (la maggioranza delle under 40) che pungolano più o meno frequentemente gli uomini, ma anche tutte quelle donne (e qui le percentuali sono bulgare) che pretendono di imporre (ed impongono) il loro “prezzo” sessuale all’uomo.

    Quando prima accennavo alle fantasie di stupro, non stavo criminalizzando la sessualità maschile. Che gli uomini abbiano, a livello inconscio, anche quel genere di pulsioni l’ho letto in un articolo scritto da uno psichiatra uomo

    Vedi di deciderti: se l’uomo sogna anche, sebbene non lo confessi mai per non fare brutta figura, la vittima piangente, [...] da violentare, allora egli è assolutamente consapevole di tale sua pulsione, che non può quindi essere a livello inconscio.
    utente anonimo (IP: cd52f7ca280fada)
    #23 08 Ottobre 2011 – 12:02

    Vedi di deciderti: se l’uomo sogna anche, sebbene non lo confessi mai per non fare brutta figura, la vittima piangente, [...] da violentare, allora egli è assolutamente consapevole di tale sua pulsione, che non può quindi essere a livello inconscio.

    “A livello inconscio” non significa che non lo sai. Il tuo inconscio ti manda dei segnali, ad esempio attraverso i sogni, che poi tu a livello conscio sei libero di assecondare oppure no. Se non li assecondi, i segnali maligni tendono a sbiadire fino all’oblio, e tu puoi anche diventare un santo. Ma se li assecondi, nutrendoti di porno violento, può darsi che tu sappia trattenere i tuoi istinti nella realtà, ma può anche darsi che tu non ci riesca, anzi è probabile. Ripeto, il mito della “catarsi” è stato smentito già da tempo. Se sogni di fare una cosa, prima o poi la vuoi fare nella realtà. Per fare un esempio, cogente, i mebri della Pedophile Association sostengono che la pedoporngrafia andrebbe legalizzata in quanto…. permetterebbe ai pedofili di sfogare i loro istinti in maniera virtuale, senza ledere nessun bambino. In realtà, l’esperienza poliziesca dimostra il contrario: nelle case dei i pedofili violenti si trovano tonnellate di materiale pedopornografico. Il che significa che tale materiale non tiene il pedofilo lontano dai bambini, ma al contrario lo spinge ancora più violentemente verso di loro.
    Quindi, quando dicevo che tutti gli uomini sognano lo stupro, non stavo dicendo che tutti gli uomini “desiderano” lo stupro. Quando dicevo “sognano”, alludevo appunto ad una fantasia malvagia che, almeno una volta nella vita, viene a tutti gli uomini ma che poi uno, col suo libero arbitrio può rimuovere definitivamente dalla sua mente.
    Ma queste cose già le diceva il vecchio Sigmund Freud, che certamente non era una femmnista incazzata. Anzi, per essere precisi, Freud diceva anche che nella donna c’è una pulsione malvagia speculare a quella maschile: la fantasia di usare tutti gli uomini sia per godere sia per averne utilità economiche.

    Per il resto, non troveremo mai nessun accordo. Se sei convinto che le stronze sono più numerose degli stronzi, non posso fare niente per farti cambiare idea. Io personalmente son convinta che li stronzi siano dieci volte tanto rispetto alle stronze, ma forse penso così perché sono donna. Probabilmente la verità sta nel mezzo: stronze e stronzi sono in numero uguale.

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    #24 08 Ottobre 2011 – 17:07

    “A livello inconscio” non significa che non lo sai. Il tuo inconscio ti manda dei segnali, ad esempio attraverso i sogni, che poi tu a livello conscio sei libero di assecondare oppure no.

    Non mi piace citare Wikipedia (lo trovo “cheap”), ma tu me lo imponi: con il termine inconscio Freud intendeva un complesso di processi, contenuti ed impulsi che non affiorano alla coscienza del soggetto e che pertanto non sono controllabili razionalmente. Se l’istinto relativo allo stupro è inconscio, allora l’uomo non può esserne immediatamente consapevole, essendo che la sua coscienza applica una censura.
    In ogni caso, con questa tua ultima affermazione non fai altro che riproporre la rappresentazione misandrica dell’uomo propria di quasi tutto il femminismo: ogni “maschio” è un potenziale stupratore, come dimostrano le espressioni tipiche della sua sessualità (prostituzione, pornografia), e necessita perciò di una qualche forma di rieducazione.

    il mito della “catarsi” è stato smentito già da tempo

    Ammesso che sia vero, non vedo in che modo ciò possa comprovare, invece, quello della “mimesis” platonica (che tu, da brava conservatrice, sostanzialmente riproponi).

    Io personalmente son convinta che li stronzi siano dieci volte tanto rispetto alle stronze, ma forse penso così perché sono donna. Probabilmente la verità sta nel mezzo: stronze e stronzi sono in numero uguale.

    Da sempre ognuno dei due sessi cerca di adattare l’altro alle proprie esigenze. Al giorno d’oggi, tuttavia, il pensiero unico dominante è spudoratamente sbilanciato in favore delle donne, sicché le richieste femminili vengono considerate “normali”, mentre quelle maschili (poligamia, spontaneità dell’accoppiamento), quando non sono negate, vengono giudicate “immature” o persino “animalesche”.
    Per il resto, io ho cercato di spiegarti per quale motivo, nella nostra società, le donne sono numericamente molto più “stronze”degli uomini. Tu invece non hai prodotto ancora nessun argomento a riguardo, la butti sul “50 e 50″ e credi così di aver risolto il problema.
    utente anonimo (IP: 7122b2f2dea70cd)
    #25 10 Ottobre 2011 – 13:41

    Ammesso che sia vero, non vedo in che modo ciò possa comprovare, invece, quello della “mimesis” platonica (che tu, da brava conservatrice, sostanzialmente riproponi).

    Dimmi come si fa a discutere quando tutto quello che dico viene rimosso e cancellato. Mi sembra di avere portato un argomento molto forte a favore della tesi secondo cui la pornografia non è catartica, ma è il contrario di catartica (evito di tirare fuori il concetto platonico di “mimesis”, che è molto più complesso):
    il fatto che nelle case dei i pedofili violenti si trovino tonnellate di materiale pedopornografico è una dimostrazione lampante del fatto che tale materiale non tiene il pedofilo lontano dai bambini, ma al contrario lo spinge ancora più violentemente verso di loro.
    Ma questo, ovviamente, non riguarda solo i pedofili. Ripeto una cosa che ho già detto e che è stata rimossa:
    i detenuti per reati sessuali consumano molta più pornografia di quanto ne consumino i soggeti normali.
    Mi sono anche conservata il ritaglio di una notizia significativa: 3 anni fa sono stati arrestati nelle Firenze bene sette studenti di buona famiglia che hanno stuprato in gruppo una ragazza. Ebbene, il capo branco è guarda caso… regista di film sperimentali a base di sesso sadico e violenza splatter a sfondo satanico (si chiama Lorenzo Lepori e su you-tube c’è molta sua roba). Sicuramente non tutti quelli che producono a guardano film come quelli diventano stupratori, però se la violenza fosse confermata (visto che il processo è ancora in corso) questo episodio sarebbe significativo.

    Non mi piace citare Wikipedia (lo trovo “cheap”), ma tu me lo imponi: con il termine inconscio Freud intendeva un complesso di processi, contenuti ed impulsi che non affiorano alla coscienza del soggetto e che pertanto non sono controllabili razionalmente. Se l’istinto relativo allo stupro è inconscio, allora l’uomo non può esserne immediatamente consapevole, essendo che la sua coscienza applica una censura.
    In ogni caso, con questa tua ultima affermazione non fai altro che riproporre la rappresentazione misandrica dell’uomo propria di quasi tutto il femminismo: ogni “maschio” è un potenziale stupratore, come dimostrano le espressioni tipiche della sua sessualità (prostituzione, pornografia), e necessita perciò di una qualche forma di rieducazione.

    Infatti, wikipedia è troppo “cheap”. Non si possono liquidare centinaia di pagine di Psicopatologia della vita quotidiana in una sola riga. Ciò che è contenuto nell’ES è normalmente ignoto all’IO cosciente, ma ciò non vuol dire che non emerga mai alla coscienza. Talora non solo emerge alla coscienza ma la coscienza non lo censura e la volontà lo mette in pratica. Vuoi forse negare che ogni giorno in ogni parte del mondo vengono consumati centinaia di migliaia di stupri? Ho sentito che a livello mondiale c’è uno stupro ogni sette minuti. Quindi, non ne devi fare una questione di orgoglio maschile ferito. Devi guardare alla realtà. La realtà è che sentimenti negativi come l’ira e la frustrazione possono tradursi nell’uomo in impulso alla violenza sessuale. Il movente dello stupro non è solo il desiderio sessuale ma anche l’ira, la volontà di distruggere una persona. Penetrarla diventa, in qualche misura, ferirla a morte. Così si capisce perché è assolutamene inevitabile che in guerra si moltiplichino a dismisura gli stupri. I soldati infatti scaricano l’odio verso i nemici “punendo” le loro donne, sporcandole, oltraggiandole, degradandole. Pensa anche ai più diffusi modi di dire. Dire a un uomo “mi scopo tua sorella” è una offesa gravissima. Certo, l’ira non emerge solo in guerra. In tempo di pace, l’uomo può sentirsi frustrato ed adirato se una donna desiderabile si rifiuta a lui. Tu susciti in me un desiderio e poi ti rifiuti di soddisfarlo? Allora io ti punisco prendendomi da solo quello che tu non mi vuoi dare.
    Ripeto, non si tratta di prenderla come un’offesa. Aiutare gli uomini a prendere coscienza di questi impulsi negativi e a dominarli non significa offenderli. Certo, se continuano a fare gli offesi ogni volta che se ne parla, allora mi viene il sospetto che siano conniventi e solidali con i loro colleghi stupratori.
    D’altra parte, mi sembra di avere ripetuto, fino allo sfinimento, che nessuno è senza peccato, neanche le donne. So bene che le vetero-femmniste vogliono fare passare la favola secondo cui le donne sono tutte senza peccato. Ma io ho già condannato più e più volte queste vecchie “streghe”. Ripeto, il fatto che le donne per natura non possano stuprare gli uomini, non significa che non possano fare qualcosa che è altrettanto grave dello stupro. Stuzzicare un uomo, solleticare i suoi istinti con abbigliamenti provocanti e atteggiamenti ammiccanti solo per soggiogarlo e ottenere da lui quello che vuoi (favori, regali e magari anche prestazioni da stallone eccetera) non sarà una violenza fisica ma è comunque una violenza psicologica. Quindi, a ognuno il suo impulso maligno. Gli uomini hanno i loro, le donne hanno i loro. Se ognuno si impegna a dominare i propri e a sottomettere l’istinto sessuale all’amore, allora il sesso può essere davvero una cosa meravigliosa.

    le richieste femminili vengono considerate “normali”, mentre quelle maschili (poligamia, spontaneità dell’accoppiamento), quando non sono negate, vengono giudicate “immature” o persino “animalesche”.

    Non potremo mai e poi mai essere d’accordo, quindi tanto vale troncare la discussione. Infatti “poligamia” e “spontaneità nell’accoppiamento” sono realmente immature e animalesche, non perché lo dicono le femministe ma perché lo sono e basta. Sono peccati, fine del discorso. Cristo è stato molto chiaro: chi guarda una donna che non è la sua per desiderarla, in cuor suo ha già commesso peccato. Libero di non credere in Cristo. Così come io sono libera di dire che la libertà sessuale è un obbrobrio.
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    #26 11 Ottobre 2011 – 13:00

    il fatto che nelle case dei i pedofili violenti si trovino tonnellate di materiale pedopornografico è una dimostrazione lampante del fatto che tale materiale non tiene il pedofilo lontano dai bambini, ma al contrario lo spinge ancora più violentemente verso di loro.

    Non tutte le connessioni tra fenomeni implicano una effettiva correlazione tra i medesimi. Un conto è negare la capacità di una rappresentazione di liberare dalle pulsioni negative. Un altro è affermare che la stessa è in grado di produrre/rafforzare queste ultime nella maggioranza (totalità?) dei casi.

    3 anni fa sono stati arrestati nelle Firenze bene sette studenti di buona famiglia che hanno stuprato in gruppo una ragazza. Ebbene, il capo branco è guarda caso… regista di film sperimentali a base di sesso sadico e violenza splatter a sfondo satanico

    Per l’appunto: sesso SADICO e VIOLENZA SPLATTER. Una tipologia statisticamente ben poco rilevante nell’ambito del porno. Perché, alla fine della fiera, la domanda fondamentale rimane sempre la stessa: come fa il porno (che, in massima parte, NON mostra scene di violenza) ad indurre l’uomo medio a stuprare?

    Ciò che è contenuto nell’ES è normalmente ignoto all’IO cosciente, ma ciò non vuol dire che non emerga mai alla coscienza

    Nel momento esatto in cui emerge, tale contenuto smette di essere “inconscio” e diventa conscio. La mia era solo una puntualizzazione rispetto alla tua imprecisione terminologica: le centinaia di pagine di psicopatologia possono rimanere dove sono.

    Vuoi forse negare che ogni giorno in ogni parte del mondo vengono consumati centinaia di migliaia di stupri? Ho sentito che a livello mondiale c’è uno stupro ogni sette minuti.

    Calcolatrice alla mano, uno stupro ogni sette minuti equivale a circa 75.000 stupri all’anno. Come si concilia questa tua fonte con la tua previsione di centinaia di migliaia di stupri ogni giorno?
    utente anonimo (IP: a4dc8d53c6781de)
    #27 11 Ottobre 2011 – 13:02

    se continuano a fare gli offesi ogni volta che se ne parla, allora mi viene il sospetto che siano conniventi e solidali con i loro colleghi stupratori.

    Sai com’è: quando un giorno sì e l’altro pure ti senti trattato (da “Repubblica”o dalla tv, mica dal blog delle “Femministe a Sud”) come un porco/ stupratore per il semplice fatto di essere nato “maschio” e di non cospargerti il capo di cenere per questa tua “colpa”….

    D’altra parte, mi sembra di avere ripetuto, fino allo sfinimento, che nessuno è senza peccato, neanche le donne. So bene che le vetero-femmniste vogliono fare passare la favola secondo cui le donne sono tutte senza peccato

    Converrai con me, però, che tale favola è sostanzialmente propagandata e difesa dalla totalità dei media e dal pensiero politicamente corretto. O forse ti risulta che la pratica dello smutandamento in luogo pubblico (fatta propria da un’ampia maggioranza di donne) sia in qualche modo messa in discussione a livello mediatico?

    “poligamia” e “spontaneità nell’accoppiamento” sono realmente immature e animalesche

    Ennesima conferma (non che ne avessi bisogno…) che per te (come per la maggior parte delle donne) la sessualità maschile è in sè morbosa e necessitante di rieducazione, ad uso e consumo di quella femminile. Che poi i tuoi ragionamenti siano figli di un femminismo catto-sessuofobico e non sinistrorso-sessuofobico, poco cambia: trattasi sempre di misandria, maldestramente

  3. COMMENTI A LE DONNE E L’OCCIDENTE

    09 Ottobre 2011 – 18:28

    Piccola, forse superflua puntualizazzione, nel DOn Giovanni il servo sichiama Leporello, non Leporino.
    Ho letto poi il post a cui tieni molto, e la conclusione a cui giungi è letteralmente quella su cui si basa la mia vita, il valore, o se si vuole essere più semplici l’utilità per una vita soddisfacente, della monogamia, ma questo è possibile e perfettamente ragionevole al di fuori di una qualsiasi metafisica religiosa, e infatti nella mia esperienza personale vedo che le coppie fedeli e solide si trovano indifferentemente tra credenti e tra atei assoluti. la Fede non porta alla benchè minima differenza di comportamento.
    Sul fatto da te commentato nel post precedente che la differenza tra il frequentatore ossessivo di ragazzine a pagamento e quello saltuario è SOLO quantitativa posso notare che il 99% delle patologie si distinguono esclusivamente per aspetti quantitativi, per il fatto che fenomeni e comportamenti che si presentano nella totalità delle persone diventano dominanti nella loro vita ( o nel loro metablolismo nel caso della patologia clinica ), che questo nel caso del SIlvio sia a livelli patologici è una mia impressione, nel senso che non credo assolutamente che il suo stile di vita sia nè soddisfacente nè fonte di felicità, come vogliono fare credere alcuni dei suoi sostenitori più ridicoli come Ferrara.
    E dato che la definizione stessa di patologia è quella di uno stato al di fuori del normale equilibrio ( biologico o mentale ) che causa sofferenza, il fatto che la causa sia una presunta “debolezza” non fa molta differenza, anche gli stati patologici dei malati di AIDS sono causati SOLO dalla debolezza del sistema immunitario.
    P.S. La patologia in questione si chiama “coazione a ripetere”….
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    #2 10 Ottobre 2011 – 11:50

    Si, è vero, Leporello.

    …infatti nella mia esperienza personale vedo che le coppie fedeli e solide si trovano indifferentemente tra credenti e tra atei assoluti. la Fede non porta alla benchè minima differenza di comportamento.

    Sono assolutamente d’accordo, infatti il valore della fedeltà non appartiene in maniera esclusiva alla fede ma appartiene alla legge naturale scrittta nel cuore di ogni uomo. Se infatti la fedeltà fosse una virtù esclusivamente cristiana, anche tutte le mie critiche alla libertà sessuale e alla pornografia perderebbero ogni significato. Invece io voglio appunto dimostrare che certi modelli di comportamento sessuale fanno male a tutti, atei e credenti. Infine, se è vero che non c’è bisogno della fede per essere fedeli, tuttavia la fede può aiutare molto.

    E sulla voracità sessuale di Berlusconi e altri ti ripeto quello che già ti ho detto: dal punto di vista psichiatrico, la voracità sessuale non ha un carattere propriamente patologico. Se l’iperattività sessuale avesse carattere patologico, bisognerebbe dichiarare “malati” e rinchiudere in clinica la quasi totalità dei divi del cinema e del rock, assediati da migliaia di fans adoranti che farebbero qualunque cosa per passare una sola ora di intimità con loro. Tutti ma proprio tutti i divi del rock, a partire dagli ex-Beatles, raccontano di avere collezionato migliaia di rapporti occasionali con ragazze sconosciute. L’ex leader dei Simply Red di recente ha confessato, chiedendo ufficialmente scusa a tutte: “Negli anni Ottanta mi concedevo tre ragazze al giorno”. L’unica differenza fra Berlusconi e , poniamo, il Jim Morrison degli anni Sessanta, è che quest’ultimo non doveva pagare nessuna ragazza, anzi magari doveva pagare per convincerle ad andarsene, mentre il vecchio chiattone inscopabile di Arcore deve coprirle di regalini. Che poi la sua iperattività sessuale non lo renda felice, siamo d’accordo. Ma continuare a chiamalo “malato” è solo una mistificazione.
    Le perversioni sessuali possono talora avere carattere patologico, ma oggi anche la definizione di “perversione sessuale” sta diventando sempre più incerta. Infatti, certe pratiche sessuale che fino a cinquanta anni fa erano considerate “perversioni”, oggi, anche grazie all’invasione pornografica, sono considerate “giochi erotici”. A mio parere, neppure le perversioni sessuali hanno un carattere propriamente patologico. Le perversioni non sono malattie ma peccati: peccati di sodomia. La cultura contemporanea tenta dsperatamente di cambiare il nome alla cose, chiamando malattia ciò che una volta si sapeva essere vizio.
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    #3 11 Ottobre 2011 – 13:33

    “L’unica differenza fra Berlusconi e , poniamo, il Jim Morrison degli anni Sessanta, è che quest’ultimo non doveva pagare nessuna ragazza”

    …l’unica differenza? Jim morrison ha fatto successo a 24 anni ed e’ morto a 27. Berlusconi di anni ne ha 75…a mio parere quello che e’ un sano desiderio sessuale a 24 puo’ diventare patologico se si tenta di praticarlo ossessivamente da anziani. Tu consa penseresti se tuo nonno passasse le giornate a tentare di portare a letto delle liceali sperperendo la pensione? Toh’ …guarda il nonno com’e’ arzillo…che carino!!??
    utente anonimo (IP: a20661491e6cdd7)
    #4 11 Ottobre 2011 – 18:35

    “mio parere quello che e’ un sano desiderio sessuale a 24 puo’ diventare patologico se si tenta di praticarlo ossessivamente da anziani”.
    Diciamo che può essere patologico se non ce la fai, ma se ce la fai…. quale legge te lo vieta? Tenendo sempre presente la differenza fra reato e peccato, naturalmente.
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    #6 13 Ottobre 2011 – 03:42

    Trovato per caso il tuo blog, mi permetto di analizzarne criticamente – e spero costruttivamente – il contenuto (in ogni caso non sono un utente anonimo – hai completo diritto di replica nel mio blog).

    “[...] Ma il mio fondo di misandria è assolutamente simmetrico al fondo di misoginia che c’è in tutti gli uomini. La verità, ben nota agli psichiatri, è che in tutti gli esseri umani di un sesso c’è un fondo di ostilità per gli esseri umani del sesso opposto.”

    Personalmente non ritengo di possedere un “fondo” (inconsapevole?)
    misogino. Potresti citare le autorevoli fonti della tua tesi?

    “Ciò è una conseguenza della “inimicizia fra l’uomo e la donna” introdotta nel mondo dal primo serpente.”

    E’ questa una figurazione o credi davvero nella reificazione del racconto mitologico della creazione? (secondo l’antico testamento; superfluo affermare che esistono molteplici miti della creazione – ma questa è un’altra storia)

    “Più terra terra, il cervello maschile e quello feminile sono diversi e quindi incomprensioni e scontri fra uomini e donne sono inevitabili. La prima cosa di cui una ragazza si accorge, quando raggiunge l’età della pubertà, e che i suoi coetanei maschi non hanno la sua stessa profonda sensibilità umana. A torto o ragione, i compagni di scuola maschi sembrano tutti insensibili, egoisti, prepotenti e… maiali. Ora in questa impressione così approssimativa c’è un fondo di verità. Infatti, la zona legata all’empatia e ai sentimenti è meno sviluppata nel cervello maschile che nel cervello femminile, e allo stesso tempo il testosterone rende la sessualità maschile molto più aggressiva e spicciola di quella femminile.”

    No, non c’è alcun fondo di verità. L’aspetto neurofisiologico che sostieni non ha fondamento scientifico (che io sappia). Ti concedo il lato sociologico.

    17 Ottobre 2011 – 15:10

    E’ questa una figurazione o credi davvero nella reificazione del racconto mitologico della creazione? (secondo l’antico testamento; superfluo affermare che esistono molteplici miti della creazione – ma questa è un’altra storia)

    La Bibbia parla un linguaggio simbolico, allegorico e figurale. Quindi, l’Eden, la mela, il serpente sono tutte immagini di qualche cosa che è reale.

    No, non c’è alcun fondo di verità. L’aspetto neurofisiologico che sostieni non ha fondamento scientifico (che io sappia). Ti concedo il lato sociologico e antropologico. In ogni caso sono curioso di sapere le tue fonti in materia di neuofisiologia e biochimica.

    http://www.lafeltrinelli.it/products/9788817034760/Il_cervello_delle_donne/Louann_Brizendine.html

    I buddisti veri devono far propria la compassione. In questo senso la critica che muovi verso di loro è infondata. Naturalmente non tutti i buddisti sono davvero praticanti (lo stesso si può dire di ogni confessione religiosa). In merito ai musulmani, sospendo il giudizio.

    Lo so, purtroppo in Occidente è dura a morire una immagine del tutto edulcorata, falsa e buonista del buddismo. Compassione o non compassione, nei paesi buddisti le donne sono trattate peggio dei cani. Informati.

    18 Ottobre 2011 – 00:04

    La Bibbia parla un linguaggio simbolico, allegorico e figurale. Quindi, l’Eden, la mela, il serpente sono tutte immagini di qualche cosa che è reale.

    ammesso e non concesso che il linguaggio simbolico e allegorico giustifichi la riproposizione di certe posizioni, vuoi gentilmente segnalare il referente reale? E per fortuna non segnaliamo il sole che doveva fermarsi nel cielo (il simbolismo qui è assente, l’ignoranza dei poveretti – sia pure colti da crisi mistica – no)

    http://www.lafeltrinelli.it/products/9788817034760/Il_cervello_delle_donne/Louann_Brizendine.html
    Mi riservo di leggere il testo. Mi auguro che presenti esperimenti e adeguata bibliografia scientifica
    Ti segnalo il seguente testo di neuroetica:

    A. LAVAZZA, G. SARTORI (a cura di)

    Neuroetica

    Scienze del cervello, filosofia e libero arbitrio

    Collana “Prismi”

    pp. 256, € 22,00
    978-88-15-14651-9

    #9 18 Ottobre 2011 – 16:02

    Premesso che non ho nessun interesse a parlare con te, perché sei la solita debole mente conformista che sa soltanto ripetere a pappagallo i dogmi del politicamente corretto (1 la chiesa cattiva ha fatto le crociate, ha bruciato gli omosessuali eccetera, 2 il terzo mondo è bello, l’occidente è brutto e cattivo), ebbene, premesso ciò, ripeterò per la centesima volta le solite cose che ripeto alle solite menti conformiste.

    E per fortuna non segnaliamo il sole che doveva fermarsi nel cielo (il simbolismo qui è assente, l’ignoranza dei poveretti – sia pure colti da crisi mistica – no

    Accidenti, sei più ignorante di quanto pensassi. Se è al processo Galileo che ti riferisci, ebbene né Bellarmino né nessun inquisitore ha mai sostenuto che la bibbia dovesse essere presa alla lettera, tanto è vero che la teoria eliocentrica di Copernico – devoto cattolico – era già accettata nelle università pontificie. A Galileo si contestava ben altro (leggi qui).

    Ti ripeto che il buddismo in quanto pratica non è responsabile delle pratiche da te ascritte.

    E invece sì, informati. Prova a chiedere al Dalai Lama che pensa delle donne.

    Potrei citare gli omosessuali perseguitati dal cattolicesimo come contro natura (il solito giusnaturalismo dogmatico) proprio qui in italia (ma non solo, purtroppo). Informati.

    Informati tu. Lo Stato pontificio è stato fra i primi ad abolire il reato di sodomia, rimasto in vigore nella maggior parte dei paesi europei fin quasi al Novecento. Per fare un solo esempio, Rimbaud finì in carcere con l’accusa di sodomia.

    18 Ottobre 2011 – 16:03

    Da quando un dogma si verifica empiricamente? O lo accetti o non lo accetti. E se la verifica – ammesso che si possa concedere – dovesse dare esito negativo?

    Allora, il dogma deve essere accettato, non le conseguenze del dogma. Che il peccato originale sia stato introdotto da un atto di disubbidienza dei progenitori, lo devo accettare come un dogma, dal momento che non ho gli strumnti per andare a verificarlo scientificamente. Tuttavia, che nel mio cuore ci sia il male, devo verificarlo io in prima persona. Se tu ritieni di essere senza peccato, se ritienei di essere migliore di quelli che riconoscono di essere peccatori, e quindi vanno a confessarsi, buona fortuna. So per esperienza che non c’è argomento che potrebbe convincere le persone come te della veridicità della fede. Semplicemente perché queste persone non sono innamorate di Cristo, e quindi si attaccano a tante scuse pseudo-teologiche (riguardo i dogmi, la teodicea eccetera) per andarsene. Ma se uno non ama Cristo, è giusto che se ne vada. Ripeto, buona fortuna.

    Ho chiesto un parere ad un amico professore di diritto costituzionale in merito alle tue dichiarazioni di superiorità della civiltà occidentale. Puoi trovarlo qui http://www.profstanco.splinder.com

    No, adesso non ho tempo da perdere. Quando proprio ne avrò, magari vado a farmi due risate.
    La mia homepage: http://reginadistracci.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente reginadistracci

    #12 06 Novembre 2011 – 11:20

    “Però tutte queste inclinazioni peccaminose si fondono insieme e formano quella inclinzione generale che ha nome… di maschilismo.”

    E’ proprio questo il fulcro, il veleno rabbioso, l’errore perennemente presente nei tuoi scritti e che invalida tanti e troppi tuoi articoli: il far coincidere il peccato maschile col maschilismo. Dal Catechismo: l’inclinazione al peccato si chiama concupiscienza, e non è maschile o femminile. Ma tu citi la venerazione, bene, ma veneri l’uomo? anche quello peccatore? veneri la creatura di Dio anche se imperfetta? con piena evidenza purtroppo non lo fai. Certo, hai bisogno di essere amata onorata e venerata, e ciò è giusto bello. Ma questo è un frutto della redenzione, che ristabilisce la comunione, non di un fiume di accuse per altro viziate dalle ferite che hai e che non sono risolte. Conserva le energie per cose più feconde.
    utente anonimo (IP: 7f237f93376f546)

    #13 27 Novembre 2011 – 15:10

    sono una ragazza di 13 anni eppure so cosa è bene il maschilismoe mi pare ke tutti quelli che ahnno insultato la scrittice siano tutti de veri e propri MASCHILISTI leggete le cronache nere sulle donne che vengono struprate,leggete di quante donne vengono vendute o “semplicemente mandate a fare dei “lavoretti”agli amici del marito….Vi sembra giusto ????Senza andare troppo lontano andiamo in politica a osservare la legge sulla quota rosa…gli uomini,principalmente i maschilisti sono tt senza pregiudizi e cercano scuse solo per incolpare le donne….Vigliacchi!!!
    utente anonimo (IP: e7ad0bed8d7740b)

    #14 27 Novembre 2011 – 15:14

    scusate il mio commento è il num 13 ,la ragazza di 13 anni…volevo scusarmi xk il commento di prima lo volevo mandare al testo precedente…
    utente anonimo (IP: e7ad0bed8d7740b)

    #15 28 Novembre 2011 – 12:55

    A quanto pare, anche una ragazzina nata alla fine degli anni novanta è costretta a riconoscere che il mondo è distrutto dalla piaga purulenta del maschilismo.
    E rincaro la dose: complice un certo maschio-selvaggismo risiano, si sta rafforzando il mostro biblico di una cultura anti-donna che grida vendetta davanti a Dio.questa cultura sostiene primo che oggi le donne sono “troppo libere”, secondo che sono “stupide” e terzo che sono “tutte troie” e quindi bisogna punirle chiudendole a chiave dentro casa come fanno i talebani. Vergogna!!!
    Una donna su tre ha subito almeno una volta nella vita molestie a sfondo sessuale e violenza fisica vera e propria da parte del maschio. E di fronte a questa situazione, di fronte a questi dati così chiari, forniti dalle autorità, mica dalle femministe-cattive, i neo-maschilisti che sognano spose sottomesse e silenziose – fra i quali, riflettete bene, figura anche il norvegese che quest’estate ha fatto una strage in Norvegia – hanno l’impudenza di dire che oggi il mondo è rovinato dal fatto che le donne sono “troppo libere”! Certo, siccome anche le donne hanno il peccato originale, anche le donne commettono molti peccati. e’ assolutamente vero che alcune donne, fra le quali io non figuro, usano il loro corpo per piegare gli uomini al loro volere. Certo, le vetero-femmniste lesbiche hanno fatto molti danni, ed è giusto denunciarli uno per uno. Ma non si può continuare ad usare la critica a quel femminismo come pretesto per affermare una cultura neo-maschilista. Basta!!!!!!
    Vergognatevi. Voi sognate di rinchiudere tutte le donne nei ginocei, sognate di vietare loro di uscire per strada, sognate di vietare loro di studiare (perché dal vostro punto di vista che studia a fare una donna, tanto tutto quello che le serve è sapere scopare in tutti e due i sensi). Se volete la guerra, guerra avrete.
    E rincaro ulteriormente la dose: il maschilismo non è semplicemente un peccato, ma un peccato mortale.
    Io non odio gli uomini, perché se odiassi gli uomini dovrei odiare anche mio padre, che invece adoro.io non odio gli uomini, sono gli uomini che odiano me e le donne.
    Io non odio gli uomini, perché se odiassi gli uomini dovrei odiare anche mio padre, che invece adoro.io non odio gli uomini, sono gli uomini che odiano me e le altre donne. No, l’odio ci onorerebbe. Non ci odiano: ci disprezzano, disprezzano e sottovalutano la nostra intelligenza e il nostro genio. Questo loro disprezzo emerge quotidianamente nelle offese verbali a sfondo sessuale come quelle che su questo blog rivolgono a me: “tu stai qui a fare l’intellettuale perché sei racchia e nessuno ti scopa”. Perché il nucleo del maschilismo si anida lì: nella convinzione che la donna sia intellettualente inferiore, che non possa raggiungere le vette del genio, e che quindi meglio che se ne stia a casa a lavare i pavimenti.
    Ma sturatevi bene le orecchie: l’unica ragione per cui non c’è stata un Mozart donna o un Dante donna, è che i maschi non lo hanno consentito. Ma appena appena il controllo maschile si allenta, il genio feminile emerge prepotente. Ascoltate la musica celestiale, degna di Mozart, composta dalla donna di cui io sono la diretta discendente in senso spirituale: Hildegard von bingen. E leggete i suoi scritti di teologia, e guardate le sue miniature. E vergognatevi.
    io non odio gli uomini. Li adoro e li venero. Ma io adoro i veri uomini, i gentiluomini virili, forti e generosi. Non le mezze calzette senza gradezza e senza talento che per sentirsi qualcuno opprimono la donna, rendendola una bambola silenziosa e sottomessa. Perché i veri uomini, gli uomini con la maiuscola, gli uomini al cento per cento, NON SONO MASCHILISTI.

Non ti preoccupare se il tuo commento va in moderazione. Dal momento che ho poco tempo e molti problemi, sono costretta a bloccare i commenti di certe persone disoneste che, in passato, mi hanno fatto perdere troppo tempo con la loro bassa sofistica. Ma se ti esprimi in maniera civile, pacata e onesta, se non hai il vizio di aggredire i blogger con raffiche di sofismi, buoni soltanto per sciupare il tempo, le tue opinioni, le tue obiezioni e anche le tue critiche sono molto, molto gradite. Non serve l'indirizzo mail, basta il nome o, a scelta, un nick-name.

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